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domenica 21 febbraio 2021

Morte Ferrara: Landini, ci lascia uomo cultura e grande costituzionalista, sempre vicino a lotte movimento lavoratori

“La morte di Gianni Ferrara, avvenuta ieri sera, ci addolora profondamente. Ci lascia un uomo di grande cultura e un grande costituzionalista”. Lo afferma il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini.

“Gianni Ferrara – ricorda il numero uno della Cgil – ha insegnato nelle Università di Genova, Napoli e Roma. Alla sua scuola si sono formate generazioni di docenti di diritto costituzionale. Non è stato solo uno studioso rigoroso e raffinato, ma un vero e proprio ‘militante della Costituzione della Repubblica’, come ebbe modo di definirsi. Amava la Costituzione a tal punto da volere che ‘si dispiegasse nella piena effettività giuridica e sociale’”.
“Per questo – aggiunge Landini – coniugò in tutta la sua vita il lavoro teorico con la militanza politica, scegliendo la sinistra per condurre le sue battaglie (il PSI prima, il PCI poi) e ricoprendo anche incarichi istituzionali di rilievo. Fu capo di gabinetto di Francesco De Martino nel Governo Colombo e Deputato nelle legislature IX e X”.
Ci mancherà – conclude il segretario generale della Cgil – la sua sapienza, il suo partecipare, mai venuto meno, alla causa del movimento dei lavoratori e alle sue lotte. E anche la fermezza, accompagnata non di rado da una tagliente ironia, con la quale sosteneva le sue idee. Esprimo il cordoglio mio personale e di tutta la Cgil alla famiglia”.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

mercoledì 5 agosto 2020

Zavoli: Landini, scompare intellettuale poliedrico

“Con Sergio Zavoli scompare non solo un grande giornalista, ma un intellettuale poliedrico: scrittore e politico, autore di importanti reportage e programmi televisivi”. Così, in una nota, il segretario generale della Cgil Maurizio Landini.
“L’informazione e la televisione pubblica rappresentavano per lui strumenti essenziali per la crescita culturale e civile del Paese. Il suo lavoro – prosegue Landini – cercava di dare espressione alla vita reale e alla conoscenza dei fatti proprio per stimolare uno spirito critico e un risveglio delle coscienze a fronte di una società che tende a banalizzare i messaggi”.
“Memoria e identità quali viatici per ripensare concretamente il domani del nostro Paese e dell’Europa. Non possiamo inoltre dimenticare – aggiunge il leader di corso d’Italia – la sua vicinanza più volte espressa al mondo del lavoro e il suo riconoscimento per il ruolo svolto dal sindacato e, in particolare, dalla Cgil”.
“Alla famiglia di Sergio Zavoli va il mio profondo cordoglio e quello di tutta la Confederazione”, conclude il segretario generale della Cgil.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

lunedì 22 ottobre 2018

Accornero: Cgil, profondo cordoglio per sua scomparsa, suoi studi restano punto di riferimento

Prof. Aris Accornero
La Cgil esprime profondo cordoglio per la morte di Aris Accornero, professore di Sociologia industriale dell’Università di Roma “La Sapienza”, scomparso questa notte all’età di 87 anni dopo una breve malattia.
Profondo conoscitore del mondo del lavoro, iniziò la sua carriera come operaio alla Riv di Torino. Membro della Commissione interna, considerato scomodo a causa del suo impegno politico e sindacale, fu uno dei tanti licenziati per rappresaglia di quegli anni. Giornalista e commentatore per il quotidiano del Partito Comunista, l’Unità, alla fine degli anni sessanta diventò direttore di Rassegna (1968 -1971), direttore de I Quaderni di Rassegna sindacale per poi approdare nel mondo accademico. 
Fin dal suo primo libro del 1959, “Fiat confino. Storia della O.S.R.”, Accornero non smette mai di occuparsi di lavoro, della condizione operaia dentro e fuori la fabbrica, delle trasformazioni sociali e di relazioni industriali.
Numerose le ricerche e i libri che nel corso della sua carriera ha svolto e scritto. Di lui si ricorda in particolare l’attenzione che ha sempre dedicato all’universo Fiat e ai cambiamenti della condizione lavorativa dei giovani.
Professore emerito, apprezzato ricercatore, fine intellettuale non ha mai scordato le sue origini e la cultura appresa in fabbrica. Nel corso della sua carriera è stato sempre vicino ai lavoratori e al

domenica 3 settembre 2017

Dalla Chiesa: Cgil, 35 anni fa moriva martire dello Stato

Il Generale Dalla Chiesa fu un martire dello Stato che con il proprio esempio ha contribuito a fare in modo che la lotta alla mafia diventasse l’ossessione positiva di un Paese che vuole essere libero”. Così il segretario confederale della Cgil Giuseppe Massafra in occasione del trentacinquesimo anniversario della morte del Generale dei carabinieri avvenuta il 3 settembre del 1982, quando ‘Cosa Nostra’ eliminava, sotto una pioggia di proiettili in via Carini, Carlo Alberto Dalla Chiesa, la moglie Emanuela Setti Carraro e l’agente di scorta Domenico Russo.
Il Generale Dalla Chiesa – aggiunge Massafra – ha dedicato tutta la sua vita ad affermare il potere delle Istituzioni. Un potere che non può essere lasciato nelle mani di prevaricatori, prepotenti o disonesti”. “Lo ricordiamo, e sempre continueremo a ricordarlo – prosegue – come grande esempio morale, di passione civica, di attaccamento allo Stato, di abnegazione nella lotta contro le forze del crimine, della violenza, di tutto ciò che era contro lo Stato. Nel solco di questo insegnamento deve continuare il nostro impegno. Un impegno che non vuole essere solo memoria, testimonianza tangibile del passato, ma speranza concreta di futuro”.
Secondo il segretario confederale della Cgil “la mafia si sconfigge contrastandola con politiche sociali, economiche, istituzionali, mirate a ridurre povertà e ingiustizia sociale, diseguaglianza e prevaricazione, corruzione ed evasione fiscale ed estendendo la democrazia attraverso la partecipazione dei cittadini e una rappresentanza politica che rifugga da ogni forma di arroganza autoreferenziale. Ma sopratutto – conclude Massafra – si sconfigge, come sosteneva lo stesso Dalla Chiesa, quando nessuno, in questa difficile battaglia, sarà più lasciato solo”.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

venerdì 16 settembre 2016

Ciampi: Camusso, uomo con altissimo senso istituzioni, segnò l’avvio della concertazione

Ci lascia uno statista, un partigiano, un uomo giusto, con un altissimo senso delle istituzioni, che con grande equilibrio, impegno, competenza e responsabilità ha saputo ricoprire le più alte cariche dello Stato in anni straordinariamente difficili per il nostro Paese”. Così il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, ricorda il Presidente emerito Carlo Azeglio Ciampi.
La sua azione – aggiunge il leader della Cgil – ha sempre avuto come riferimento e guida la democrazia, la Costituzione, il bene del Paese, l’attenzione ai lavoratori e ai deboli. Ciampi ha sempre posto attenzione alla Costituzione materiale del Paese, ai legami forti della società civile, alla rappresentanza degli interessi che considerava indispensabili alla realizzazione dei valori repubblicani”.
Fu Carlo Azeglio Ciampi – ricorda Camusso – che nel 1993, allora presidente del Consiglio, firmò con le parti sociali l’accordo sulla politica dei redditi e sull’occupazione, sugli assetti contrattuali, sulle politiche del lavoro e sul sostegno al sistema produttivo, che segnò l’avvio della concertazione e del risanamento economico dell’Italia e che avrebbe portato, 10 anni dopo, all’ingresso nell’euro”.
Alla moglie, ai figli e a tutta la famiglia – conclude Camusso – esprimiamo il cordoglio e la vicinanza di tutta la Cgil”.

lunedì 15 febbraio 2016

Emanuela Bizi (Slc Cgil): giustizia lumaca per tecnico palcoscenico morto nel 2012

Emanuela Bizi (Slc)
Apprendiamo che il processo per la tragica morte di Matteo Armellini, deceduto nel marzo del 2012 mentre allestiva il palco per un concerto di Laura Pausini a Reggio Calabria, è stato riassegnato ad altro giudice. Il protrarsi dei tempi processuali rischia che non venga fatta giustizia, fatto che sarebbe assai grave.” Così dichiara Emanuela Bizi, segretaria nazionale Slc Cgil.
La madre coraggiosa del ragazzo ha rifiutato una ingente somma di denaro proprio per accendere un faro sulle condizioni in cui troppo spesso si opera in questo settore.”
Mancano norme legislative e controlli che sappiano rispondere alle esigenze di chi monta palchi ed attrezzature non solo per i concerti, ma anche per riprese e spettacoli in genere – prosegue la sindacalista. Per fortuna gli incidenti gravi non sono frequenti, ma è davvero indispensabile lanciare un grido di allarme affinché il legislatore e il sistema dei controlli accendano un faro sulle condizioni degli operatori e degli artisti.”
Aver introdotto i voucher e aver deciso che in questo caso non è più necessario chiedere le agibilità rischia di aggravare ulteriormente le problematiche – conclude Bizi. Chiediamo con forza che venga fatta giustizia per la morte di Matteo e siamo a fianco della madre in questa giusta battaglia.”