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martedì 1 dicembre 2020

Lavoro: mercoledì 2 dicembre presentazione IX rapporto Cgil-Fdv “Migrazioni e sindacato” con Landini

Domani, mercoledì 2 dicembreCgil e Fondazione Di Vittorio 
presenteranno il IX rapporto “Migrazioni e sindacato”. L’appuntamento sarà in diretta dalle ore 10 su Collettiva.it e vedrà la partecipazione del segretario generale della Cgil Maurizio Landini.

“Le migrazioni sono sinonimo di cambiamento, e a loro volta si trasformano interagendo con altri fenomeni”, si legge nella locandina dell’evento. “Questa edizione del volume Migrazioni e sindacato intende restituire uno sguardo sulla condizione dei lavoratori e delle lavoratrici migranti in rapporto con il sindacato, all’avvio di un passaggio storico segnato dalla pandemia di Covid-19”.

L’introduzione sarà affidata al segretario confederale della Cgil Giuseppe Massafra, e la presentazione del rapporto sarà a cura di Beppe De Sario, FDV, ed Emanuele Galossi, Inca Cgil. Seguirà il dibattito “Oltre la pandemia, nuovi confini e nuova società per le politiche migratorie”, coordinato dal presidente della Fondazione Di Vittorio Fulvio Fammoni, a cui parteciperanno il vice ministro dell’Interno Matteo Mauri e i segretari confederali di Cisl e Uil Andrea Cuccello e Ivana Veronese. Concluderà il segretario generale della Cgil Maurizio Landini.

Scarica il programma

Fonte: Ufficio Stampa Cgil

lunedì 7 ottobre 2019

Lavoro: FDV Cgil, dal 2008 più occupati ma meno ore lavorate, cresce part time involontario e tempo determinato

Nel 2° trimestre 2019 il numero di occupati ha superato il livello del 2° trimestre 2008 (+283mila unità). È cambiata tuttavia in modo sostanziale la composizione dell’occupazione. I dipendenti full-time a tempo indeterminato sono calati nello stesso periodo di -544mila unità. Crescono invece fra i lavoratori dipendenti sia i part-time (+1,117milioni) che i tempi determinati (+726mila). È quanto emerge da un’elaborazione della Fondazione Di Vittorio su dati Istat (Rilevazione sulle Forze di Lavoro).Anche il numero di ore lavorate nel 2° trimestre 2019, secondo quanto emerge dallo studio della fondazione della Cgil, è ancora inferiore rispetto al dato del 2° trimestre 2008 (-5,1%).
Per il presidente della FDV, Fulvio Fammoni, “questi dati dimostrano che, se si prendono in esame le tipologie di lavoro, la qualità dell’occupazione italiana, nonostante la variazione positiva dello stock di occupati, peggiora sensibilmente, anche per le caratteristiche di ‘involontarietà’ che la contraddistinguono”.
L’impatto sul mercato del lavoro di un Pil stagnante da ben cinque trimestri e del mancato

martedì 10 ottobre 2017

Crisi: FDV Cgil, in Italia il calo del Pil più forte della media europea e la ripresa più lenta

Il secondo rapporto della Fondazione Di Vittorio (Ottobre 2017) su “Lavoro e capitale negli anni della crisi” evidenzia, nel contesto europeo, da una parte l’Italia che ha perso di più e recupera meno (-7% il Pil nel 2016 rispetto al 2007), dall’altra Francia e Germania che, anche in virtù del buon andamento della domanda interna, sono tornate a crescere già dopo la caduta del 2009 e presentano nel 2016 un valore del Pil che supera, rispettivamente, del 5.2% e del 9.4% il valore del 2007. Anche la Spagna, che tra le grandi economie continentali è quella che insieme all’Italia ha sofferto di più il primo (2009) e il secondo (2012) shock recessivo, dal 2014 dimostra tassi di crescita sostenuti e nel 2016 ha recuperato quasi completamente le perdite patite (-0.5% rispetto al 2007). L’Italia, invece, stenta ancora a ripartire e la crescita del prodotto, benché le stime siano state di recente riviste verso l’alto, è ancora debole: le proiezioni elaborate a maggio configurano un saggio di crescita nettamente più alto per l’area Euro e collocano il Pil italiano nel 2018 ancora cinque punti sotto il valore del 2007.
Secondo il rapporto della fondazione della Cgil, “In Italia la crisi è stata più lunga a causa delle misure di austerità che hanno penalizzato la domanda interna e determinato un generale arretramento della nostra economia, il cui peso all’interno dell’eurozona tende a ridursi progressivamente. La ripresa in atto è accompagnata peraltro dalla stagnazione dei salari e non si vedono, al di là dei

venerdì 7 ottobre 2016

Lavoro: FDV Cgil, declino produttività in Italia da attribuire a riduzione investimenti e no a dinamiche retributive

Il PIL italiano è quello che ha maggiormente subito gli effetti della crisi e il nostro Paese è quello che ha registrato il calo maggiore della produttività. E’ quanto emerge dallo studio “Lavoro e capitale negli anni della crisi: l’Italia nel contesto europeo”, realizzato dalla Fondazione Di Vittorio Cgil. Un declino da attribuire, secondo lo studio, non alle dinamiche retributive, ma alla riduzione di investimenti, ricerca e innovazione.
La ricerca prende in esame alcuni dei principali indicatori economici in Italia dal 2007, l’anno che precede la grande crisi, fino al 2015 e li confronta con quelli dell’area euro e dei paesi europei a noi comparabili, come Germania, Francia e Spagna.
Le indicazioni che emergono sono nette. Il PIL italiano è quello che ha maggiormente subito gli effetti della crisi: facendo 100 l’indice del 2007, nel 2015 la Germania sale a 107,1%, la Francia a 103,4%, la Spagna scende a 96,7% e Italia a 91,7% con un calo di oltre 8 punti.
Nel quadro preso a riferimento dallo studio, in Italia sia la produttività totale dei fattori (-5,4% rispetto al 2007), che la produttività reale oraria del lavoro (-0,1% rispetto al 2007), sono le più basse fra quelle prese in esame e non certo – a parere della Fondazione – per la dinamica delle retribuzioni, come molti sostengono. La dinamica delle retribuzioni nominali reali nel periodo 2007/2015 è risultata, infatti, in Italia la più debole tra quelle dei paesi presi in esame.
Per la Fondazione Di Vittorio, dunque, il vero problema italiano si chiama “investimenti”, come dimostrano i 17 punti di ritardo dall’area euro, i 37 di distacco dalla Germania e l’andamento ancora