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venerdì 10 dicembre 2021

Alleanza Contro la Povertà lancia l'appello «La povertà non è un crimine»

Mentre il dibattito pubblico ha creato la metafora del “furbetto” e sepolto la realtà quotidiana di milioni di persone e famiglie povere, l’Alleanza Contro la Povertà 
di cui la CGIL fa parte, ha deciso di lanciare il suo appello per cambiare la narrazione tossica dei “poveri e fannulloni”», ha dichiarato Roberto Rossini, portavoce dell’Alleanza, durante la conferenza stampa “La povertà non è un crimine” che si è tenuta questa mattina a Roma, presso l’associazione della Stampa Estera in Italia.
Durante la conferenza l’Alleanza ha sottolineato, ancora una volta, di come e quanto più che sulle critiche sia fondamentale concentrarsi sulle proposte per migliorare la misura e sostenere una platea più ampia di popolazione che ne ha bisogno.

Dichiarazioni
«Non si può ignorare la necessità di una misura nazionale di contrasto alla povertà e il Reddito di Cittadinanza è e deve essere questa misura. La povertà non è una colpa, sarebbe, invece, una colpa della collettività non farsene carico attraverso una pluralità di interventi mirati, dal sostegno economico ai  percorsi di inclusione sociale e lavorativa, che liberino dal bisogno chi la povertà la vive quotidianamente», Maurizio Landini,

lunedì 6 settembre 2021

Alleanza contro la Povertà: sul RdC non si discuta con gli slogan, ma con le proposte

L’Alleanza contro la Povertà in Italia, fin dal primo momento, ha evidenziato alcuni elementi di criticità nella definizione del Reddito di Cittadinanza, criticità confermate sin dalla sua entrata a regime.
Allo stesso modo, fin dal primo momento, l’Alleanza ha ribadito la necessità indifferibile di avere in Italia una misura di contrasto alla povertà adeguatamente finanziata per rispondere al crescente numero di famiglie in condizione di bisogno. Una necessità resa ancor più indiscutibile dalle conseguenze economiche e sociali provocate dalla pandemia.
Il Reddito di Cittadinanza va migliorato e chiediamo al Governo di discutere le nostre proposte, già presentate al Ministro Orlando, confermando lo stanziamento di risorse che stanno dando una prima risposta a oltre 1,6 milioni di famiglie.
Nel 2021, 5 milioni di persone hanno ricevuto una misura di sostegno al reddito a fronte di una attestata condizione familiare di difficoltà (3,7 milioni il Reddito di Cittadinanza, 1,3 milioni il Reddito di Emergenza). Questi numeri ci confermano una drammatica certezza: la povertà è una questione troppo seria per essere trattata con tanta insopportabile superficialità come sta avvenendo in queste settimane.
L’Alleanza contro la Povertà ha elaborato da tempo puntuali e argomentate proposte di merito per migliorare la misura e dare risposte a milioni di famiglie in condizioni di bisogno. Ascoltateci!
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

mercoledì 16 giugno 2021

Alleanza contro la Povertà: 5,6 milioni di persone in povertà, servono interventi urgenti

I dati diffusi oggi da Istat confermano le anticipazioni fornite ad inizio marzo e le previsioni che come Alleanza contro la povertà in Italia avevamo già evidenziato dall’anno scorso, sottolineando la necessità di intervenire tempestivamente migliorando l’efficacia del Reddito di Cittadinanza: nel 2020 la pandemia ha sensibilmente accresciuto la povertà assoluta che coinvolge ormai il 7,7% delle famiglie - il 9,4% degli individui -, con una maggiore crescita riscontrata nelle regioni del Nord, ovvero nelle zone più sviluppate del paese dove le misure restrittive e le difficoltà dei settori economici sono risultate più marcate, dove sale al 7,6%.
Lo scenario descritto dai dati Istat pone all’attenzione di tutti come non più rinviabile la necessità di affrontare l’emergenza povertà nella sua complessità e diffusione e di farlo con particolare attenzione ai più colpiti: minori (1,3 milioni) e stranieri (1,5 milioni).
Come Alleanza contro la Povertà, quindi, riteniamo quanto mai necessario: rafforzare il Reddito di Cittadinanza, anche inglobando una parte della platea dei percettori del REM, a partire dalle proposte di modifica da noi presentate da tempo, finalizzate a superare le criticità della misura che penalizzano o escludono dal beneficio proprio alcune famiglie con i minori e/o composte da cittadini stranieri; potenziare i servizi sociali su tutto il territorio nazionale, per assicurare un’adeguata presa in carico della popolazione e l’attivazione di percorsi di inclusione sociale che rispondano ai bisogni delle persone accompagnandole fuori dalla condizione di povertà, anche attraverso una più attenta

giovedì 13 luglio 2017

«La povertà non arretra per famiglie ed individui. Necessario far avanzare il REI rendendo universale l’intervento»

«Se l’incidenza della povertà assoluta rimane stabile, cresce la necessità di risposte immediate ed efficaci. Non esiste altra strada percorribile: occorre avanzare verso l’universalismo degli interventi di contrasto alla povertà». Così l’Alleanza contro la povertà commenta i dati sulla povertà in Italia diffusi oggi dall’ISTAT.
«La stabilità rispetto ad anni di difficoltà non è una buona notizia e in un decennio siamo indietreggiati: raffrontando i dati sulla povertà assoluta relativi al 2016 con quelli del 2007, vediamo che oggi riguarda 4 milioni e 742mila individui rispetto a 1 milione e 800mila individui del 2007. Di fatto chi si trova in condizione di povertà non beneficia ancora della lieve ripresa economica che attraversa il paese».
Con la recente approvazione del decreto attuativo della legge delega di contrasto alla povertà si è compiuto il primo atto concreto nella costruzione di una strategia nazionale di contrasto alla povertà. «I dati ISTAT evidenziano, però, che siamo ancora in mezzo al guado e che a farne le spese sono soprattutto famiglie numerose e minori.
Permane la necessità che, nella nota di aggiornamento del DEF e sin dalla prossima legge bilancio venga introdotto un Piano pluriennale che permetta di andare verso l'universalità anche per chi non si trova in una famiglia con figli: tutti coloro che si trovano in povertà assoluta devono trovare risposte adeguate, ovvero un contributo economico sufficiente a raggiungere uno standard di vita dignitoso e servizi di welfare locale capaci di offrire la concreta possibilità di modificare il proprio percorso di vita»
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

giovedì 30 giugno 2016

Incontro tra l’Alleanza contro la Povertà in Italia e il Ministro Poletti

L’Alleanza contro la povertà in Italia si è incontrata ieri con il Ministro Giuliano Poletti, il Sottosegretario Franca Biondelli e il Direttore Generale del Ministero Raffaele Tangorra.
Oggetto dell’incontro è stato il ddl c. 3594 “delega recante norme relative al contrasto della povertà…”, attualmente in discussione alla Camera.
L’Alleanza ha ribadito la necessità che la misura in discussione sia composta da due elementi: un sostegno al reddito e una contestuale attivazione di percorsi di inclusione sociale.
L’accesso alla misura dovrà riguardare una platea di beneficiari selezionata in primis in base alla prova dei mezzi – ricorrendo ad esempio all’ISEE ed eventuali altre sue componenti – al fine di determinare la condizione reddituale effettiva. La misura, per la parte di sostegno al reddito, dovrebbe poi essere graduata in base a tali criteri.
Inoltre, grande attenzione dovrà essere data alla creazione della infrastruttura dei servizi sui territori, anche attraverso adeguate figure professionali e lo sblocco del turn over.
Infine, è stata ribadita l’universalità della misura, con conseguentemente superamento delle categorie. L’ Alleanza ha sottolineato la necessità di superare l’attuale frammentarietà delle misure, a partire dalla social card, gradualmente riassorbendo i destinatari nella misura unica man mano che viene implementata.
L’incontro è avvenuto in un clima di attenzione e franchezza, ricercando la massima condivisione nell’attuale fase di discussione parlamentare e di successiva decretazione.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil