Visualizzazione post con etichetta commissione. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta commissione. Mostra tutti i post

giovedì 17 settembre 2020

Previdenza: Cgil, da Governo prime risposte positive, ora impegni precisi

Sono emerse alcune prime importanti disponibilità del Governo a cui ora occorre dare concretezza”, dichiara il segretario confederale della Cgil Roberto Ghiselli al termine dell’incontro con il ministero del Lavoro sulla previdenza. “Il Ministro Catalfo, come richiesto dal sindacato, si è impegnato a prevedere nella prossima legge di bilancio sia la proroga dell’Ape sociale, con un possibile ampliamento della platea ai disoccupati e ai lavoratori con patologie invalidanti più esposti al rischio Covid, sia quella di Opzione donna. Ha annunciato – prosegue Ghiselli – un intervento per rafforzare la norma sui lavoratori precoci e la risoluzione dell’importante problema della copertura previdenziale dei part-time verticali, che sono soprattutto donne e giovani, e dei lavoratori esattoriali”.

Per quanto concerne gli esodati il Ministro ha comunicato che l’Inps ha effettuato un approfondimento relativo alla platea, ma non si è impegnato nel dare risposte concrete se non la disponibilità a proseguire il confronto. Inoltre, accogliendo una richiesta del sindacato, ha comunicato che si sta esaminando in sede tecnica il problema della rivalutazione del montante nel periodo di Pil negativo, per non compromettere i rendimenti futuri delle pensioni.

Per Ghiselli è “importante l’orientamento del Governo ad estendere anche ai lavoratori delle imprese

giovedì 15 ottobre 2015

Scioperi: Cgil, venir meno ruolo di equidistanza garante rischia diventare problema insormontabile

Il venir meno del ruolo di equidistanza della Commissione di Garanzia rischia di essere un problema insormontabile fino a diventare esso stesso origine di ulteriori tensioni”. Così il segretario nazionale della Cgil, Fabrizio Solari, risponde al presidente della Commissione di Garanzia sugli scioperi, Roberto Alesse, che questa mattina in audizione al Senato ha detto che “sarebbe necessario per legge che nel caso di grandi eventi di rilievo l’Autorità possa estendere l’obbligo di osservare la ' franchigia', periodo in cui non é possibile attuare astensioni dal servizio”.
Sul delicato tema della regolamentazione dello sciopero nei servizi essenziali - sostiene il dirigente sindacale - il problema non è, infatti, l’estensione della franchigia ai grandi eventi, cosa che peraltro è sempre stata assicurata da specifiche intese sindacali, come per il Giubileo del 2000 e, solo qualche mese fa, per l’Expo di Milano”.
Anziché, quindi, continuare a richiedere più poteri per reprimere gli scioperi - aggiunge Solari - sarebbe utile ci fosse un’analisi sul reale stato delle relazioni industriali. Rilevare, per esempio, che nel settore ferroviario gli scioperi si sono dimezzati mentre nel trasporto pubblico locale sono aumentati non ha senso se non si precisa che nel comparto ferroviario si è rinnovato il contratto mentre gli autoferrotranvieri lo aspettano da oltre otto anni”.
L’alto compito affidato alla Commissione di Garanzia è quello di contemperare il diritto di sciopero con i diritti dei cittadini. Concentrare l’attenzione solo sullo sciopero senza rilevare le anomalie nel comportamento delle controparti datoriali è come rompere il termometro per evitare di constatare di avere la febbre”, conclude il segretario della Cgil.

mercoledì 13 maggio 2015

Rai: Cgil e Slc-Cgil, DDL riforma, fuori partiti perché entra il governo

Roma, 14 maggio - La delegazione Cgil e Slc Cgil, composta dal dirigente di corso d'Italia Antonio Filippi e dalla segretaria nazionale della categoria Barbara Apuzzo, audita oggi in VIII Commissione del Senato - Lavori pubblici, comunicazioni, ha avanzato le prime cinque osservazioni sul testo del Ddl di riforma della Rai presentato dal governo.
Innanzitutto desta molta preoccupazione la proposta di doppia delega in bianco al Governo, una in materia di finanziamento e l’altra relativa alla riscrittura del testo unico radio-televisione. Non vengono infatti nel Ddl menzionati i principi decisivi dell’indipendenza e delle risorse così come nessun accenno viene fatto sugli strumenti necessari per combattere l’evasione del canone.
La prima osservazione attiene al fatto che si provvede ad un intervento sulla RAI in assenza di una visione organica relativa a tutto il sistema dell’informazione e della comunicazione, a partire dallo sviluppo delle nuove piattaforme digitali, al sistema delle reti, fino al mercato pubblicitario che interessa direttamente tutto il settore editoriale, mantenendo invariate le storture introdotte dalla legge Gasparri.
Sembrerebbe inoltre eliminato il tetto pubblicitario per la RAI. Ciò risulterebbe “a compensazione” dell’evidente minor gettito del Canone. Questo produrrà una ulteriore penalizzazione del settore editoriale e dell’emittenza locale senza peraltro dare certezza delle entrate