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lunedì 7 ottobre 2019

Lavoro: FDV Cgil, dal 2008 più occupati ma meno ore lavorate, cresce part time involontario e tempo determinato

Nel 2° trimestre 2019 il numero di occupati ha superato il livello del 2° trimestre 2008 (+283mila unità). È cambiata tuttavia in modo sostanziale la composizione dell’occupazione. I dipendenti full-time a tempo indeterminato sono calati nello stesso periodo di -544mila unità. Crescono invece fra i lavoratori dipendenti sia i part-time (+1,117milioni) che i tempi determinati (+726mila). È quanto emerge da un’elaborazione della Fondazione Di Vittorio su dati Istat (Rilevazione sulle Forze di Lavoro).Anche il numero di ore lavorate nel 2° trimestre 2019, secondo quanto emerge dallo studio della fondazione della Cgil, è ancora inferiore rispetto al dato del 2° trimestre 2008 (-5,1%).
Per il presidente della FDV, Fulvio Fammoni, “questi dati dimostrano che, se si prendono in esame le tipologie di lavoro, la qualità dell’occupazione italiana, nonostante la variazione positiva dello stock di occupati, peggiora sensibilmente, anche per le caratteristiche di ‘involontarietà’ che la contraddistinguono”.
L’impatto sul mercato del lavoro di un Pil stagnante da ben cinque trimestri e del mancato

lunedì 19 marzo 2018

Lavoro: FDV Cgil, ore lavorate (-5,8%) e unità di lavoro (-4,7%) rispetto al 2008, peggiora la qualità dell’occupazione

Nel quarto trimestre 2017 le ore lavorate sono state 667 milioni in meno rispetto al primo trimestre 2008 (- 5,8%). Calano di quasi 1,2 milioni anche le unità di lavoro (-4,7%)”. È quanto emerge dallo studio “Lavoro: qualità e sviluppo” elaborato dalla Fondazione Giuseppe Di Vittorio della Cgil.
Nell’Unione Europea a 15, – si legge nello studio – oltre all’Italia, anche Spagna, Grecia, Portogallo e Irlanda presentano nel quarto trimestre 2017 un numero di ore lavorate inferiore rispetto ai livelli che precedono la crisi (primo trimestre 2008). In Italia, però, lo scarto tra le due variazioni (occupati, ore lavorate), entrambe negative, è particolarmente marcato. E questo andamento è legato al peggioramento della qualità dell’occupazione nel nostro Paese. 
Negli ultimi cinque anni, infatti, sono aumentati fortemente i part-time involontari e, soprattutto negli ultimi due, le assunzioni a tempo determinato, portando l’area del disagio (attività lavorativa di carattere temporaneo oppure a part-time involontario) a 4 milioni 571mila persone, il dato più alto dall’inizio delle nostre rilevazioni. Peggiorano anche le condizioni dei lavoratori a tempo determinato, con un significativo incremento del part-time (+55% fra il 2015 e il 2017) e del numero dei contratti di durata fino a 6 mesi, passati da meno di 1 milione nel 2013 a più di 1,4 milioni nel 2017”.
Per il presidente della Fondazione Di Vittorio, Fulvio Fammoni, “Il numero totale degli occupati,