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mercoledì 28 luglio 2021

Dl Semplificazioni: Landini, Sbarra, Bombardieri, bene Protocollo intesa

Il Decreto legge “semplificazioni bis” che è stato approvato definitivamente al Senato questa mattina, contiene alcune delle proposte di emendamento presentate da Cgil Cisl e Uil sul sistema di governance del PNRR ed in particolare la stesura del Protocollo di intesa tra Governo e Parti Sociali più rappresentative.

Riteniamo importante e positivo che il Parlamento abbia colto l’importanza della partecipazione e del confronto preventivo delle parti sociali come valore aggiunto delle politiche pubbliche in una fase così importante per il Paese. Il Protocollo nazionale di intesa con il Governo viene istituzionalizzato come lo strumento per definire il modello di relazioni sindacali sul Piano nazionale di ripresa e resilienza e quindi sugli investimenti e riforme a livello nazionale oltre che a livello territoriale.

Per la fase inedita che sta attraversando il Paese e per le sfide e le trasformazioni che dovremmo affrontare, la partecipazione, il confronto e la negoziazione con le rappresentanze sindacali maggiormente rappresentative per gli interessi generali di cui sono portatrici costituiscono garanzia per la tutela dei lavoratori e delle lavoratrici, dei giovani e degli anziani e per la coesione sociale, nell’interesse del Paese.  Tutelare il lavoro e creare nuova occupazione, affrontare le ricadute economiche e sociali sulle filiere produttive e industriali della transizione verde e digitale, superare divari territoriali, disuguaglianze economiche e sociali sono gli obiettivi fondamentali che anche attraverso le risorse del PNRR riteniamo definiscano un nuovo modello di sviluppo sostenibile dal punto di vista sociale, ambientale ed economico. Chiediamo che si proceda rapidamente e che a breve il Governo ci convochi per definire il Protocollo nazionale e regolare il modello di relazioni nel quadro complessivo del Piano nazionale.

Fonte: Ufficio Stampa Cgil

giovedì 14 dicembre 2017

Biotestamento: Cgil, risultato di grande importanza

Finalmente si dà merito alla lunga battaglia parlamentare per la dignità del fine vita iniziata nel 1985 da Loris Fortuna. Dopo un dibattito parlamentare che come triste consuetudine, anche su un tema tanto delicato non ha risparmiato bassezze, approssimazioni e vere e proprie menzogne, è stato raggiunto un risultato in sintonia con la realtà, di grande importanza sui fronti della laicità dello Stato, della dignità e libertà e dell’autodeterminazione della persona”. Così la segretaria confederale della Cgil Rossana Dettori e la responsabile Ufficio Nuovi diritti della Cgil nazionale Maria Gigliola Toniollo commentano l’approvazione della legge sulle Disposizioni Anticipate di Trattamento.
Le dirigenti sindacali si dicono “soddisfatte del traguardo raggiunto”, ma sottolineano una preoccupazione: “poiché ai medici si riconosce la possibilità di esercitare l’obiezione di coscienza, la volontà del paziente potrebbe non essere sempre e comunque rispettata e attuata”.
“Si apre ora – aggiungono – una prospettiva umanitaria di lavoro e di impegno rispetto a grandi questioni come il dolore del paziente, tema ancora oggi troppo rimosso e ignorato, e alla necessità di organizzare soluzioni che, se la persona lo desidera, portino alla domiciliarità nel fine vita”. Inoltre, il prossimo passo sarà “pretendere risorse, umane ed economiche, da destinare alla piena attuazione della legge”.
Nel ricordare chi tanto ha sofferto e si è battuto, come Piergiorgio Welby, Luca Coscioni, Fabiano Antoniani, Dominique Velati, Beppino Englaro e tante altre vite, riteniamo che questa giornata dimostri come la volontà politica, quando sostenuta e motivata da atti responsabili e da una sincera determinazione, possa portare a preziosi risultati”, sostengono Dettori e Toniollo.
Ci auguriamo vivamente pertanto – concludono – che la stessa fermezza sia messa in atto fino in fondo anche per l’approvazione immediata di un’altra legge di grande valore umanitario, quella sullo Ius Soli et Culturae”.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

mercoledì 15 novembre 2017

Approvare la proposta di legge sui Testimoni di giustizia: Associazioni e Sindacati scrivono al Presidente Grasso

Gentile Presidente Grasso,
Gentili Senatori,
vi scriviamo questa lettera nella consapevolezza che in questa fase finale di legislatura sono diversi i provvedimenti di cui viene richiesta l’approvazione. Tra questi, tuttavia, non possiamo non sottoporre alla Vostra attenzione, quello che a nostro giudizio è uno dei più importanti ovvero la proposta di legge di riforma della normativa in materia di testimoni di giustizia (PDL 3500, Bindi-Gaetti). Un tema sul quale anche la Commissione parlamentare antimafia ha redatto e approvato una specifica relazione, sulla quale l’Assemblea di Camera e Senato hanno da tempo espresso pieno consenso
attraverso l’approvazione di appositi atti di indirizzo.
Si tratta di un provvedimento già licenziato all’unanimità dalla Camera dei deputati nel mese di marzo e, alcune settimane fa, dalla Commissione Giustizia del Senato.
L’approvazione della proposta di legge non è solo uno dei punti che noi scriventi abbiamo inserito in un appello pubblico che abbiamo rivolto, a gennaio di quest’anno, al Governo e al Parlamento ma è, soprattutto, un provvedimento atteso da tempo dai testimoni di giustizia, ovvero da cittadini onesti, con un alto senso dello Stato, che hanno avuto il coraggio di denunciare dei gravi reati alle autorità competenti, contribuendo a bonificare l’Italia dall’invasività delle mafie, della corruzione e del

mercoledì 12 luglio 2017

La campagna l'Italia sono anch'io torna a chiedere con forza: Il Senato discuta e approvi la legge sulla cittadinanza entro fine luglio

È successo ancora una volta.
Ieri il Senato avrebbe dovuto avviare la discussione in Aula del Disegno di Legge di riforma sulla
cittadinanza. Così non è stato. La discussione del Decreto legge sui vaccini ha impegnato la gran parte della seduta.
La recente scelta del Governo di porre la questione di fiducia su altri due decreti legge (per il salvataggio delle Banche Venete e sul Mezzogiorno), ma non sul disegno di legge sulla cittadinanza, rende sempre più probabile un ulteriore slittamento della discussione della riforma a settembre.
La campagna 'L'Italia sono anch'io' esprime la sua più forte preoccupazione perché questo potrebbe comportare la definitiva archiviazione di una legge che più di un milione di bambini e ragazzi nati e/o cresciuti in Italia aspettano da lunghissimo tempo. La campagna elettorale alle porte e l'apertura della sessione di bilancio renderebbero sempre più difficile una definitiva approvazione della legge in autunno.
Le organizzazioni promotrici della campagna tornano dunque a chiedere al Parlamento e al Governo un atto di giustizia, di responsabilità e di lungimiranza e di mettere in agenda prima della

giovedì 15 giugno 2017

Cittadinanza: Cgil, approvazione legge atto di civiltà

L’approvazione della legge di riforma della cittadinanza è un atto di civiltà che non può essere ulteriormente rimandato”. Così Giuseppe Massafra, segretario confederale della Cgil.
“Dopo quasi due anni dal via libera della Camera e a cinque anni dalla consegna delle firme raccolte da ‘L’Italia sono anch’io’ per il riconoscimento dei diritti di cittadinanza ai migranti, non si può più aspettare”, sottolinea Massafra.
Finalmente – continua – oggi la legge è arrivata in aula al Senato, e pur avendo carenze e criticità, deve essere approvata rapidamente per permettere a circa un milione di ragazzi e ragazze di origine straniera di vedersi riconosciuta la cittadinanza italiana”. “Non è pensabile – sostiene – che prevalga quella parte di politica incapace di prendere decisioni perché viziata dalle pulsioni di chiusura, spesso xenofobe”.
Per il segretario confederale della Cgil “lo ius soli, che in questo provvedimento è previsto in una versione limitata, è il primo passo per una vera integrazione e inclusione non solo dei giovani nati sul territorio italiano, ma anche delle loro famiglie”. “I reali processi di integrazione – prosegue – contribuirebbero a diminuire le paure e le diffidenze presenti nella società”.
Per questo, insieme agli altri promotori della campagna ‘L’Italia sono anch’io’, siamo a Palazzo Madama per seguire i lavori, e – conclude Massafra – alle 12.30 esprimeremo le nostre valutazioni in un incontro con i giornalisti davanti al Senato”.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

martedì 2 maggio 2017

Beni confiscati: Cgil, Senato approvi riforma codice antimafia, basta melina

La riforma del codice antimafia è ferma al Senato, inspiegabilmente, da ormai due anni. È come se allo Stato non interessasse vincere la partita contro il potere mafioso operando in maniera coerente là dove la legge Rognoni-La Torre introduce il riutilizzo dei beni confiscati a fini sociali”. È quanto denuncia il segretario confederale della Cgil Giuseppe Massafra rivolgendosi alla Presidenza del Consiglio e in particolare al Ministro dell’Interno e al Ministro di Grazia e Giustizia.
Assistiamo in Italia ad una crescita vertiginosa dei sequestri e delle confische dei beni alle mafie, tra questi in particolare – spiega Massafra – spicca il numero enorme di aziende e attività produttive, che, al netto di quelle che sono unicamente scatole vuote, rappresentano una risorsa economica e occupazionale assai importante”. “Purtroppo – sottolinea – in assenza di una riforma e di un potenziamento numerico e professionale dell’Agenzia Nazionale dei Beni Sequestrati e Confiscati finiscono per produrre nuova disoccupazione”.
A fronte di tutto ciò, sostiene il dirigente sindacale, “il Senato invece di approvare rapidamente il testo di riforma del codice antimafia già votato alla Camera, blocca da due anni la discussione in Commissione Giustizia, la quale, inopinatamente, aggiunge di continuo nuove materie all’interno del provvedimento”. “A questo punto – prosegue Massafra – il sospetto della ‘melina’ per evitare

sabato 8 aprile 2017

Lavoro: Cgil, 6 maggio grande manifestazione a Roma

Una grande manifestazione a Roma il prossimo 6 maggio, perché dal “Decreto alla legge la sfida continua per conquistare la Carta dei diritti universali del lavoro”. E’ questa la decisione assunta dagli oltre 1500 quadri e delegati della Cgil che questa mattina si sono riuniti al Teatro Brancaccio di Roma.
L’iniziativa del sindacato ha avuto luogo, dopo che giovedì scorso la Camera dei deputati ha approvato il decreto legge recante disposizioni urgenti per l’abrogazione delle disposizioni in materia di lavoro accessorio nonché per la modifica delle disposizioni sulla responsabilità solidale in materia di appalti, per decidere come proseguire la campagna Referendaria e le iniziative di mobilitazione a sostegno della ‘Carta’.
Abbiamo vinto il primo round, ma non smobilitiamo”, ha detto il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, “Ora ci auguriamo che il decreto venga rapidamente approvato dal Senato”.
“In ogni caso – ha aggiunto il leader della Cgil – la battaglia per i diritti non si ferma perché vogliamo il reintegro in caso di licenziamento illegittimo e perché l’obiettivo finale è la legge di iniziativa popolare della Carta dei diritti universali del lavoro”.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

giovedì 17 marzo 2016

Energia: Senato accolga proposta stabilizzazione Ecobonus

“Finalmente la stabilizzazione dell’Ecobonus è stata calendarizzata. Siamo soddisfatti, ora auspichiamo che il 30 marzo il Senato accolga la proposta di stabilizzarlo fino al 2020”. Così in una nota il responsabile delle politiche energetiche Cgil, Antonio Filippi.
“La Cgil – ricorda il dirigente sindacale – sostiene da tempo la necessità di una stabilizzazione dell’Ecobonus per un periodo congruo a dare garanzie agli investitori, con un quadro normativo chiaro e stabile, e non di una proroga di anno in anno come si è fatto finora. Nella politica energetica e di programmazione – prosegue – sono stati inviati troppi segnali di instabilità e soprattutto di aleatorietà”.
Per Filippi “l’unica vera azione anticiclica messa in campo, in questi anni di fortissima crisi occupazionale, è stata il bonus del 65% delle detrazioni per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici abitativi, che ha generato: 28,5 miliardi di investimenti, 425 mila posti di lavoro, 12,5 milioni di operazioni nel patrimonio abitativo”. Un bonus, spiega il responsabile delle politiche energetiche Cgil, “che ha contribuito a qualificare il sistema imprenditoriale del settore, riducendo i consumi di energia, le bollette delle famiglie, l’inquinamento e che, soprattutto, ha favorito l’emersione del lavoro sommerso”. “Il governo – conclude Filippi – si impegni ad agire in tempi rapidi in questa direzione”.
Fonte: Rassegna Stampa Cgil

martedì 9 febbraio 2016

Beni confiscati: 'Io riattivo il lavoro' incontra Grasso, urgente approvazione ddl in Senato

"Chiediamo che il ddl n. 2134 sui beni confiscati, approvato in prima lettura alla Camera, sia discusso al più presto a Palazzo Madama, e che si arrivi ad una rapida approvazione. Lo abbiamo ribadito ieri al Presidente del Senato Pietro Grasso: sarebbe importante arrivare a questo risultato nell'anno del ventennale della legge 109/1996". Così i promotori della campagna 'Io riattivo il lavoro' (CGIL, LIBERA, ACLI, ARCI, AVVISO PUBBLICO, CENTRO STUDI PIO LA TORRE, LEGA COOP, SOS IMPRESA) a seguito dell'incontro con la seconda carica dello Stato.
"Sarebbe utile - spiegano - che i presidenti dei gruppi parlamentari, e alcuni li abbiamo già incontrati (Movimento Cinque Stelle e PD), calendarizzassero rapidamente la discussione, un passaggio importante a cui siamo arrivati dopo un lungo cammino iniziato con la raccolta firme e, il 3 giugno 2013, con la presentazione della proposta di legge di iniziativa popolare". "L'ampia discussione che è seguita - sottolineano le associazioni - ha arricchito notevolmente e positivamente l'impianto originario, producendo un testo unificato che ha raccolto il contributo e l'elaborazione di varie proposte di legge, e rappresenta l'incontro tra la volontà popolare e le istituzioni, che ne sono state interpreti e veicolo".
"La validità dell'impianto - continuano - è dimostrata inoltre dal fatto che il Governo ha voluto

venerdì 13 novembre 2015

Mafia: "Io riattivo il lavoro", grande vittoria approvazione legge su beni confiscati

COMUNICATO STAMPA ACLI, ARCI, Avviso Pubblico, Centro Studi Pio La Torre, CGIL, Legacoop, Libera, SOS Impresa

Roma, 12 novembre - L'approvazione ieri da parte della Camera dei Deputati della Proposta di Legge di Iniziativa Popolare (L. 1138 - Misure per favorire l'emersione alla legalità e la tutela dei lavoratori delle aziende sequestrate e confiscate alla criminalità organizzata), rappresenta in primo luogo una vittoria per tutti coloro che, firmando la proposta durante la campagna “Io Riattivo il Lavoro”, hanno creduto in questo processo riformatore e l'hanno sostenuto.
Vogliamo cogliere l'occasione per ringraziare inoltre quanti, a partire dal Presidente della Commissione Giustizia Donatella Ferranti e dal Relatore Davide Mattiello, l'hanno sostenuta e poi votata in Aula.
Il testo approvato contiene novità importanti e positive, soprattutto per quanto riguarda ruoli e funzioni dell'Agenzia nazionale e l'indispensabile supporto anche di natura finanziaria alle aziende, con cui salvare quelle sane e tutelare i lavoratori. Ci sono poi deleghe assegnate al Governo, come il sostegno alla riemersione dal lavoro nero, rispetto alle quali ci aspettiamo adesso una rapida e concreta decretazione a partire dalle necessarie coperture finanziarie.
Insomma ci troviamo di fronte a un passaggio importante che speriamo venga confermato altrettanto rapidamente dal Senato.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

mercoledì 14 ottobre 2015

Cittadinanza: 'L'Italia sono anch'io', primo passo avanti, il testo va migliorato

"Un primo passo avanti, ma il testo va migliorato". Così la campagna 'L'Italia sono anch'io', di cui la Cgil è promotrice, commenta l'approvazione alla Camera del ddl sulla cittadinanza in un comunicato che si invia in allegato.
Per la Cgil "siamo di fronte ad un importante primo risultato, che arriva dopo anni di battaglia di cui siamo stati protagonisti".
La Camera approva la riforma della legge sulla cittadinanza. Un primo passo avanti, ma il testo va migliorato. 
L’Italia sono anch’io considera positivo che si sia finalmente arrivati al voto dell’Aula su una materia che da tempo sosteniamo andasse migliorata e adeguata alla mutata realtà sociale del Paese.
Si tratta comunque di un passo avanti, anche se la normativa non disegna la riforma che la campagna auspicava e per la quale ha raccolto e depositato in Parlamento nel 2012 oltre 200mila firme. Persistono, secondo la campagna, elementi di criticità, che ci auguriamo, nel passaggio al Senato, possano venire corretti.
In particolare due sono le questioni su cui si chiedono modifiche: la prima riguarda l’assenza di una norma che consenta la semplificazione delle procedure relative alla naturalizzazione degli adulti, con un trasferimento di competenze dal ministero dell’Interno ai sindaci e il superamento, attraverso norme certe di riferimento, della discrezionalità che oggi caratterizza le decisioni in materia. L’altra questione riguarda la previsione di uno ius soli temperato che condiziona il futuro di bambine e bambini alla situazione economica della famiglia, introducendo, col requisito del permesso Ue per lungo soggiornanti di uno dei genitori, una discriminazione che viola l’articolo 3 della Costituzione.
Italia sono anch’io si augura, che, in seconda lettura, la legge venga migliorata superando almeno le criticità più macroscopiche.
Per questo fa appello ai parlamentari perché diano prova di autonomia e senso di responsabilità nel varare una legge che riguarda il futuro del Paese.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

mercoledì 13 maggio 2015

Rai: Cgil e Slc-Cgil, DDL riforma, fuori partiti perché entra il governo

Roma, 14 maggio - La delegazione Cgil e Slc Cgil, composta dal dirigente di corso d'Italia Antonio Filippi e dalla segretaria nazionale della categoria Barbara Apuzzo, audita oggi in VIII Commissione del Senato - Lavori pubblici, comunicazioni, ha avanzato le prime cinque osservazioni sul testo del Ddl di riforma della Rai presentato dal governo.
Innanzitutto desta molta preoccupazione la proposta di doppia delega in bianco al Governo, una in materia di finanziamento e l’altra relativa alla riscrittura del testo unico radio-televisione. Non vengono infatti nel Ddl menzionati i principi decisivi dell’indipendenza e delle risorse così come nessun accenno viene fatto sugli strumenti necessari per combattere l’evasione del canone.
La prima osservazione attiene al fatto che si provvede ad un intervento sulla RAI in assenza di una visione organica relativa a tutto il sistema dell’informazione e della comunicazione, a partire dallo sviluppo delle nuove piattaforme digitali, al sistema delle reti, fino al mercato pubblicitario che interessa direttamente tutto il settore editoriale, mantenendo invariate le storture introdotte dalla legge Gasparri.
Sembrerebbe inoltre eliminato il tetto pubblicitario per la RAI. Ciò risulterebbe “a compensazione” dell’evidente minor gettito del Canone. Questo produrrà una ulteriore penalizzazione del settore editoriale e dell’emittenza locale senza peraltro dare certezza delle entrate