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mercoledì 12 febbraio 2020

Asili nido in Lombardia: cambiare la delibera e scegliere l’innovazione

È attesa per il 26 febbraio la decisione del Consiglio Regionale sui requisiti di esercizio degli asili nido. Nel frattempo, mercoledì 12, la Commissione consiliare competente tornerà a discuterne.
La delibera già presentata alla fine del mese di dicembre è stata sospesa anche grazie alla mobilitazione del personale e delle famiglie che, insieme alle Organizzazioni Sindacali, hanno fatto sentire la propria voce in concomitanza con l’audizione in Commissione.
I nidi in Lombardia hanno bisogno di un potenziamento numerico perché la popolazione di bambini raggiunta è ancora troppo bassa: 3 bambini su 4 non riescono ad essere inseriti in un segmento dell’offerta educativa essenziale per le loro opportunità successive. È infatti cruciale sostenere i bisogni educativi dei bambini fin dalla prima infanzia, per ridurre i rischi dell’insuccesso formativo, della povertà educativa, della marginalizzazione sociale.
I requisiti proposti peggiorano la qualità dell’offerta, perché allentano il rapporto numerico fra educatori e bambini, introducono in tutte le strutture figure prive di qualunque competenza educativa che hanno il solo vantaggio di essere a costo zero, aumentano l’orario di lavoro annuale oltre i limiti

giovedì 16 marzo 2017

Lavoro: Cgil, bene sperimentazione assegno ricollocazione, ora chiarezza su Anpal e futuro lavoratori

Positivo l’avvio della sperimentazione sull’assegno di ricollocazione, forse la principale misura di politica attiva individuata nel Jobs Act, ma esprimiamo alcune preoccupazioni: dal futuro delle politiche attive alla poca chiarezza sulle linee di indirizzo di Anpal e alla situazione di precarietà di migliaia di lavoratori dei centri per l’impiego, Anpal servizi e Inapp”. È quanto dichiarato dalla segretaria confederale della Cgil Tania Scacchetti.
Secondo la dirigente sindacale “le politiche attive non hanno vita lunga se non sono accompagnate da politiche di sviluppo nazionali e territoriali capaci di attrarre e generare nuovi investimenti e, di conseguenza, nuove opportunità occupazionali. Anche il ruolo delle azioni formative sarà determinante per riattivare e sviluppare nuove competenze”.
Scacchetti denuncia “la poca chiarezza in merito alle responsabilità e alla titolarità della costruzione di un quadro di scelte nazionali condivise, a partire dalla definizione delle linee di indirizzo che devono determinare i livelli di prestazione universalmente riconosciuti. Le Regioni, alla luce degli esiti del referendum costituzionale, hanno mantenuto la competenza sulla strumentazione dell’organizzazione del mercato del lavoro”. La segretaria confederale sottolinea che “molte cose devono ancora essere definite anche in merito all’assegno di ricollocazione (profilazione, accreditamento, offerta congrua), scelte che