Visualizzazione post con etichetta immigrazione. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta immigrazione. Mostra tutti i post

martedì 26 ottobre 2021

Il paradosso dell'irregolarità

Per la prima volta in Italia si registra una diminuzione della presenza straniera, che non compensa più un saldo demografico in picchiata da almeno sei anni. Eppure gli sbarchi aumentano, i Cas si riempiono e le domande di asilo sono sempre più respinte. Un circolo vizioso che produce irregolari. Massafra, Cgil: "Superare il peccato originale della Bossi-Fini"
L'Italia invecchia, si svuota e questa emorragia non è più frenata dalla presenza di nuovi cittadini. È questo il quadro, non certo roseo, che emerge dalle anticipazioni della XXX edizione del Rapporto Immigrazione Caritas-Migrantes. Dopo 20 anni di crescita ininterrotta, infatti, per la prima volta nel nostro Paese si registra una diminuzione della presenza straniera, che ormai non compensa più un saldo demografico in calo da almeno sei anni.
L'anno scorso, l'Italia ha perso quasi 200 mila abitanti, mentre gli stranieri sono diminuiti di 26.422 unità (-0,5%). I migranti regolarmente residenti in Italia sono dunque oggi poco più di 5 milioni (5.013.215). Tra le cause, secondo il rapporto, c'è sicuramente la pandemia. Anche gli stranieri hanno subito un forte contraccolpo dalla chiusura di molte attività e sono più esposti al rischio sfruttamento. Il tasso di disoccupazione migrante (13,1%) è infatti superiore a quello dei cittadini italiani (8,7%)
A soffrirne di più le conseguenze, come sempre, ci sono le donne, con una riduzione del tasso di occupazione due volte maggiore rispetto alle italiane. Eppure, c'è una fetta della popolazione migrante che in Italia continua ad aumentare. È quella dei richiedenti asilo, coloro che arrivano con mezzi di fortuna in cerca di salvezza.
Secondo gli ultimi dati del ministero dell’Interno, dal 1° gennaio al 15 settembre di quest’anno, i migranti sbarcati sulle coste nazionali sono stati oltre 42 mila (42.186). Il doppio rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso (21.073)

giovedì 6 maggio 2021

Immigrazione: Cgil, Cisl, Uil, dare permesso di soggiorno per attesa occupazione a chi ha un contratto di lavoro scaduto nelle more dell’esame della domanda di regolarizzazione

Sarebbe gravissimo negare il permesso di soggiorno e lasciare nell’irregolarità cittadini stranieri la cui domanda di regolarizzazione, ad un anno dalla presentazione, non è stata esaminata, e a cui nel frattempo è scaduto, senza rinnovo, il contratto di lavoro. Non è possibile caricare su queste persone i ritardi dovuti alla burocrazia e alla pandemia”. 

È quanto dichiarano in una nota congiunta CgilCisl e Uil a proposito della recente circolare del Ministero dell’Interno che dispone di negare la regolarizzazione agli immigrati il cui contratto a tempo determinato non venisse rinnovato o che non siano nella possibilità di trovare un nuovo datore nel momento del perfezionamento della domanda presso lo sportello unico per l’immigrazione.

Secondo Cgil, Cisl e Uil la circolare “è in contrasto sia con il Testo unico sull’immigrazione (art. 22), sia con l’art.103 del DL 34/2020, in cui si dispone che in questi casi debba essere concesso ai lavoratori stranieri un permesso temporaneo per attesa occupazione”. “Facciamo notare – proseguono – che una circolare dello stesso Viminale del 17.11.2020 aveva previsto la possibilità del rilascio di un permesso nel caso una domanda non fosse formalizzata per cause estranee alla volontà del cittadino straniero”.

Chiediamo dunque al Ministero dell’Interno – si legge infine – di modificare la circolare in modo da garantire l’emersione dall’irregolarità e dal lavoro nero di migliaia di lavoratori e lavoratrici stranieri/e, altrimenti condannati a restare invisibili e senza diritto alcuno”.

Fonte: Ufficio Stampa Cgil


sabato 3 ottobre 2020

Migranti: Cgil, Cisl, Uil, necessario costruire un’Italia e un’Europa accoglienti e solidali

 “Quella del 3 ottobre di sette anni fa è stata una delle tragedie più imponenti nella traversata disperata del Mediterraneo, che però non si è mai interrotta. Da quella data 18mila persone hanno perso la loro vita nel disperato tentativo di trovare salvezza in Europa, più di 400 nel solo 2020. Vittime dell’indifferenza di un mondo che ha trasformato la sua civiltà in paura, continuando a edificare muri”. Così i segretari confederali di Cgil, Cisl, Uil, Giuseppe Massafra, Andrea Cuccello, Ivana Veronese in occasione della Giornata nazionale in memoria delle vittime dell’immigrazione, istituita a seguito del naufragio al largo di Lampedusa che costò la vita a 368 persone.

Per i tre dirigenti sindacali “le politiche condotte in questi anni dall’Italia e dall’Europa non sono state in grado di delineare un futuro capace di mettere al centro i valori della solidarietà e dell’accoglienza, come dimostrato dal patto europeo per la gestione dei migranti e dei richiedenti asilo presentato il 23 settembre scorso dalla Presidente di Commissione Europea Ursula Von der Leyen, troppo condizionato da un approccio ancora una volta securitario e da una visione egoistica dei singoli Stati”.

“Servono misure – proseguono Massafra, Cuccello, Veronese – che riconoscano il diritto alla circolazione delle persone, che sappiano sostenere l’aumento delle quote di reinsediamento e dei corridoi umanitari,

venerdì 20 dicembre 2019

Immigrazione: FDV Cgil, dati reali confutano luoghi comuni

Nel 2018 i lavoratori immigrati nel nostro Paese hanno rappresentato il 10% dell’occupazione totale (2mln 455mila), generando una ricchezza pari al 9% del Pil (139 mld di euro). Dal 2015 al 2018 i residenti stranieri sono aumentati di 240mila persone, mentre 446mila italiani hanno trasferito la propria residenza all’estero. Sono solo alcuni dei dati, contenuti nell’anticipazione del rapporto realizzato dalla Fondazione Di Vittorio che, come afferma il Presidente Fulvio Fammoni “cercano di confutare i tanti luoghi comuni: ‘gli immigrati ci rubano il lavoro e i nostri soldi’, ‘è in atto un’invasione’, e a riconoscere il loro contributo in termini demografici, economici, fiscali e occupazionali”. Una ricerca, che verrà presentata a gennaio prossimo, che nasce dall’esigenza prosegue Fammoni “di rappresentare la realtà” poiché, spiega “quando si fa leva sulle paure per avere consenso politico è difficile far prevalere il merito”.
‘Non è in atto nessuna invasione’. Di fronte ad una grave crisi demografica dovuta al prevalere delle morti sulle nascite e all’emigrazione dei cittadini italiani verso l’estero (460mila italiani dal 2015 al 2018 hanno ottenuto la residenza in un altro Paese, a fronte di 156mila rimpatri), l’aumento di 240mila residenti stranieri, nello stesso periodo, non rappresenta un’invasione, anzi. Solo grazie ad un’equilibrata politica

giovedì 23 agosto 2018

Migranti: Anpi, Arci, Articolo 21, Cgil, Legambiente e Libera, con vicenda Diciotti superato ogni limite

“Con la vicenda della nave Diciotti si è superato ogni limite. Il comportamento del governo non solo è deplorevole ma irresponsabile. Non si può accettare che delle istituzioni continuino ad avere un atteggiamento superficiale e disumano nei confronti dei più deboli”. E’ quanto si legge in un comunicato congiunto firmato da Arci, Anpi, Articolo 21, Cgil, Legambiente e Libera.
“L’ostinazione a non far attraccare una nave della Guardia costiera, prima, per poi non far sbarcare le persone sulla Diciotti – prosegue il comunicato – è una palese violazione del codice penale oltre che della Carta costituzionale. Riteniamo l’inchiesta aperta dalla procura di Agrigento, che ipotizza anche il reato di sequestro di persona, un messaggio chiaro: la politica sarà pure legittimata a prendere decisioni e assumere provvedimenti, ma non può contravvenire a quanto previsto nella nostra Costituzione. Per fortuna osserviamo una differenza di comportamento fra la Guardia costiera e il governo. Chi per vocazione è portato a salvare vite umane, nello spirito del proprio mandato, può e deve dare lezioni a chi ha perso la bussola su ciò che sia giusto e lecito”.
“In queste ore – conclude il comunicato – siamo in presidio a Catania e continueremo a mobilitarci per difendere la democrazia, la libertà e i diritti umani”.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

mercoledì 4 gennaio 2017

Migranti: Cgil, non è alimentando il clima di paura che si combatte il terrorismo

“Esprimiamo forte preoccupazione per le affermazioni che giungono da tanta parte del mondo politico e istituzionale anche in riferimento alle possibili soluzioni che si stanno ipotizzando per affrontare il tema dell’accoglienza dei migranti. Non è alimentando il clima di paura che si combatte il terrorismo”. Così il segretario nazionale della Cgil, Giuseppe Massafra.
Ribadiamo la nostra contrarietà – prosegue il dirigente sindacale – all’apertura di nuovi centri di identificazione e di espulsioni in tutte le regioni d’Italia e chiediamo al ministro dell’Interno e al capo della Polizia di accogliere le parole del presidente della Repubblica, pronunciate in occasione del discorso di fine anno ‘l’equazione immigrato-terrorismo è ingiusta e inaccettabile’”.
Le politiche di accoglienza e di inclusione, rispettose dei diritti di ogni essere umano, -aggiunge il segretario della Cgil – rappresentano la via maestra per favorire una maggiore coesione nel Paese e costituiscono il vero antidoto ad ogni forma di terrorismo. Chiediamo, pertanto, al governo di farsi garante del rispetto dei diritti umani delle persone che fuggono da guerre, persecuzioni, fame e povertà, che per raggiungere l’Italia, hanno rischiato la vita o addirittura hanno trovato la morte.
Propendiamo verso una politica d’inclusione che annulli progressivamente quelle disuguaglianze dentro cui spesso germoglia il seme dell’odio. Ribadiamo, inoltre, l’urgenza e la necessità di realizzare vie legali di ingresso e di perseguire con maggiore rigore i trafficanti di esseri umani”.
“Da tempo la Cgil, insieme ad altre organizzazioni sindacali e sociali del terzo settore, – conclude Massafra – ha avanzato proposte e si è confrontata con l’esperienza positiva dei programmi SPRAR a livello territoriale. Per questa ragione ritiene fondamentale l’implementazione e il rafforzamento di questo modello di accoglienza”.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

venerdì 16 dicembre 2016

Migranti: Cgil, Giornata internazionale sia monito per assunzione responsabilità dei governi

La Giornata internazionale del migrante deve essere un monito per richiamare i governi europei, le singole amministrazioni nazionali e le istituzioni internazionali ad un’assunzione di responsabilità nei confronti di coloro che fuggono dalla guerra, dalla miseria e dalle persecuzioni. Donne e uomini troppo spesso condannati all’invisibilità e al razzismo, reclusi negli hotspot o utilizzati come manodopera a basso costo. Il diritto a ricevere forme di accoglienza e di tutela riguarda tutti gli esseri umani, e oggi più che mai siamo qui per ricordarlo”. Con queste parole Kurosh Danesh e Selly Kane, dell’Ufficio immigrazione della Cgil nazionale, ricordano la ricorrenza di domenica 18 dicembre.
Sono trascorsi ventisei anni – spiegano – da quando l’Assemblea dell’Onu ha approvato la Convenzione internazionale sulla protezione dei diritti di tutti i lavoratori migranti e dei membri delle loro famiglie: ad oggi, l’Italia e i paesi europei non l’hanno ancora ratificata”. “I diritti non hanno confini e la Cgil si batte da sempre in questa direzione, per questo – sottolineano Danesh e Kane – nel 2005 ha lanciato una petizione popolare, che riscontrò una grande adesione, proprio per chiedere la ratifica della convenzione. La strada è ancora lunga e faticosa: lo sfruttamento del lavoro, le condizioni di vita a cui sono sottoposti i migranti, ma anche il dramma quotidiano di perdite umane ne sono la dimostrazione”.
Nel mondo sono oltre 60 milioni gli sfollati, i rifugiati e i richiedenti asilo, e fino ad oggi non sono stati previsti canali d’ingresso legale. Per la Cgil – sostengono i dirigenti sindacali – l’immigrazione rappresenta un parametro fondamentale delle nostre democrazie, del modello di società, e, più di ogni altro fenomeno della moderna globalizzazione, mette alla prova Stati e governi. Le istituzioni devono mettere in campo politiche inclusive, costruire insieme ai migranti un patto di

lunedì 3 ottobre 2016

Immigrazione: Cgil, no a muri, serve politica comune per fermare dramma dei profughi

Sono passati tre anni da una delle più grandi stragi di migranti dei nostri tempi, in cui morirono oltre 360 uomini, donne e bambini, ma continuiamo ad assistere ad uno stillicidio di persone che muoiono in mare nel tentativo di attraversare le frontiere di un’Europa sempre più fortezza, alla ricerca di una vita migliore di quella che si lasciano alle spalle, segnata da fame, persecuzioni e disperazione. La Cgil è indignata di fronte all’erigersi dei muri contro i migranti in Europa, e preoccupata per la totale mancanza di una politica europea comune in grado di intervenire in modo coeso e responsabile per fermare il dramma dei profughi”. 
È quanto si legge in una nota del dipartimento Immigrazione della Cgil nazionale, a firma Selly Kane e Kurosh Danesh, diffusa oggi in occasione della prima Giornata nazionale in memoria delle vittime dell’immigrazione, istituita in ricordo del naufragio di Lampedusa del 3 ottobre 2013.
L’Ue persevera nelle scelte sbagliate e l’Accordo con la Turchia, ne è la dimostrazione: chiediamo che questo venga stralciato e che vengano sospesi gli accordi esistenti con i Paesi terzi che non offrono adeguate ed effettive garanzie dei diritti, come quello siglato nei mesi scorsi tra l’Italia e il Sudan”, proseguono Kane e Danesh. Nella nota si sottolinea poi come “il minimo sforzo comune raggiunto nell’Agenda Junker del 2015 sulla ricollocazione di 120 mila profughi siriani, eritrei e somali dall’Italia e dalla Grecia, sia risultato disatteso”.
La Cgil – si legge nella nota – chiede all’Europa e all’Italia di riattivare le operazioni di ricerca e salvataggio, prevedere canali di ingresso umanitari e superare il Regolamento di Dublino, di predisporre un’accoglienza dignitosa e diffusa e chiudere tutti i centri di detenzione in cui vengono violati i diritti umani”. Per i dirigenti sindacali “solo così si potranno evitare altre stragi e si potrà

lunedì 27 giugno 2016

Immigrazione: Cgil, Cisl, Uil, 28 giugno mobilitazione nazionale per rinnovo permessi di soggiorno per attesa occupazione

Dal 2011 ad oggi sarebbero quasi un milione i permessi di soggiorno non rinnovati, di cui almeno 400 mila per motivi di lavoro. È questo il quadro elaborato, sulla base di dati del Ministero dell’Interno e di Istat, che ha portato Cgil, Cisl, Uil a indire per il prossimo 28 giugno – nelle principali città italiane – una giornata di mobilitazione nazionale, con presidi davanti alle prefetture e richiesta d’incontro con il prefetto.
La crisi economica in Italia ha colpito duramente anche il lavoro degli stranieri negli ultimi anni, tanto che il loro tasso di disoccupazione ha raggiunto quota 17%. Sono moltissimi i lavoratori migranti che hanno abbandonato il Paese o che hanno perso il permesso di soggiorno e sono finiti nella trappola del lavoro sommerso, un tunnel da cui è difficilissimo uscire e in cui vengono virtualmente cancellati i diritti fondamentali, civili e del lavoro. In effetti, da una parte gli attuali 12 mesi concessi dalla legge a chi ha perso il lavoro non sono sufficienti a trovarne un altro, dall’altra non tutte le questure applicano alla lettera la circolare del Viminale del 9 luglio 2012, secondo la quale il permesso può essere rinnovato anche oltre i dodici mesi, in presenza di un “reddito minimo derivante da fonti lecite non inferiore all’importo annuo dell’assegno sociale”.
Cgil, Cisl, Uil hanno chiesto ripetutamente al governo:

– la proroga della durata del permesso di soggiorno per attesa occupazione a 24 mesi;
– la messa in atto di politiche attive del lavoro, tese ad una maggiore inclusione sociale di tutti;
– di rivedere la posizione dei lavoratori stranieri che hanno perso lavoro e permesso;
– di combattere il lavoro nero e lo sfruttamento, purtroppo sempre più diffuso.

In assenza di risposte da parte dell’Esecutivo, abbiamo deciso di indire una giornata di mobilitazione nazionale per il prossimo 28 giugno, con richiesta d’incontro ai prefetti.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

venerdì 2 ottobre 2015

Immigrazione: Cgil e Inca a governo, eliminare sovrattassa su permessi di soggiorno


Il governo intervenga immediatamente per abrogare il decreto 304/2011, che prevede il contributo aggiuntivo da 80 a 200 euro per il rilascio e il rinnovo dei permessi di soggiorno e che è stato definito dalla Corte di Giustizia Europea sproporzionato e di ostacolo alle finalità di integrazione e accesso ai diritti da parte di cittadini stranieri. É la richiesta che Cgil e Inca rivolgono all'esecutivo in una lettera inviata questa mattina al Ministro dell'Interno Angelino Alfano e al Ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan, firmata dalla segretaria confederale Vera Lamonica e dalla presidente del Patronato Morena Piccinini.
Nella missiva si ricorda che "nel 2012 CGIL e Patronato INCA hanno presentato un ricorso al Tar del Lazio, impugnando il decreto 304/2011 e chiedendone l’annullamento", e che "il Tribunale Amministrativo ha ritenuto necessario un pronunciamento della Corte di Giustizia Europea". Quest'ultima il 2 settembre scorso, in una "importante sentenza", "ha definito il contributo aggiuntivo da 80 a 200 euro, che dal 2012 è richiesto in Italia per il rilascio e rinnovo dei permessi di soggiorno, sproporzionato e di ostacolo alle finalità di integrazione e accesso ai diritti da parte dei cittadini stranieri previste dalle norme europee".
"Ora - si spiega nella lettera - la questione tornerà al Tar del Lazio, il quale si dovrà pronunciare in materia. Appare evidente - sottolineano Cgil e Inca - che comunque la sentenza sarà condizionante per il giudizio del Tribunale Amministrativo e pertanto l’importo del contributo dovrebbe essere comunque rivisto in quanto ora privo delle necessarie basi giuridiche".
"Riteniamo auspicabile - concludono Lamonica e Piccinini - che il Governo intervenga con immediati provvedimenti di modifica della norma, abrogando il Decreto ed eliminando gli importi dovuti dai cittadini stranieri a titolo di ulteriore contributo".

mercoledì 2 settembre 2015

Immigrazione: Cgil e Inca, sentenza Corte giustizia Ue grande risultato

"Grande e importante risultato è quello conseguito oggi dalla Cgil e dall'Inca nel contrasto delle politiche discriminatorie verso gli immigrati. La giustizia europea, nell'accogliere il nostro ricorso al Tar del Lazio offre, o forse sarebbe meglio dire impone, al paese una importante opportunità per correggere le politiche sull'immigrazione prodotte dal governo di centro destra nel 2011. 
La Corte di giustizia europea a chiare lettere boccia la tassa sui permessi di soggiorno introdotta con il decreto 304 del 31 dicembre 2011 giudicandola sproporzionata rispetto al costo del rilascio della carta d'identità. Ricordiamo che si tratta di un balzello che va dagli 80 ai 200 euro e che si aggiunge alla tassa precedentemente fissata di 73,50 euro".
"È con grande soddisfazione che l'Inca e la Cgil accolgono l'esito di un percorso giudiziario intrapreso, insieme alle iniziative politiche di contrasto, immediatamente dopo l'approvazione di questo odioso provvedimento, perché dimostra come le politiche punitive contro gli immigrati non devono e non possono prevalere sui legittimi diritti di cittadinanza, indipendentemente dal paese di provenienza”.
"Questa sentenza - affermano Cgil e Inca - non può essere ignorata dal governo italiano e pertanto chiediamo che si attivi subito riducendo drasticamente il costo per il rilascio e il rinnovo di tutti i permessi di soggiorno, senza aspettare il pronunciamento del Tar che comunque dovrà recepire

mercoledì 24 giugno 2015

Immigrazione: Cgil, unica soluzione vie legali d'accesso in Europa

"L'unica vera risposta europea al dramma dei rifugiati è quella di consentire vie d'accesso legali in Europa aprendo corridoi umanitari in grado di sconfiggere i trafficanti di esseri umani". Così Vera Lamonica, segretaria confederale della Cgil, alla vigilia del Consiglio Europeo che nei prossimi due giorni affronterà il tema dell'immigrazione.
Per Lamonica "la missione militare varata dai ministri degli esteri UE è inquietante, perché apre uno scenario di rischio per l'Italia e impegna risorse finanziarie che avrebbero potuto essere impiegate per la ricerca, il soccorso e l'accoglienza". "Soprattutto - prosegue - si mette ancor più a repentaglio la vita dei migranti, che continueranno a partire poiché fuggono dalla disperazione, ma lo faranno in condizioni sempre più pericolose".
"È in atto una regressione dell'Europa", denuncia la dirigente sindacale. "Si alzano muri, come in Ungheria, si chiudono le frontiere, si respingono le persone. Non si riesce neanche a capire se ci sarà davvero la ricollocazione dei 40.000 migranti prevista e come questa avverrà". "L'obiettivo - continua

giovedì 30 aprile 2015

Primo Maggio: Camusso, domani a Pozzallo per i diritti, l'accoglienza e il lavoro

Quella di domani a Pozzallo sarà “una festa del lavoro per rafforzare l'idea di pace, di solidarietà e di integrazione, affinché il Mediterraneo non sia più un cimitero, ma un ponte verso l'accoglienza per chi cerca un rifugio in Europa. Con questo spirito la Cgil insieme a Cisl e Uil celebrerà quest'anno il primo maggio nella cittadina siciliana in provincia di Ragusa, secondo approdo europeo per gli immigrati dopo Lampedusa". Così il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, alla vigilia della festa dei lavoratori.
“Saremo a Pozzallo - prosegue il segretario della Cgil - per non dimenticare le oltre 1600 persone che dall'inizio dell'anno hanno trovato la morte a pochi chilometri dalle nostre coste, e per dire con forza che l’emergenza migranti può essere affrontata solo con politiche europee comuni fondate sui valori di civiltà, umanità e accoglienza e non con programmi sbagliati come Triton”.
L'Europa - aggiunge - Camusso - non può più rispondere con colpevole indifferenza, deve farsi protagonista e riempire quel vuoto che spesso è occupato da pericolose forze populiste e razziste. Sempre più spesso sentiamo parlare con troppa disinvoltura di blocchi navali, di missioni di terra, di azioni violente. Noi, invece, pensiamo che sia necessario creare un corridoio umanitario, che sottragga alla criminalità le migliaia di uomini, donne e bambini che fuggono dalla fame e dalla guerra. Per sconfiggere gli schiavisti, lo abbiamo detto più volte, è fondamentale creare un canale

martedì 21 aprile 2015

FERMARE LA STRAGE CHE SI CONSUMA NEL MEDITERRANEO

L’immane tragedia che si è consumata nel Mediterraneo riapre la discussione sulla incapacità delle istituzioni europee – diretta conseguenza del cinismo con cui la maggioranza degli stati membri dell’Unione scaricano sull’Italia un drammatico problema continentale – ad intervenire in maniera efficace sul flusso ininterrotto della immigrazione dal Nord Africa.
Cgil, Cisl, Uil e Forum del Terzo Settore invitano i bresciani a partecipare ad una manifestazione che avrà luogo martedì 21 aprile alle ore 17 in Piazza della Loggia.
Un presidio silenzioso davanti alle centinaia di vittime di quest’ultimo naufragio della speranza per centinaia e centinaia di persone la cui unica colpa era quella di cercare un futuro lontano dalle guerre e dalla miseria.
Un silenzio che vuole farsi appello a tutti coloro che hanno responsabilità politiche e di governo, ad ogni livello, per una assunzione di responsabilità che disegni una vera strategia politica dell’Italia e dell’Europa in grado di mettere fine alle stragi dei nuovi schiavisti che usano l’emigrazione come strumento di pressione e di ricatto verso le democrazie europee.

Aderiscono all’iniziativa
Cooperativa Il Mosaico, ADL Zavidovici, K-Pax, Pax Christi.