Una settimana fa la Cgil ha consegnato in Cassazione le oltre 3,3 milioni di firme per i tre quesiti referendari che accompagnano e sostengono la Carta dei diritti universali del Lavoro. "La nostra iniziativa intreccia le questioni del lavoro alla crisi sociale, perché aumento della disoccupazione, crescita della precarietà, riduzione del reddito da lavoro stanno creando un ingorgo sociale. Gli anziani si sostituiscono ai servizi che calano, si erode il reddito dei risparmi, si crea grande preoccupazione per i giovani". Lo afferma il segretario confederale della Cgil, Danilo Barbi, ai microfoni di Italia Parla su RadioArticolo1.
Il lavoro, riflette Barbi, "è uno dei punti sostanziali della crisi sociale tra disoccupazione, precarietà e mancanza del reddito. La questione del lavoro - quindi - è quella che ha trainato il successo della nostra raccolta di firme: era evidente ai banchetti, è stato un modo di riaprire una discussione nel paese sul lavoro". Un tema che - grazie all'impegno della Cgil - torna al centro del dibattito: "Dai luoghi di lavoro ma le piazze, i territori e l'università, le scuole, si è tornato a parlarne - spiega il segretario -. In una crisi vasta come questa, da parte del governo si fanno politiche che continuano a svalorizzare il lavoro, questo sembra


