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giovedì 22 febbraio 2018

Innovazione e sviluppo: Camusso, Colla, Landini ad iniziativa Cgil di giovedì 22 su politiche industriali

Nuovo modello di sviluppo ed innovazione: quali politiche industriali? Quale azione sindacale?”. Nel lavoro che cambia la Cgil si avvia a grandi passi a delineare la sua strategia di politica sindacale e contrattuale per governare i repentini processi innovativi della produzione industriale. Un tema già approfondito dalla Conferenza di Programma di Milano del gennaio scorso e che troverà una significativa tappa intermedia verso il Congresso del maggiore sindacato del Paese nell’iniziativa in programma per il 22 febbraio prossimo a Roma (Centro Congressi Frentani) in un confronto fra le categorie industriali e non, insieme a studiosi ed esperti della materia.
Sarà la relazione del segretario confederale della Cgil, Vincenzo Colla, ad aprire alle 9.30 i lavori della giornata che prevedono, nella mattinata, gli interventi delle categorie nazionali e territoriali, e l’intervento conclusivo del segretario confederale Maurizio Landini. Dopo la pausa pranzo, la Tavola rotonda coordinata da Luisa Grion, de La Repubblica, darà spazio alle valutazioni di Adriano Giannola, Presidente Svimez, Marcello Minenna, docente di finanza alla London Graduate School, Edoardo Reviglio della Cassa Depositi e Prestiti, Giovanni Dosi, Direttore Università superiore Sant’Anna di Pisa, Laura Pennacchi, Consulta Economica Cgil, e Fabrizio Barca, economista. Susanna Camusso, Segretario generale della Cgil, chiuderà la discussione dell’intera giornata di

martedì 30 maggio 2017

Camusso, tecnologie vanno governate

Ci sono gli affascinati dall'innovazione tecnologica che in nome di quel fascino accolgono qualsiasi cosa e chi invece la respinge e basta. Il nostro approccio dovrebbe essere: governiamo la tecnologia”. A dirlo è il segretario generale della Cgil Susanna Camusso, parlando oggi (martedì 30 maggio) a Milano al Jobless Society Forum 2017, secondo quanto riportano le agenzie di stampa. “Per questo – aggiunge – c'è la politica, che però è mancata in questa fase di trasformazione e valorizzazione del lavoro”.
Per il segretario generale della Cgil “il sistema 4.0 finora è stato di incentivi. Meglio di altri, perché ha favorito investimenti e processi di innovazione, però non è stato certo un elemento di governo del cambiamento”. 
Di fronte alla “rivoluzione” attuata dalle tecnologie, conclude Camusso, la politica “dovrebbe domandarsi quale progetto sociale ha, quale sistema di welfare, come s’interviene sulla formazione. Dovrebbe cioè esercitare una linea di proposta che mi pare per il momento non ci sia”.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

lunedì 25 maggio 2015

Tlc: Cestaro, su banda larga governo non ascolti cattivi consiglieri

Lo spirito con cui il Governo è sceso in campo per stimolare lo sviluppo delle reti di nuova generazione va senz’altro apprezzato ma gli interventi che pensa di promuovere non possono imporre modelli e tecnologie di sviluppo alle imprese nè alterare le regole di mercato altrimenti l’effetto che si andrà ad ottenere sarà esattamente l’opposto di quello prefissato.
Si ha l’impressione che il presidente del Consiglio sia mal consigliato e agisca in maniera non sempre coerente: così nelle ultime settimane siamo passati dal decreto che doveva “spegnere” la rete in rame di Telecom Italia, alla trattativa per la creazione di una società unica per lo sviluppo della NGN sino all’indiscrezione che poneva la costruzione della rete in capo all’Enel. Tutti interventi assai poco credibili e che si sono spenti appena poche ore dopo la loro nascita.
E’ evidente che il Governo non deve preoccuparsi di assetti societari o modelli tecnologici: deve verificare e imporre la creazione di reti performanti limitandosi a garantire gli incentivi per la copertura delle zone non garantite dalle aziende stesse e evitando di promuovere infrastrutture dove il mercato è già intervenuto.
Questo per evitare di disperdere risorse e attivare un contenzioso giuridico che si trascinerebbe per