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venerdì 30 novembre 2018
giovedì 22 novembre 2018
mercoledì 18 ottobre 2017
Referendum autonomia: Cgil, in discussione unità diritti e vincolo solidarietà
“Privi di alcuna efficacia esecutiva e finalizzati a strumentalizzare la partecipazione democratica. Dominati da spinte autonomiste che mettono in discussione l’unità del sistema di diritti, incrementano le disuguaglianze tra territori e rompono il vincolo di solidarietà della comunità statuale, mirando al riconoscimento di una presunta specialità fondata sulla capacità produttiva per trattenere il gettito fiscale prodotto sul territorio”. Questa la posizione espressa dalla Cgil nazionale sui referendum consultivi indetti da Lombardia e Veneto per il prossimo 22 ottobre.
La Cgil ha sempre sostenuto “la necessità di un assetto istituzionale fondato su un federalismo unitario e solidale che garantisca l’uniformità dei diritti fondamentali su tutto il territorio nazionale”. “Per questo – spiega la nota – è urgente affrontare le criticità del Titolo V, a partire dalla rivendicazione di un luogo istituzionale in cui Stato e Regioni possano cooperare, e di una legislazione nazionale che definisca il quadro unitario di diritti”.
Per il sindacato di corso d’Italia occorre “approvare i Livelli Essenziali delle Prestazioni e Leggi quadro nazionali per le materie di legislazione concorrente, nei cui confini le varie realtà locali possano e debbano agire valorizzando le rispettive peculiarità, facendosi promotori di sviluppo e di buone pratiche”.
“La Confederazione, insieme alle sue strutture territoriali di Veneto e Lombardia – si legge infine nella nota – è impegnata a diffondere tra lavoratori e pensionati queste valutazioni”, perché “il voto deve essere democratico, consapevole e informato. L’uso strumentale di questo esercizio per l’inefficacia dell’esito rischia di generare ulteriore sfiducia e distanza tra cittadini ed Istituzioni”.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil
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lunedì 11 settembre 2017
POSTE ITALIANE: APERTO LO STATO DI AGITAZIONE IN TUTTA LA LOMBARDIA
Nonostante le continue denunce sulle
condizioni del servizio offerto alla cittadinanza da Poste Italiane in
Lombardia, sia in ambito PCL che in Mercato Privati, perdura la mancanza di
risposte adeguate ad affrontare le forti criticità di organico alle base dei
disservizi che ogni giorno vengono denunciati da lavoratori, cittadini e
amministrazioni locali.
In ambito PCL, pur avendo riconosciuto
l’esito fallimentare della riorganizzazione, laddove si è attuata, ancora non sono
stati messi in opera gli interventi necessari a ridurre le difficoltà
riscontrate che, nel periodo feriale, sono ulteriormente peggiorate.
In ambito MP è solo grazie ad una gestione
dei distacchi e degli straordinari fuori
controllo e senza regole che l’azienda riesce a tenere aperti molti Uffici.
Per la
mancanza di risposte concrete per far fronte alla carenza di personale la procedura di conflitto aperta in Lombardia si è chiusa con esito negativo.
Diventa inevitabile l’apertura dello stato di agitazione
di tutti i dipendenti di Poste Italiane della Lombardia con la proclamazione di
uno
SCIOPERO
DELLE PRESTAZIONI
STRAORDINARIE E AGGIUNTIVE DI TUTTI
I LAVORATORI
DI POSTE
ITALIANE DELLA LOMBARDIA
DAL 21 SETTEMBRE AL 5 OTTOBRE 2017
- Per interventi urgenti utili a sopperire alla carenza di organici nei centri di recapito e negli uffici postali;
- Per l’avvio di un processo di stabilizzazione dei contratti a termine a partire dalla conferma di quelli in scadenza.
SLC LOMBARDIA
martedì 3 febbraio 2015
Poste Italiane: confermate le chiusure degli uffici postali in lombardia
Nell’incontro che si è tenuto oggi, 2 febbraio 2015, la Direzione Regionale di Poste Italiane, ha confermato la chiusura di 65 Uffici Postali e la razionalizzazione di altri 120 (Uffici che rimarranno aperti solo due giorni alla settimana).
Sulla base di una valutazione puramente economica saranno chiusi e ridimensionati UP collocati in territori a bassa densità abitativa ed in zone già penalizzate da interventi simili negli anni precedenti.
Chi ne farà le spese sarà una popolazione già disagiata, in buona parte composta da persone anziane che vivono già una situazione di difficoltà, in un territorio in buona parte montano con tutti i problemi che né derivano (dai trasporti alla sanità).
SLC CGIL Lombardia, così come già a livello nazionale, dà un giudizio fortemente negativo di questo Piano, per le ricadute occupazionali che comporta e per il peggioramento del Servizio Universale che Poste dovrebbe garantire soprattutto nei confronti di una popolazione già svantaggiata.
Non vorremmo che questo sia un primo prezzo da pagare sull’altare della privatizzazione.
Per queste ragioni SLC CGIL della Lombardia ha sollecitato un intervento dell’Associazione dei Comuni Lombardi e della Regione Lombardia perché si avvii un confronto tra tutte le parti per discutere e trovare soluzioni alle problematiche sopra esposte.
Milano, 2 febbraio 2015 SLC CGIL LOMBARDIA
giovedì 28 agosto 2014
Proclamazione sciopero prestazioni straordinario e prestazioni aggiuntive per tutto il personale di Poste Italiane della Lombardia.
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| Segreteria Regionale SLC Lombardia |
PREMESSO
che con documento del 23/06/2014, aveva aperto formale conflitto di lavoro, ai sensi dell’art. 17 del vigente C.C.N.L.
CONSIDERATO
che le motivazioni e i presupposti, che hanno portato alla proclamazione dello sciopero delle prestazione straordinarie ed aggiuntive per il periodo 24 luglio 2014 – 23 agosto 2013, non sono venuti meno
PRESO ATTO
del persistere di una situazione organizzativa e gestionale, che evidenzia un sistema di erogazione dei servizi di logistica, recapito e degli Uffici Postali, connotato da forti, diffuse ed insostenibili criticità;
PROCLAMA
per tutti i lavoratori di Poste Italiane S.p.A. della Regione Lombardia un’azione di sciopero consistente nella sospensione delle prestazione aggiuntive e straordinarie, comunque formulate (flessibilità operativa, ex abbinamento di zone, ex assorbimento zone, banca ore, formazione fuori orario, ecc.)
dal 8 Settembre 2014 al 7 ottobre 2014
La presente comunicazione vale come preavviso ai sensi della legge 146/90, legge83/2000 e successive modificazioni.
p. la Segreteria Regionale Lombardia SLC
Pierluigi Daccò
venerdì 4 luglio 2014
POSTE ITALIANE - LOMBARDIA: Chiusa negativamente la procedura di Raffreddamento
La procedura di raffreddamento ex art.17 del CCNL, avviata il 23 giugno u.s., per tutta la Lombardia, si è conclusa con un mancato accordo.
L’Azienda nell’incontro ha ribadito quanto sostenuto già precedentemente: non ha accolto le proposte da noi avanzate di un rafforzamento dei contratti a tempo determinato per far fronte alle ferie estive nel recapito, un loro allungamento oltre i 2-4 mesi previsti, la trasformazione dei part-time presenti negli UP come interventi urgenti necessari a tamponare gli effetti di una carenza di organico ormai strutturale non più sostenibile.
Diventa inevitabile quindi confermare lo stato di agitazione di tutti i dipendenti di Poste Italiane della Lombardia con la proclamazione di un primo
SCIOPERO
DELLE PRESTAZIONI STRAORDINARIE
E AGGIUNTIVE DI TUTTI I LAVORATORI
DI POSTE ITALIANE DELLA LOMBARDIA
DAL 24 LUGLIO AL 23 AGOSTO 2014
Che si rende ancor più necessario per uscire da una situazione di immobilismo totale nelle relazioni sindacali, a tutti i livelli, dal nazionale al territoriale e per ribadire, nell’imminenza della presentazione del Piano Industriale prevista per il 22 luglio prossimo:
- la conferma dell’integrità aziendale nei suoi diversi settori;
- il rilancio dell’azienda attraverso investimenti in qualità, tecnologia, innovazione e nuovi prodotti sia nel Recapito che in Banco Posta;
- l’avvio immediato della trattative per il rinnovo del Contratto nazionale scaduto ormai da un anno e mezzo e del Premio di Risultato.
Milano, 3 luglio 2014 SEGRETERIA SLC LOMBARDIA
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