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martedì 28 luglio 2020

Dl Semplificazioni: Cgil, giusti obiettivi, ma non tutti gli strumenti

Consideriamo, al netto di alcuni giusti provvedimenti di semplificazione e velocizzazione delle procedure d’appalto, che le ulteriori modifiche apportate al Codice dei Contratti Pubblici rischiano di determinare nuove incertezze sul quadro normativo e dunque non costituire un elemento di semplificazione. Il rischio è quello di snaturare e disarticolare la legislazione sugli appalti, riducendo gli spazi di trasparenza senza raggiungere l’obiettivo di velocizzare la tempistica di cantierizzazione delle opere”. 
Così la Cgil nazionale in una nota al termine dell’audizione di oggi al Senato su dl Semplificazioni. “Legalità e trasparenza – prosegue la Confederazione – saranno fortemente compromessi ad esempio con la possibilità massiccia di utilizzo dei meccanismi per l’affidamento diretto fino a 150mila euro, con l’eccessiva dilatazione, nei cosiddetti appalti sottosoglia, delle procedure negoziate senza bando di gara, e con l’indiscriminata possibilità di poter utilizzare le procedure emergenziali negli appalti sopra soglia”. 

venerdì 15 maggio 2015

Inps: Cgil, Crescono le disuguaglianze tra uomini e donne e si riflettono sulle pensioni

"Il forte divario pensionistico tra uomini e donne riflette le discriminazioni e le disuguaglianze di genere, in continuo aumento. Che cosa aspetta la politica ad occuparsene?". Loredana Taddei, responsabile politiche di genere della Cgil nazionale, commenta così i dati Inps diffusi oggi sugli importi medi delle pensioni erogate.
"La disparità pensionistica è strettamente legata alla disparità salariale e al calo occupazionale che colpisce le donne in Italia. Le donne a parità di lavoro guadagnano meno e cresce il numero delle disoccupate. Al punto che gli indicatori mondiali sulla parità tra uomini e donne ci collocano tra i Paesi con minore partecipazione femminile nel campo economico e tra quelli con le maggiori disparità di genere e salariali - osserva Taddei - . Troppe lavoratrici madri pagano il prezzo di un welfare svuotato e di una rete di servizi inadeguata ai bisogni con costi troppo elevati. Dopo la maternità in Italia continuano a lavorare solo 43 donne su 100".
Secondo le ultime stime dell’Osservatorio Nazionale Mobbing 4 madri su 10 vengono costrette a dare le dimissioni per effetto di mobbing post partum. Almeno 350mila sono quelle discriminate per via della maternità o per aver avanzato richieste per conciliare il lavoro con la vita familiare. Il part-time involontario ha superato oramai il 6O%.
"Pari opportunità e conciliazione, così come sono, non bastano più. Ma a tutt’oggi non c'è traccia di misure attuate dal Governo per superare il divario retributivo fra donne e uomini. E l'Europa continua a pungolare l'Italia, fissando l'annullamento delle differenze retributive tra gli obiettivi da raggiungere entro il 2020 . Ma senza successo!" , conclude la dirigente del sindacato guidato da Susanna Camusso.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

lunedì 20 ottobre 2014

Cgil: Sondaggio Tecnè-sindacato, larga condivisione italiani su 25 ottobre

'Lavoro, Dignità, Uguaglianza'. Le 'parole d'ordine' scelte dalla Cgil per la sua manifestazione in programma sabato 25 ottobre a Roma registrano una larghissima condivisione non solo tra gli iscritti al sindacato ma tra tutti gli italiani, così come i giudizi espressi dal sindacato di corso d'Italia sul Jobs Act e, più in generale sui temi del lavoro, sono sostenuti da una fetta maggioritaria di italiani. E' quanto emerge da un sondaggio dell'Istituto Tecnè (su un campione di 1.000 iscritti alla Cgil e 1.000 non iscritti ed effettuato tra il 10 e il 13 ottobre) promosso dall'associazione Bruno Trentin e dalla Cgil, sulle proposte, gli obiettivi e i giudizi del sindacato di corso d'Italia in vista della manifestazione, presentato oggi nel corso di una conferenza stampa sull'appuntamento di sabato nella capitale.
La prima domanda del sondaggio (La Cgil ha indetto per il 25 ottobre una manifestazione il cui slogan è 'Lavoro, Dignità, Uguaglianza. Per cambiare l'Italia'. Qual è il suo giudizio sullo slogan scelto dalla Cgil?) registra un giudizio positivo, un sostegno alle ragioni del sindacato guidato da Susanna Camusso, pari al 70% del campione rappresentativo di 'tutta la popolazione' e del 79% tra gli 'iscritti Cgil', mentre è negativo il giudizio per il 26% del primo e il 16% del secondo campione. Al centro del sondaggio anche il riscontro sui giudizi della Cgil circa le scelte del governo e sulle sue ricette alternative. 
La Cgil infatti sostiene la necessità di una riforma che non riduca le tutele per i neo assunti ma le estenda a tutti. Questo giudizio registra il favore del 54% di tutta la popolazione e del 75% degli iscritti Cgil. Al contrario, chi crede sia meglio ridurre le tutele per favorire l'occupazione, 'pesa' il 37% sul primo campione e il 18% sul