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venerdì 8 febbraio 2019

Industria: Cgil, quadro fosco, servono investimenti e innovazione

Il 2018 si è chiuso con un pesante calo della produzione industriale e le previsioni per il 2019 non sono positive. Un quadro fosco che conferma l’entrata in recessione del Paese con prevedibili e pesanti ripercussioni sul sistema produttivo e sull’occupazione”. Così la Cgil Nazionale commenta i dati diffusi quest’oggi dall’Istat.
Quanto rilevato dall’Istituto Nazionale di Statistica – sottolinea la Confederazione – contraddice clamorosamente le incaute affermazioni sia del Presidente del Consiglio che del ministro dello Sviluppo economico circa una presunta ripresa dell’Italia. Si abbandonino i falsi ottimismi e si metta mano ad una situazione che rischia di presentare un conto assai grave in termini di possibili e ulteriori perdite di posti di lavoro e del perdurare di un declino della manifattura italiana”.
In particolare, si legge nella nota “occorre: una nuova politica industriale fondata su investimenti e innovazione; risolvere rapidamente i casi di crisi aziendali aperti; rivedere il sistema di ammortizzatori sociali messo in discussione dalle scelte dei precedenti governi, così come chiediamo in un protocollo d’intesa sottoscritto insieme a Cisl, Uil e Confindustria. Inoltre, servirebbe ripensare ed evitare di mettere in atto misure sbagliate come quelle sull’auto, che rappresenta il settore che oggi segna la caduta più grave”.
Anche per queste ragioni domani saremo in piazza a Roma per una grande manifestazione nazionale unitaria. Al Governo chiediamo l’apertura di un confronto vero e serrato su questi temi, in assenza – conclude la Cgil – assumeremo tutte le iniziative per rimettere al centro il futuro dell’industria italiana e la difesa dell’occupazione”.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

venerdì 9 novembre 2018

Manovra: Cgil, inadeguata per lavoro e sviluppo

La manovra del Governo è carente di una visione del Paese e di un disegno strategico capace di ricomporre e rilanciare le politiche pubbliche finalizzate allo sviluppo sostenibile e al lavoro”. È quanto dichiarato dalla segretaria confederale della Cgil Gianna Fracassi oggi in audizione sulla legge di Bilancio 2019, presso le Commissioni Bilancio di Camera e Senato.
“Sviluppo e lavoro sono due chiavi essenziali per far ripartire l’Italia, ma purtroppo – prosegue Fracassi – le misure contenute nella legge di Bilancio non prevedono risposte, se non in maniera marginale, alle disuguaglianze sociali e territoriali, alla crescita della disoccupazione, in particolare giovanile e femminile”.
La Cgil nel documento consegnato quest’oggi denuncia: “pochi investimenti pubblici, infatti, nel 2019 le nuove risorse, in termini nominali, sono solo 3,5 miliardi di euro”. “Sarebbe stato importante mettere in campo un grande piano di messa in sicurezza del territorio dai rischi naturali, infrastrutturazione sociale e materiale, purtroppo risorse e misure non sono sufficienti”.
Sul lato delle politiche industriali “non c’è un piano strategico di rilancio, anzi si riducono le risorse come quelle per l’industria 4.0. Servirebbe piuttosto una governance pubblica, a partire dall’istituzione di una Agenzia per lo sviluppo industriale”.
“In questa legge di Bilancio, il grande assente, oltre al lavoro, è il Mezzogiorno. Complessivamente – si legge nella memoria – sembra mancare un insieme organico di politiche per il Sud, mentre si

mercoledì 5 giugno 2013

LAVORO E' DEMOCRAZIA

Non c'è più tempo per aspettare.
CGIL CISL UIL ritengono sia urgente che il tema del lavoro torni al centro delle scelte politiche ed economiche. Investimenti, redistribuzione del reddito, ripresa dei consumi sono le condizioni essenziali per sostenere la nostra economia. In particolare servono provvedimenti per uscire dalla recessione e riprendere la crescita.
1.- Dare soluzione alle emergenze che alimentano la disoccupazione, attraverso:
· il finanziamento degli ammortizzatori in deroga, almeno per tutto il 2013;
· l'effettiva salvaguardia degli “esodati”;
2.- Ridurre le tasse per i lavoratori dipendenti, i pensionati e le imprese che faranno assunzioni nel prossimo biennio, destinando automaticamente le risorse derivanti da un'efficace lotta all'evasione fiscale, reato di cui va sancita la natura penale.
3.- Rilanciare politiche anticicliche prevedendo la possibilità per i Comuni, che hanno risorse, di fare investimenti e di avviare i cantieri già deliberati fuori dal Patto di Stabilità.
4.- Ridurre i costi della politica è la condizione per buone istituzioni e buona politica. Si tratta, da un lato, di riordinare e semplificare l'assetto istituzionale ed amministrativo del Paese, seguendo quanto già fatto dagli altri partner europei e, dall'altro, di tagliare con decisione gli sprechi e i privilegi che non sono compatibili con l'efficienza e la buona amministrazione.
5.- Ammodernare e semplificare la Pubblica Amministrazione non attraverso tagli lineari, ma con la riorganizzazione e l'efficacia del suo funzionamento, con il contenimento della legislazione concorrente ed