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giovedì 13 settembre 2018

Copyright digitale, voto del Parlamento europeo

Il Parlamento europeo ha adottato ieri 12 settembre 2018, la relazione sulla regolamentazione del diritto d’autore in ambito digitale.
UNI MEI, la categoria di UNI Global che rappresenta l’emittenza, l’intrattenimento e lo spettacolo, plaude al voto del Parlamento europeo favorevole al rafforzamento della posizione degli autori degli interpreti ed esecutori in ambito comunitario.
UNI rivolge il proprio apprezzamento nei confronti di tutti i membri del Parlamento europeo che hanno sostenuto il giusto ed equilibrato compromesso fra interessi diametralmente opposti che si sono a lungo scontrati su tale materia, sottolineando l’importanza degli emendamenti adottati sul tema della remunerazione delle figure creative.
Gli articoli, da 14 a 16, del capitolo III, sono quelli maggiormente significativi per la categoria e sono quelli sui quali si è incentrato il dibattito e l’attenzione di tutte le Organizzazioni Sindacali che, come SLC, rappresentano questi professionisti negli stati membri.
Gli emendamenti approvati dal Parlamento migliorano significativamente la proposta avanzata dalla Commissione nel 2016 ed aprono un’opportunità irripetibile per inserire strumenti di riequilibrio tra i colossi multinazionali che gestiscono le piattaforme digitali e le figure autorali che producono i contenuti.
In sintesi, vengono introdotti nel testo gli elementi cardine per una remunerazione proporzionale

mercoledì 19 ottobre 2016

Big Data: analisi di un fenomeno in espansione

La SLC, Sindacato Lavoratori della Comunicazione, non può esimersi da una valutazione degli aspetti economici, politici, sociali e sociologici e, ovviamente, sindacali legati al tema dei big data.
Il tema della rete e della produzione dei big data ha, in primo luogo, una forte implicazione politica: la pervasività del digitale determina una nuova modalità di sfruttamento inconsapevole del lavoro individuale, crea piattaforme molto simili ai vecchi e vituperati monopoli, di fatto cambia il paradigma dell’agire democratico. La sistematizzazione dei dati aggregati e la loro lettura consente di agire sul collettivo predicendo ma anche orientando scelte e comportamenti.
Gli aspetti che vogliamo evidenziare attengono a:

1) L’accesso all’informazione tramite web.
Oggi la divulgazione di contenuti ha nel web uno dei suoi canali principali.
Vi sono dunque elementi di ordine legislativo che attengono al diritto d’autore, tema decisamente complesso poichè include la libertà di informazione, la libertà di accesso e di immissione di dati, oltre la certificata asimmetria tra la crescita esponenziale dell’utilizzo delle notizie in rete ed il valore di scambio delle stesse. Qui proviamo ad affrontare due problemi.
L’uno attiene alla retribuzione dovuta a chi produce contenuti immessi nel web ed al

lunedì 25 maggio 2015

Tlc: Cestaro, su banda larga governo non ascolti cattivi consiglieri

Lo spirito con cui il Governo è sceso in campo per stimolare lo sviluppo delle reti di nuova generazione va senz’altro apprezzato ma gli interventi che pensa di promuovere non possono imporre modelli e tecnologie di sviluppo alle imprese nè alterare le regole di mercato altrimenti l’effetto che si andrà ad ottenere sarà esattamente l’opposto di quello prefissato.
Si ha l’impressione che il presidente del Consiglio sia mal consigliato e agisca in maniera non sempre coerente: così nelle ultime settimane siamo passati dal decreto che doveva “spegnere” la rete in rame di Telecom Italia, alla trattativa per la creazione di una società unica per lo sviluppo della NGN sino all’indiscrezione che poneva la costruzione della rete in capo all’Enel. Tutti interventi assai poco credibili e che si sono spenti appena poche ore dopo la loro nascita.
E’ evidente che il Governo non deve preoccuparsi di assetti societari o modelli tecnologici: deve verificare e imporre la creazione di reti performanti limitandosi a garantire gli incentivi per la copertura delle zone non garantite dalle aziende stesse e evitando di promuovere infrastrutture dove il mercato è già intervenuto.
Questo per evitare di disperdere risorse e attivare un contenzioso giuridico che si trascinerebbe per