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mercoledì 27 ottobre 2021

Ddl Zan: CGIL, affossati diritti, nostra battaglia continuerà

"L’esito della votazione di oggi sul ddl Zan, ampiamente prevedibile dopo il via libera al voto segreto, affossa i diritti delle persone e riconsegna l'Italia al poco onorevole novero dei paesi che non si sono ancora dotati di una legge di contrasto ai crimini d’odio occasionati dall’orientamento sessuale e dall’identità di genere delle vittime.
Le persone gay, lesbiche e trans, le donne e i disabili continueranno ad essere relegati in un limbo fatto di violenza e negazione di diritti elementari come se si trattasse di cittadine e cittadini a tutela limitata". Questo il commento di Sandro Gallittu, responsabile Ufficio Nuovi diritti della CGIL nazionale, al voto del Senato sul disegno di legge di contrasto all'omolesbobitransfobia, al sessismo e all'abilismo.
"Siamo di fronte al trionfo della parte più reazionaria e integralista del nostro paese, a cui hanno contribuito parti importanti della stessa maggioranza che aveva approvato il testo alla Camera", sostiene il dirigente sindacale. "È facile prevedere - aggiunge - che ricominceranno i richiami dell’Unione Europea di fronte ai quali la nostra classe politica ha dimostrato totale sordità".
Inoltre Gallittu sottolinea che "l’azione antidiscriminatoria nei posti di lavoro, già colpita dalle riforme degli ultimi anni dell’art. 18 dello Statuto dei lavoratori, continuerà a risentire della mancanza di una legge di deciso contrasto alle discriminazioni".
"La nostra battaglia proseguirà - conclude - nel solco dei principi più volte enunciati in questi anni e al fianco della comunità gay lesbica e trans".
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

martedì 24 novembre 2020

Amazon: Cgil, 27 novembre ‘Red Friday’

Venerdì 27 novembre, in occasione del Black Friday, la Cgil promuove il suo ‘Red Friday. Sui diritti non si fanno sconti’, un’iniziativa a sostegno dei diritti dei lavoratori di Amazon che si svolge in contemporanea con la giornata d’azione mondiale ‘Make Amazon Pay’.

L’evento, che verrà trasmesso in diretta dalle ore 10 alle ore 13 su Collettiva.it, sarà aperto dalla segretaria confederale della Cgil Tania Scacchetti. A seguire interverranno: Brando Benifei, deputato al Parlamento europeo; Stanislao Di Piazza, sottosegretario di Stato al ministero del Lavoro; Christy Hoffmann, segretaria generale Uniglobal (Sindacato Mondiale del commercio, dei trasporti e servizi), Ilaria Masinara, Amnesty International Italia. Prenderanno la parola anche le delegate e i delegati di Amazon Italia. Le conclusioni saranno affidate al segretario generale della Cgil, Maurizio Landini. I lavori saranno coordinati da Cristian Sesena, responsabile Area Contrattazione e Mercato del Lavoro Cgil. (Scarica il programma)

“Il 27 novembre vogliamo narrare e far conoscere la realtà del lavoro in Amazon, una realtà diversa da quella patinata e perfetta raccontata nei suoi spot”. Così Tania Scacchetti presenta l’iniziativa in un video di Collettiva. Tra i temi al centro del confronto e sui quali la Cgil chiede risposte al gigante dell’e-commerce, come ricordato dalla segretaria confederale, “rispetto della salute e della sicurezza dei lavoratori, diritti sindacali, no a carichi e ritmi di lavoro usuranti, all’alta precarietà, a turni a volte impossibili, all’utilizzo invadente e pervasivo dei sistemi di controllo, alto turn-over”.

I video di presentazione del ‘Red Friday’ realizzati da Collettiva.it: “Amazon, sui diritti non si fanno sconti” e “Oltre il click, lo sfruttamento”

Fonte: Ufficio Stampa Cgil

giovedì 24 settembre 2020

Smart working: Cgil, definire diritti con contrattazione collettiva

Un primo incontro interlocutorio ma importante, che ha avviato una riflessione sul cambiamento del modello organizzativo del lavoro indotto da quella che è stata più una remotizzazione del lavoro che un vero e proprio smart working, utilizzata per contrastare gli effetti della pandemia. Ora è necessario capire cosa succederà nelle prossime settimane dopo la cessazione dello stato di emergenza, prevista per il 15 ottobre”. Ad affermarlo la segretaria confederale della Cgil Tania Scacchetti al termine del confronto di oggi con la Ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Nunzia Catalfo su smart working.
È importante – prosegue la dirigente sindacale – che vengano ripristinate le norme sul lavoro agile saltate con i provvedimenti emergenziali, a partire dal diritto all’accordo individuale o alla dotazione strumentale a carico delle aziende”. “Inoltre, è fondamentale – sottolinea la segretaria confederale – definire meglio le regole dello smart working, partendo dalla norma di riferimento, la legge 81 del 2017”. La dirigente sindacale ricorda che quest’ultima “ha sempre avuto il grave limite di non prevedere l’obbligo della contrattazione collettiva, che dovrebbe  invece essere fonte primaria per la definizione dei diritti, prima ancora che questi vengano pattuiti all’interno di un accordo individuale, come il diritto alla disconnessione e quelli alla salute e sicurezza, alla gestione dei tempi di lavoro”.
“Infine – conclude Scacchetti – abbiamo evidenziato alcune derive dell’utilizzo dello smart working, come la remotizzazione di intere attività che in alcuni settori potrebbe diventare anche strutturale, con preoccupanti effetti a cascata per altri settori, dai pubblici esercizi alla ristorazione collettiva”.

Donte: Ufficio Stampa Cgil

martedì 3 dicembre 2019

Disabili: Cgil, garantire lavoro, diritti e dignità

“Esprimiamo una forte preoccupazione per le oltre 770mila persone con disabilità iscritte ai centri per l’impiego in attesa non solo di un lavoro, ma anche di dignità. É importante quindi rivendicare e garantire non solo oggi, ma ogni singolo giorno dell’anno, i loro diritti e il loro benessere nel nome dell’uguaglianza e della piena partecipazione alla sfera politica, lavorativa, sociale, economica e culturale del nostro Paese”. Così la responsabile delle politiche per la disabilità della Cgil nazionale, Nina Daita nella Giornata internazionale delle persone con disabilità.
“Al Governo – prosegue la dirigente sindacale – chiediamo di affrontare il tema con più determinazione e impegno per aiutare sia le persone con disabilità che le loro famiglie che spesso vivono questa condizione con angoscia, preoccupazione e solitudine”.
Per Daita “è necessario, innanzitutto, cambiare il Jobs Act che, con l’introduzione della sola chiamata nominativa al lavoro, ha escluso i più fragili ed i più deboli, aumentando ancora di più le discriminazioni e i pregiudizi. Inoltre – conclude la responsabile delle politiche per la disabilità della Cgil – serve un piano straordinario per l’occupazione delle persone con disabilità, che possa riportare finalmente un pò di giustizia”.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

mercoledì 20 novembre 2019

Cgil, Cisl e Uil celebrano il trentennale della Convenzione ONU dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza

Oggi si celebra il trentennale della Convenzione ONU dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza del 1989.
Dopo tutti questi anni il bilancio però è ancora negativo, i diritti sanciti dalla convenzione non sono pienamente esigibili, al contrario le condizioni delle nostre bambine e bambini peggiorano: aumenta la povertà dei minori, i servizi sociali non sono messi nella condizione di rispondere pienamente ai loro bisogni, scarseggiano i percorsi educativi di qualità, le politiche di sostegno alla genitorialità sono insufficienti e l’ambiente e gli spazi in cui viviamo non sono  a misura di bambino.
Il miglior modo per celebrare la  Convenzione è un forte impegno per la sua piena applicazione, da parte di tutti gli attori responsabili, a partire dal governo sino a tutta la società civile.
Per tali motivi  Cgil Cisl e Uil hanno aderito all’Alleanza per l’infanzia e ritengono necessario ridurre le disuguaglianze e la povertà educativa minorile attraverso la definizione dei livelli essenziali delle prestazioni per l’infanzia e l’adolescenza, diffondere e qualificare percorsi educativi e servizi 0/6 anni per il raggiungimento degli obiettivi di Lisbona, garantire il sostegno alla genitorialità partendo dal recepimento e dall’attuazione della Direttiva Work Life Balance. Cgil Cisl Uil vogliono offrire un contributo al cambiamento di paradigma culturale necessario a porre le bambine e i bambini al centro di politiche mirate e integrate volte a promuovere il loro pieno sviluppo.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

giovedì 16 maggio 2019

Autonomia: Cgil, dal 21 al 24 maggio campagna ‘Prima i diritti uguali per tutti’

I diritti sociali fondamentali, salute, istruzione, lavoro, mobilità, tutela dell’ambiente, devono essere garantiti a tutti, a prescindere dal territorio in cui si vive. Finché questi non verranno assicurati, con i livelli essenziali delle prestazioni, con le leggi di principio e con un adeguato sistema di perequazione delle risorse, il progetto di autonomia differenziata, così come delineato dal Governo, determinerà solo un aumento delle già insostenibili diseguaglianze sociali e territoriali, e la Cgil non può che dire no”. Questo il messaggio che la Confederazione veicolerà dal 21 al 24 maggio in tutta Italia con la campagna nazionale di sensibilizzazione ‘Prima i diritti uguali per tutti’.
L’iniziativa d’apertura ‘Autonomia, effetti e ricadute sull’Italia e il Mezzogiorno’ si terrà martedì prossimo a Napoli alle ore 9.30, presso la sede della Cgil in via Toledo 353. Al dibattito, che sarà introdotto da Nicola Ricci, segretario generale Cgil Campania e moderato dal direttore del Corriere del Mezzogiorno Enzo D’Errico, interverranno: Adriano Giannola Presidente Svimez; Rosa D’Amelio Coordinatrice della Conferenza dei Presidenti dei Consigli Regionali; Mario Cosimo

martedì 30 aprile 2019

Rider: Cgil, il 1 maggio in piazza anche per i loro diritti

“Inaccettabili sei mesi di silenzio dall’ultimo incontro al ministero del Lavoro, e sono sempre meno credibili gli annunci del ministro Di Maio: vanno subito garantiti diritti e tutele ai riders. Per questo condividiamo le ragioni della mobilitazione annunciata dai lavoratori del food delivery per il 1° maggio, una protesta che chiede in primis alle imprese di tener conto delle loro ragioni. Saremo in piazza anche per i loro diritti”. Ad affermarlo la segretaria confederale della Cgil Tania Scacchetti.
Secondo la dirigente sindacale “non è più rinviabile la definizione di regole attraverso le quali migliorare la qualità del lavoro dei ciclofattorini, assicurando loro un salario giusto, il diritto alla malattia, alle ferie, al riposo, le tutele previdenziali e contro gli infortuni, i diritti alla privacy e alla trasparenza nell’uso degli algoritmi”.


“La via principale per regolare tutti gli aspetti del rapporto di lavoro è – sottolinea Scacchetti – quella di rimandare ai CCNL, a partire da quello della logistica. Eventuali norme legislative, che ampliano le tutele per i lavoratori dell’economia digitale, dovrebbero impedire – conclude – sfruttamento, lavoro a cottimo e contrastare l’assenza delle più minime tutele, pratiche purtroppo molto diffuse”.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

lunedì 29 aprile 2019

Primo maggio: Fnsi aderisce alla manifestazione nazionale di Cgil, Cisl e Uil a Bologna

La Federazione nazionale della Stampa italiana aderisce alla manifestazione nazionale del Primo Maggio indetta da Cgil, Cisl e Uil. L’adesione avviene nello spirito del patto di alleanza che lega il sindacato dei giornalisti italiani ai sindacati confederali. ”La difesa del lavoro e la lotta al precariato sono i punti qualificanti dell’azione delle nostre organizzazioni – ha scritto il segretario generale della Fnsi, Raffaele Lorusso, in una lettera ai segretari generali di Cgil, Cisl e Uil -. In un’epoca caratterizzata dall’aumento delle diseguaglianze e dal tentativo di cancellare i corpi intermedi della società e il ruolo dei sindacati, occorre fare fronte comune per riportare al centro valori e ideali, a cominciare dal lavoro, sanciti dalla Costituzione”. 
Lavoro, libertà, diritti e stato sociale – ha scritto Lorusso- sono priorità da affermare in un contesto non soltanto nazionale, ma anche e soprattutto europeo. Il lavoro è scomparso dall’agenda politica dei governi da molti anni e gli effetti sono sotto gli occhi di tutti. Riteniamo che sia necessario riportare al centro il lavoro, principale fattore di coesione sociale, insieme con i diritti ad esso connessi. Lo smantellamento del complesso di tutele e garanzie poste a fondamento dei rapporti di lavoro ha spalancato le porte a forme inaccettabili di precariato e di sfruttamento, nei confronti

giovedì 17 gennaio 2019

Caporalato: Cgil, sfruttamento si combatte con integrazione migranti

Se non si lavora su reali processi di integrazione per i migranti, i più deboli saranno sempre soggetti al gioco dello sfruttamento, della mafia e della criminalità organizzata”. È quanto dichiara il segretario confederale della Cgil Giuseppe Massafra a seguito dell’operazione delle forze di Polizia di Latina che hanno sgominato un’organizzazione specializzata nello sfruttamento del lavoro e del caporalato. “Riconosciamo il grande impegno dimostrato dalle forze dell’ordine. Questa vicenda – sottolinea il dirigente sindacale – dimostra, ancora una volta, che finché i migranti vivranno condizioni di privazione di diritti e di ricattabilità saranno sempre vittime del malaffare. Per uscire da questa ‘morsa’ è necessario avere la consapevolezza dell’importanza che i lavoratori immigrati rappresentano per l’economia del Paese, e vanno riconosciuti loro tutti i diritti, a partire da quelli del lavoro. 
Inoltre – conclude Massafra – sono indispensabili: la piena applicazione della legge contro il caporalato, a cui si è arrivati grazie alle denunce e alle battaglie di Cgil e Flai Cgil, e la piena integrazione dei migranti, purtroppo oggi bersaglio di propagande xenofobe”.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

lunedì 3 dicembre 2018

La salvaguardia dei diritti nell'era digitale

Disabili: Cgil, celebrare per promuovere i diritti

Ricordare sì, celebrare pure, ma l’importante è promuovere i diritti e il benessere delle persone con disabilità, così da garantire un rapido cammino verso lo sviluppo inclusivo e sostenibile”. È quanto dichiara la responsabile delle politiche per la disabilità della Cgil Nina Daita nella Giornata internazionale delle persone con disabilità.
Per la dirigente sindacale “i dati non sono certo confortanti: sono più di 800mila le persone con disabilità in cerca di lavoro iscritte al collocamento obbligatorio e la situazione, negli anni, tende a peggiorare, aumentano gli iscritti e gli avviamenti non sono affatto sufficienti”.
Apprezziamo le parole del nostro Presidente Mattarella, il quale sottolinea che abbiamo il dovere di assicurare a queste persone il diritto allo studio, al lavoro, all’espressione dei propri talenti. Per questo, c’è bisogno – aggiunge Daita – di un intervento efficace, congruo e ragionato per rendere meno difficile e sofferta la vita dei più fragili”. In particolare, sottolinea “sono indispensabili risorse adeguate per i servizi di inserimento lavorativo per i disoccupati con disabilità. Gli ultimi interventi legislativi in materia di lavoro hanno creato ancora maggiori disparità. Abbiamo più volte avanzato la richiesta di un ‘Piano straordinario per l’occupazione delle persone con disabilità’”.
Il lavoro cambia la vita di ciascun individuo, anche delle persone con disabilità rendendo la loro condizione più sicura e dignitosa. Dobbiamo impegnarci tutti con azioni concrete affinché – conclude Daita – venga raggiunta la piena occupazione e l’uguaglianza tra le persone”.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

mercoledì 14 novembre 2018

Autonomia: Cgil, garantire uguaglianza diritti in tutte le Regioni

L’autonomia non è una questione di competenze, ma una questione di uguaglianza. Sanità, prestazioni sociali, istruzione e formazione, lavoro e tutela dell’ambiente devono essere garantiti in tutte le Regioni, attraverso una legislazione nazionale e con un’adeguata copertura finanziaria”. È quanto sostenuto dalla Cgil nel corso della conferenza stampa sull’autonomia differenziata (attuazione dell’articolo 116 terzo comma della Costituzione), in relazione agli annunci del ministro Stefani sul raggiungimento delle prime intese tra Governo, Regione Veneto e Lombardia per il riconoscimento di maggiori forme di autonomia regionale e il coinvolgimento di ulteriori Regioni che hanno avanzato richieste analoghe.

In Italia, le gravi diseguaglianze nella fruizione di servizi pubblici essenziali – denuncia la Confederazione – dimostrano che la garanzia dei diritti fondamentali o è completamente assente o è condizionata dal territorio di residenza, con picchi di vera drammaticità nelle regioni meridionali”. (Slide)
La risposta alla mancata esigibilità ed uniformità dei diritti – prosegue la Cgil rivolgendosi a Governo e Regioni – non può essere l’attribuzione di maggiore autonomia ad alcuni territori, lasciandone indietro altri. Non si può rompere – aggiunge – il vincolo di solidarietà statuale e legare i trasferimenti di risorse alla capacità fiscale dei singoli territori e cancellare così il principio

lunedì 18 dicembre 2017

Giornata internazionale diritti migranti: Cgil, sia monito per assunzione responsabilità

“La ricorrenza di oggi deve essere un monito per richiamare i governi, le singole amministrazioni a livello nazionale, europeo e internazionale, ad un’assunzione di responsabilità nei confronti di persone che fuggono dalla guerra, dalla miseria e dalle persecuzioni. Donne e uomini troppo spesso condannati all’invisibilità e al razzismo, utilizzati come manodopera a basso costo. Il diritto a ricevere forme di accoglienza e di tutela riguarda tutti gli esseri umani, e oggi più che mai siamo qui per ricordarlo”. Così il segretario confederale della Cgil Giuseppe Massafra in occasione della Giornata internazionale per i diritti dei migranti.“Il 18 dicembre 1990 – ricorda Massafra – l’Assemblea generale delle Nazioni Unite adottò la Convenzione Internazionale sulla protezione dei diritti dei lavoratori migranti e dei membri delle loro famiglie. Dopo ventisette anni l’Italia e i paesi europei ancora non l’hanno ratificata e – sottolinea – il lavoro da compiere per il riconoscimento di questi diritti, per cui ci battiamo da tempo e per i quali nel 2005 abbiamo promosso la petizione popolare ‘Diritti senza confini’, è ancora lungo e faticoso”.
“Purtroppo lo dimostrano in modo lampante – prosegue Massafra – le condizioni di vita a cui sono sottoposti i migranti, il loro sfruttamento sul lavoro, il dramma umanitario e quotidiano dei morti. Lo dimostrano i numeri: milioni di uomini, donne e bambini tra sfollati, rifugiati e richiedenti asilo o protezione internazionale, a fronte dei quali – denuncia il segretario confederale – i governi europei non hanno

lunedì 4 dicembre 2017

Disabili: Daita (Cgil), bene ricordare e celebrare ma importante è guardare in faccia realtà

Ricordare sì, celebrare pure, ma l’importante è guardare in faccia la realtà. Sono quasi 800.000 le persone con disabilità in cerca di lavoro iscritte al collocamento, 80.000 solamente a Roma. La situazione negli anni tende a peggiorare ed attendiamo da più di un anno i dati ufficiali dal ministero del Lavoro”. Così la responsabile delle politiche per la disabilità della Cgil, Nina Daita, all’indomani della Giornata internazionale delle persone con disabilità.
“Il Programma d’azione biennale per i diritti delle persone con disabilità – ricorda la dirigente sindacale – non è stato ancora convertito in legge, pur essendo passato molto tempo dalla sua approvazione. I nostri uffici sono continuamente oberati da richieste di aiuto per il rispetto dei diritti delle persone con disabilità e delle loro famiglie”.
C’è bisogno – aggiunge Daita – di un intervento efficace, congruo e ragionato per rendere meno difficile e sofferta la vita dei più fragili. Gli ultimi interventi legislativi in materia di lavoro hanno creato ancora maggiori disparità. I servizi per l’impiego non hanno risorse e fanno quel che possono con gli strumenti a loro concessi. Inoltre, nell’ultima Legge di stabilità mancano congrue risorse, sia per l’occupazione che per i servizi alla persona, nonché un adeguato riconoscimento nel pacchetto previdenza del lavoro di cura”.
La Cgil – ricorda la responsabile delle politiche per la disabilità del sindacato – più volte ha chiesto un ‘Piano straordinario per l’occupazione delle persone con disabilità’”.
“L’inclusione – conclude Daita – è un diritto per le persone ed un dovere per le istituzioni. L’aumento delle disuguaglianze negli ultimi anni, accentuate dalle politiche economiche dei governi che si sono succeduti, vanno in senso diametralmente opposto”.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

venerdì 8 settembre 2017

Il Senato approvi entro settembre la legge sulla cittadinanza Basta rinvii. Non vogliamo più aspettare

Un sit-in a Piazza Montecitorio Roma, martedì 12 settembre, ore 14.00
Nonostante le dichiarazioni di esponenti del governo e della maggioranza che dicono di voler approvare la legge che riforma la cittadinanza in questa legislatura, non si sa ancora quando si terrà la discussione in Aula al Senato. Ricordiamo che lo stesso presidente del Consiglio Gentiloni aveva definito la riforma “una conquista di civiltà”.
Ci aspettiamo che sia dunque conseguente con le sue affermazioni, ricorrendo anche alla fiducia se necessario per velocizzare i tempi di approvazione.
Martedì 12 la riunione dei capigruppo deve decidere la calendarizzazione dei lavori. Noi chiediamo che il primo provvedimento all’ordine del giorno sia questo. Da troppo tempo aspettiamo che le promesse fatte si traducano in atti concreti e intanto un milione di giovani di origine straniera, nati o vissuti per anni nel nostro paese, non sono ancora cittadini italiani per legge, anche se lo sono di fatto.
Per questo protesteremo con un sit in a Piazza Montecitorio, visto che la Questura ha negato la possibilità di tenerlo nei pressi di Palazzo Madama, nonostante il permesso concesso invece qualche mese fa ai fascisti Casapound di riunirsi lì vicino per protestare proprio contro riforma.
Abbiamo però chiesto ai senatori, compreso il capogruppo del Pd Zanda, di raggiungerci perché ci ragguaglino sulle proposte di calendarizzazione dei lavori che faranno. Noi chiediamo che ci venga assicurato che entro settembre lo ius soli venga approvato. Non possiamo accettare che per calcoli

martedì 21 marzo 2017

Mafia: Cgil, solidarietà a Don Ciotti e vescovo Locri, in marcia per memoria e legalità

Esprimiamo indignazione per quanto accaduto a Locri e piena solidarietà a Don Luigi Ciotti e a Monsignor Francesco Oliva. Condanniamo quelle parole intimidatorie e come previsto domani, Giornata della Memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, saremo alla manifestazione nazionale di Libera e Avviso Pubblico per ribadire ancora una volta che la nostra battaglia continua e che l’unica strada per avere ‘più lavoro’ è quella della legalità e dei diritti”. Così il segretario confederale della Cgil Giuseppe Massafra commenta le scritte comparse questa mattina sul muro della sede del Vescovado di Locri.Non sono la ‘ndrangheta, lo sfruttamento, la violenza, la corruzione e il malaffare – prosegue Massafra – a poter dare risposte ad un territorio come la Calabria. Sono necessarie invece cultura della legalità, sviluppo, buona occupazione e pieni diritti. Ed è necessario impegno per sconfiggere una piaga che ormai attraversa tutto il Paese. Un impegno – sottolinea il segretario confederale – che la Cgil mette in campo ogni giorno e che continuerà e si allargherà ancor di più dopo intimidazioni come quella di oggi”.
Per questo – conclude – domani saremo insieme a Libera e Avviso pubblico, alla società civile e ai cittadini che condividono con noi il cammino contro la criminalità organizzata e per ricordare le vittime innocenti delle mafie”.
                                                                                                                         Fonte: Uficio Stampa Cgil

martedì 12 luglio 2016

Legge 194: Taddei (Cgil), risoluzione Comitato Ministri Consiglio d’Europa non modifica condanna definitiva del Comitato Europeo

La risoluzione del Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa in tema di interruzione volontaria di gravidanza ed obiezione di coscienza non modifica la condanna definitiva del Comitato Europeo dei diritti sociali e l’Italia resta sotto osservazione fino al prossimo rapporto nazionale, che dovrà essere inviato al Comitato nel 2017. Nel nostro Paese è accertata la violazione del diritto alla salute delle donne, del principio di non discriminazione e del diritto al lavoro e alla dignità sul lavoro dei medici non obiettori di coscienza: non ci si nasconda, è necessario rimuovere gli ostacoli alla piena applicazione della legge 194”. Così Loredana Taddei, responsabile Politiche di genere della Cgil nazionale, commenta il pronunciamento dei Ministri europei in merito alla decisione del Comitato dei Diritti Sociali sul reclamo collettivo presentato dal sindacato di corso d’Italia nel 2013.
La risoluzione – spiega Taddei – non interviene sulla condanna al nostro Paese, ma si inserisce nella procedura di monitoraggio successiva all’accertamento delle violazioni, riscontrate per la seconda volta in due anni, e il cui obiettivo è aiutare lo Stato a superare tale condizione”. “I ministri europei – continua – hanno dunque preso atto delle dichiarazioni del dicastero della Salute fornite lo scorso 24 maggio, sostanzialmente simili a quelle espresse nel corso della procedura e nelle Relazioni ministeriali del 2014 e del 2015, e della definitiva decisione di condanna del Comitato Europeo”.
La dirigente sindacale sostiene poi che la stabilita “congruenza” tra numero di medici non