Visualizzazione post con etichetta richieste. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta richieste. Mostra tutti i post

giovedì 11 febbraio 2021

Cgil, Cisl e Uil, 11 febbraio presidio in Piazza San Silvestro contro colpo di stato in Birmania/Myanmar

Nella giornata internazionale di mobilitazione sindacale contro il gravissimo colpo di stato in Birmania/Myanmar, CGIL, CISL, UIL e l’associazione ITALIA-BIRMANIA.INSIEME, nel rispetto delle norme Covid19 sul distanziamento, dimostreranno la loro solidarietà al popolo e al sindacato birmano, che nonostante i grandi rischi, si sta mobilitando quotidianamente per l’immediato ritorno alla democrazia, il riconoscimento dei risultati delle elezioni democratiche, il ripristino del parlamento democraticamente eletto, la liberazione di tutte le persone arrestate, a partire dal Presidente della Repubblica Win Myint, e dalla leader Aung San Suu Kyi ed il ripristino dello Stato di diritto.

CGIL, CISL, UIL e l’associazione ITALIA-BIRMANIA.INSIEME sono al fianco delle lavoratrici e dei lavoratori birmani e della Confederazione sindacale birmana CTUM impegnati nella mobilitazione generale contro il colpo di stato militare e chiedono al governo italiano, alle istituzioni europee ed internazionali di:

  • non riconoscere il governo militare insediato con un golpe e di riconoscere, invece, il parlamento democraticamente eletto e confermare il sostegno al governo democratico in carica;
  • chiedere la liberazione immediata di tutte le persone ingiustamente arrestate, tra le quali il Presidente della Repubblica Win Myint, la leader Aung San Suu Kyi, i dirigenti della Lega Nazionale per la Democrazia e degli attivisti della società civile;
  • sostenere a livello europeo ed internazionale un quadro di sanzioni mirate contro gli interessi economici della giunta militare ed il blocco globale della esportazione di armi verso la Birmania/Myanmar.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

venerdì 23 ottobre 2020

Smart working: Osservatorio ‘Futura’ Cgil, 8 lavoratori su 10 chiedono venga contrattato

Dalle risposte dei lavoratori al sondaggio condotto dall’Osservatorio Futura per conto della Cgil sullo smart working emergono giudizi divergenti sui pro e i contro del lavoro da casa. Ma un dato accumuna tutte le risposte: lo smart working va regolamentato dai contratti. Otto lavoratori su dieci infatti mettono in risalto la necessità di regolare lo smart working attraverso i contratti nazionali.

Ecco cos’è emerso dalla prima rilevazione (2002 interviste, realizzate dal 9 al 17 settembre scorsi), la seconda è ora in pieno svolgimento e sarà pronta per la fine del mese:

La scoperta del lavoro da casa. La pandemia ci ha obbligato ad utilizzare una modalità di lavoro fino a quel momento sconosciuta ai più. Il 49%/50% dei lavoratori e delle lavoratrici intervistati non aveva mai fatto esperienze di lavoro agile prima della pandemia. Buona parte lo ha sperimentato solo con l’emergenza (il 27%). Il lavoro a distanza per una fascia di lavoratori è proseguita anche dopo la fine del lockdown e sta

venerdì 13 ottobre 2017

Lavoro, previdenza, welfare e sviluppo: 14 ottobre mobilitazione nazionale

A sostegno dei tavoli di trattativa in corso con il Governo, sabato 14 ottobre, in tutte le province, davanti alle sedi delle Prefetture, si terranno manifestazioni organizzate da Cgil, Cisl, Uil. A Brescia:
I sindacati chiedono che in legge di bilancio siano inseriti una serie di provvedimenti in materia di lavoro, previdenza, welfare e sviluppo. In particolare, Cgil, Cisl, Uil rivendicano: più risorse sia per l’occupazione giovanile sia per gli ammortizzatori sociali
Una legge di bilancio che voglia avere il carattere dell’equità e dello sviluppo deve tenere conto di tali richieste che Cgil, Cisl, Uil hanno avanzato ai tavoli di confronto.