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giovedì 31 gennaio 2019

Pil: Cgil, dato prevedibile, il 9 febbraio in piazza per ridare lavoro, sviluppo e futuro al Paese

Non si tratta di una doccia fredda perché il dato era ampiamente previsto, non solo da tutti gli istituti nazionali e internazionali, ma anche da tutte le parti sociali. 
Da mesi la flessione della produzione industriale, del fatturato e degli ordinativi, dovuta alla sfavorevole congiuntura internazionale, prefigurava il rischio di recessione, che non a caso è arrivata prima in Italia, vista anche la debolezza della ripresa e in particolare, della domanda interna”. Così la Cgil, in una nota, commenta i dati Istat (-0,2% di variazione del Pil nell’ultimo trimestre 2018), che confermano il brusco rallentamento della crescita italiana e l’entrata in recessione tecnica.
Per il sindacato guidato da Maurizio Landini “non si può aspettare oltre e occorre rilanciare subito la crescita, lo sviluppo e l’occupazione, attraverso investimenti pubblici e la creazione di lavoro, misure del tutto insufficienti nella Legge di Bilancio appena approvata”.
Inoltre, secondo la Cgil, “la distanza fra la crescita effettiva del Pil e le irrealistiche aspettative del Governo genererà un impatto negativo anche sui conti pubblici, diminuendo ulteriormente le risorse per le politiche sociali, industriali e infrastrutturali”.
Per il sindacato di Corso d’Italia, “anche dai dati Istat degli occupati di dicembre emerge un’ulteriore conferma dello stato di recessione. Sebbene, infatti, il dato annuo evidenzi che l’occupazione sia

giovedì 7 maggio 2015

Istat: Cgil (Barbi), inadeguato e fuorviante ottimismo di Stato

Danilo Barbi (CGIL)
Inadeguato e fuorviante ottimismo di Stato rispetto alla criticità della situazione reale”. Così Danilo Barbi, segretario confederale della Cgil, commenta le previsioni economiche 2015-2017 diffuse quest'oggi dall'Istat.
I dati dell'istituto nazionale di statistica non rassicurano la Cgil perché, come spiega il dirigente sindacale “negli ultimi sette anni di crisi l'Istat, così come tutti i principali istituti nazionali ed internazionali di calcolo, ha sbagliato gran parte delle sue previsioni”. “Dietro a quello che sembrerebbe un semplice errore tecnico - continua Barbi - si nasconde invece una precisa volontà politica”. “Considerando l'eccezionalità della crisi, sarebbe opportuno mettere in dubbio l'adeguatezza dei sistemi matematici di calcolo utilizzati per le analisi economiche”.
In ogni caso - prosegue Barbi - se questa volta le previsioni si rivelassero esatte, il quadro che fotografano si confermerebbe tragico”. Infatti, spiega il sindacalista, il tasso di disoccupazione generale stimato resta al 12,5%, la disoccupazione giovanile rimane superiore al 40%: “così rischiamo di 'festeggiare un funerale'”.
Per sconfiggere una disoccupazione insopportabile - conclude Barbi - occorre cambiare le politiche economiche in Europa e in Italia, è necessario un piano straodinario per l'occupazione giovanile e femminile così come proposto dalla Cgil nel suo Piano del Lavoro”.

Fonte: Ufficio Stampa CGIL