“Con il Correttivo licenziato dal Governo sono stati raggiunti alcuni obiettivi di indubbia importanza, ma restano aperte alcune criticità”. È quanto dichiarano i segretari confederali di Cgil, Cisl e Uil, Franco Martini, Giovanni Luciano e Tiziana Bocchi in merito al Decreto Correttivo Appalti Pubblici e Concessioni.
Le tre Confederazioni si dicono favorevoli “all’inserimento nel testo del Codice l’obbligatorietà delle Clausole sociali nei bandi di gara e negli avvisi, da parte del committente pubblico; la non ribassabilità del costo della manodopera nell’appalto, l’estensione del Durc per congruità della mano d’opera a tutta la filiera delle imprese per contrastare il lavoro nero e sommerso, misura che può veramente favorire l’emersione e la regolarità del lavoro; l’estensione agli appalti di servizi e forniture dell’applicazione del contratto collettivo nazionale e territoriale stipulato dalle organizzazioni sindacali e datoriali maggiormente rappresentativi a livello nazionale; infine, per quanto concerne le concessioni autostradali, le concessionarie non hanno più l’obbligo di affidare a procedura di evidenza pubblica i lavori che sono da queste eseguiti direttamente, ne quelli relativi alla manutenzione ordinaria.
Questa ultima misura rappresenta un giusto equilibrio tra il tema della salvaguardia occupazionale e quello della tutela del mercato e per questo va difesa”.
Secondo Martini, Luciano e Bocchi “restano però ancora aperte alcune criticità che è necessario, nella stesura definitiva, superare positivamente in quanto potrebbero produrre un indebolimento del Codice. Tutte questioni – sottolineano – di non secondaria importanza in quanto rimandano ad aspetti strategici e che attengono alla trasparenza nelle procedure, al contrasto alla penetrazione delle mafie e

