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lunedì 3 dicembre 2018

Disabili: Cgil, celebrare per promuovere i diritti

Ricordare sì, celebrare pure, ma l’importante è promuovere i diritti e il benessere delle persone con disabilità, così da garantire un rapido cammino verso lo sviluppo inclusivo e sostenibile”. È quanto dichiara la responsabile delle politiche per la disabilità della Cgil Nina Daita nella Giornata internazionale delle persone con disabilità.
Per la dirigente sindacale “i dati non sono certo confortanti: sono più di 800mila le persone con disabilità in cerca di lavoro iscritte al collocamento obbligatorio e la situazione, negli anni, tende a peggiorare, aumentano gli iscritti e gli avviamenti non sono affatto sufficienti”.
Apprezziamo le parole del nostro Presidente Mattarella, il quale sottolinea che abbiamo il dovere di assicurare a queste persone il diritto allo studio, al lavoro, all’espressione dei propri talenti. Per questo, c’è bisogno – aggiunge Daita – di un intervento efficace, congruo e ragionato per rendere meno difficile e sofferta la vita dei più fragili”. In particolare, sottolinea “sono indispensabili risorse adeguate per i servizi di inserimento lavorativo per i disoccupati con disabilità. Gli ultimi interventi legislativi in materia di lavoro hanno creato ancora maggiori disparità. Abbiamo più volte avanzato la richiesta di un ‘Piano straordinario per l’occupazione delle persone con disabilità’”.
Il lavoro cambia la vita di ciascun individuo, anche delle persone con disabilità rendendo la loro condizione più sicura e dignitosa. Dobbiamo impegnarci tutti con azioni concrete affinché – conclude Daita – venga raggiunta la piena occupazione e l’uguaglianza tra le persone”.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

giovedì 21 dicembre 2017

Posizione della CGIL sulla proposta di costituzione di una Autorità europea del lavoro

La CGIL condivide la necessità espressa dal Presidente Junker nel suo discorso sullo stato dell’Unione di fare in modo che “all’applicazione equa, semplice, ed efficace di tutte le norme dell’UE sulla mobilità dei lavoratori provveda un nuovo organo europeo di ispezione e controllo”.
Tale organo, pur potendo svolgere un ruolo importante – seppur con alcuni caveat – non eliminerà certo le numerosissime disparità che esistono nell’Unione e nell’Eurozona in materia di trattamento delle lavoratrici e dei lavoratori e di salario.
Servirebbero ben altre iniziative per porre fine o quanto meno arginare la competizione al ribasso in materia di salari e di diritti che sta provocando danni gravissimi all’economia europea e al benessere di cittadini e lavoratori.
La CGIL, in tale contesto, pur vedendo con favore le iniziative previste nel Pilastro europeo dei diritti sociali, auspica ulteriori interventi in questa direzione, a partire dalla discussione di uno strumento salariale europeo che abbia la finalità di arginare il dumping salariale, anche per i lavoratori in distacco o in mobilità transnazionale.
La CGIL, inoltre, condivide e sostiene le posizioni espresse dalla Confederazione europea dei sindacati nell’ambito dell’audizione dedicata dell’11 dicembre 2017 e contenute nella posizione approvata dal Comitato Esecutivo del 14 dicembre 2017.
Riteniamo infine utile ed urgente che l’Autorità svolga e coordini ispezioni e controlli a livello

venerdì 15 dicembre 2017

Bes: Cgil, preoccupante divaricazione sociale e territoriale. Investire sul lavoro

“L’Istat fotografa un Paese con una profonda divaricazione sociale e territoriale”. Così la segretaria confederale della Cgil Gianna Fracassi commenta la quinta edizione del Rapporto sul Benessere equo e sostenibile (Bes), presentata quest’oggi dall’Istituto nazionale di statistica.
Per la dirigente sindacale “il quadro d’insieme, esclusi alcuni timidi segnali di miglioramento, rappresenta un’Italia divisa trasversalmente dalle condizioni economiche. Aumenta la forbice tra la popolazione con i redditi più alti e quella con i redditi più bassi, e cresce la percentuale di persone a rischio povertà”. “Sul versante del lavoro – prosegue Fracassi – la qualità dell’occupazione peggiora per giovani e donne: impieghi poveri, part time involontario e maggiori difficoltà di conciliazione, dimostrate dal crescente numero di donne con figli che resta a casa”.
La dirigente sindacale sottolinea che la divisione del Paese non dipende solo dalle condizioni economiche, ma anche dal gap tra territori, poiché “le disuguaglianze tra Sud e Centro Nord sono sempre più nette, come dimostrano i campanelli d’allarme degli indicatori del lavoro e della povertà”.
Inoltre, “il Rapporto rivela che il Paese cura poco il suo territorio: aumentano gli incendi, la dispersione idrica, e dal 2008 l’indice di abusivismo edilizio è raddoppiato. I beni culturali non vengono valorizzati, siamo agli ultimi posti per spesa in cultura. Inoltre – aggiunge la segretaria confederale – si tutelano poco i giovani, che, sempre più spesso e soprattutto se laureati, decidono di partire”.
Secondo Fracassi “è necessario quindi mettere in campo soluzioni concrete, proprio a partire dai giovani, così come proponiamo nel nostro Piano straordinario per l’occupazione giovanile e femminile. Servono investimenti pubblici finalizzati alla tutela e alla manutenzione del territorio, ai bisogni sociali, alla ricerca, e soluzioni sul versante previdenziale”. “Per il lavoro e per il futuro previdenziale dei giovani siamo scesi in piazza sabato 2 dicembre e continueremo a farlo – conclude – perché pensiamo che il tempo delle soluzioni sia adesso”.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil