Visualizzazione post con etichetta ThyssenKrupp. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta ThyssenKrupp. Mostra tutti i post

martedì 5 dicembre 2017

ThyssenKrupp: Cgil, a dieci anni da rogo tema sicurezza ancora non prioritario

A dieci anni dal rogo alla Thyssen, è grave e impressionante che il tema della sicurezza nei luoghi di lavoro ancora non sia percepito come prioritario, e che la giustizia non sia riuscita a compiere del tutto il suo corso”. Così il segretario confederale della Cgil Franco Martini in occasione del decennale dalla strage della ThyssenKrupp di Torino, stabilimento in dismissione in cui persero la vita sette lavoratori.
Per il dirigente sindacale “non solo indigna che i manager tedeschi condannati in via definitiva non abbiano scontato un solo giorno di pena in Germania, ma preoccupa e addolora constatare che quella immane tragedia avvenuta in nome del profitto non abbia radicalmente segnato le coscienze e l’operato quotidiano nel mondo del lavoro e dell’imprenditoria”.
Martini sottolinea infatti che “i dati dimostrano una ascesa del trend infortunistico, che è tornato a salire proprio nel momento in cui si registra una crescita della produzione”. “È necessario riflettere rigorosamente su questo binomio – sostiene il segretario confederale – perché significa che né la crescita in atto, né l’innovazione, sbandierata come la nuova frontiera dello sviluppo, assumono come vincolo l’obiettivo del miglioramento delle condizioni di lavoro”.
La Cgil, insieme a Cisl e Uil – prosegue – considera questo obiettivo sempre più centrale nella contrattazione e nel confronto con tutte le associazioni datoriali e istituzionali, e sosterrà l’impegno dei rappresentanti dei lavoratori alla sicurezza, per imporre il pieno rispetto di tutte le norme in materia di salute e sicurezza sul lavoro”.
“Lo dobbiamo ad Antonio, Angelo, Roberto, Rosario, Giuseppe, Rocco e Bruno, ai loro familiari, e a tutti coloro che continuano a morire o ferirsi nei luoghi di lavoro”, conclude Martini.
“Fa davvero orrore l’idea che a 10 anni negli stessi giorni si ripeta nuovamente il fatto che ci siano

venerdì 13 maggio 2016

Processo Thyssen: Cgil, giustizia non può aspettare

La fiducia nella giustizia è un fondamento della convivenza civile, ma a volte si ha l’impressione che la legge per qualcuno, i dirigenti di una multinazionale, sia più uguale che per altri, i lavoratori che hanno perso la vita mentre erano di turno in una fabbrica priva di misure di sicurezza”. Così il segretario confederale della Cgil Fabrizio Solari commenta le ultime notizie relative al processo Thyssen dopo l’udienza davanti alla quarta sezione penale della Corte di Cassazione, riunita ora in camera di consiglio, in cui il Pg ha chiesto l’annullamento delle condanne per i sei imputati e un terzo processo di appello.
Gli infortuni e i morti sul lavoro continuano ad aumentare – sottolinea Solari – e dare un segnale di tolleranza in questa direzione, annullando le condanne e rimandando il giudizio, sarebbe ingiusto e sbagliato”. “Il rogo del 2007 – ricorda il segretario confederale della Cgil – ha ucciso sette operai che stavano lavorando in uno stabilimento in via di chiusura, dove gli impianti non si erano fermati nonostante le norme sulla sicurezza non fossero più rispettate”.
Le pene per i sei imputati sono già state mitigate, con una riduzione della portata storica della sentenza di primo grado. Dopo otto anni – conclude Solari – non sarebbe accettabile un ulteriore rinvio ad un nuovo processo, con la possibilità di nuovi sconti di pena: la giustizia non può aspettare”.
Fonte: Uffico Stampa Cgil

giovedì 6 dicembre 2012

ThyssenKrupp: Camusso, i sette operai morti, un monito per tutti

“Sono passati cinque anni dal gravissimo incidente che causò la morte di sette operai dello stabilimento della ThyssenKrupp di Torino. Il loro ricordo, le condizioni di lavoro e lo stato di insicurezza in cui persero la vita devono essere un severo monito per tutti. In questo siamo confortati dall’operato della magistratura che ha severamente e coraggiosamente sanzionato i comportamenti dell’azienda con una storica sentenza”. Lo afferma il Segretario Generale della CGIL, Susanna Camusso a cinque anni dall'incendio che causò la morte di sette operai dello stabilimento siderurgico.
“Li ricordiamo ancor più oggi - spiega Camusso - dopo l'incidente costato la vita a un lavoratore a Taranto e ai gravi problemi ambientali e di salute che quello stabilimento dell'Ilva ha prodotto e produce nella città pugliese. Oggi più che mai dobbiamo essere consapevoli che nessuna ragione economica può mettere in secondo piano la sicurezza, l'ambiente e la vita delle lavoratrici e dei lavoratori. Alle loro famiglie e ai loro compagni di lavoro rinnoviamo in questa ricorrenza la nostra solidarietà e la nostra vicinanza”
Ricorre oggi il quinto anniversario del rogo alla ThyssenKrupp in cui morirono sette lavoratori.
Fiamme nella notte. Nella notte fra il 5 e il 6 dicembre 2007 otto operai dello stabilimento di Torino vengono investiti da un getto di olio bollente in pressione che prende fuoco. I colleghi chiamano i vigili del fuoco, all’1.15 arrivano le ambulanze del 118 che trasferiscono i feriti in ospedale. Alle 4 del mattino muore il primo operaio, si chiamava Antonio Schiavone. Nei giorni che seguiranno, dal 7 al 30 dicembre 2007, moriranno le altre sei persone ferite in modo gravissimo dall’olio bollente: sono Giuseppe Demasi, Angelo Laurino, Roberto Scola, Rosario Rodinò, Rocco Marzo e Bruno Santino.
Unico superstite. Degli operai coinvolti nell’incidente, l’unico superstite e testimone oculare è Antonio Boccuzzi: lavora alla Thyssen da 13 anni, è un sindacalista e avrà un ruolo determinante nell'inchiodare