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mercoledì 28 ottobre 2015

Sud: Cgil, Svimez conferma divario, basta ignorare Mezzogiorno

"I dati diffusi oggi da Svimez confermano il divario e il dualismo che caratterizza l'economia, i settori produttivi e le dinamiche sociali del nostro Paese, nonché l'inefficacia delle politiche di coesione messe in campo finora. La legge di stabilità, che ignora il Mezzogiorno, deve costituire l'occasione per definire un primissimo perimetro possibile degli interventi: il Governo non continui sulla strada sbagliata". Così Gianna Fracassi, segretaria confederale della Cgil, commenta il Rapporto Svimez 2015 sull'economia del Mezzogiorno, presentato questa mattina.
"Caduta dell'occupazione, crescita negativa e crollo degli investimenti ininterrotti dal 2008 ad oggi, calo delle esportazioni e dei consumi, aumento della povertà: tutti elementi tra loro comuni che confermano la tendenza alla frattura sociale ed economica della penisola", continua Fracassi. "Non saranno certo la previsione di un PIL in crescita dello 0,1% e un primo dato positivo sugli occupati nell'anno 2015 a permettere di recuperare il divario che si è determinato nei sei anni passati: occorrono concrete e definite politiche che mettano al centro un'agenda per il Mezzogiorno e per il Paese".
Per la segretaria confederale della Cgil "i dati confermano l'inefficacia delle politiche di coesione di questi anni, che hanno affidato impropriamente ai fondi strutturali obiettivi di crescita e di superamento del divario, facendo venire meno il carattere di addizionalità e di complementarietà

giovedì 16 luglio 2015

ESODATI: Ultimi dati aggiornati al 13 Luglio 2015

In attesa della settima salvaguardia di cui la stampa specializzata ne dà periodicamente notizia, pubblichiamo i dati forniti dall'Inps aggiornati alla data del 13 luglio 2015.

La Segreteria SLC-CGIL Brescia

giovedì 7 maggio 2015

Istat: Cgil (Barbi), inadeguato e fuorviante ottimismo di Stato

Danilo Barbi (CGIL)
Inadeguato e fuorviante ottimismo di Stato rispetto alla criticità della situazione reale”. Così Danilo Barbi, segretario confederale della Cgil, commenta le previsioni economiche 2015-2017 diffuse quest'oggi dall'Istat.
I dati dell'istituto nazionale di statistica non rassicurano la Cgil perché, come spiega il dirigente sindacale “negli ultimi sette anni di crisi l'Istat, così come tutti i principali istituti nazionali ed internazionali di calcolo, ha sbagliato gran parte delle sue previsioni”. “Dietro a quello che sembrerebbe un semplice errore tecnico - continua Barbi - si nasconde invece una precisa volontà politica”. “Considerando l'eccezionalità della crisi, sarebbe opportuno mettere in dubbio l'adeguatezza dei sistemi matematici di calcolo utilizzati per le analisi economiche”.
In ogni caso - prosegue Barbi - se questa volta le previsioni si rivelassero esatte, il quadro che fotografano si confermerebbe tragico”. Infatti, spiega il sindacalista, il tasso di disoccupazione generale stimato resta al 12,5%, la disoccupazione giovanile rimane superiore al 40%: “così rischiamo di 'festeggiare un funerale'”.
Per sconfiggere una disoccupazione insopportabile - conclude Barbi - occorre cambiare le politiche economiche in Europa e in Italia, è necessario un piano straodinario per l'occupazione giovanile e femminile così come proposto dalla Cgil nel suo Piano del Lavoro”.

Fonte: Ufficio Stampa CGIL

martedì 20 gennaio 2015

Disoccupazione a Brescia, i dati 2014 confermano una situazione drammatica e in peggioramento

I dati sulla disoccupazione e la mobilità in provincia di Brescia evidenziano una situazione in peggioramento. Nel 2014, come è emerso dalla commissione provinciale che si è tenuta nei giorni scorsi, le domande di mobilità complessive (L. 223/91) sono state 3.041, alle quali bisogna aggiungerne altre 250 circa già protocollate ma non ancora esaminate. I dati si riferiscono peraltro solo alle aziende con più di 15 dipendenti, così come non sono conteggiati i licenziamenti individuali.
Il dato del 2014 è il peggiore degli ultimi quattro anni: nel 2013 i licenziamenti collettivi per le aziende sopra i 15 dipendenti erano stati 3.033, nel 2012 erano stati 1.944, nel 2011 erano stati 1.631. Di settori non colpiti dai licenziamenti non ve ne sono, come spiegano anche i dati sulle 600 domande di mobilità di fine anno, che hanno riguardato il Gruppo Burgo, A2A Brescia, Maniglierie Bresciane, Pilotelli, Aglifil, Gruppo Vela Edilnova, Ferriera Valsabbia, Franzoni Filati, Idealstandar Italcementi, Innse, Agricar, Cervati, Cami group e diverse altre aziende.
Va segnalato che, dall'uno gennaio 2015, chi ha più di 50 anni ha un periodo di mobilità della durata di 24 mesi e non più di 36 mesi, come in precedenza. Anche per questo motivo alcune riorganizzazioni aziendali sono state attivate entro la fine del 2014.
A fine 2014 «lo stock» complessivo di disoccupati e inoccupati nella provincia di Brescia ha raggiunto quota 142 mila, con una leggera prevalenza di donne. Per quanto riguarda il numero di persone che hanno rilasciato una dichiarazione di disponibilità al lavoro, questo ammonta a 53 mila.

Silvia Spera
segreteria Camera del Lavoro di Brescia

sabato 22 novembre 2014

LAVORATORI ESODATI

Sono ormai trascorsi tre anni e la riforma previdenziale Monti/Fornero non ha ancora cessato di produrre le proprie nefaste conseguenze. Come già annunciato, la questione degli ESODATI ha richiesto ben sei provvedimenti legislativi di cui l'ultimo, il sesto, è in fase di espletamento.
Ciò nonostante il problema non appare ancora completamente risolto anche se da parte governativa si afferma il contrario.
Ora siamo in grado di fornire gli ultimi dati aggiornati al 27 ottobre 2014, così come vengono illustrati dal sito www.PensioniOggi.it.

SITUAZIONE AGGIORNATA ALLA DATA DEL
27 OTTOBRE 2014


A cura di S.L.C. - CGIL Brescia

martedì 30 settembre 2014

Dati Istat: Cgil, il governo non coglie priorità per creare occupazione

Serena Sorrentino
I dati diffusi oggi dall'Istat dimostrano come il governo non coglie la priorità di creare lavoro”. E' quanto afferma il segretario confederale della Cgil, Serena Sorrentino, in merito ai dati sull'occupazione resi noti oggi dall'istituto statistico, nel sottolineare come “ciò che preoccupa maggiormente è il nuovo record disoccupazione giovanile, al 44,2% ad agosto. Ma il decreto Poletti sui contratti a termine non doveva favorire l'occupazione giovanile? E la Garanzia Giovani che fine ha fatto?”. Così come, prosegue, “anche tutta questa discussione sul 'jobs act', che si palesa orientata a confermare tutte le forme di contratti precari esistenti, casomai aggiungendone qualcuna, e a intervenire sui licenziamenti, in che modo può dare il via alla rivoluzione per far crescere l'occupazione, in particolare per i giovani?”.
Secondo Sorrentino, “il tema che il Governo elude, modificando nel frattempo la cornice dei diritti senza far intravedere una effettiva universalità, è che ridurre sempre di più le tutele per chi lavora non fa crescere l'occupazione. Ci vuole una diversa politica economica che faccia ripartire gli investimenti”. Infatti, fa osservare la sindacalista della Cgil, “in sette anni di crisi abbiamo perso un milione di posti di lavoro e la ripresa dei tassi di occupazione sarà molto lenta anche nei prossimi anni, sia perché ci sono lavoratori che, a fronte di una timida ripresa, interrompono la cassa integrazione e rientrano al lavoro sia per effetto