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lunedì 3 gennaio 2022

Telecom, sì al cambio appalto della ristorazione

Dopo lungo periodo e molte iniziative assunte dalle organizzazioni sindacali di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs, ad ogni livello, si è risolta con esito positivo la vertenza relativa al cambio di gestione del servizio di ristorazione presso le sedi di Telecom Italia spa". È quanto si legge in una nota sindacale congiunta.
"La vicenda coinvolge circa 270 lavoratrici e lavoratori, per la maggioranza donne, con contratti a part-time 'involontario', addetti alle mense e ai bar nelle strutture Tim, rimasti in condizioni di incertezza a causa della mancata applicazione della clausola sociale del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro al momento dell'aggiudicazione del servizio al nuovo operatore.
A fare il paio con questa situazione lo stop dei servizi di ristorazione presso le sedi Telecom dettato dal ricorso prolungato allo smart working da parte della committenza in uno scenario profondamente segnato dagli effetti dell'emergenza sanitaria ancora in corso".
"In questo contesto, su ripetute sollecitazione delle Organizzazioni Sindacali, si è avviato il confronto presso il ministero del Lavoro con il coinvolgimento di tutte le parti interessate (imprese uscenti Cirfood e Elior, impresa subentrante All Food e Telecom), che, nel tardo pomeriggio del 30 dicembre è giunto ad una sintesi ispirata dalla necessità di dare continuità occupazionale e reddituale a tutto il personale coinvolto nel cambio di gestione dell'appalto".
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

venerdì 25 novembre 2016

Call center Inps: Slc Cgil, il bando di gara dia garanzie a lavoratori e cittadini

In questi ultimi giorni si sono susseguite notizie sull’appalto per il servizio di call center INPS. Non ci permettiamo di entrare nel merito delle vicende giudiziarie, per rispetto della Magistratura che giustamente deve fare il suo corso. Consideriamo però necessario individuare gli strumenti utili a salvaguardare le lavoratrici e i lavoratori fino ad oggi occupati in questo appalto e nei relativi subappalti – dichiara una nota di Slc Cgil nazionale. In una fase in cui il settore dei call center è costellato di crisi occupazionali è evidente come la formulazione e la gestione della gara INPS sia fondamentale non solo per i lavoratori interessati ma per tutto il settore.”
Riteniamo quindi indispensabile che all’interno del bando per la prossima gara siano contenute alcune regole chiare. Innanzitutto chiediamo che sia esplicitato il divieto di assegnazione secondo il criterio del massimo ribasso, in coerenza del resto con quanto si sta discutendo proprio in queste ore negli emendamenti alla Legge di Stabilità in materia di delocalizzazione dei servizi di call center. Da tempo sottolineiamo la necessità di superare questo modello di attribuzione, anche quando il massimo ribasso è camuffato da “criterio economicamente più vantaggioso”, ad esempio, attraverso l’autocertificazione delle caratteristiche tecniche ad esclusivo vantaggio del fattore “prezzo”.”
Chiediamo inoltre – prosegue la nota – che nel prossimo bando sia fatto divieto di subappalto, garantendo così una maggiore trasparenza della filiera e una migliore tutela dei lavoratori. Ci

giovedì 3 dicembre 2015

Poste: Azzola, gara per appalto call center è atto di istigazione a delinquere

Nei giorni scorsi si è chiusa la prima fase della gara indetta da Poste per assegnare 4 lotti di attività di call center, per Poste e la sua controllata SDA Express. La pre-assegnazione dei lotti ha evidenziato immediatamente che gli importi offerti per vincere la gara sono tutti drammaticamente sotto il costo del lavoro, arrivando a toccare la cifra record di 0,296 centesimi per minuto di chiamata.” Così annuncia Michele Azzola, segretario nazionale Slc Cgil.
“Con tali importi non è possibile pagare nemmeno il mero costo del lavoro, evidenziando con chiarezza che tali attività saranno gestite attraverso forme “fantasiose” e con una caduta drammatica del servizio offerto. L’assegnazione, inoltre, crea drammi sociali in interi territori.”
In Calabria – dichiara Azzola – l’attività è stata tolta ad Abramo Contact (che aveva rilevato nei mesi scorsi il ramo d’azienda dal fallimento di Infocontact su cui le responsabilità di Poste sono evidenti) oppure nel Lazio in cui viene tolta l’attività a un’azienda partecipata direttamente da Poste e nata proprio da una cessione di una sua controllata oltre 10 anni fa, creando il paradosso di affossare un’azienda di cui Poste detiene una importante partecipazione. Per l’ennesima volta si sceglie in

martedì 25 novembre 2014

Call Center ‐ raccolta firme per denuncia a Commissione Europea

Parte oggi la raccolta di firme (qui potete scaricare il documento da far sottoscrivere ai lavoratori) per una denuncia alla Commissione Europea relativa all’errata trasposizione dei contenuti della Direttiva Europea 2001/23 in materia di tutele dei diritti dei lavoratori.
Lo annunciano le Segreterie Nazionali di Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil, nell’ambito delle iniziative che porteranno allo sciopero generale e alla Notte Bianca dei Call Center il prossimo 21 novembre.
Le crisi occupazionali che colpiscono migliaia di lavoratori, prosegue la nota, non sono figlie della crisi economica ma di un vuoto normativo che permette, nella successione dei medesimi appalti, di cambiare fornitore e lasciare disoccupate migliaia di persone.
In tutti gli altri Paesi europei la successione e il cambio di appalto è gestito attraverso tutele occupazionali, che nascono dalla direttiva, che tutelano i lavoratori, il loro salario e i loro diritti nel cambio di fornitore.
In Italia no! Nel cambio di appalto si agisce unicamente attraverso la compressione di salari e diritti in modo tale da garantire al committente il prezzo più vantaggioso e scaricando i costi sulle tasse dei cittadini (gli ammortizzatori sociali e gli incentivi) e sui lavoratori.
Tale norma ha anche l’effetto di definire un modello industriale, perché la difesa delle competenze e della qualità induce le aziende a qualificarsi per la capacità di offrire servizi di qualità a prezzi migliori, garantendo un più elevato standard di servizi ai cittadini che in questo modo non vivono, come accade in Italia, i Call Center come molestatori.
Per questo le Segreterie Nazionali raccoglieranno le firme dei lavoratori del settore, l’obiettivo è quello di superare le 10.000 adesioni, per inviarle al Presidente della Commissione Europea chiedendo un intervento sulla materia.
L’Europa non è solo burocrazia, ci sono decisioni europee che se recepite in Italia migliorerebbero di molto la qualità dei servizi e la vita dei lavoratori.


Le Segreterie Nazionali di SLC‐CGIL, FISTEL‐CISL e UILCOM‐UIL