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sabato 25 luglio 2015

Europa: Camusso, abbiamo straordinario bisogno di politica, ispirata ai principi socialismo europeo

L'Europa sta vivendo la più grande crisi politica dal dopoguerra, ma sono in pochi ad affrontare questo tema. Siamo nel mezzo di una crisi che è soprattutto di leadership e di pensiero. Non vedo nei soggetti che decidono l'idea di quello che fanno e la sensazione che si ha è che il contingente sia l'unica misura per le politiche che si stanno attuando”. Così, il segretario generale della Cgil Susanna Camusso nell'intervento conclusivo al convegno 'Per l'Europa. Ripartiamo dal manifesto di Ventotene' che si è tenuto questa mattina sull'isola di Ventotene.
Ma ‎se parliamo di Europa - continua - parliamo di politica. E noi abbiamo uno straordinario bisogno di politica, ispirata ai principi del socialismo europeo. Fino ad ‎oggi non abbiamo visto segnali di cambiamento.‎ Il nostro presidente del consiglio Renzi, subito dopo che il consiglio europeo si era pronunciato sul caso Grecia, ha sostenuto la necessità che l'Europa dovesse cambiare. Nel giro di una settimana, parlando della legge di stabilità, ha però ridimensionato di molto questo suo pensiero, accontentandosi di un po' più di flessibilità sul deficit. Non è così che si cambia l'Europa”.
Siamo in un Paese che si sta scavando la fossa - dice ancora Camusso -. I nostri giovani se ne vanno. La risposta non è nei sussidi, è nella creazione di lavoro. I giovani se ne vanno per crearsi un futuro, un progetto di vita. Ridurre le tasse non basta, serve una politica redistributiva. Bisogna fare politica anche rispetto al debito. Ed è un messaggio che vogliamo lanciare qui da Ventotene. Occorre fare una conferenza europea sul debito e vorremmo che l'Itala ne fosse promotrice”. “Siamo venuti qui a Ventotene perché siamo convinti che politica sociale e mondo del lavoro facciamo parte di un concetto chiamato pace. Se si fa la guerra al lavoro si costruiscono le condizioni per nuovi conflitti, e i conflitti - conclude Camusso - portano sempre a un peggioramento delle condizioni dei soggetti più deboli”.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

venerdì 24 luglio 2015

Sondaggio Cgil cala fiducia italiani nell'Unione Europea Ma pochi vogliono lasciare l'Euro

Quando oltre 70 anni fa Altiero Spinelli e gli altri estensori del Manifesto di Ventotene scrivevano un pezzo di storia d'Europa stilando il primo documento ufficiale sulla creazione di un'Europa federale non avrebbero mai potuto immaginare le difficoltà che le istituzioni europee, divenute nel frattempo realtà, avrebbero incontrato nel XXI secolo. La crisi greca, le politiche di austerity, l'immigrazione, la moneta unica, le diverse prospettive di politica estera sono alcuni dei temi che continuano a dividere gli Stati membri dell'Ue.
Divisioni e fratture che hanno inevitabilmente serie ricadute nell'opinione pubblica del continente, come certifica lo studio "Gli italiani e l'Europa" realizzato da Tecnè per la Cgil e presentato proprio a Ventotene, nell'isola simbolo dell'ideale europeo, dal segretario generale del sindacato di Corso d'Italia Susanna Camusso. I dati, raccolti nel luglio di quest'anno su un campione di mille persone, registrano un calo generalizzato nella fiducia degli italiani rispetto alle istituzioni locali, nazionali ed europee, più marcata nelle aree del Paese dove più forte è il disagio sociale (Sud e Isole) e, al contrario, un aumento nella convinzione circa la permanenza dell'Italia nell'Unione europea e nell'Euro.
I cittadini italiani percepiscono Bruxelles e le istituzioni europee sempre più lontani dai loro bisogni. L'Unione europea evoca per la maggioranza degli intervistati (il 55%) un'immagine negativa mentre è positiva per il 43,3%, un dato in aumento rispetto al dicembre 2013 quando era negativa per il 50,7%. I giovani però continuano a guardare a Bruxelles con più speranza (il 65% dei ragazzi fino a 29 anni ha un'idea positiva dell'Ue) mentre è nella fascia di età 30-44 anni il record di giudizi negativi (solo il 38% pensa all'Europa in modo positivo).
Fonte:  GIOVANNI CEDRONELa Repubblica