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lunedì 15 novembre 2021

Disabili: Daita, collocamento mirato funziona con più servizi, formazione e incentivi

La nostra legge sul collocamento mirato per le persone con disabilità, legge 68/99, è la migliore in Europa. Molti paesi si sono ispirati ad essa, come Francia e Germania. Ovviamente va migliorata, a partire dal nodo degli accomodamenti ragionevoli”.
Così la responsabile delle Politiche per la disabilità CGIL nazionale, Nina Daita, commenta le dichiarazioni di oggi del Ministro per le Disabilità, Erika Stefani. “Le quote - prosegue la dirigente sindacale - sono uno strumento usato in tutta Europa, hanno sempre funzionato e continuano a funzionare. Non sono loro la causa delle migliaia di persone con disabilità che non trovano lavoro”.
Le barriere culturali non si abbattono senza l’aiuto delle quote. Piuttosto - sottolinea Daita - occorrerebbe prevedere congrue risorse, strumenti di accompagnamento dalla scuola al lavoro. Inoltre, sono essenziali i servizi mirati all’inserimento lavorativo delle
persone con disabilità, che in questi anni sono stati smantellati.
I centri per l’impiego non sono stati più in grado di svolgere in maniera adeguata il proprio lavoro. A fronte di tutte queste carenze, l’unica proposta è l’azzeramento delle quote? Non credo possa essere questa la soluzione”. “La legge 68/99 va applicata nella sua interezza: formazione, incentivi per le imprese, ausili per i lavoratori disabili, servizi di accompagnamento.
Nel passato ha funzionato e anche molto bene. La CGIL - conclude la responsabile delle Politiche per la disabilità CGIL - sosterrà con forza la difesa delle quote, rivendicando servizi, formazione e risorse per la dignità dei lavoratori con disabilità”.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

mercoledì 30 settembre 2015

Disoccupazione in calo, ma non tra i giovani

Gli andamenti sull'occupazione, se si stabilizzeranno, sono certamente un dato confortante, ma comunque appaiono contenuti visti i considerevoli incentivi previsti in legge di stabilità per le assunzioni 2015, che hanno avuto un effetto incrementale, ma bisogna vedere quanto duraturo”. È questo il commento della Cgil, per bocca della segretaria confederale, Serena Sorrentino, agli ultimi dati sull'occupazione diffusi dall’Istat.
Nell’ultima rilevazione pubblicata ieri, mercoledì 30 settembre, l’istituto di statistica ha infatti segnalato un nuovo calo nel tasso di disoccupazione, che si è attestato all'11,9% ad agosto. Secondo i dati provvisori, la flessione è di 0,1 punti percentuali rispetto al mese precedente e di 0,7 punti rispetto ad agosto 2014. Nei dodici mesi la disoccupazione diminuisce del 5%, con 162mila persone in meno in cerca di lavoro.
Torna ad aumentare invece la disoccupazione giovanile, che arriva ad agosto al 40,7% (+0, 3% su luglio), restando comunque sotto il dato di agosto 2014 (-2,3 punti). Gli under 25 disoccupati sono 631mila, 13mila in più rispetto al mese precedente.
Secondo Serena Sorrentino, “il dato relativo alla disoccupazione giovanile indica scarsa propensione dell'impresa ad investire sul futuro. Se il governo vuole dare un segnale vero che questa è #lavoltabuona e che l'#italiariparte metta in legge di stabilità incentivi sull'occupazione aggiuntiva per le imprese che investono, vincolandoli all'innovazione e prevedendo la loro restituzione in caso di licenziamento di quel lavoratore prima dei tre anni”, sostiene la

mercoledì 1 aprile 2015

Call Center: Azzola (Slc Cgil), in assenza di clausole sociali è già iniziata la sostituzione degli attuali occupati

Il combinato disposto dell’assenza delle clausole sociali, presenti in tutti gli altri Paesi Europei, e degli incentivi per la nuova occupazione stanno producendo una sistematica sostituzione dell’occupazione esistente con cambi di appalto sui servizi in essere che hanno generato già migliaia di esuberi.” Così dichiara Michele Azzola, segretario nazionale Slc Cgil, dopo la presentazione dell’indagine conoscitiva sui rapporti di lavoro nei call center svolta dalla Commissione Lavoro della Camera.
Aver deciso di incentivare le assunzioni ha avuto come conseguenza, nello specifico del settore, che le aziende che si presentano ex novo alle gare, con personale che costa oltre il 30% in meno rispetto a chi già gestisce il servizio, vincono gli appalti escludendo il personale che garantisce il servizio stesso. Le Gare del comune di Roma e Milano, Fastweb, Poste Italiane, Enel hanno già prodotto migliaia di esuberi – prosegue il sindacalista.
“E’ evidente che in assenza di un intervento legislativo in questa direzione, nei prossimi mesi assisteremo alla sostituzione di tutto il personale che opera nei Call Center generando drammi sociali in tutta la penisola. Il Governo non può restare insensibile a questa situazione e l’annuncio fatto dal Ministro Poletti nell’audizione al Senato alcuni giorni or sono e l’impegno del Sottosegretario Teresa Bellanova a inserire clausole sociali nel settore deve tradursi nel più breve tempo possibile in una norma di legge.”
Un intervento che, da solo, sarebbe in grado di modificare il modello industriale su cui oggi è fondato il mondo dei Call Center, garantendo un migliore livello di qualità del servizio ai clienti, una ripresa degli investimenti sulle nuove tecnologie la garanzia della continuità occupazionale del personale occupato – conclude Azzola. Decidere di non intervenire condannerebbe i lavoratori ad un futuro già scritto e il Paese ad avere servizi di scarsissima qualità. Insieme al rispetto della legge sulle delocalizzazioni, che assegna al clienti la facoltà di scelta sulla localizzazione dell’operatore che interviene sui propri dati, tali interventi collocherebbero finalmente l’Italia al pari degli altri Paesi Europei.”