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giovedì 10 novembre 2016

Sud: dati Svimez non indicano ripresa strutturale

L’economia delle regioni del Sud registra alcuni trend positivi, anche migliori rispetto all’andamento nazionale, ma questi dati non rappresentano il segnale di una ripresa strutturale, sono per lo più limitati ad alcuni settori, agricoltura e turismo, e sono stati condizionati da fattori specifici”. Così la segretaria confederale della Cgil Gianna Fracassi commenta il Rapporto Svimez sull’economia del Mezzogiorno presentato quest’oggi.
Per Fracassi “la ripresa del Mezzogiorno appare ancora più fragile se la inseriamo nel contesto delle condizioni sociali, che permangono critiche rispetto ai livelli di povertà, di esclusione sociale, e di accesso ai vari livelli di istruzione. Stessa sofferenza si registra nel diritto allo studio. Decine di migliaia di giovani hanno abbandonato il Sud, senza che vi sia un fenomeno parallelo di attrazione; una drammatica perdita netta di capitale umano che pone pesanti interrogativi sul futuro”.
Per quanto riguarda l’occupazione – osserva la dirigente sindacale – la crescita dell’1,6% registrata nel 2015 è stata certamente condizionata dalla forte decontribuzione prevista dal Jobs Act e ha riguardato per lo più contratti a termine, contratti part-time, lavori a bassa qualificazione, e un notevole incremento dei voucher”.
Secondo il segretario confederale inoltre “elemento determinante per l’andamento positivo del Pil è stato il livello particolarmente elevato degli investimenti pubblici, legato all’accelerazione della spesa per la chiusura della programmazione europea 2007/13. Le previsioni Svimez per il 2016 e il 2017 attribuiscono un segno positivo alla crescita meridionale, ma la ridimensionano alla metà di quella

mercoledì 24 febbraio 2016

Masterplan Sud: Confindustria, Cgil, Cisl, Uil, subito piani attuativi

Accelerare la definizione dei Piani attuativi del Masterplan per il Sud, favorendo la ripresa di investimenti ed occupazione; condividere un assetto stabile ed efficace della governance delle politiche di sviluppo con il contributo decisivo delle rappresentanze di impresa e lavoro; definire un disegno complessivo di rilancio per le regioni del Mezzogiorno, individuando priorità e risorse di fonte ordinaria ed aggiuntiva; far diventare il Masterplan, anche a livello locale, strumento per l’individuazione condivisa degli interventi e per la selezione delle priorità.
Questi, in sintesi, gli obiettivi dell’incontro che si è svolto ieri tra le rappresentanze nazionali, regionali e locali di Confindustria e CGIL, CISL, UIL guidate da Alessandro Laterza, Vice Presidente di Confindustria per il Mezzogiorno e le politiche regionali, Gianna Fracassi, Giuseppe Farina e Guglielmo Loy, Segretari Confederali di CGIL, CISL e UIL. Tra le principali istituzioni coinvolte anche il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Claudio De Vincenti, il Vice Presidente ANCI e Sindaco di Bari Antonio Decaro, e gli Assessori alle Attività Produttive della Regione Sicilia, Mariella Lo Bello, e della Campania, Amedeo Lepore, in rappresentanza della Conferenza delle Regioni.
Secondo il documento congiunto presentato nel corso dei lavori (“Impresa e lavoro: le proposte di Confindustria e CGIL CISL UIL sul Masterplan per il Sud”), il Mezzogiorno è, oggi, una realtà in cui sono evidenti i segni della crisi degli ultimi anni, ma altrettanto evidenti sono i segnali di vitalità che rendono quanto mai urgente la definizione di interventi tempestivi e dall’elevata efficacia economica e sociale per rafforzare tali segnali che rischiano di tornare ad affievolirsi per cause esterne come le difficoltà creditizie e la debolezza della domanda internazionale.
Il sostegno agli investimenti e alle assunzioni nel settore privato, coerente con l’effettiva