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giovedì 5 novembre 2020

Diritti: Gallittu (Cgil), approvazione Camera ddl Zan e sentenza Consulta passi avanti per inclusione

“Due passi avanti nel senso dell’inclusione”. Così Sandro Gallittu, responsabile Ufficio nuovi diritti della Cgil nazionale, commenta le due notizie della giornata di ieri relative ai diritti alla persona: l’approvazione da parte della Camera dei Deputati della proposta di legge per il contrasto all’omolesbobitransfobia e al sessismo e la sentenza n. 230 della Corte Costituzionale che, nel decidere riguardo alla legittimità di un caso di negazione della registrazione della doppia maternità, sancisce che il riconoscimento della omogenitorialità spetta al legislatore.

“Riteniamo sia un’ottima notizia – sostiene Gallittu a proposito del ddl Zan – il fatto che una proposta già frutto di un compromesso non sia stata ulteriormente limitata al ribasso, ed è positiva l’inclusione della discriminazione verso le persone diversamente abili. Ora – aggiunge – aspettiamo con fiducia il pronunciamento del Senato, auspicando che non vi siano modifiche peggiorative e che il testo venga approvato in via definitiva nella sua integrità”.

Per quanto riguarda la sentenza della Corte Costituzionale, il dirigente sindacale spiega che “la Consulta ha ritenuto infondata la questione di legittimità in riferimento alla legge sulle unioni civili, ma ha rinviato al Parlamento l’onere di decidere riguardo alle questioni che attengono alle famiglie omogenitoriali”. “Dunque – sottolinea Gallittu – soltanto un rimando alla volontà politica: nessuna strada è costituzionalmente preclusa, né vi è alcun ostacolo insormontabile derivante dai divieti, ancora in piedi, della legge 40 su gestazione per altre e altri e accesso alla fecondazione eterologa per coppie di donne”.

È ora indispensabile che il Parlamento – conclude – nella sua futura attività sulle famiglie omoparentali continui a difendere i diritti fondamentali della persona nel senso della piena inclusione e del pieno riconoscimento del diritto di tutte le figlie e di tutti i figli alla pienezza della vita familiare”.

Fonte: Ufficio Stampa Cgil

martedì 18 dicembre 2018

Migranti: Cgil, Cisl, Uil, per una corretta integrazione dare centralità a diritti umani e dignità lavoro

Quest’anno la Giornata internazionale dei migranti coincide con i settant’anni della Dichiarazione universale dei diritti umani dell’Onu. I principi enunciati di uguaglianza, libertà, dignità di tutti gli individui, il diritto al lavoro, all’istruzione indipendentemente da razza, colore, religione, sesso, lingua e opinione politica, contenuti in esso, costituiscono valori fondanti per la costruzione di un percorso civile di convivenza sociale tra diverse culture, in linea anche con i principi contenuti nella Convenzione internazionale sulla protezione dei diritti di tutti i lavoratori migranti e dei membri delle loro famiglie del 1990, purtroppo mai ratificata da uno Stato membro della Ue”. È quanto si legge in una nota di Cgil, Cisl, Uil.
La Giornata internazionale del migrante, proseguono le tre Confederazioni “è un’ulteriore occasione di riflessione sulla governance del fenomeno migratorio che riteniamo sia necessario affrontare proponendo necessarie politiche di integrazione ed inclusione sociale e il rispetto dei diritti umani ponendo al centro l’individuo e il lavoro, combattendo gli abusi e lo sfruttamento dei lavoratori immigrati”.
È illusorio governare il fenomeno migratorio, per sua natura globale, alzando muri e impedendo la libera circolazione delle persone. Noi crediamo fermamente – sottolineano Cgil, Cisl, Uil – che sia uno sbaglio non aver ancora ratificato il documento sul Global Compact a Marrakesh col quale si promuove una gestione sicura, ordinata e regolare dei flussi migratori internazionali

mercoledì 30 agosto 2017

Povertà: Cgil, Rei primo atto concreto, ma ancora insufficiente. Servono più risorse

“Un primo atto concreto nella costruzione di una strategia nazionale di contrasto alla povertà, ma ancora insufficiente”. Così la Cgil nazionale commenta l’approvazione da parte del Consiglio dei ministri del Reddito di inclusione (Rei), e aggiunge: “con le risorse sin qui stanziate, il decreto limita l’intervento ad una platea ristretta, meno di un terzo delle persone in povertà assoluta”.
Per la Confederazione serve quindi “adeguare progressivamente il finanziamento, già con le prossime manovre finanziarie, per rendere il Reddito di inclusione una misura effettivamente universale che copra l’intera platea delle persone aventi diritto, senza alcuna discriminazione”.
“Inoltre – prosegue la Cgil – bisogna fare in modo che il Rei non si riduca a mero trasferimento monetario, ma sia effettivamente accompagnato da un Progetto personalizzato per le persone e i nuclei familiari con un percorso di reinserimento socio-lavorativo a cura dei servizi del welfare locale. Solo così – conclude – si potrà realmente favorire l’uscita dalla condizione di povertà”.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

mercoledì 4 gennaio 2017

Migranti: Cgil, non è alimentando il clima di paura che si combatte il terrorismo

“Esprimiamo forte preoccupazione per le affermazioni che giungono da tanta parte del mondo politico e istituzionale anche in riferimento alle possibili soluzioni che si stanno ipotizzando per affrontare il tema dell’accoglienza dei migranti. Non è alimentando il clima di paura che si combatte il terrorismo”. Così il segretario nazionale della Cgil, Giuseppe Massafra.
Ribadiamo la nostra contrarietà – prosegue il dirigente sindacale – all’apertura di nuovi centri di identificazione e di espulsioni in tutte le regioni d’Italia e chiediamo al ministro dell’Interno e al capo della Polizia di accogliere le parole del presidente della Repubblica, pronunciate in occasione del discorso di fine anno ‘l’equazione immigrato-terrorismo è ingiusta e inaccettabile’”.
Le politiche di accoglienza e di inclusione, rispettose dei diritti di ogni essere umano, -aggiunge il segretario della Cgil – rappresentano la via maestra per favorire una maggiore coesione nel Paese e costituiscono il vero antidoto ad ogni forma di terrorismo. Chiediamo, pertanto, al governo di farsi garante del rispetto dei diritti umani delle persone che fuggono da guerre, persecuzioni, fame e povertà, che per raggiungere l’Italia, hanno rischiato la vita o addirittura hanno trovato la morte.
Propendiamo verso una politica d’inclusione che annulli progressivamente quelle disuguaglianze dentro cui spesso germoglia il seme dell’odio. Ribadiamo, inoltre, l’urgenza e la necessità di realizzare vie legali di ingresso e di perseguire con maggiore rigore i trafficanti di esseri umani”.
“Da tempo la Cgil, insieme ad altre organizzazioni sindacali e sociali del terzo settore, – conclude Massafra – ha avanzato proposte e si è confrontata con l’esperienza positiva dei programmi SPRAR a livello territoriale. Per questa ragione ritiene fondamentale l’implementazione e il rafforzamento di questo modello di accoglienza”.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

giovedì 21 maggio 2015

Reis: Alleanza contro la povertà, bene parole Poletti, ora passare a scelte politiche

Roma, 21 maggio - “Il ministro Poletti ha riconosciuto l'importanza del nostro lavoro e della nostra proposta sul Reddito di Inclusione Sociale. Noi apprezziamo le sue parole, e chiediamo che queste si traducano al più preso in precise scelte politiche, di modo da confluire in autunno nella prossima legge di stabilità”. Così L'Alleanza contro la Povertà in Italia commenta le dichiarazioni del ministro del Lavoro e delle Politiche sociali nel corso dell'incontro avvenuto ieri a Roma con i 33 organismi promotori del Reis.
Per i soggetti che compongono l'Alleanza “è il tempo delle scelte sulla lotta alla povertà, e se davvero il ministro considera il Reis un buon punto di partenza con una larga base di condivisione, noi siamo pronti”.
Le associazioni ricordano che “uno dei punti più interessanti del progetto del Reis, come ha riconosciuto lo stesso Poletti, è che non si rivolge a categorie particolari ma è uno strumento universalistico che usa il metro della povertà assoluta per individuare la platea dei beneficiari. Inoltre prevede un'attuazione graduale, che consente di partire, il primo anno, con un impegno di spesa di 1,8 miliardi e costruire progressivamente l'infrastruttura per un nuovo welfare che si prenda carico dei poveri non solo attraverso un sostegno al reddito, ma soprattutto con una serie di servizi e misure di inclusione e attivazione”. “Si tratta di una sfida per i Comuni che coinvolge direttamente i corpi