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giovedì 12 aprile 2018

Poste: dubbi sulla funzionalità di alcune modifiche all’organizzazione aziendale

La scrivente Organizzazione Sindacale ha volutamente atteso alcuni giorni prima di esternare alcune riflessioni rispetto ai contenuti dell’Ordine di Servizio nr. 14 del 29 marzo u.s., contenete importanti riorganizzazioni.
Pur comprendendo che i perimetri organizzativi di Poste Italiane sono di esclusiva pertinenza aziendale, sentiamo la necessita di manifestare alcune valutazioni di merito in relazione all’O.d.S. in argomento.
Desideriamo, in primo luogo, confermare una forte perplessità rispetto alla riduzione delle Macro Aree di recente progettazione. Ci sembra inappropriato per un’Azienda delle dimensioni di Poste Italiane, che fa della capillarità su tutto il territorio Nazionale uno dei suoi punti di forza ed in concomitanza dei processi riorganizzativi che vedranno nei prossimi mesi interessare tutta l’azienda nelle varie articolazioni, contrarre complessivamente le maglie della filiera gestionale, ed in particolare sul controllo e sulla gestione delle Risorse Umane, settore fondamentale in Poste Italiane. Questa scelta potrebbe avere una ricaduta anche sul modello delle Relazioni Industriali territoriali. Desideriamo sottolineare che il recente CCNL, così come l’accordo datato 08 febbraio scorso sulla Nuova Riorganizzazione del Recapito, rilancia la contrattazione di secondo livello; questo nuovo schema organizzativo rischia di inficiarne gli effetti positivi.
La scelta del Management è materia che per cultura non appartiene alla Slc Cgil. Ci riserviamo,

venerdì 12 maggio 2017

Garanzia Giovani: Cgil, rivedere Programma, Governo convochi parti sociali

Fino ad ora Garanzia Giovani si è rivelata tutt’altro che una garanzia: non ha colto le differenti esigenze dei Neet, ha escluso i giovani più deboli dall’accesso alla misura e non ha rafforzato la loro occupabilità. Il Programma deve cambiare. Il Governo ci convochi, abbiamo delle proposte”. Così Giuseppe Massafra e Tania Scacchetti, segretari confederali della Cgil.
Per i dirigenti sindacali tra le mancanze del Programma vi sono “il promesso e non ancora rispettato rafforzamento dei centri per l’impiego, che pure hanno fatto miracoli nell’accogliere e orientare i giovani che si sono iscritti al programma, e l’eccessivo ruolo attribuito alle agenzie per il lavoro”.
Inoltre – proseguono Massafra e Scacchetti – Garanzia Giovani si è rivelata non in grado di aiutare i giovani a implementare la loro occupabilità, poiché non ha garantito loro opportunità formative straordinarie e innovative”. “Al contrario – denunciano – oltre il 60% delle offerte è costituito da tirocini fittizi privi di una reale componente formativa, che si trasformano nell’ennesima forma contrattuale al ribasso che ha contribuito ad un’ulteriore svalorizzazione del lavoro”.
In occasione del rifinanziamento di Garanzia Giovani da parte dell’Europa, manifestiamo dunque la nostra preoccupazione. Il Programma deve cambiare”, aggiungono i segretari confederali della Cgil. “Occorre – spiegano in conclusione Massafra e Scacchetti – promuovere politiche di stimolo all’occupazione giovanile, investire sull’apprendistato e sulla buona formazione. 
Basta con la decontribuzione a pioggia, a politiche di soli incentivi che, invece di essere stimoli per la creazione di nuovi posti di lavoro, rischiano di essere regali per aziende che avrebbero assunto comunque”.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

lunedì 11 luglio 2016

Lavoro: Cgil, decreto modifiche Jobs act altra occasione persa

Da un lato il Governo avvia un confronto con i sindacati sul mercato del lavoro, e dall’altro presenta un decreto che contiene molti dei temi in discussione a quel tavolo: si tratta di una scorrettezza formale. Chiediamo all’Esecutivo di garantire la certezza di uno strumento normativo che permetta di recepire l’eventuale intesa tra le parti”. È stata questa la premessa di Serena Sorrentino, segretaria confederale della Cgil, all’audizione presso la Commissione Lavoro della Camera dei deputati sulle disposizioni integrative e correttive dei decreti sul lavoro, tenutasi questa mattina.
Scendendo nel merito del provvedimento in esame, Sorrentino ha illustrato i punti principali su cui la Cgil richiede all’organo parlamentare stralci o modifiche. Il primo nodo affrontato è stato quello del riordino della disciplina sul lavoro accessorio. La dirigente sindacale, dopo aver ricordato che la Cgil ha promosso una legge di iniziativa popolare in cui si prevede che questo torni ad essere “meramente occasionale”, ha chiesto lo stralcio dal decreto delle norme riguardanti il settore agricolo. “Esprimo la totale non condivisione della Cgil alle modifiche introdotte, sia la cancellazione del limite per gli imprenditori agricoli committenti ad avvalersi di tale tipologia per compensi non superiori a 2.000 euro, sia per quanto attiene la mancata integrazione di questi ultimi nelle norme introdotte sulla tracciabilità”. “Il combinato disposto delle due cose – spiega Sorrentino – comporta un elemento di dumping contrattuale e crea una discriminazione tra lavoratori

mercoledì 14 ottobre 2015

Cittadinanza: 'L'Italia sono anch'io', primo passo avanti, il testo va migliorato

"Un primo passo avanti, ma il testo va migliorato". Così la campagna 'L'Italia sono anch'io', di cui la Cgil è promotrice, commenta l'approvazione alla Camera del ddl sulla cittadinanza in un comunicato che si invia in allegato.
Per la Cgil "siamo di fronte ad un importante primo risultato, che arriva dopo anni di battaglia di cui siamo stati protagonisti".
La Camera approva la riforma della legge sulla cittadinanza. Un primo passo avanti, ma il testo va migliorato. 
L’Italia sono anch’io considera positivo che si sia finalmente arrivati al voto dell’Aula su una materia che da tempo sosteniamo andasse migliorata e adeguata alla mutata realtà sociale del Paese.
Si tratta comunque di un passo avanti, anche se la normativa non disegna la riforma che la campagna auspicava e per la quale ha raccolto e depositato in Parlamento nel 2012 oltre 200mila firme. Persistono, secondo la campagna, elementi di criticità, che ci auguriamo, nel passaggio al Senato, possano venire corretti.
In particolare due sono le questioni su cui si chiedono modifiche: la prima riguarda l’assenza di una norma che consenta la semplificazione delle procedure relative alla naturalizzazione degli adulti, con un trasferimento di competenze dal ministero dell’Interno ai sindaci e il superamento, attraverso norme certe di riferimento, della discrezionalità che oggi caratterizza le decisioni in materia. L’altra questione riguarda la previsione di uno ius soli temperato che condiziona il futuro di bambine e bambini alla situazione economica della famiglia, introducendo, col requisito del permesso Ue per lungo soggiornanti di uno dei genitori, una discriminazione che viola l’articolo 3 della Costituzione.
Italia sono anch’io si augura, che, in seconda lettura, la legge venga migliorata superando almeno le criticità più macroscopiche.
Per questo fa appello ai parlamentari perché diano prova di autonomia e senso di responsabilità nel varare una legge che riguarda il futuro del Paese.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

giovedì 1 ottobre 2015

Pensioni: Cgil, Cisl, Uil, da 5 a 15 ottobre presidi in tutta Italia per modificare Legge Fornero

CGIL, CISL e UIL, promuovono a sostegno della modifica della Legge Fornero una mobilitazione di tutte le strutture territoriali dal giorno 5 ottobre al giorno 15 ottobre davanti alle prefetture.
Per CGIL CISL UIL è urgente un intervento strutturale di modifica della legge Fornero che abbassi l'età di accesso alla pensione, reintroducendo una vera flessibilità in uscita e intervenendo sui lavoratori precoci. Ciò anche per favorire il turn over, quindi per incrementare l'occupazione giovanile.
Va inoltre varata la settima salvaguardia per i lavoratori esodati, e consentita l'applicazione dell'opzione donna, misure entrambe che non hanno bisogno di nuove coperture, così come vanno sanati alcuni tra i più macroscopici “errori” della legge Fornero, quali i macchinisti e quota 96 della scuola.
La mobilitazione avverrà con modalità stabilite dalle strutture territoriali.