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venerdì 21 aprile 2017

Inps: Cgil, nel primo trimestre Cig in aumento. Servono riforme strutturali ammortizzatori

Incomprensibile l’entusiasmo del ministro Poletti sui dati diffusi quest’oggi dall’Inps relativi alla Cassa Integrazione di marzo 2017. Per tutte e tre le tipologie di cassa, ordinaria, straordinaria, in deroga, registriamo un aumento progressivo tra gennaio e marzo. Un chiaro segnale di sofferenza da parte delle aziende e delle imprese che si ripercuote sui lavoratori”. È quanto dichiara il coordinatore nazionale mercato del lavoro della Cgil Corrado Ezio Barachetti.
Nel dettaglio, il dirigente sindacale evidenzia come nel primo trimestre dell’anno la Cassa ordinaria sia aumentata del 34,5%, in crescita anche la straordinaria (+ 16,2%), e la deroga (+ 73,8%).
Inoltre, Barachetti denuncia “la parzialità dei dati relativi al ricorso agli ammortizzatori sociali. Mancano quelli sull’utilizzo del Fondo d’Integrazione Salariale, per i quali al 30 marzo, data dell’ultima rilevazione, il 69,5% delle domande non è stato ancora analizzato, mentre risultano respinte o cancellate molte delle domande analizzate, il 43%”.
Secondo il coordinatore nazionale mercato del lavoro, “l’insieme dei dati dimostra da una parte il perdurare delle crisi aziendali e la necessità di sostenere gli ammortizzatori per una durata maggiore rispetto alle limitazioni imposte dal Jobs act; dall’altra è evidente che il Fis non funziona, facendo venir meno il diritto all’universalità degli ammortizzatori sociali”.
Chiediamo quindi – conclude Barachetti – riforme puntuali e strutturali affinché a tutte le lavoratrici e a tutti i lavoratori sia garantita la continuità del sostegno al reddito”.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

mercoledì 15 febbraio 2017

Pil: Cgil, crescita modesta, ultimi della classe

“Una crescita ancora troppo modesta. Non è con un decimale in più o in meno che si ritrova la via della crescita, la crisi continua a gravare fortemente sul piano sociale, occupazionale e produttivo”. Così la segretaria confederale della Cgil Gianna Fracassi commenta le stime preliminari sul Pil diffuse questa mattina dall’Istat e avverte: “con questo ritmo di crescita ci vorranno ancora molti, troppi anni per tornare ai livelli pre-crisi, anche per salari e occupazione”.
“L’Italia, come evidenziato ieri dalla Commissione Ue – sottolinea la segretaria confederale – cresce meno di tutti gli altri Paesi europei, siamo gli ultimi delle classe. Il 2016 – ricorda – è stato l’anno della deflazione, e la bassa crescita del Pil nominale implica il rischio di una manovra correttiva, a connotazione recessiva”.
Per la dirigente sindacale “è evidente che resta un vuoto di domanda. Basta – prosegue – con l’austerità, con i tagli alla spesa e con le privatizzazioni, occorre una politica economica espansiva, più investimenti pubblici e privati, più occupazione, più reddito da lavoro. Le riforme utili al Paese non devono solo ristrutturare, ma devono ridare forma alla struttura economica e produttiva”.
Per questo la Cgil “continua a promuovere il suo Piano del Lavoro e il Piano straordinario per l’occupazione giovanile e femminile, l’importanza della contrattazione collettiva, la qualità dell’occupazione attraverso la Carta dei diritti universali e i due referendum a sostegno. Solo così – conclude Fracassi – si possono creare le condizioni per una nuova e più sostenuta crescita e per un nuovo modello di sviluppo più equo e sostenibile”.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil