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martedì 4 agosto 2020

Dl Agosto: Cgil, positiva proroga blocco licenziamenti e ammortizzatori fino a fine anno

Tania Sacchetti - CGIL
Il Ministro del Lavoro ha confermato la volontà dell’esecutivo di prorogare gli ammortizzatori sociali, le indennità, assieme al blocco dei licenziamenti fino alla fine dell’anno. Si tratta di alcune importanti richieste che come Cgil abbiamo sempre portato avanti con convinzione, insieme a Cisl e Uil”. Lo afferma la segretaria confederale della Cgil Tania Scacchetti al termine dell’incontro con il Ministro Nunzia Catalfo. Per la dirigente sindacale “la proroga di queste misure è infatti necessaria a governare una fase ancora incerta e a evitare che il costo della crisi si abbatta sul lavoro, che al contrario, secondo noi, va protetto in quanto perno di qualsiasi fase di ripartenza”. 
Inoltre, riferisce Scacchetti “sono stati illustrati anche altri interventi finalizzati a incentivare l’occupazione, a partire dai settori più colpiti come il turismo. Alcuni di questi interventi che mirano a sgravare le imprese per un periodo limitato di tempo al fine di stimolarle ad assumere, rappresentano – sottolinea – uno strumento che va attentamente monitorato e gestito con rigore per evitare un utilizzo inefficace di risorse pubbliche”. 
“Infine, abbiamo ribadito la nostra richiesta di garantire la detassazione degli aumenti contrattuali come misura necessaria a sostenere, attraverso il rinnovo dei contratti collettivi nazionali, il reddito delle lavoratrici e dei lavoratori dipendenti. Attendiamo il testo finale del dl Agosto per effettuare – conclude la segreteria confederale – una valutazione complessiva”.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

martedì 21 gennaio 2020

Lavoro: Cgil, sbloccare ammortizzatori per migliaia di lavoratori

“Migliaia di lavoratrici e lavoratori attendono, ormai da mesi, il pagamento della cassa integrazione straordinaria, loro unica fonte di reddito. Occorre immediatamente autorizzare i pagamenti: per questo è urgente la nomina del nuovo Direttore Generale degli Ammortizzatori Sociali del Ministero del Lavoro”. Ad affermarlo la segretaria confederale della Cgil Tania Scacchetti.
“È gravissima – sottolinea la dirigente sindacale – la sottovalutazione da parte del Dicastero degli effetti che il ritardo di questa nomina del Direttore stanno causando ai lavoratori già colpiti dalla crisi, impedendone la continuità salariale in presenza di un rapporto di lavoro, o, in caso di cessata attività, l’unico sostegno”.
Per Scacchetti “in questa situazione critica il Ministero deve accelerare le proprie decisioni, anche disponendo, ove possibile, risoluzioni transitorie che possano sbloccare i pagamenti”. “I lavoratori e i sindacati non possono più accontentarsi di promesse – conclude Scacchetti – e servono subito soluzioni a quello che sta diventando un vero e proprio dramma sociale”.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

giovedì 19 aprile 2018

Iol: proposte alternative a licenziamento collettivo

Si è svolto in data odierna l’incontro, concordato il giorno 11/4, presso il MISE tra OO.SS. nazionali e coordinamento nazionale RSU ITALIAONLINE e Azienda.
Le Organizzazioni sindacali hanno declinato sia al Ministro Calenda che all’Azienda le alternative percorribili rispetto al piano di licenziamento collettivo proposto da Italiaonline S.P.A.
Nello specifico hanno segnalato come sia possibile fruire in prima battuta della solidarietà difensiva a partire da Giugno 2018 e, a seguire, della cassa integrazione per riorganizzazione.
L’utilizzo degli ammortizzatori sociali in essere dovrebbe essere accompagnato da un piano formativo che coinvolga tutti i dipendenti di Italiaonline.
In concomitanza con l’utilizzo degli ammortizzatori sociali le OO.SS ritengono necessario che, essendo in atto assunzioni in aziende del Gruppo, si dia diritto di prelazione ai dipendenti di Italiaonline coinvolti dagli ammortizzatori sociali per la allocazione nelle aziende che assumono.
Le OO.SS. hanno inoltre evidenziato che i mesi di fruizione degli ammortizzatori sociali consentirebbero alle parti di avvicinare un numero congruo di dipendenti al traguardo pensionistico, chiedendo nel contempo una norma di raccordo che consenta di utilizzare l’art 4 della legge Fornero in merito all’isopensione.
Hanno anche proposto il reitero di piani di esodo volontario incentivato con diverse soluzioni

martedì 23 febbraio 2016

Call center: Sindacati, a rischio oltre 8000 posti di lavoro. 11 marzo sciopero nazionale e manifestazione a Roma

La decisione di Poste Italiane ed Enel, aziende controllate dallo stato Italiano, di assegnare le attività di call center senza rispettare la clausola sociale contenuta nel DDL “appalti” approvato dal Parlamento, la volontà del Governo di non far applicare quanto previsto dalle leggi italiane in tema di delocalizzazioni di attività di call center, la scelta politica di privare il settore degli ammortizzatori sociali ordinari, provocheranno nei prossimi mesi oltre 8000 licenziamenti nel settore dei call center, di cui almeno la metà vedrà aprire le procedure di licenziamento già nel mese di marzo.
Questo l’allarme lanciato dai segretari nazionali di categoria in merito alla mancata convocazione da parte del Governo di un tavolo di crisi richiesto dalle OO.SS nello scorso mese di gennaio alla Presidenza del Consiglio dei Ministri.
“E’ del tutto inaccettabile, dichiara Massimo Cestaro, che due aziende controllate dallo Stato italiano come Poste ed Enel, possano assegnare attività di call center senza rispettare le clausole sociali approvate dal Parlamento. Se passa il principio che le aziende pubbliche non rispettano le leggi perché mai dovrebbero farlo quelle private.”
Da quattro anni, continua Vito Vitale, stiamo chiedendo il rispetto dell’articolo 24 bis della Legge 134 del 2012 in tema di delocalizzazione delle attività di call center. Nonostante i ripetuti annunci dei vari Ministeri che avevano anche comunicato l’avvio delle sanzioni previste dalla Legge, la normativa rimane totalmente disattesa. Si è consentito in questo modo, a tantissime attività di

martedì 19 maggio 2015

Lavoro: Cgil, dati Inps di aprile confermano urgenza riforma universale degli ammortizzatori sociali


Roma, 18 maggio - "In questi anni di crisi il sistema di ammortizzatori sociali ha tutelato oltre un milione di lavoratori e migliaia di aziende, che in assenza di questi strumenti avrebbero visto la perdita del posto di lavoro e il fallimento d'impresa. Se i dati del primo trimestre (si vedano i rapportdell'Osservatorio Cig Cgil su cig marzo 2015 e Causali aziende cigs marzo 2015) dimostrano che il volume delle ore di Cig conferma l’assenza di attività produttiva, essendo in presenza di autorizzazioni a zero ore per potenziali 330 mila posizioni lavorative dalle prospettive sempre più incerte, i dati di aprile diffusi oggi dall'Inps segnano un nuovo rialzo (+ 3,6%) delle ore autorizzate, nonostante il crollo della deroga. Le riforme se fatte in stagioni di crescita hanno una loro efficacia, fatte nella crisi rischiano di determinare solo tagli ed esclusione". Così Serena Sorrentino, segretario confederale della Cgil, a seguito della diffusione dei dati Inps.

"Siamo tuttavia ad un punto cruciale - prosegue Sorrentino - in ragione di alcune questioni aperte: la fine della deroga e la mancata sostituzione di uno strumento che copra i settori scoperti da Cig; il mancato rifinanziamento dei contratti di solidarietà difensivi; l'approssimarsi della scomparsa della

lunedì 20 aprile 2015

Crisi: Cgil, calo cassa integrazione non è segnale miglioramento situazione produttiva

Corrado Ezio Barachetti
Il calo del ricorso alla cassa integrazione non può essere scambiato come un segnale di miglioramento della situazione produttiva nel nostro Paese. La riduzione del dato ha origine per il 91,2% dal crollo della cassa in deroga e questo si spiega con un'unica ragione: l'esaurimento delle insufficienti risorse rese disponibili dai provvedimenti di legge del 2014, a partire dalla Legge di stabilità. A ciò va, inoltre, aggiunto l'effetto dei provvedimenti di legge messi in essere per il 2015, sempre in materia di ammortizzatori sociali, corrispondenti ad una riduzione delle risorse rispetto al '14 di oltre il 50% e di una riduzione della copertura di durata di quasi il 60%”. Così la Cgil, commenta i dati diffusi oggi dall’Inps.
Per il sindacato di Corso d’Italia, “Occorre distribuire subito i 490 milioni di euro, concordati con le Regioni, per coprire il fabbisogno della cassa in deroga del 2014. Le risorse ci sono e sono certificate”.
La Legge di stabilità 2015, sottolinea Corrado Ezio Barachetti, responsabile del dipartimento “Mercato del lavoro” della Cgil, “non solo ha introdotto pesanti limitazioni per i beneficiari di ammortizzatori sociali e ridotto pesantemente loro le risorse, ma non ha previsto un adeguato sostegno al fabbisogno che emerge forte dalla richiesta di attivazione di contratti di solidarietà. Questo in totale contraddizione con l'idea di rilancio di tale ammortizzatore che la legge delega 183, dello scorso 10 dicembre 2014, lasciava trasparire”.
Per il dirigente della Cgil, “serve agire urgentemente in chiave solidaristica e universale, a partire dall'esausto sud del Paese, vero protagonista del calo del 16,7% del numero di domande di disoccupazione. Nel mezzogiorno sono, infatti, oramai purtroppo in molti ad aver scelto di chiamarsi fuori dal gioco perché pesantemente frustati dalle lunghe attese e dagli inganni, come nel caso della Whirlpool Corporation.

Fonte: Ufficio Stampa Cgil

lunedì 22 settembre 2014

Tlc: Cestaro (Slc Cgil), innovazione tecnologica problema culturale non di investimenti

Il rapporto sulla filiera delle Tlc ci dice che esiste un problema del sistema paese nel modo con cui affronta l’innovazione tecnologica: fatti salvi gli investimenti, c’e’ evidentemente un problema culturale a partire dalla PA, mondo fortemente arretrato per l’uso delle nuove piattaforme” cosi’ Massimo Cestaro, segretario generale Slc Cgil, nel suo intervento al Forum sulla filiera delle Tlc oggi a Roma.
Sul versante del lavoro sono d’accordo con l’AD Telecom Patuano: e’ necessario passare da un welfare difensivo ad uno espansivo, perche’ le aziende non possono stare ferme sul ricambio generazionale. Con l’allungamento dei requisiti per accedere alla pensione e la corrispondente riduzione dei tempi degli ammortizzatori sociali, si rischia una esplosione di conflittualita’. E’ arrivato il momento di discutere come il diritto del lavoro fotografi il nuovo millennio.”
Infine – conclude il sindacalista – il paese non ha bisogno di ulteriori conflitti sociali. Nessuno può immaginare che si modifichino arbitrariamente i principi fondamentali dello statuto dei lavoratori senza che si determini un arretramento dei livelli delle relazioni industriali anche nei nostri settori. Il mondo del lavoro rappresenta una straordinaria complessità che non può essere rappresentato con qualche tweet. La complessità e i cambiamenti in essa contenuti si affrontano attraverso l’ascolto di quelli che quella complessità rappresentano.”

mercoledì 17 settembre 2014

Governo: Cgil, nel discorso Renzi economia assente, su lavoro solo spunti allusivi

Roma, 16 settembre - “Dall'illustrazione del secondo programma del governo Renzi, quello dei mille giorni, svolta oggi in Parlamento, continuano a mancare indicazioni precise su quali saranno le misure economiche che l'esecutivo intende adottare non tra tre anni, ma nelle prossime settimane, per rilanciare l'economia del Paese, contrastare la disoccupazione, rendere il sistema produttivo e amministrativo italiano moderni, competitivi e dinamici”. E' quanto si legge in una nota della Cgil, che aggiunge: “La grande assente dal discorso del Presidente del consiglio è stata, infatti, l'economia che invece doveva essere quella su cui avrebbe dovuto incentrare il suo discorso. Nelle sue parole non si sono viste né il progetto a lungo termine, né sono state delineate le misure a breve”.
“Anche sul lavoro - prosegue la nota di corso d'Italia - il Presidente del consiglio non ha fornito che spunti allusivi. Sul lavoro il governo continua a dare messaggi contrastanti: da un lato i proclami sulla lotta al precariato, dall’altro il decreto sulla liberalizzazione dei contratti a termine. Ora si torna ad affermare la necessità di cancellare le differenze tra lavoratori garantiti e non. È quanto chiediamo da anni. Il governo sia coerente superi il decreto Poletti e faccia una riforma vera cancellando le troppe forme contrattuali che precarizzano il lavoro”.
“Sugli ammortizzatori scopriamo che la riforma si farà con la legge di stabilità e che si supererà la cassa integrazione. Ancora una volta sono dichiarazioni oscure che lasciano dubbi sulla reale direzione riformista che il governo intende adottare. L'unica cosa condivisibile è che non c'è tempo da perdere per dare una scossa all'economia e al lavoro ma se la ricetta non cambia saremmo alle solite. Non è più possibile che a pagare il costo dei gravi errori che i governi precedenti hanno commesso siano ancora una volta i giovani, i disoccupati e i lavoratori. Non è più accettabile una politica e un governo che continui a ridurre le tutele destinando a chi lavora un unico campionato in serie B. La Cgil si augura che non si vogliano riproporre politiche sbagliate e inutili ai fini della ripresa economica e occupazionale, di riduzione e sottrazione dei diritti, per altro con decreto legge, cancellando qualsiasi possibilità di discussione”, conclude la nota.

mercoledì 5 giugno 2013

LAVORO E' DEMOCRAZIA

Non c'è più tempo per aspettare.
CGIL CISL UIL ritengono sia urgente che il tema del lavoro torni al centro delle scelte politiche ed economiche. Investimenti, redistribuzione del reddito, ripresa dei consumi sono le condizioni essenziali per sostenere la nostra economia. In particolare servono provvedimenti per uscire dalla recessione e riprendere la crescita.
1.- Dare soluzione alle emergenze che alimentano la disoccupazione, attraverso:
· il finanziamento degli ammortizzatori in deroga, almeno per tutto il 2013;
· l'effettiva salvaguardia degli “esodati”;
2.- Ridurre le tasse per i lavoratori dipendenti, i pensionati e le imprese che faranno assunzioni nel prossimo biennio, destinando automaticamente le risorse derivanti da un'efficace lotta all'evasione fiscale, reato di cui va sancita la natura penale.
3.- Rilanciare politiche anticicliche prevedendo la possibilità per i Comuni, che hanno risorse, di fare investimenti e di avviare i cantieri già deliberati fuori dal Patto di Stabilità.
4.- Ridurre i costi della politica è la condizione per buone istituzioni e buona politica. Si tratta, da un lato, di riordinare e semplificare l'assetto istituzionale ed amministrativo del Paese, seguendo quanto già fatto dagli altri partner europei e, dall'altro, di tagliare con decisione gli sprechi e i privilegi che non sono compatibili con l'efficienza e la buona amministrazione.
5.- Ammodernare e semplificare la Pubblica Amministrazione non attraverso tagli lineari, ma con la riorganizzazione e l'efficacia del suo funzionamento, con il contenimento della legislazione concorrente ed