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mercoledì 12 febbraio 2020

Asili nido in Lombardia: cambiare la delibera e scegliere l’innovazione

È attesa per il 26 febbraio la decisione del Consiglio Regionale sui requisiti di esercizio degli asili nido. Nel frattempo, mercoledì 12, la Commissione consiliare competente tornerà a discuterne.
La delibera già presentata alla fine del mese di dicembre è stata sospesa anche grazie alla mobilitazione del personale e delle famiglie che, insieme alle Organizzazioni Sindacali, hanno fatto sentire la propria voce in concomitanza con l’audizione in Commissione.
I nidi in Lombardia hanno bisogno di un potenziamento numerico perché la popolazione di bambini raggiunta è ancora troppo bassa: 3 bambini su 4 non riescono ad essere inseriti in un segmento dell’offerta educativa essenziale per le loro opportunità successive. È infatti cruciale sostenere i bisogni educativi dei bambini fin dalla prima infanzia, per ridurre i rischi dell’insuccesso formativo, della povertà educativa, della marginalizzazione sociale.
I requisiti proposti peggiorano la qualità dell’offerta, perché allentano il rapporto numerico fra educatori e bambini, introducono in tutte le strutture figure prive di qualunque competenza educativa che hanno il solo vantaggio di essere a costo zero, aumentano l’orario di lavoro annuale oltre i limiti

lunedì 4 aprile 2016

Pensioni: Camusso, norma va cambiata, costruire sistema solidale

Cambiare le pensioni e dare lavoro ai giovani’. E’ questo lo slogan che ha accompagnato la giornata di mobilitazione nazionale promossa da Cgil, Cisl e Uil per sabato 2 aprile.
Iniziative e manifestazioni unitarie a livello territoriale in tutto il Paese. I segretari generali delle tre confederazioni sindacali, Susanna Camusso, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo, hanno partecipato rispettivamente alle mobilitazioni di Venezia, in Campo Santa Margherita, a Roma, in Piazza SS. Apostoli, e a Napoli, in Piazza Giacomo Matteotti. I comizi finali sono stati preceduti da cortei che hanno attraversato le città.
A Venezia, il corteo (partito alle ore 9.00 dalla stazione ferroviaria Santa Lucia) ha attraversato le vie della città per concludersi in Campo Santa Margherita alle ore 10.00. A seguire gli interventi dal palco. A prendere la parola per il comizio conclusivo il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso: “le pensioni devono cambiare radicalmente, deve cambiare la norma per quel che riguarda la costruzione di una previdenza per i giovani, la possibilità non di immaginarsi un futuro da poveri, ma di persone che nella loro vita lavorativa metteranno insieme una condizione civile di pensione”. “Deve cambiare – ha aggiunto – il rapporto con i singoli lavori perché non si può usare una media indefinita per la quale sarebbe lo stesso lavorare su un’impalcatura o in un ufficio. Ci vuole una relazione con la fatica del lavoro”. Per Camusso, infine, “va costruito un sistema solidale: chi ha avuto anche troppo dal sistema deve essere disponibile a dedicarlo ad una solidarietà interna, per fare della pensione ciò che è sempre stato: la condizione di una vecchiaia delle persone dopo una vita di lavoro”.

giovedì 20 novembre 2014

Call center: ultima chiamata al Presidente del Consiglio e alla politica

“262 lavoratori che occupano la sede di Accenture a Palermo che voleva procedere alla chiusura vista la disdetta dell’appalto formalizzata di British Telecom; il Consiglio Comunale di Cesano Boscone che si riunisce nella sede del call center di E-Care che ha avviato la procedura per 489 lavoratori; Almaviva che scrive alla regione Sicilia dichiarando oltre 3000 esuberi; Gepin a Casavatore, Napoli, che persa la commessa di Poste licenzierà oltre 200 persone. Questi sono solo alcuni numeri della tragedia che stanno vivendo i lavoratori dei call center.” Così dichiara Michele Azzola,, segretario nazionale Slc Cgil in vista dello sciopero nazionale di dopodomani venerdì 21.
Venerdì 21 si terrà lo sciopero nazionale del settore con la Notte Bianca, che si terrà a piazza del Popolo a Roma, in cui si alterneranno momenti di musica, cultura e dibattito di personalità che a vario titolo offriranno la loro solidarietà ai lavoratori e alle lavoratrici, spesso ragazzi che hanno avuto come unica opportunità lavorativa quella offerta dai call center e che svolgono quel lavoro con dignità e professionalità.
“La crisi dei call center ha una peculiarità tutta italiana – prosegue il sindacalista – nel resto dei Paesi Europei non si riscontrano fenomeni analoghi, ed è dettata dal fatto che non si è proceduto, come previsto da una direttiva europea, a normare il caso di successione/cambio di appalto con tutele occupazionali. Questo determina anche una spesa sociale elevatissima, oltre 480 milioni nel triennio 2012 – 2014, sottratti ai servizi ai cittadini che finanziano con le tasse, e che in realtà si tramutano in