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martedì 14 gennaio 2020

Pensioni: Cgil, Fondo integrativo non è risposta a giovani e donne. Su Quota 100 nostre previsioni corrette

È un grosso abbaglio pensare che la risposta previdenziale per giovani precari e donne possa essere un Fondo previdenziale integrativo pubblico a capitalizzazione”. Così il segretario confederale della Cgil Roberto Ghiselli commenta quanto affermato oggi dal Presidente dell’Inps, Pasquale Tridico in audizione alla Commissione Lavoro della Camera.
Chi ha un lavoro povero o precario – osserva il dirigente sindacale – non è nelle condizioni di versare contributi sufficienti per costruirsi una pensione pubblica, figuriamoci se avrà mai le disponibilità finanziarie per fare versamenti aggiuntivi per un Fondo integrativo”. “Dare una prospettiva dignitosa a questi lavoratori rappresenta una nostra priorità. Lo si può fare – prosegue Ghiselli – rafforzando la previdenza pubblica e valorizzando le posizioni previdenziali così da permettere anche ai giovani e alle donne occupati nelle attività più svantaggiate di avere una pensione dignitosa, quella che noi chiamiamo ‘pensione contributiva di garanzia’”. 
Anche l’idea di un Fondo integrativo pubblico, concorrente con i Fondi negoziali, la riteniamo sbagliata perché – spiega – la funzione dell’Inps non è quella di gestire risorse nel mercato finanziario. I Fondi negoziali esistenti, che hanno dato in questi anni ottimi risultati nella gestione

giovedì 16 novembre 2017

Attivo degli iscritti slc/cgil settore poste a Brescia (09/11/2017)

In data odierna presso la camera del lavoro di Brescia si è tenuto un attivo sindacale dei lavoratori di poste italiane , iscritti alla Slc/Cgil territoriale di brescia .
I lavori sono stati aperti dalla relazione della segretaria del settore Laura Storti che ha illustrato la situazione inerente al rinnovo del ccnl e alle problematiche collegate. ( politiche attive e riorganizzazione di pcl )
Alle difficoltà oggettive che si riscontrano nella trattativa con Poste Italiane si aggiungono incomprensibili divisioni sindacali ,che indeboliscono i lavoratori in un momento in cui occorre la massima unità .
Nel corso del dibattito , sono state evidenziate le grosse difficoltà che pesano sul recapito a Brescia e provincia e l'esigenza di rivedere radicalmente questa organizzazione del lavoro a giorni alterni che , non offrendo un servizio di qualità, vanifica ogni tentativo di rilancio del settore .
Anche nel mercato privati emergono grosse difficoltà per la carenza di strumenti che certificano le banconote e per la carenza di personale tale da provocare , da parte dell'azienda , continui distacchi anche strutturali .
Si è inoltre evidenziato il continuo utilizzo di personale precario, senza prospettive di stabilità futura,  che deve trovare in sede nazionale un accordo trasparente per la stabilizzazione di questi lavoratori .
L'attivo degli iscritti del settore poste di Brescia e provincia, conferisce mandato alle istanze regionali e nazionali di Slc/Cgil di promuovere anche da sola, azioni di lotta più incisive compreso il ritiro della firma sulla riorganizzazione del recapito e la proclamazione dello sciopero generale di tutta la categoria.
Approvato all'unanimità   

martedì 31 ottobre 2017

Lavoro: Cgil, su occupazione serve cambio passo

Parlare di dignità del lavoro significa parlare di lavoro di qualità, con diritti. Purtroppo il recupero occupazionale, di cui il Governo fa sfoggio e che in termini numerici nessuno nega, è determinato quasi esclusivamente dal balzo in avanti dei contratti precari o a tempo determinato, la maggioranza dei quali di durata inferiore ai sei mesi. Ancora lavoro debole, precario e povero”. Così la segretaria confederale della Cgil Tania Scacchetti commenta le rilevazioni ‘Occupati e disoccupati’ diffuse quest’oggi dall’Istat.
La dirigente sindacale esprime preoccupazione per “le modifiche e il peggioramento nella composizione dell’occupazione” poiché, sottolinea, “alla crescita degli occupati non corrisponde una crescita analoga dei posti di lavoro standard e delle ore lavorate. Il contratto a tempo indeterminato – spiega – è rimasto sostanzialmente stabile dal 2008 ad oggi e l’aumento del numero dei precari, sommato al part time involontario, produce una cifra record di oltre 4,5 milioni di persone che svolgono un’attività che non hanno scelto e che non vorrebbero, così come calcolato dalla FdV Cgil”. “A ciò si aggiungono gli indici di disoccupazione che – prosegue Scacchetti – nelle stesse stime del Governo, contenute nel DEF, rimangono stabilmente superiori al 10%, anche per i prossimi anni”. Infine, “il futuro dei giovani nel nostro Paese è condizionato da una disoccupazione che sale al 35,7%”.
Basterebbe questo – sottolinea Scacchetti – a evidenziare la necessità di un cambio di passo nelle politiche economiche e del lavoro, come da tempo proponiamo con il ‘Piano straordinario per l’occupazione’ e con la ‘Carta dei diritti’”.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

giovedì 16 marzo 2017

Lavoro: Cgil, bene sperimentazione assegno ricollocazione, ora chiarezza su Anpal e futuro lavoratori

Positivo l’avvio della sperimentazione sull’assegno di ricollocazione, forse la principale misura di politica attiva individuata nel Jobs Act, ma esprimiamo alcune preoccupazioni: dal futuro delle politiche attive alla poca chiarezza sulle linee di indirizzo di Anpal e alla situazione di precarietà di migliaia di lavoratori dei centri per l’impiego, Anpal servizi e Inapp”. È quanto dichiarato dalla segretaria confederale della Cgil Tania Scacchetti.
Secondo la dirigente sindacale “le politiche attive non hanno vita lunga se non sono accompagnate da politiche di sviluppo nazionali e territoriali capaci di attrarre e generare nuovi investimenti e, di conseguenza, nuove opportunità occupazionali. Anche il ruolo delle azioni formative sarà determinante per riattivare e sviluppare nuove competenze”.
Scacchetti denuncia “la poca chiarezza in merito alle responsabilità e alla titolarità della costruzione di un quadro di scelte nazionali condivise, a partire dalla definizione delle linee di indirizzo che devono determinare i livelli di prestazione universalmente riconosciuti. Le Regioni, alla luce degli esiti del referendum costituzionale, hanno mantenuto la competenza sulla strumentazione dell’organizzazione del mercato del lavoro”. La segretaria confederale sottolinea che “molte cose devono ancora essere definite anche in merito all’assegno di ricollocazione (profilazione, accreditamento, offerta congrua), scelte che

lunedì 16 novembre 2015

Legge di stabilità: Cgil e Filcams, introdurre correttivo Naspi per stagionali e discontinui

SERENA SORRENTINO
L'andata a regime della Naspi rischia di creare un consistente numero di nuovi poveri: sono i lavoratori stagionali e discontinui del turismo, dell'industria alimentare e dello spettacolo. Si tratta di diverse centinaia di migliaia di addetti penalizzati dalla nuova indennità di disoccupazione che non riconosce la strutturalità della loro condizione lavorativa, non a loro imputabile.
Una via di uscita potrebbe essere un correttivo da introdurre alla legge di stabilità, percorso non semplice tenuto conto dell'assenza di risorse e della filosofia rigidamente assicurativa e non solidaristica che sembra aver ispirato tutti gli interventi del Governo in materia di ammortizzatori sociali.
"Avevamo segnalato al Governo che, come evidente nella legge delega, il nuovo meccanismo del calcolo della Naspi sarebbe stato penalizzante per i lavoratori discontinui, proprio quelli che Renzi voleva portare in serie A e che si ritrovano ora con meno tutele". È quanto dichiara il segretario confederale della Cgil Serena Sorrentino. "La Cgil - prosegue - si era già espressa nel corso dell'audizione in Commissione Lavoro di Camera e Senato sul decreto 148/15, occasione in cui aveva chiesto modifiche per la Naspi proprio in relazione ai lavoratori stagionali, che

martedì 12 maggio 2015

Lavoro: Sorrentino (Cgil), no vera svolta ma regalo a imprese e meno diritti a lavoratori

Non ci troviamo di fronte ad una vera svolta, ma ad un grande regalo alle imprese e a meno diritti per i lavoratori”. Così il segretario confederale della Cgil, Serena Sorrentino, commenta i numeri dell’Inps.
Il dirigente sindacale sottolinea come “nel 2014 i rapporti di lavoro a tempo indeterminato sono stati nel primo trimestre 379.508, di cui 117.711 effetto di trasformazione di contratti a termine e 24.620 da apprendistato”.
Se compariamo questi dati con quelli dei primi tre mesi del 2015 (Su 470.785 contratti a tempo indeterminato, 122.645 sono trasformazioni da contratti a termine e 26.396 da apprendistato) - aggiunge Sorrentino - ci accorgiamo che alla fine il saldo netto non è una ‘vera svolta’, considerando anche che i dati si riferiscono ai mesi in cui ha vigenza l’esonero contributivo della legge di stabilità e non il Jobs act”.
Per la segretaria della Cgil, “non occorreva, dunque, cancellare diritti per far aumentare il tempo indeterminato” e le domandi da porsi sono: “Se basteranno i soldi e se le imprese che beneficiano di questo ‘doping’ renderanno veramente stabili questi rapporti di lavoro o se finito l’incentivo torneranno a licenziare, visto che il governo non ha reso selettivi gli incentivi”.
La Cgil - conclude Sorrentino - aveva chiesto da subito che gli incentivi fossero condizionati all’occupazione aggiuntiva, mentre vediamo che la maggioranza sono trasformazioni. Il governo corregga l’errore nella legge di stabilità 2015”.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

venerdì 3 aprile 2015

«La coalizione sociale a Brescia esiste già» - Intervista di Damiano Galletti al BresciOggi

Damiano Galletti segretario generale
Camera del Lavoro di Brescia
Il sindacato alle prese con le sfide del lavoro e del rinnovamento, iniziando dai temi balzati al centro della cronaca nel Paese (il «duello» Landini-Camusso e la coalizione sociale in primis) fino alle questioni più strettamente territoriali che partono dal Patto per Brescia fino all´occupazionale. Questioni ben chiare nell´agenda di Damiano Galletti, segretario generale della Camera del lavoro di Brescia, alla base di analisi e nuovi impegni.
Galletti, partiamo dall´attualità: lei si è espresso favorevolmente alla proposta di una «coalizione sociale», lanciata dal leader nazionale della Fiom Maurizio Landini, bocciando invece la posizione contraria di Susanna Camusso che guida la Cgil. Perchè?
«Non credo si possa non essere d´accordo con Landini quando dice che il sindacato deve cambiare: il contesto sociale si è molto modificato in questi ultimi anni, tanto più dopo l´introduzione di un Jobs Act che stravolge lo Statuto dei lavoratori. Non è immaginabile un sindacato che non inizia a ripensarsi. Proprio queste considerazioni, unite alla conferenza organizzativa della Cgil in programma da giugno, daranno il segnale della nostra volontà di aprirci al nuovo. Riguardo poi al fatto che il sindacato, come corpo intermedio, debba interloquire sempre di più con le altre associazioni che affrontano le emergenze, per esempio in ambito sanitario, della

lunedì 27 maggio 2013

Documento unitario di Cgil, Cisl e Uil sulla crisi, il lavoro, regole di rappresentanza sindacale


La crisi del nostro Paese è sempre più drammatica. La riduzione dell’apparato produttivo, la disoccupazione e la perdurante assenza di investimenti, connotano la condizione attuale dell’economia italiana. La disattenzione ai temi del lavoro impedisce di intraprendere una strada che, frenando la caduta libera della nostra economia, permetta di riprendere fiducia e di tornare a crescere.
CGIL CISL e UIL ritengono urgente che il tema del lavoro, in tutte le sue componenti, torni al centro delle scelte politiche ed economiche e indicano i provvedimenti urgenti ed indispensabili per aprire una nuova fase:
  1. dare soluzione a quelle emergenze che alimentano la disoccupazione. In particolare serve:
A - il rifinanziamento della CIG in deroga;
B - il completamento dell’effettiva salvaguardia degli “esodati”.
  1. Ridurre le tasse ai lavoratori dipendenti, ai pensionati e alle imprese che faranno assunzioni nel prossimo biennio, destinando automaticamente a tale scopo le risorse derivanti da un’efficace lotta all’evasione fiscale, reato di cui va sancita la natura penale.
  1. rilanciare politiche anticicliche prevedendo ad esempio la possibilità per i Comuni che hanno risorse, di fare investimenti e di avviare i cantieri già

giovedì 12 aprile 2012

CGIL Brescia: sciopero generale martedì 17 aprile 2012

La CGIL Brescia annuncia otto ore di sciopero territoriale per il prossimo 17 aprile, un giorno prima dello stesso sciopero in terra milanese e in attesa della grande mobilitazione nazionale già prevista ma in data da destinarsi. La nuova risposta del primo sindacato italiano a quella che in molti già definiscono la controriforma del lavoro, che colpisce indiscriminatamente i soliti salariati, i lavoratori precari, gli esodati e i disoccupati, i lavoratori in mobilità, i pensionati. Otto ore di sciopero a cui si affiancherà un lungo corteo, con partenza dal piazzale dell'Iveco di Via Volturno (ore 9) e gran finale nei pressi dell'Ortomercato.
Nella sede della Camera del Lavoro di Via Folonari la segreteria al gran completo, accompagnata dai rappresentanti di tutte le sigle e di tutte le categorie, ha presentato ufficialmente le dinamiche e le motivazioni dello sciopero di martedì. "Vogliamo esprimere il nostro pieno dissenso alla nuova riforma del mercato del lavoro - spiega Damiano Galletti - Sappiamo tutti che il nostro Paese ha bisogno di interventi veri, per la crescita, e che questa riforma non faciliterà le assunzioni, anzi. Si discute di licenziamenti più facili, si discute della manifesta insussistenza, quando invece si dovrebbe garantire la tutela dei lavoratori, quelli che muovono ancora l'Italia".
La bozza ora in discussione prevede infatti una procedura conciliativa "che di fatto scoraggia la richiesta del reintegro prima ancora di arrivare davanti al giudice", la perdita di ogni garanzia per quello che riguarda gli ammortizzatori sociali (e il ricorso alla sola Assicurazione Sociale per l'Impiego), l'ennesimo taglio alle pensioni, nuove difficoltà per i precari e per i giovani, perché "continueranno ad esserci oltre 40 tipologie contrattuali" di questo tipo. Mentre in Europa si discute di clamorose restrizioni sul diritto allo sciopero, e il