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lunedì 19 dicembre 2016

COMUNICATO STAMPA - SENTENZA AMIANTO ‘PIRELLI BIS’ “oggi uccisi per la seconda volta”

Milano, 19 dicembre 2016
In data odierna è stata emessa la sentenza del processo chiamata ‘Pirelli Bis’ scaturita da una seconda inchiesta negli stabilimenti milanesi a carico di nove ex dirigenti Pirelli, accusati di omicidio colposo e lesioni gravissime in relazione a 28 casi di operai morti o che si sono ammalati di forme tumorali a causa dell'amianto, dopo aver lavorato negli stabilimenti milanesi dell'azienda tra gli anni '70 gli anni'80.
In entrambi i processi la Camera del Lavoro di Milano insieme alla categoria del comparto gomma, la Filctem CGIL di Milano si sono costituite parte civile.
Il Tribunale ha assolto gli imputati (consigli di amministrazione - Pirelli - di allora) perché il fatto non sussiste o per non aver commesso lo stesso. A nostro giudizio, la sentenza emessa dal tribunale non rende giustizia alle famiglie delle Lavoratrici e dei Lavoratori coinvolti, aprendo scenari inquietanti rispetto alle responsabilità dei gruppi dirigenti nella tutela della salute dei propri dipendenti.
La Camera del Lavoro di Milano e la FILCTEM annunciano fin da ora che verrà valutata l’ipotesi del ricorso insieme ai propri legali dopo il deposito delle motivazioni della sentenza.
Come nel caso del processo Eternit di Torino, ancora una volta a pagare sono i Lavoratori oggi uccisi per la seconda volta.
Segretario Generale CGIL Milano
Massimo Bonini
Segretario Generale Filctem CGIL Milano
Alberto Motta

venerdì 13 maggio 2016

Processo Thyssen: Cgil, giustizia non può aspettare

La fiducia nella giustizia è un fondamento della convivenza civile, ma a volte si ha l’impressione che la legge per qualcuno, i dirigenti di una multinazionale, sia più uguale che per altri, i lavoratori che hanno perso la vita mentre erano di turno in una fabbrica priva di misure di sicurezza”. Così il segretario confederale della Cgil Fabrizio Solari commenta le ultime notizie relative al processo Thyssen dopo l’udienza davanti alla quarta sezione penale della Corte di Cassazione, riunita ora in camera di consiglio, in cui il Pg ha chiesto l’annullamento delle condanne per i sei imputati e un terzo processo di appello.
Gli infortuni e i morti sul lavoro continuano ad aumentare – sottolinea Solari – e dare un segnale di tolleranza in questa direzione, annullando le condanne e rimandando il giudizio, sarebbe ingiusto e sbagliato”. “Il rogo del 2007 – ricorda il segretario confederale della Cgil – ha ucciso sette operai che stavano lavorando in uno stabilimento in via di chiusura, dove gli impianti non si erano fermati nonostante le norme sulla sicurezza non fossero più rispettate”.
Le pene per i sei imputati sono già state mitigate, con una riduzione della portata storica della sentenza di primo grado. Dopo otto anni – conclude Solari – non sarebbe accettabile un ulteriore rinvio ad un nuovo processo, con la possibilità di nuovi sconti di pena: la giustizia non può aspettare”.
Fonte: Uffico Stampa Cgil

lunedì 15 febbraio 2016

Emanuela Bizi (Slc Cgil): giustizia lumaca per tecnico palcoscenico morto nel 2012

Emanuela Bizi (Slc)
Apprendiamo che il processo per la tragica morte di Matteo Armellini, deceduto nel marzo del 2012 mentre allestiva il palco per un concerto di Laura Pausini a Reggio Calabria, è stato riassegnato ad altro giudice. Il protrarsi dei tempi processuali rischia che non venga fatta giustizia, fatto che sarebbe assai grave.” Così dichiara Emanuela Bizi, segretaria nazionale Slc Cgil.
La madre coraggiosa del ragazzo ha rifiutato una ingente somma di denaro proprio per accendere un faro sulle condizioni in cui troppo spesso si opera in questo settore.”
Mancano norme legislative e controlli che sappiano rispondere alle esigenze di chi monta palchi ed attrezzature non solo per i concerti, ma anche per riprese e spettacoli in genere – prosegue la sindacalista. Per fortuna gli incidenti gravi non sono frequenti, ma è davvero indispensabile lanciare un grido di allarme affinché il legislatore e il sistema dei controlli accendano un faro sulle condizioni degli operatori e degli artisti.”
Aver introdotto i voucher e aver deciso che in questo caso non è più necessario chiedere le agibilità rischia di aggravare ulteriormente le problematiche – conclude Bizi. Chiediamo con forza che venga fatta giustizia per la morte di Matteo e siamo a fianco della madre in questa giusta battaglia.”