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martedì 16 giugno 2015

Call center: parti sociali chiedono modifica incentivazioni assunzioni

Assocontact congiuntamente ai sindacati di categoria Slc CGIL, Fistel CISL e Uilcom UIL hanno inviato una richiesta di incontro urgente al Presidente del Consiglio dei Ministri Matteo RENZI, al Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri On. Claudio DE VINCENTI, al Ministro del Lavoro Giuliano POLETTI e al Ministro dello Sviluppo Economico Federica GUIDI per ribadire ancora una volta la necessità di modificare urgentemente le norme introdotte dalla Legge di stabilità per le incentivazioni alle assunzioni, soprattutto riguardo la decontribuzione triennale, che hanno indotto, nel settore dei servizi dei call‐center, una distorsione accentuata della concorrenza.” Lo comunica una nota di Slc Cgil nazionale.
Tale distorsione – si legge nella lettera – consente che l’azienda che si propone, nelle gare pubbliche o acquisendo lavoro da committenti privati, come fornitore di servizi di contact center con personale neo assunto è in grado di avanzare tariffe inferiori del 30% rispetto ad aziende che operano già sul mercato con personale assunto negli anni precedenti. Tale divergenza è determinata dal fatto che in un servizio di contact center il costo del lavoro rappresenta fino all’ottanta per cento del costo totale.”
“Questo fenomeno produce una pesante contrazione delle tariffe di mercato, che si sono allineate

mercoledì 1 aprile 2015

Call Center: Azzola (Slc Cgil), in assenza di clausole sociali è già iniziata la sostituzione degli attuali occupati

Il combinato disposto dell’assenza delle clausole sociali, presenti in tutti gli altri Paesi Europei, e degli incentivi per la nuova occupazione stanno producendo una sistematica sostituzione dell’occupazione esistente con cambi di appalto sui servizi in essere che hanno generato già migliaia di esuberi.” Così dichiara Michele Azzola, segretario nazionale Slc Cgil, dopo la presentazione dell’indagine conoscitiva sui rapporti di lavoro nei call center svolta dalla Commissione Lavoro della Camera.
Aver deciso di incentivare le assunzioni ha avuto come conseguenza, nello specifico del settore, che le aziende che si presentano ex novo alle gare, con personale che costa oltre il 30% in meno rispetto a chi già gestisce il servizio, vincono gli appalti escludendo il personale che garantisce il servizio stesso. Le Gare del comune di Roma e Milano, Fastweb, Poste Italiane, Enel hanno già prodotto migliaia di esuberi – prosegue il sindacalista.
“E’ evidente che in assenza di un intervento legislativo in questa direzione, nei prossimi mesi assisteremo alla sostituzione di tutto il personale che opera nei Call Center generando drammi sociali in tutta la penisola. Il Governo non può restare insensibile a questa situazione e l’annuncio fatto dal Ministro Poletti nell’audizione al Senato alcuni giorni or sono e l’impegno del Sottosegretario Teresa Bellanova a inserire clausole sociali nel settore deve tradursi nel più breve tempo possibile in una norma di legge.”
Un intervento che, da solo, sarebbe in grado di modificare il modello industriale su cui oggi è fondato il mondo dei Call Center, garantendo un migliore livello di qualità del servizio ai clienti, una ripresa degli investimenti sulle nuove tecnologie la garanzia della continuità occupazionale del personale occupato – conclude Azzola. Decidere di non intervenire condannerebbe i lavoratori ad un futuro già scritto e il Paese ad avere servizi di scarsissima qualità. Insieme al rispetto della legge sulle delocalizzazioni, che assegna al clienti la facoltà di scelta sulla localizzazione dell’operatore che interviene sui propri dati, tali interventi collocherebbero finalmente l’Italia al pari degli altri Paesi Europei.”