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mercoledì 10 gennaio 2018

Spettacolo: osservazioni sulla legge di stabilità

La legge di stabilità 2018 contiene numerose novità riguardanti, tra le altre, il lavoro. In generale ci sono interventi sugli ammortizzatori (CIGS e deroga), interventi sull’adeguamento della speranza di vita per il 2019, sull’APE, sgravi contributi per l’assunzione di giovani e altro. Per quanto riguarda lo spettacolo dal vivo evidenzio le novità principali che interessano lavoratori autonomi e dipendenti. Due norme in particolare sono piuttosto pericolose, perchè o sono scritte male (agibilità) e pericolose per i lavoratori (ampliamento fascia economica di esenzione dei contributi per alcuni lavoratori dello sport e della musica). Si evidenzia come il legislatore nel settore dello spettacolo copia incursioni, senza avere quella visione d’insieme che sarebbe necessaria per dare diritti ai lavoratori. Aspettiamo i decreti attuativi della legge dello spettacolo, augurandoci di trovare in quel contesto il riconoscimento di un comparto fondamentale per il Paese.

lunedì 13 novembre 2017

Rai: in legge stabilità rimane irrisolto nodo dell’autonomia del servizio pubblico

“La legge di stabilità, per quanto riguarda il servizio pubblico radiotelevisivo e multimediale, identifica le minori entrate da canone rispetto al 2016 (in forza della riduzione della tassa per i privati e della diversa distribuzione delle risorse definite “extragettito),con un ulteriore abbassamento di 100 milioni di euro per il 2018 (1.700 milioni di €) rispetto a quanto previsto per il 2017.
Per questo motivo nella stessa Legge di Stabilità, per gli anni 2018 e 2019 si prevede una compensazione per 100 milioni di €, senza purtroppo chiarire che tale quantità è determinata dal riversamento alla Rai dell’intero “extragettito”. Extragettito che ricordiamo per il 50% del suo valore è designato alla fiscalità generale e alle emittenti e radio locali.” Lo sottolinea un documento prodotto dalla segreteria nazionale Slc Cgil, in cui è studiata l’intera impalcatura del gettito del canone Rai.
“Bisogna garantire la sostenibilità economica e la programmabilità per almeno tre anni dell’attività di servizio pubblico radiotelevisiva e multimediale – afferma Slc Cgil, confermando che l’indirizzo del Governo va in questa direzione, “ma rimane inevasa la modifica della regola rispetto all’utilizzo del Canone e all’autonomia del Servizio Pubblico, infatti cifre alla mano, si rischia che il valore del Canone non sia sufficiente a coprire le attività previste dal Contratto di Servizio, attualmente in discussione in Commissione.”
“Altro nodo delicato e non sciolto è quello del Cda: quale CdA gestirà il passaggio del nuovo contratto di servizio e svilupperà il Piano Industriale? Durata e scadenza degli incarichi e delle concessioni non coincidono.”
“Pertanto – conclude Slc – a fronte del Rinnovo del CCL Rai, Contratto di Servizio e Piano Industriale, che ridisegneranno complessivamente la Rai Sevizio Pubblico, riteniamo che al sindacato ed ai lavoratori, come si è provato a fare in questi anni, spetti il dovere di lavorare per indirizzare nel miglior modo possibili tali processi in una interlocuzione con politica ed istituzioni.”
Scarica il documento: Slc Cgil su Canone Rai in Legge di stabilita.docx
Fonte:http: www.slc-cgil.it/ 

martedì 24 ottobre 2017

Equo compenso: Cgil, Governo non risolve questione professionisti

La decisione di inserire le norme sull’equo compenso nelle prestazioni legali anche nella legge di Stabilità attesta, ancora una volta, la mancata volontà del Governo e, in particolare, del Ministro della Giustizia di risolvere il problema dei compensi dei non dipendenti”. È quanto dichiarano la Consulta delle Professioni della Cgil Nazionale, Filcams Cgil, Nidil Cgil e Agenquadri.
“In questo modo – si legge nella nota congiunta – si prosegue nella segmentazione di un mondo del lavoro già fin troppo frammentato, con un’impostazione divisiva, non contrattata con le parti sociali e con le associazioni, e schiacciata sulle posizioni degli Ordini professionali”.
Il giudizio della Consulta delle Professioni della Cgil, Filcams, Nidil e Agenquadri sul testo all’esame della Commissione Giustizia di Montecitorio e quello presente nelle indiscrezione della legge di Bilancio “è negativo, poiché – spiegano – non vi è stato nessun confronto e nel provvedimento non si garantisce chi è più debole nel mondo dell’avvocatura, né la restante parte dei professionisti e dei freelance, che non vengono neanche considerati”.
Per questo, insieme all’associazione Forense Mga, e con accordi di massima con altre associazioni, abbiamo presentato e depositato una proposta di legge (AC 4408), aperta a suggerimenti e modifiche, che si propone di risolvere quello che crediamo sia il principale problema del sistema forense, ovvero lo sfruttamento degli avvocati di studio, sottopagati, a volte non pagati, attraverso cui peraltro un’élite di avvocati rende inefficiente il sistema degli studi legali”.
Crediamo sia necessario lavorare per un equo compenso destinato a tutti i professionisti e non solo per una categoria, nel solco della proposta di legge ‘Carta dei diritti universali del lavoro’, che attribuisce i diritti alla persona a prescindere dal contratto. E – concludono Cgil, categorie e Agenquadri – riteniamo indispensabile il coinvolgimento di tutte le parti interessate”.
Fonte: Ufficio stampa Cgil

martedì 13 dicembre 2016

OPZIONE DONNA – Una proroga solo a metà !

La Legge di Stabilità 2017 è stata approvata definitivamente.
Purtroppo, a causa della crisi di governo ed a seguito dei tempi ristretti per evitare l'esercizio di bilancio provvisorio, il Senato non ha potuto introdurre alcun emendamento approvando il testo della Camera, in forma “blindata”.
Molte le novità sul piano previdenziale, dall'APE (Anticipo Pensionistico), alla “Quota 41”, all'aumento della 14° mensilità per coloro che già la percepiscono ed alla sua introduzione per coloro che a parità di requisiti anagrafici percepiscono una pensione mensile non superiore ai 1.000 €.
L'illustrazione delle varie forme di APE (Volontaria, Sociale, Aziendale, RITA), e della Quota 41 è rinviata a quando saranno approvati i decreti attuativi (sono ben 60), per ora siamo in grado di conoscere quanto è previsto dalla lettura del testo in materia di proroga dei tempi di scadenza della cosiddetta “Opzione Donna”.
Il comma 222 del testo prevede l'estensione del suddetto sistema previdenziale anche per le lavoratrici dipendenti nate nell'ultimo trimestre del 1958, e del 1957 se lavoratrici autonome, in quanto erano state escluse dall'accesso a tale possibilità dalle norme precedenti .
In sostanza le lavoratrici nate nel quarto trimestre 1958 (nel 1957 se lavoratrici autonome) purchè in possesso dei 35 anni di contributi alla data prevista dalla Legge (31 Dicembre 2015), possono optare per questo tipo di pensione a partire dal mese successivo alla data di compimento dei 58 anni di età + 7 mesi di aspettativa di vita, (59+ 7 per le lavoratrici autonome).
Quante si aspettavano un prolungamento anche dei termini contributivi rimangono deluse tuttavia va tenuto conto di quanto disposto dalla legge di stabilità dell'anno scorso e cioè che le eventuali economie realizzate sullo stanziamento previsto per tale forma previdenziale, dovranno essere utilizzate a tale scopo anche per gli anni successivi.
A cura di Slc Cgil Brescia

venerdì 11 dicembre 2015

Amianto: in Stabilità creare Cabina di Regia del Piano Nazionale Amianto

Comunicato stampa
CGIL - CISL - UIL - AFEVA - AIEA - ANMIL

                  
Le Organizzazioni Sindacali CGIL, CISL e UIL, le Associazioni vittime dell’amianto AFEVA e AIEA, e l'ANMIL scrivono al Presidente del Consiglio Renzi, ai Ministri Lorenzin, Galletti e Poletti, ai Presidenti di Camera e Senato Boldrini e Grasso, al Presidente della Commissione Infortuni del Senato Camilla Fabbri e ai Presidenti dell’ANCI e delle Regioni Fassino e Chiamparino, per chiedere che nella nuova Legge di Stabilità sia prevista la creazione della Cabina di regia del Piano Nazionale Amianto a Palazzo Chigi.
I gravi problemi per la salute, oltre 4.000 casi all’anno per malattie dovute all’amianto di cui oltre il 50% mortali, i ritardi e le carenze delle bonifiche, le attese deluse circa i risarcimenti delle vittime, impongono di rendere subito operativo il Piano Nazionale Amianto, che da due anni è fermo alla Conferenza Stato Regioni.
I sindacati e le associazioni delle vittime dell’amianto chiedono di utilizzare la prossima Legge di Stabilità per rendere subito operativa la Cabina di Regia per la lotta all’amianto, per debellare una volta per tutte la grave minaccia dell’amianto dalla vita dei cittadini italiani.
CGIL, CISL, UIL, AFEVA, AIEA e ANMIL chiedono inoltre al Presidente del Consiglio Matteo Renzi di essere operativo ed efficace come in occasione della Legge di Stabilità dello scorso anno che, dopo la scandalosa sentenza del processo Eternit, destinò 140 milioni per la bonifica di Casale Monferrato, Bagnoli, Bari ed altri siti fortemente inquinati dall’amianto e determinò anche l’indennizzo dei cittadini malati di mesotelioma con l’accesso al Fondo Vittime dell’Amianto.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

lunedì 16 novembre 2015

Legge di stabilità: Cgil e Filcams, introdurre correttivo Naspi per stagionali e discontinui

SERENA SORRENTINO
L'andata a regime della Naspi rischia di creare un consistente numero di nuovi poveri: sono i lavoratori stagionali e discontinui del turismo, dell'industria alimentare e dello spettacolo. Si tratta di diverse centinaia di migliaia di addetti penalizzati dalla nuova indennità di disoccupazione che non riconosce la strutturalità della loro condizione lavorativa, non a loro imputabile.
Una via di uscita potrebbe essere un correttivo da introdurre alla legge di stabilità, percorso non semplice tenuto conto dell'assenza di risorse e della filosofia rigidamente assicurativa e non solidaristica che sembra aver ispirato tutti gli interventi del Governo in materia di ammortizzatori sociali.
"Avevamo segnalato al Governo che, come evidente nella legge delega, il nuovo meccanismo del calcolo della Naspi sarebbe stato penalizzante per i lavoratori discontinui, proprio quelli che Renzi voleva portare in serie A e che si ritrovano ora con meno tutele". È quanto dichiara il segretario confederale della Cgil Serena Sorrentino. "La Cgil - prosegue - si era già espressa nel corso dell'audizione in Commissione Lavoro di Camera e Senato sul decreto 148/15, occasione in cui aveva chiesto modifiche per la Naspi proprio in relazione ai lavoratori stagionali, che

mercoledì 28 ottobre 2015

Sud: Cgil, Svimez conferma divario, basta ignorare Mezzogiorno

"I dati diffusi oggi da Svimez confermano il divario e il dualismo che caratterizza l'economia, i settori produttivi e le dinamiche sociali del nostro Paese, nonché l'inefficacia delle politiche di coesione messe in campo finora. La legge di stabilità, che ignora il Mezzogiorno, deve costituire l'occasione per definire un primissimo perimetro possibile degli interventi: il Governo non continui sulla strada sbagliata". Così Gianna Fracassi, segretaria confederale della Cgil, commenta il Rapporto Svimez 2015 sull'economia del Mezzogiorno, presentato questa mattina.
"Caduta dell'occupazione, crescita negativa e crollo degli investimenti ininterrotti dal 2008 ad oggi, calo delle esportazioni e dei consumi, aumento della povertà: tutti elementi tra loro comuni che confermano la tendenza alla frattura sociale ed economica della penisola", continua Fracassi. "Non saranno certo la previsione di un PIL in crescita dello 0,1% e un primo dato positivo sugli occupati nell'anno 2015 a permettere di recuperare il divario che si è determinato nei sei anni passati: occorrono concrete e definite politiche che mettano al centro un'agenda per il Mezzogiorno e per il Paese".
Per la segretaria confederale della Cgil "i dati confermano l'inefficacia delle politiche di coesione di questi anni, che hanno affidato impropriamente ai fondi strutturali obiettivi di crescita e di superamento del divario, facendo venire meno il carattere di addizionalità e di complementarietà

martedì 13 ottobre 2015

Sanità: Cecconi (Cgil) quale risultato, Fondo usato ancora come bancomat

"Con la legge di stabilità il Fondo sanitario 2016 scende da 113 a 111 miliardi, sarebbe questo il risultato della cosiddetta trattativa tra Governo e Regioni?". Così Stefano Cecconi, responsabile Politiche della Salute della Cgil nazionale, commenta quanto emerso dall'incontro tenutosi a Palazzo Chigi tra Regioni es esecutivo.
"Con Renzi continua la politica dei tagli ad un settore strategico - sostiene Cecconi - che invece di essere protetto e sostenuto viene utilizzato come un bancomat". "Il diritto alla salute e alle cure non è evidentemente una priorità del Governo, nonostante gli annunci". "Dopo il decreto taglia prestazioni - prosegue il dirigente sindacale - si assesta un nuovo colpo alla sanità pubblica. Serve mobilitazione adeguata", conclude Cecconi.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

mercoledì 16 settembre 2015

Esodati: Cgil, Cisl e Uil il 22 settembre tornano in piazza

Continua la mobilitazione di CGIL, CISL e UIL per risolvere le questioni esodati e opzione donna. A questo proposito è stato programmato per martedì 22 settembre alle ore 10 un nuovo presidio in Via XX Settembre di fronte il Ministero dell’Economia e delle Finanze.
I sindacati chiedono al Governo risposte certe e un concreto impegno alla stesura della settima salvaguardia ed alla proroga di opzione donna prima della legge di Stabilità.
La legge di Stabilità deve affrontare la reintroduzione di un principio di flessibilità di accesso alla pensione per favorire l'occupazione dei giovani e per sanare le iniquità e ingiustizie prodotte dalla legge Fornero, come più volte riconosciuto in questi mesi dal ministro del Lavoro e dallo stesso presidente del Consiglio.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

martedì 16 giugno 2015

Call center: parti sociali chiedono modifica incentivazioni assunzioni

Assocontact congiuntamente ai sindacati di categoria Slc CGIL, Fistel CISL e Uilcom UIL hanno inviato una richiesta di incontro urgente al Presidente del Consiglio dei Ministri Matteo RENZI, al Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri On. Claudio DE VINCENTI, al Ministro del Lavoro Giuliano POLETTI e al Ministro dello Sviluppo Economico Federica GUIDI per ribadire ancora una volta la necessità di modificare urgentemente le norme introdotte dalla Legge di stabilità per le incentivazioni alle assunzioni, soprattutto riguardo la decontribuzione triennale, che hanno indotto, nel settore dei servizi dei call‐center, una distorsione accentuata della concorrenza.” Lo comunica una nota di Slc Cgil nazionale.
Tale distorsione – si legge nella lettera – consente che l’azienda che si propone, nelle gare pubbliche o acquisendo lavoro da committenti privati, come fornitore di servizi di contact center con personale neo assunto è in grado di avanzare tariffe inferiori del 30% rispetto ad aziende che operano già sul mercato con personale assunto negli anni precedenti. Tale divergenza è determinata dal fatto che in un servizio di contact center il costo del lavoro rappresenta fino all’ottanta per cento del costo totale.”
“Questo fenomeno produce una pesante contrazione delle tariffe di mercato, che si sono allineate

martedì 13 gennaio 2015

Il Jobs Act favorisce le imprese e penalizza i lavoratori

il volantino in pdf
I lavoratori nuovi assunti con contratto a tutele crescenti (operai, impiegati e quadri) potranno essere licenziati anche senza giusta causa ottenendo il solo indennizzo e questo varrà per i licenziamenti economici, per quelli disciplinari e per quelli collettivi.
Il Governo, con la Legge di Stabilità, ha elargito alle imprese un contributo annuo di 8.060 euro per ciascun lavoratore assunto con il nuovo contratto a tutele crescenti, senza alcun vincolo che garantisca la stabilità delle assunzioni. L'impresa prenderà comunque l'incentivo anche se a fine anno licenzierà quel lavoratore.
Con il JOBS ACT si è stabilito che le imprese avranno tutele certe quando licenziano senza giusta causa e i lavoratori avranno un contratto più incerto e meno protezioni.


Avremo quindi regimi differenziati a seconda della data di assunzione, della dimensione dell'impresa e del contratto di lavoro perché sui contratti atipici non si prevede nulla.
Un mondo del lavoro più diviso e meno sicuro, tutti i nuovi assunti saranno "precari a tempo indeterminato".
Ai nuovi contratti di lavoro in caso di licenziamento illegittimo non sono più applicabili le tutele fino ad oggi previste dall'art.18 dello Statuto dei lavoratori legge 300/70 e dalla legge 223/93.
Il reintegro può essere riconosciuto dal giudice solo in caso di :
  • Licenziamento discriminatorio, nullo o intimato in forma orale.
  • Licenziamento disciplinare quando si dimostra che il fatto non sussiste ( l'onere della prova è a carico del lavoratore).
In tutti gli altri casi di licenziamento illegittimo accertato il giudice condanna l'azienda a risarcire il

giovedì 20 novembre 2014

Sciopero generale di Cgil e Uil il 12 dicembre

Sciopero generale Cgil e Uil per il 12 dicembre contro la legge di stabilità, il Jobs Act e la riforma della Pa. La decisione al termine del 'vertice' tra i leader di Cgil, Cisl e Uil prima dell'avvio del XVI congresso Uil. La Cgil aveva già proclamato lo sciopero per il 5 dicembre, ma dopo l'incontro si è decisa una nuova data condivisa con la Uil. La Cisl, invece, non parteciperà allo sciopero generale ma parteciperà allo sciopero unitario dei lavoratori pubblici che sarà deciso dalle categorie prossimamente.
"Sui temi della legge di stabilità e del Jobs act" con la Uil "abbiamo registrato un importante convergenza e abbiamo convenuto di fare uno sciopero generale in una giornata con manifestazioni territoriali il 12 dicembre, avendo fatto verifiche sulla data". Così il leader della Cgil, Susanna Camusso.
"Non ci siamo sfilati. E' che non abbiamo mai avuto lo sciopero generale in agenda", aha detto il segretario generale Cisl, Anna Maria Furlan, ha spiegato il no del suo sindacato. "La Cisl - ha continuato - deciderà uno sciopero dei lavoratori pubblici, probabilmente unitario, che sarà pero' deciso dalle segreterie delle categorie. Oggi comunque si riunirà l'esecutivo Cisl per "scegliere le sue forme di mobilitazione" alternative allo
sciopero generale.
Ieri la Uil aveva già annunciato lo sciopero generale di tutte le categorie e ha proposto già stamattina, a Cgil e Cisl l'individuazione di una data e di modalità comuni per l'attuazione della mobilitazione ormai non più rinviabile. La Uil lo ha annunciato al termine dell'esecutivo nazionale. "Abbiamo cercato e voluto, con determinazione, il confronto. Ma il Governo -sottolinea la Uil- non ha dato alcuna risposta chiara ai problemi veri delle persone, né in occasione degli incontri che ha avuto con i sindacati né nella sua attività di definizione e proposta dei provvedimenti necessari ad

Convocazione comitato direttivo di SLC Brescia




mercoledì 12 novembre 2014

Cgil: 5 dicembre 8 ore di sciopero generale, testo Odg approvato dal Direttivo

Lo straordinario successo della manifestazione del 25 ottobre rappresenta un reale dato di novità nel quadro politico e sociale del Paese, ancora nel pieno della crisi e rispetto a provvedimenti del Governo – Jobs Act e Legge di Stabilità – che sono sbagliati ed inefficaci, oltre che ridurre i diritti e la dignità delle persone, e che non determinano quel cambio di verso nella politica economica e sociale che sarebbe necessario ed urgente per riaprire una fase di crescita dell'economia e dell'occupazione, a partire dall'incidere sulle scelte dell'Unione Europea per cambiare la logica del rigore e dell'austerità.
La manifestazione del 25 ottobre ha mostrato a tutti come il lavoro possa e debba riprendere il centro della scena: solo ripartendo dal lavoro, dal suo valore e dalla sua centralità, si può dare un senso ed una risposta alla diffusa richiesta di cambiamento che emerge da lavoratori, pensionati, giovani e da larghissima parte della Società italiana.
Il Comitato Direttivo della CGIL ringrazia tutte le Strutture, le delegate e i delegati, le compagne ed i compagni per lo sforzo politico ed organizzativo che hanno prodotto e che ha determinato il successo della manifestazione del 25, mostrando – a dispetto degli attacchi scomposti e nervosi cui da tempo siamo oggetto – il volto di un'Organizzazione che non si chiude nei propri confini, bensì guarda all'insieme del Paese e ad esso offre il proprio contributo di proposte, rapportando la propria iniziativa di mobilitazione e di lotta alle risposte che chiediamo al Governo e al Parlamento.
Allo stesso tempo, la CGIL sottolinea l'importanza del successo che hanno avuto sia la mobilitazione unitaria dei Sindacati dei Pensionati il 5 novembre, sia la grande partecipazione alla manifestazione unitaria delle lavoratrici e dei lavoratori pubblici dell'8 novembre.
Tali iniziative caricano tutto il Sindacato confederale della responsabilità di non disperdere la

mercoledì 22 ottobre 2014

Legge Stabilità: Cgil, nessuna risposta ai bisogni sociali.

Vera Lamonica
Nessun vero investimento sul sociale, anzi un arretramento nelle politiche di finanziamento dei diversi capitoli d'intervento”. E’ quanto afferma la segretaria confederale della Cgil, Vera Lamonica, commentando quanto previsto dalla bozza della legge di stabilità della quale si ha notizia.“
“Sui principali capitoli che compongono gli interventi al sostegno del nostro sistema di welfare per le politiche sociali e dell'assistenza - precisa la dirigente sindacale - non si intravede alcuna svolta e si continua a perseguire la strada di un sotto-finanziamento, evitando di ristabilire un adeguamento dei fondi che poi saranno ripartiti alle regioni”.
Il fondo per le politiche sociali - prosegue Lamonica - sarà finanziato con una dotazione di 300 milioni di euro, inferiore allo stanziamento per il 2014. Il fondo per le non-sufficienze avrà una dotazione di 250 milioni di euro, comprensivo per gli interventi di sostegno per le persone affette da sclerosi laterale amiotrofica: ben 90 milioni in meno rispetto al 2014 quando la dotazione era stata di 340 milioni di euro. Sugli interventi di contrasto alla povertà ci si limita al rifinanziamento della cosiddetta social card - per 250 milioni di euro - e

giovedì 2 ottobre 2014

Stabilità: Cgil, governo aggiorna Def ma conferma politiche sbagliate

Roma, 2 ottobre - Il governo presenta la nota di aggiornamento del documento di economia e finanza, rivede in peggio le stime ma conferma le “politiche sbagliate”. E' quanto afferma il segretario confederale della Cgil, Danilo Barbi, che aggiunge: “Leggendo l'impostazione dell'aggiornamento del Def 2014, che sarà alla base della prossima Legge di stabilità, non si sa se ridere o piangere. Infatti, da una parte si ammette che il Governo ha sottovalutato prima i rischi e oggi la realtà della deflazione, dall'altra che ha sopravvalutato l'effetto economico delle cosiddette riforme strutturali, sia del governo Monti che dell'attuale. Inoltre rincara sostenendo che si è anche sottovalutata la strutturalità e la portata globale della crisi, sopravvalutando la possibilità delle esportazioni di far crescere il Pil”.
Si porta come attenuante - prosegue il dirigente sindacale - quella che è in realtà un'aggravante: e cioè che tutti gli organismi internazionali di previsione economica hanno fatto gli stessi errori. Qual è la conclusione di tale autocritica? Confermare e lasciare sostanzialmente le cose come prima. Si prevede, infatti, di ridurre sia la spesa che gli investimenti pubblici per i prossimi anni, sostenendo però che aumenteranno (non si capisce perché) gli investimenti privati nonostante i consumi non ripartiranno”.
Tutto diventa chiaro nelle previsioni dell'occupazione del futuro - continua Barbi -. Il governo continua per un verso a sopravvalutare la crescita prossima (la progressione del Pil sarà: +0,6% nel 2015, +1% nel

mercoledì 30 ottobre 2013

QUESTA LEGGE DEVE CAMBIARE

La legge di stabilità 2014 in discussione al parlamento deve essere profondamente cambiata nelle parti che riguardano i prelievi fiscali sui redditi dei lavoratori dipendenti e dei pensionati.
Il nostro giudizio è nettamente negativo per le gravi ripercussioni che le norme contenute nel provvedimento produrranno, se così approvate, sulla capacità di spesa delle famiglie a reddito fisso.
Particolarmente penalizzante appare la parte che si riferisce ai redditi da pensione che prevede una serie di blocchi e tagli tali da ridurre ulteriormente le già scarse possibilità economiche a loro disposizione.
Inoltre, il già esistente divario tra redditi di pari importo da lavoro dipendente e redditi da pensione, viene maggiormente ampliato dal tanto sbandierato e ridicolo provvedimento sul “cuneo fiscale”.
A questo proposito si confronti la tabella di seguito elaborata.
Il sistema previdenziale italiano, con le sue anomalie, sperequazioni ed iniquità, è divenuto il terreno di caccia preferito da parte di tutti i governi che si sono via via succeduti nel corso degli anni.
Ad ogni legge finanziaria (oggi si chiama legge di stabilità), una volta usando il fioretto, altre volte la scure (vedi riforma Fornero), si è cercato di incidere in modo progressivo sulle pensioni, sempre inventando nuovi limiti e blocchi al solo ed unico scopo di fare cassa.
Di seguito indichiamo alcuni punti che, a nostro avviso, rappresentano la parte più mortificante dei