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martedì 9 aprile 2019

Flat tax: Cgil, dibattito stucchevole. È iniqua, serve progressività

Troviamo un pò stucchevole il dibattito pre-elettorale interno alle forze di maggioranza sulla flat tax, e siamo contrari a qualsiasi tassazione piatta, tanto più sui redditi familiari, ovunque venga inserita nel bilancio o nel Def. 
Da tempo insistiamo sull’urgenza di una vera riforma fiscale all’insegna della progressività per alleggerire il carico su lavoratori e pensionati”. Così, in una nota, la Cgil nazionale commenta il provvedimento tanto discusso in queste ore, ritenendolo “il modo peggiore per affrontare la questione, non garantisce giustizia, equità, né tanto meno crescita economica”.
I calcoli sono semplici – spiega la Confederazione – un’aliquota del 15% uguale per tutti, basata sui redditi dei nuclei familiari e non più personali, da zero a 50mila euro, comporterebbe effetti irrazionalmente distribuiti e benefici concentrati soprattutto sui redditi più alti della fascia e non su quelli medio-bassi. Tutto ciò comporta uno svantaggio notevole anche per i secondi percettori di reddito, in gran parte donne”.
In merito alle politiche per la famiglia, la Cgil ritiene “fondamentale intervenire con politiche sociali e investimenti pubblici, utili anche a creare lavoro e nuovi redditi. Invece, questo Governo per sostenere la flat tax continua a tagliare la spesa sociale. L’aumento dei redditi netti, derivanti da un’imposizione regressiva, produrrebbe – sottolinea la Cgil – più effetti collaterali che benefici: contrazione del welfare e dei servizi pubblici, aumento delle disuguaglianze, distorsione del sistema fiscale e peggioramento delle finanze pubbliche”.
Non possiamo, quindi, che ribadire la necessità che il Governo affronti il tema senza miopie e velleità elettoralistiche. L’importanza della questione fiscale merita un tavolo partecipato da tutte le parti sociali. La riforma fiscale è un tema – conclude la Cgil – che coinvolge ogni cittadino di questo Paese, non può essere affrontato tra i soli contraenti di un contratto privato di governo”
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

venerdì 16 giugno 2017

Caso Regeni, il sindacato chiede verità e giustizia

Si è tenuta il 14 giugno, a Ginevra la 106ma Conferenza internazionale del lavoro, l’evento annuale nel quale l’Ilo (l’Organizzazione internazionale del lavoro) ospita i rappresentanti dei suoi Stati membri (governi, sindacati e associazioni datoriali). Per la Cgil è intervenuta Silvana Cappuccio, dell’area delle politiche europee e internazionali, e ha sottolineato che “i sindacati italiani Cgil, Cisl e Uil accolgono con favore la ‘Green Initiative’ come tema principale della relazione del Direttore generale di quest’anno, concordando con i contenuti e l’analisi politica”. “Le disuguaglianze e gli effetti interconnessi sul cambiamento climatico – prosegue – come la crisi idrica e le guerre per le risorse, sono i rischi più gravi dei prossimi decenni, poiché alimentano la fame, la povertà, il terrorismo e l’esclusione e rendono le democrazie più fragili”.
Nel corso dell'intervento, Silvana Cappuccio si è soffermata sulla vicenda di Giulio Regeni, il giovane ricercatore italiano assassinato lo scorso anno in Egitto. “La comunità internazionale – ha detto Cappuccio – fa attenzione a mantenere un silenzio

lunedì 19 dicembre 2016

COMUNICATO STAMPA - SENTENZA AMIANTO ‘PIRELLI BIS’ “oggi uccisi per la seconda volta”

Milano, 19 dicembre 2016
In data odierna è stata emessa la sentenza del processo chiamata ‘Pirelli Bis’ scaturita da una seconda inchiesta negli stabilimenti milanesi a carico di nove ex dirigenti Pirelli, accusati di omicidio colposo e lesioni gravissime in relazione a 28 casi di operai morti o che si sono ammalati di forme tumorali a causa dell'amianto, dopo aver lavorato negli stabilimenti milanesi dell'azienda tra gli anni '70 gli anni'80.
In entrambi i processi la Camera del Lavoro di Milano insieme alla categoria del comparto gomma, la Filctem CGIL di Milano si sono costituite parte civile.
Il Tribunale ha assolto gli imputati (consigli di amministrazione - Pirelli - di allora) perché il fatto non sussiste o per non aver commesso lo stesso. A nostro giudizio, la sentenza emessa dal tribunale non rende giustizia alle famiglie delle Lavoratrici e dei Lavoratori coinvolti, aprendo scenari inquietanti rispetto alle responsabilità dei gruppi dirigenti nella tutela della salute dei propri dipendenti.
La Camera del Lavoro di Milano e la FILCTEM annunciano fin da ora che verrà valutata l’ipotesi del ricorso insieme ai propri legali dopo il deposito delle motivazioni della sentenza.
Come nel caso del processo Eternit di Torino, ancora una volta a pagare sono i Lavoratori oggi uccisi per la seconda volta.
Segretario Generale CGIL Milano
Massimo Bonini
Segretario Generale Filctem CGIL Milano
Alberto Motta

venerdì 13 maggio 2016

Processo Thyssen: Cgil, giustizia non può aspettare

La fiducia nella giustizia è un fondamento della convivenza civile, ma a volte si ha l’impressione che la legge per qualcuno, i dirigenti di una multinazionale, sia più uguale che per altri, i lavoratori che hanno perso la vita mentre erano di turno in una fabbrica priva di misure di sicurezza”. Così il segretario confederale della Cgil Fabrizio Solari commenta le ultime notizie relative al processo Thyssen dopo l’udienza davanti alla quarta sezione penale della Corte di Cassazione, riunita ora in camera di consiglio, in cui il Pg ha chiesto l’annullamento delle condanne per i sei imputati e un terzo processo di appello.
Gli infortuni e i morti sul lavoro continuano ad aumentare – sottolinea Solari – e dare un segnale di tolleranza in questa direzione, annullando le condanne e rimandando il giudizio, sarebbe ingiusto e sbagliato”. “Il rogo del 2007 – ricorda il segretario confederale della Cgil – ha ucciso sette operai che stavano lavorando in uno stabilimento in via di chiusura, dove gli impianti non si erano fermati nonostante le norme sulla sicurezza non fossero più rispettate”.
Le pene per i sei imputati sono già state mitigate, con una riduzione della portata storica della sentenza di primo grado. Dopo otto anni – conclude Solari – non sarebbe accettabile un ulteriore rinvio ad un nuovo processo, con la possibilità di nuovi sconti di pena: la giustizia non può aspettare”.
Fonte: Uffico Stampa Cgil

venerdì 20 novembre 2015

Cgil, grave aggressione a nostro delegato ‘Brescia Trasporti’

La segreteria nazionale della Cgil condanna con forza la grave aggressione di cui è stato vittima Davide Bertolassi, un delegato Rsu Cgil dell’azienda Brescia Trasporti.
L'episodio è avvenuto poco dopo le 21 di ieri sera, alla fine del turno di lavoro. Davide stava tornando a casa in bicicletta quando è stato colpito da una manganellata. Caduto a terra è stato ripetutamente percosso con altri colpi. Ora è ricoverato in ospedale con lacerazioni, contusioni e sospetto trauma cranico.
Nel tardo pomeriggio di ieri Davide era stato oggetto di pesanti minacce per la sua attività sindacale da parte di un noto provocatore fascista, anch'egli dipendente dell'azienda di trasporto pubblico locale.
La segreteria della Cgil si stringe al proprio delegato, chiede alla magistratura di fare piena luce su quanto accaduto e di perseguire i responsabili di tale vile aggressione.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

mercoledì 2 settembre 2015

Immigrazione: Cgil e Inca, sentenza Corte giustizia Ue grande risultato

"Grande e importante risultato è quello conseguito oggi dalla Cgil e dall'Inca nel contrasto delle politiche discriminatorie verso gli immigrati. La giustizia europea, nell'accogliere il nostro ricorso al Tar del Lazio offre, o forse sarebbe meglio dire impone, al paese una importante opportunità per correggere le politiche sull'immigrazione prodotte dal governo di centro destra nel 2011. 
La Corte di giustizia europea a chiare lettere boccia la tassa sui permessi di soggiorno introdotta con il decreto 304 del 31 dicembre 2011 giudicandola sproporzionata rispetto al costo del rilascio della carta d'identità. Ricordiamo che si tratta di un balzello che va dagli 80 ai 200 euro e che si aggiunge alla tassa precedentemente fissata di 73,50 euro".
"È con grande soddisfazione che l'Inca e la Cgil accolgono l'esito di un percorso giudiziario intrapreso, insieme alle iniziative politiche di contrasto, immediatamente dopo l'approvazione di questo odioso provvedimento, perché dimostra come le politiche punitive contro gli immigrati non devono e non possono prevalere sui legittimi diritti di cittadinanza, indipendentemente dal paese di provenienza”.
"Questa sentenza - affermano Cgil e Inca - non può essere ignorata dal governo italiano e pertanto chiediamo che si attivi subito riducendo drasticamente il costo per il rilascio e il rinnovo di tutti i permessi di soggiorno, senza aspettare il pronunciamento del Tar che comunque dovrà recepire

mercoledì 25 febbraio 2015

Eternit: Cgil Cisl Uil, sgomenti, duro colpo a giustizia e diritti

Le motivazioni della sentenza Eternit ci lasciano sgomenti, più della sentenza stessa. Affermare oggi, dopo due sentenze che riconoscevano la giustezza dell'impianto accusatorio, con la condanna per disastro ambientale, che tale processo non doveva nemmeno iniziare, è un altro duro colpo alle vittime e ai loro familiari, ma il colpo più duro è alla giustizia, ai diritti di questo paese”. E' quanto affermano in una nota i segretari confederali di Cgil, Cisl e Uil, Fabrizio Solari, Giuseppe Farina e Paolo Carcassi
Lavoratori e cittadini - proseguono i tre dirigenti sindacali - continuano a morire per amianto, si accerta e si certifica il disastro ambientale, ma nessuno è colpevole e viene punito. C’è un problema generale di prescrizione che non può cancellare i reati di disastro ambientale e che investe i tanti luoghi che non sono più sicuri per gli abitanti e i lavoratori. Su questo Governo e Parlamento debbono abbandonare sterili polemiche e modificare la legislazione vigente”.
Come Cgil Cisl e Uil non ci fermeremo nella nostra battaglia per ottenere verità e giustizia sul disastro Eternit, individuando le modalità più efficaci per la tutela dei lavoratori e dei loro familiari. La cosa certa è che non lasceremo nulla di intentato, per restituire, dignità, diritti e giustizia”, concludono Solari, Farina e Carcassi.

Fonte: Ufficio stampa Cgil