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giovedì 10 giugno 2021

Industria: Cgil, positiva ripresa produzione, ora utilizzare risorse PNRR e salvaguardare occupazione

I dati sulla produzione industriale in Italia autorizzano a sperare che l’industria italiana abbia iniziato il percorso di ripresa e di recupero dopo la drammatica caduta a causa del Covid-19 e dopo il crollo nella produzione, nel fatturato, nelle ore lavorate, registrato da marzo 2020 in poi. È evidente che gli effetti della pandemia continuano ancora a farsi sentire sull’insieme delle attività industriali del Paese, tuttavia la tendenza all’inversione del ciclo negativo pare strutturarsi con basi più solide”. Così il segretario confederale della Cgil Emilio Miceli e il Coordinatore della Consulta industriale della Confederazione Fausto Durante commentano i dati diffusi oggi dall’Istat. 
La comparazione con i periodi corrispondenti del 2020 non può non considerare la profondità del baratro in cui l’anno scorso l’industria italiana era precipitata”, proseguono i dirigenti sindacali. “Tuttavia, occorre cogliere il segnale positivo che viene dalla variazione congiunturale. Gli aumenti del livello di produzione dell’1,8% di aprile rispetto a marzo e dell’1,9% del trimestre febbraio-aprile rispetto al trimestre precedente – spiegano – sono una parziale conferma dell’inversione di tendenza. Da un anno a questa parte, per la prima volta tutti i principali aggregati industriali esaminati dall’Istat mostrano un segno positivo”.
I dati – sottolineano Miceli e Durante – confermano aumenti sensibili in tutti i comparti, dai beni strumentali ai beni intermedi e a quelli di consumo, mentre l’aumento della produzione nel comparto energetico è molto più contenuto. I dati estremamente positivi sulla fabbricazione dei mezzi di trasporto, dei prodotti in gomma e plastica, della metallurgia e delle altre attività industriali indicano segni di vitalità dell’apparato industriale nazionale che vanno colti e incoraggiati dal Governo”.
In particolare il segretario confederale e il responsabile della Consulta fanno notare che “nonostante

venerdì 7 maggio 2021

Industria: Cgil, bene aggiornamento strategia europea. Ma deve interagire con Next Generation Eu

È positivo che la Commissione europea abbia definito una rivisitazione della strategia industriale dell’Unione europea alla luce dei pesantissimi effetti della crisi prodotta dal virus all’industria europea”.

Il plauso alla decisione assunta dal governo dell’Unione arriva dalla Cgil, con le parole del Segretario confederale Emilio Miceli e del Coordinatore della Consulta Industriale, Fausto Durante, che motivano il loro apprezzamento con la necessità di aggiornare una strategia -delineata a marzo 2020- oramai superata dalla lunga pandemia.

L’attività industriale in Europa è stata gravemente colpita da blocchi dell’attività produttiva – fanno rilevare Miceli e Durante – determinando conseguenze severe per la tenuta dell’apparato industriale, i livelli di reddito e di tenuta occupazionale. Il trend degli ultimi mesi sembra stabilizzarsi verso una ripresa che ora va consolidata con una strategia che “interagisca positivamente con gli impegni assunti dall’Europa attraverso il programma Next Generation EU e con le previsioni degli Stati membri nei rispettivi piani nazionali di ripresa e resilienza, in particolare verso la transizione digitale e la sostenibilità delle produzioni. Ma con un’attenzione anche verso i settori fondamentali dell’industria di base come la siderurgia, la chimica, l’automotive”, segnalano Miceli e Durante.

Una strategia industriale, quella che la Commissione ha aggiornato che,ad avviso dei due sindacalisti, dovrà puntare “all’autonomia produttiva europea su presidi sanitari e farmaceutici, vaccini, semiconduttori e componenti di microelettronica, tecnologie digitali per la gestione di cloud e dati”.

Ma non è tutto. “In parallelo andranno aggiornate le norme relative agli aiuti di stato, alla concorrenza e più in generale al rapporto tra stato e mercato” dicono infine Miceli e Durante, convinti che le norme esistenti in questi ambiti “non siano più in linea con l’evoluzione dell’economia e del nuovo quadro geopolitico su scala mondiale”.

Fonte: Ufficio Stampa Cgil


martedì 23 marzo 2021

Istat: Cgil (Miceli e Durante), oggettiva difficoltà da dati fatturato industriale

I dati sul fatturato dell’industria italiana confermano come gli effetti della pandemia si stiano ancora riverberando sulle attività industriali del Paese, che permangono in una situazione di oggettiva difficoltà”. Così commentano i dati diffusi oggi dall’Istat il segretario confederale della Cgil, Emilio Miceli, ed il Coordinatore della Consulta industriale della Confederazione, Fausto Durante. “Se, da una parte, è positivo Il dato di gennaio 2021 con un +2,5% rispetto a dicembre 2020, d’altra parte, procedendo alla destagionalizzazione e tenendo conto del fatto che il gennaio di quest’anno ha avuto due giorni lavorativi in più rispetto al gennaio 2020, il risultato complessivo, anno su anno, registra purtroppo un -1,6%”.

A parere dei due sindacalisti, i dati confermano, nell’insieme, che “rimane estremamente preoccupante la situazione nei settori del tessile-abbigliamento, dei prodotti della raffinazione del petrolio, dei mezzi di trasporto, che fanno registrare cali sensibili nel raffronto con il gennaio 2020, mentre gli altri comparti dell’industria – rimarcano Miceli e Durante – hanno prevalentemente un segno positivo, specie per quanto riguarda i settori legati alla produzione di macchine utensili, beni strumentali e attrezzature industriali, apparecchiature elettriche ed elettroniche”. Si tratta di settori che, per la Cgil, “sembrano agganciare i timidi tratti di ripresa dell’industria europea e che vanno quindi supportati dalle politiche e dalle decisioni del governo, chiamato – è la loro sollecitazione – ad interventi rapidi

venerdì 8 febbraio 2019

Industria: Cgil, quadro fosco, servono investimenti e innovazione

Il 2018 si è chiuso con un pesante calo della produzione industriale e le previsioni per il 2019 non sono positive. Un quadro fosco che conferma l’entrata in recessione del Paese con prevedibili e pesanti ripercussioni sul sistema produttivo e sull’occupazione”. Così la Cgil Nazionale commenta i dati diffusi quest’oggi dall’Istat.
Quanto rilevato dall’Istituto Nazionale di Statistica – sottolinea la Confederazione – contraddice clamorosamente le incaute affermazioni sia del Presidente del Consiglio che del ministro dello Sviluppo economico circa una presunta ripresa dell’Italia. Si abbandonino i falsi ottimismi e si metta mano ad una situazione che rischia di presentare un conto assai grave in termini di possibili e ulteriori perdite di posti di lavoro e del perdurare di un declino della manifattura italiana”.
In particolare, si legge nella nota “occorre: una nuova politica industriale fondata su investimenti e innovazione; risolvere rapidamente i casi di crisi aziendali aperti; rivedere il sistema di ammortizzatori sociali messo in discussione dalle scelte dei precedenti governi, così come chiediamo in un protocollo d’intesa sottoscritto insieme a Cisl, Uil e Confindustria. Inoltre, servirebbe ripensare ed evitare di mettere in atto misure sbagliate come quelle sull’auto, che rappresenta il settore che oggi segna la caduta più grave”.
Anche per queste ragioni domani saremo in piazza a Roma per una grande manifestazione nazionale unitaria. Al Governo chiediamo l’apertura di un confronto vero e serrato su questi temi, in assenza – conclude la Cgil – assumeremo tutte le iniziative per rimettere al centro il futuro dell’industria italiana e la difesa dell’occupazione”.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

lunedì 16 novembre 2015

Legge di stabilità: Cgil e Filcams, introdurre correttivo Naspi per stagionali e discontinui

SERENA SORRENTINO
L'andata a regime della Naspi rischia di creare un consistente numero di nuovi poveri: sono i lavoratori stagionali e discontinui del turismo, dell'industria alimentare e dello spettacolo. Si tratta di diverse centinaia di migliaia di addetti penalizzati dalla nuova indennità di disoccupazione che non riconosce la strutturalità della loro condizione lavorativa, non a loro imputabile.
Una via di uscita potrebbe essere un correttivo da introdurre alla legge di stabilità, percorso non semplice tenuto conto dell'assenza di risorse e della filosofia rigidamente assicurativa e non solidaristica che sembra aver ispirato tutti gli interventi del Governo in materia di ammortizzatori sociali.
"Avevamo segnalato al Governo che, come evidente nella legge delega, il nuovo meccanismo del calcolo della Naspi sarebbe stato penalizzante per i lavoratori discontinui, proprio quelli che Renzi voleva portare in serie A e che si ritrovano ora con meno tutele". È quanto dichiara il segretario confederale della Cgil Serena Sorrentino. "La Cgil - prosegue - si era già espressa nel corso dell'audizione in Commissione Lavoro di Camera e Senato sul decreto 148/15, occasione in cui aveva chiesto modifiche per la Naspi proprio in relazione ai lavoratori stagionali, che