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mercoledì 20 febbraio 2019

Tav: Cgil, è ora che l’analisi costi/benefici si faccia su questo governo

I dati Istat sulla gelata del fatturato dell’industria -7,3% , sono la certificazione che siamo ritornati indietro di dieci anni, al 2009. Questi sono i fatti, il resto è solo propaganda elettorale”. Non usa mezzi termini il vicesegretario generale della Cgil, Vincenzo Colla nel bollare l’azione di governo. “Se poi a questo dato di recessione aggiungiamo la scelta di bloccare i cantieri delle grandi opere infrastrutturali come la Tav, peraltro già in costruzione, – è ancora il giudizio di Colla – tutto diventa dannatamente drammatico”.
Colla definisce poi “incredibile” che si consegnino all’Europa le risultanze di uno studio realizzato da docenti del MIT e, per contro, “non si discuta preventivamente né con le parti sociali, che rappresentano il lavoro e le imprese del nostro paese, considerati evidentemente soggetti oppositivi e non capaci di proposte e soluzioni costruttive, né – rileva ancora il dirigente sindacale – si coinvolge il Parlamento su una decisione di tale rilevanza strategica anche per i rapporti internazionali”.
Colla informa anche che “l’Unione europea ci comunica che se non c’è una tempestiva pubblicazione dei bandi di gara per l’assegnazione dei lavori per la realizzazione della tratta transfrontaliera della Tav, verrà

giovedì 5 maggio 2016

Jobs Act: Cgil, costi-benefici decisamente sproporzionati

Un risultato, quello del Jobs Act, decisamente insoddisfacente, che dimostra la sua spaventosa inefficienza se consideriamo la quantità di risorse spese per la creazione di nuova occupazione: a fronte di 6,1 miliardi di euro spesi nel solo 2015 si registrano poco più di 100 mila occupati aggiuntivi. Un rapporto costi, benefici decisamente sproporzionato”. E’ quanto calcolato dagli uffici fisco e finanza pubblica e mercato del lavoro della Cgil Nazionale.
Il report analizza in termini di politica economica gli effetti del Jobs Act sull’occupazione a partire dagli esiti che i due provvedimenti fiscali: decontribuzione e deduzione Irap, previsti entrambi nella legge di Stabilità 2014, hanno avuto sulla riduzione della disoccupazione. (Qui il Report completo)
Nel dettaglio, secondo quanto elaborato dal sindacato di corso d’Italia, il Governo ha speso ben 6,1miliardi di euro nel 2015 per generare un incremento di circa 100 posti di lavoro (+ 263.326 dipendenti, – 162.919 indipendenti), su 800 mila posti persi dall’inizio della crisi, di questi il 60% a tempo determinato. Cifre che indicano “una migliore tendenza, anche se con numeri insoddisfacenti”.
Gli oltre 6 miliardi di euro, usciti dalle casse dello Stato nel 2015 per stimolare l’occupazione, è la somma, si legge nel report, del costo della decontribuzione, pari a 3,4 miliardi di euro lordi (i contratti che hanno beneficiato dell’esonero sono stati circa 1,5 milioni), più 2,7 miliardi derivanti dalle deduzioni sull’Irap. Inoltre, gli uffici fisco e finanza pubblica e mercato del lavoro della Cgil,

mercoledì 2 settembre 2015

Immigrazione: Cgil e Inca, sentenza Corte giustizia Ue grande risultato

"Grande e importante risultato è quello conseguito oggi dalla Cgil e dall'Inca nel contrasto delle politiche discriminatorie verso gli immigrati. La giustizia europea, nell'accogliere il nostro ricorso al Tar del Lazio offre, o forse sarebbe meglio dire impone, al paese una importante opportunità per correggere le politiche sull'immigrazione prodotte dal governo di centro destra nel 2011. 
La Corte di giustizia europea a chiare lettere boccia la tassa sui permessi di soggiorno introdotta con il decreto 304 del 31 dicembre 2011 giudicandola sproporzionata rispetto al costo del rilascio della carta d'identità. Ricordiamo che si tratta di un balzello che va dagli 80 ai 200 euro e che si aggiunge alla tassa precedentemente fissata di 73,50 euro".
"È con grande soddisfazione che l'Inca e la Cgil accolgono l'esito di un percorso giudiziario intrapreso, insieme alle iniziative politiche di contrasto, immediatamente dopo l'approvazione di questo odioso provvedimento, perché dimostra come le politiche punitive contro gli immigrati non devono e non possono prevalere sui legittimi diritti di cittadinanza, indipendentemente dal paese di provenienza”.
"Questa sentenza - affermano Cgil e Inca - non può essere ignorata dal governo italiano e pertanto chiediamo che si attivi subito riducendo drasticamente il costo per il rilascio e il rinnovo di tutti i permessi di soggiorno, senza aspettare il pronunciamento del Tar che comunque dovrà recepire

mercoledì 5 giugno 2013

LAVORO E' DEMOCRAZIA

Non c'è più tempo per aspettare.
CGIL CISL UIL ritengono sia urgente che il tema del lavoro torni al centro delle scelte politiche ed economiche. Investimenti, redistribuzione del reddito, ripresa dei consumi sono le condizioni essenziali per sostenere la nostra economia. In particolare servono provvedimenti per uscire dalla recessione e riprendere la crescita.
1.- Dare soluzione alle emergenze che alimentano la disoccupazione, attraverso:
· il finanziamento degli ammortizzatori in deroga, almeno per tutto il 2013;
· l'effettiva salvaguardia degli “esodati”;
2.- Ridurre le tasse per i lavoratori dipendenti, i pensionati e le imprese che faranno assunzioni nel prossimo biennio, destinando automaticamente le risorse derivanti da un'efficace lotta all'evasione fiscale, reato di cui va sancita la natura penale.
3.- Rilanciare politiche anticicliche prevedendo la possibilità per i Comuni, che hanno risorse, di fare investimenti e di avviare i cantieri già deliberati fuori dal Patto di Stabilità.
4.- Ridurre i costi della politica è la condizione per buone istituzioni e buona politica. Si tratta, da un lato, di riordinare e semplificare l'assetto istituzionale ed amministrativo del Paese, seguendo quanto già fatto dagli altri partner europei e, dall'altro, di tagliare con decisione gli sprechi e i privilegi che non sono compatibili con l'efficienza e la buona amministrazione.
5.- Ammodernare e semplificare la Pubblica Amministrazione non attraverso tagli lineari, ma con la riorganizzazione e l'efficacia del suo funzionamento, con il contenimento della legislazione concorrente ed 

lunedì 14 gennaio 2013

LEGGE DI STABILITA': Gli sgravi per i figli a carico

Scorrendo il ponderoso provvedimento costituito da un solo articolo e 560 commi della Legge di Stabilità approvata dal Parlamento e pubblicata sulla G.U. N. 302 del 29.12.2012, troviamo che a partire dal 1° Gennaio 2013 aumentano le detrazioni per figli a carico (comma 493), nelle seguenti misure:
  1. Per i figli superiori a tre anni la detrazione passa da € 800 a € 950;
  2. Per i figli di età inferiore ai tre anni la detrazione passa da € 900 a € 1.220;
  3. Per i figli portatori di handicap le suddette detrazioni sono aumentate di € 400;
  4. Se i figli sono almeno tre i suddetti importi vanno aumentati di € 200 a partire dal 1° figlio;
Se i figli sono 4 o superiori a 4 spetta un ulteriore detrazione pari ad € 1.200

Ma la famiglia non è composta solo di figli !
Tuttavia nessun altro aumento è previsto per il coniuge e gli altri familiari a carico.

Quasi sempre il coniuge a carico è la moglie (visto che in Italia la disoccupazione femminile ha raggiunto livelli altissimi), la quale rappresenta una componente fondamentale all'interno del nucleo famigliare.
Per una classe politica che non perde occasione per dichiarare quanto tiene in alta considerazione i valori della famiglia il non aver previsto negli aumenti delle detrazioni almeno anche quella prevista per il coniuge a carico è una dimenticanza riprovevole.
Se poi di dimenticanza si tratta e non invece di una mentalità vagamente maschilista da parte del “governo dei tecnici” il quale considera la donna un'appendice di scarsa valenza economica nell'ambito famigliare, il dubbio