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martedì 19 novembre 2019

Casa: Cgil, Cisl, Uil, presentano piattaforma ‘Una nuova questione abitativa’

A cinquant’anni dagli scioperi del 1969 per il diritto alla casa e contro il caro affitti, Cgil, Cisl, Uil hanno rilanciato, con l’iniziativa di oggi al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, il dibattito sul diritto all’abitazione presentando una piattaforma rivendicativa dal titolo: “La casa: una nuova ‘questione abitativa”.
A dare il senso del disagio abitativo di oggi, alcuni dati illustrati nel corso del dibattito: l’edilizia pubblica rappresenta solo il 4% del patrimonio abitativo e 650mila sono le domande inevase presso i Comuni e gli ex Iacp; 4 milioni di giovani tra i 25 e i 39 anni risiedono ancora nella famiglia di origine. Un disagio che per Cgil, Cisl, Uil è “stato determinato e ampliato dalla mancanza di politiche adeguate nel settore, dal progressivo arretramento dello spazio pubblico, dalla carenza di fondi”.
Per questo, secondo la vicesegretaria generale della Cgil Gianna Fracassi, e i segretari confederali di Cisl e Uil Giulio Romani e Ivana Veronose, “è indispensabile un rinnovato protagonismo sindacale”. Nella Piattaforma unitaria presentata oggi vengono quindi lanciate alcune proposte concrete: incremento dell’offerta residenziale pubblica; all’edilizia sociale a costi sostenibili; la rigenerazione delle città e la riqualificazione delle periferie; il rifinanziamento con adeguate risorse al Fondo di Sostegno all’affitto; misure fiscali in grado di calmierare il mercato privato degli affitti attraverso la riduzione dei canoni; l’istituzione di una cabina di regia nazionale con la partecipazione delle parti sociali, delle Agenzie comunali per la casa e l’Osservatorio della condizione abitativa.
Scarica:
– La piattaforma unitaria
– Le slides
– L’opuscolo

venerdì 1 settembre 2017

Casa: Cgil, politiche strutturali per affrontare emergenza abitativa

I temi della casa e del welfare abitativo devono essere al centro dell’impegno di Governo, Parlamento ed Enti locali. Manca una vera politica abitativa”. È quanto dichiara la segretaria confederale della Cgil Gianna Fracassi.
Per la dirigente sindacale “i fatti di cronaca dei giorni scorsi sono solo la punta dell’iceberg di un crescente disagio sociale, di cui quello abitativo è evidentemente componente fondamentale. Quanto sta accadendo è la conseguenza dell’assenza di una vera politica abitativa, di una concreta programmazione di strumenti e risorse, dell”inadeguatezza e della sporadicità degli interventi, della mancanza di una visione strategica e di un governo centrale”. “Servono – aggiunge – misure strutturali che riducano povertà, disuguaglianze sociali, disoccupazione, precarizzazione del mercato del lavoro, altrimenti andremo incontro ad una situazione sociale potenzialmente esplosiva”.
Per questo – prosegue Fracassi – riteniamo sia urgente un ‘Piano per l’emergenza’ che abbia come presupposto un reale monitoraggio del disagio abitativo nelle varie realtà territoriali e che preveda un sostegno al reddito delle famiglie, attraverso un fondo per l’affitto e per le morosità, con dotazioni adeguate, e l’ampliamento dell’offerta abitativa in affitto di edilizia residenziale sia

mercoledì 21 giugno 2017

Sfratti: Cgil e Sunia, si aggrava disagio abitativo, urgente strategia

Il disagio abitativo in Italia continua ad aggravarsi e i dati sugli sfratti relativi al 2016 diffusi dal Ministero degli Interni, nonostante quest’ultimo sostenga il contrario, ne sono la conferma”. È quanto si legge in una nota della Cgil Nazionale e del Sunia.
“L’interpretazione ottimista del dicastero, che vedrebbe un decremento del 5,5% rispetto al 2015 – spiegano la Confederazione e il Sunia – è purtroppo frutto della mancanza di alcune rilevazioni su città come Roma, Napoli, Bari, Bologna, Venezia, Padova, Trieste, Taranto, Potenza”.
Cgil e Sunia sottolineano il dato “drammatico delle morosità: rappresentano il 90% dei 61.718 provvedimenti emessi, a conferma delle crescenti difficoltà delle famiglie nel sostenere le spese indifferibili con redditi da lavoro e da pensione”. “Pur in assenza dei dati relativi a molte città – proseguono – aumentano sia le richieste di esecuzione forzosa (+3,09%) sia gli sfratti eseguiti con queste modalità (+7,99%), che salgono al 22,63% nelle dodici maggiori città”.
Per il sindacato di corso d’Italia ed il sindacato degli inquilini “dinanzi all’aggravarsi del disagio abitativo, che ormai assume caratteri strutturali, il Governo continua a non avere una strategia, anzi, riduce il fondo per la ‘morosità incolpevole’ dopo aver completamente azzerato quello di sostegno alla locazione 2016-2017”. Inoltre, aggiungono “sul fronte dell’offerta di alloggi di edilizia pubblica stiamo assistendo al fallimento del piano di recupero di quelli sfitti: 5.767 dovevano essere messi a disposizione delle graduatorie entro la fine del 2016, ma a metà del 2017 ne sono stati ultimati 2.802, meno della metà”.
Per questo, Cgil e Sunia rilanciano il Piano di Edilizia Residenziale Sociale, elaborato insieme a Fillea, “con una programmazione pluriennale per rispondere ai bisogni abitativi delle fasce più deboli della popolazione e generare, al contempo, consistenti opportunità occupazionali. Serve – concludono – individuare risposte immediate”.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

venerdì 3 giugno 2016

Casa: Cgil e SUNIA, aumenta emergenza abitativa, urgenti interventi strutturali pluri-livello

L’emergenza abitativa continua ad avere dimensioni preoccupanti per la tenuta sociale del Paese. La morosità è la principale causa dei provvedimenti di sfratto emessi, segno del crollo dei redditi, e aumentano le richieste di esecuzione. Ma a fronte di un impoverimento sempre maggiore, di un aumento delle disuguaglianze e di un’accentuazione del disagio abitativo e dell’esclusione sociale, non si adottano i provvedimenti adeguati, basti pensare all’azzeramento del Fondo di sostegno all’affitto”. È quanto emerge da uno studio dell’Ufficio Politiche abitative della Cgil nazionale e del SUNIA, diffuso a pochi giorni dalle comunicazioni del ministero dell’Interno sulle procedure di sfratto relative all’anno 2015.
Secondo i dati del ministero, i provvedimenti di sfratto emessi risultano in diminuzione del 16,6%, quelli eseguiti del 10,4%”, ma tali percentuali derivano da rilevazioni incomplete e quindi, per Cgil e SUNIA “verosimilmente gli aggiornamenti successivi porteranno a dati non molto

martedì 11 agosto 2015

Casa: Cgil, metà reddito famiglie per spese fisse, introdurre tassazione progressiva

ll pagamento delle spese fisse per la casa (imposte, affitti, mutuo, utenze) continua a gravare pesantemente sui bilanci delle famiglie italiane, costrette a utilizzare quote crescenti del proprio reddito per farvi fronte, con punte che, in alcuni territori, superano il 50%. È quanto emerge da uno studio sui costi dell’abitare realizzato dalla Cgil nazionale.
Secondo lo studio (che si allega in versione integrale) le spese dei nuclei che vivono in case di proprietà e hanno contratto un mutuo (circa il 70% di quelli che hanno acquistato un'abitazione negli ultimi anni) incidono mediamente sul reddito familiare dal 31,53 (Torino) al 47,46% (Napoli). Percentuali superiori al 40% si registrano a Roma, Bari e Palermo. Più leggero, seppur consistente, il peso su chi non ha crediti verso le banche: si va da un minimo dell’11,81% del capoluogo piemontese, a un massimo del 17,44% della città partenopea.
Analizzando la situazione delle famiglie che vivono in affitto, il quadro è ancora più drammatico. Se il contratto sottoscritto tra proprietario e inquilino è a canone concordato, le incidenze sui redditi familiari si attestano sul 25,66% a Genova e superano il 30% in tutti gli altri casi, raggiungendo il 38,43% a Roma e il 38,61% a Bari. Se invece il contratto è a canone libero, le percentuali salgono ulteriormente, con una forbice che va dal 30,12% del capoluogo ligure al 50,04% della capitale.
In generale, la Cgil ha recentemente stimato che per oltre 3 milioni di famiglie l'incidenza sul reddito delle spese legate alla casa supera il 40%, e va quindi oltre la soglia critica per la tenuta dei