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mercoledì 30 settembre 2020

Energia: Cgil, scelta Governo non condivisibile. Tutelare famiglie ed imprese

La Cgil respinge il nuovo intervento del Governo sulle tariffe dell’energia.
Il previsto aumento delle bollette dal 1° ottobre “si scarica maggiormente sulle spalle delle famiglie e dei lavoratori che, essendo ancora tantissimi in Cassa Integrazione per Covid-19, ad oggi, non hanno ancora visto il cosiddetto rimbalzo” positivo della ripresa del lavoro.
E’ la preoccupazione espressa dal Segretario confederale della Cgil Emilio Miceli, che, analizzando la questione, parla di “problema squisitamente politico e non di problema regolatorio della materia”.
Spiega Miceli, “si tratta di una scelta operata dal Governo che noi non condividiamo. Ecco perchè ci rivolgiamo al decisore politico e gli chiediamo – fa sapere il Segretario Cgil – di dare immediata indicazione operativa perchè l’aumento previsto venga assorbito all’interno della bolletta nella voce degli oneri di sistema, oneri – precisa – che incidono per oltre il 15 per cento del costo complessivo e per un valore di oltre 10 miliardi di euro ogni anno”.
Ma non è tutto. “La Cgil chiede anche alle forze di maggioranza di governo che predispongano prima possibile il blocco del previsto passaggio al “mercato libero” che sarà obbligatorio dal primo gennaio del

mercoledì 19 dicembre 2018

Lavoro: Cgil, Cisl, Uil, ritirare emendamento taglio premi Inail

“Esprimiamo seria preoccupazione e contrarietà per la riduzione dei premi assicurativi all’Inail da parte delle imprese”. Così i segretari confederali di Cgil, Cisl, Uil Franco Martini, Angelo Colombini, Silvana Roseto commentano l’emendamento alla manovra, presentato al Senato, nel quale: “non si tiene conto che l’equilibrio finanziario nella gestione dell’Istituto deve contemporaneamente riguardare sia la revisione delle tariffe a favore delle imprese, che la qualificazione delle prestazioni a favore delle lavoratrici e dei lavoratori”.
Secondo le tre Confederazione “il nodo non è il riequilibrio delle tariffe, previsto anche dalla normativa vigente da attuare con cadenza triennale, la cui urgente attuazione è stata richiamata dalla recente intesa che abbiamo siglato con Confindustria il 12 dicembre scorso, ma è l’assenza dell’impegno sulla qualificazione delle prestazioni a favore delle lavoratrici e dei lavoratori”.
“Di questo obiettivo – denunciano Martini, Colombini, Roseto – non vi è traccia nella manovra, anzi lo stesso emendamento prevede addirittura che i 410 milioni di risparmi per le imprese vengano reperiti anche attraverso un taglio di 110 milioni agli interventi in materia di formazione”. “Ciò è ancor più grave, a poche ore dall’iniziativa promossa dall’Istituto, che ha rilanciato l’obiettivo del reinserimento lavorativo delle lavoratrici e dei lavoratori vittime di infortuni, obiettivo che – aggiungono – richiede un forte impegno dell’Inail nella formazione e nella ricerca”. “Per queste ragioni le Segreterie Nazionali di Cgil, Cisl, Uil chiedono il ritiro dell’emendamento e interventi coerenti con l’intesa Confindustria-sindacati in materia di salute e sicurezza sul lavoro”, concludo Martini, Colombini, Roseto.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

venerdì 8 aprile 2016

Siae: rischio crollo degli incassi per gli autori e cancellazione di centinaia di posti di lavoro

I Sindacati di categoria, esprimono forte preoccupazione per quanto previsto dal punto 1 dell’emendamento governativo n. 14035, una specifica previsione di riduzione/abbattimento di talune tipologie di tariffe autorali, e che introduce l’art.14/bis nel provvedimento legislativo di attuazione della Direttiva 2014/26/UE sulla gestione collettiva dei diritti d’autore” così annuncia una nota unitaria di Slc Cgil, Fistel Cisl Siae, Uil Pa Siae, Confsal Cada Siae, Cisal Siae, Ugl Comunicazioni Siae.
Per quanto l’intento sia, immaginiamo, di favorire l’attività dei piccoli imprenditori e dei giovani musicisti, il risultato sarebbe purtroppo di segno opposto. In primo luogo – prosegue la nota – perché l’abbattimento, per Legge, del versamento della giusta remunerazione degli autori, significa ridurre arbitrariamente il reddito dei creativi. In secondo luogo perché una gran parte delle esecuzioni musicali pubbliche rientrerebbe nella previsione di riduzione/abbattimento delle tariffe e ciò avrebbe un fortissimo impatto in termini di calo dei proventi per diritto d’autore, quantificabile in quasi 50 milioni di euro (con conseguente erosione del gettito erariale).
Il danno avrebbe, inoltre, effetti sulla stessa SIAE, che, con minori introiti, si troverebbe costretta a ridimensionare la propria struttura, con la conseguenza certa di indebolire proprio quella capacità di raccolta del diritto d’autore che viene invece auspicata ancor più capillare ed analitica al punto f) dello stesso emendamento e di limitare la sua capacità di competere sul mercato della creatività a livello europeo, esattamente il contrario di quanto auspicato dal Ministro.
Infine, sono presenti nel testo evidenti illogicità, quali la previsione che SIAE debba compensare il pagamento del diritto di autore, e persino del diritto connesso (che raccoglie solo parzialmente, e che comunque non distribuisce direttamente), nel caso un decreto ministeriale ne predisponga l’esenzione. Con strumenti e risorse che però non vengono definiti, né attribuiti – conclude la nota.

Fonte: www.slc-cgil.it/

martedì 16 giugno 2015

Call center: parti sociali chiedono modifica incentivazioni assunzioni

Assocontact congiuntamente ai sindacati di categoria Slc CGIL, Fistel CISL e Uilcom UIL hanno inviato una richiesta di incontro urgente al Presidente del Consiglio dei Ministri Matteo RENZI, al Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri On. Claudio DE VINCENTI, al Ministro del Lavoro Giuliano POLETTI e al Ministro dello Sviluppo Economico Federica GUIDI per ribadire ancora una volta la necessità di modificare urgentemente le norme introdotte dalla Legge di stabilità per le incentivazioni alle assunzioni, soprattutto riguardo la decontribuzione triennale, che hanno indotto, nel settore dei servizi dei call‐center, una distorsione accentuata della concorrenza.” Lo comunica una nota di Slc Cgil nazionale.
Tale distorsione – si legge nella lettera – consente che l’azienda che si propone, nelle gare pubbliche o acquisendo lavoro da committenti privati, come fornitore di servizi di contact center con personale neo assunto è in grado di avanzare tariffe inferiori del 30% rispetto ad aziende che operano già sul mercato con personale assunto negli anni precedenti. Tale divergenza è determinata dal fatto che in un servizio di contact center il costo del lavoro rappresenta fino all’ottanta per cento del costo totale.”
“Questo fenomeno produce una pesante contrazione delle tariffe di mercato, che si sono allineate