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martedì 13 giugno 2017

Camusso, il 17 giugno a Roma manifestazione nazionale straordinaria

Una manifestazione nazionale straordinaria”, così il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, in una lettera agli iscritti, definisce la manifestazione indetta dalla Cgil per sabato prossimo a Roma, che si concluderà alle ore 12.00 in Piazza San Giovanni.
“Straordinaria – spiega – perché urgente, straordinaria perché parla soprattutto di democrazia, straordinaria perché contesta comportamenti antidemocratici che non hanno precedenti nella storia repubblicana”.
Nella missiva Camusso ricorda i fatti: “Dopo una consultazione straordinaria delle iscritte e degli iscritti, la Cgil presenta una proposta di legge ‘Carta dei diritti universali del lavoro’ e tre quesiti referendari a sostegno (art. 18, voucher, responsabilità solidale negli appalti). Sulla Carta e sui quesiti referendari la Cgil raccoglie 4,5 milioni di firme. La Corte Costituzionale accoglie 2 referendum e il Governo fissa la data del referendum per il 28 maggio 2017, mentre alla Camera dei Deputati in Commissione Lavoro viene messa in discussione la proposta di legge. Il 21 aprile il Parlamento converte in legge un decreto del Governo che abroga le leggi sottoposte a referendum popolare. Il Presidente del Consiglio motiva la decisione con la necessità di non dividere il Paese. Di conseguenza decadono i referendum, che – ricordiamolo sempre – sono l’unica forma di democrazia diretta, prevista dalla Costituzione per far valere l’opinione dei cittadini sulle leggi del nostro Paese. Il 27 maggio, il giorno prima della data originariamente fissata per il referendum, alla Camera, in Commissione Bilancio si reintroducono i voucher”.
“Ho riepilogato i fatti – sottolinea Camusso – perché rendono evidente che il Governo e il Parlamento

lunedì 5 giugno 2017

Ti chiediamo di leggere e sottoscrivere l’appello al Presidente della Repubblica

Cara iscritta, caro iscritto,
come forse già saprai il Parlamento nei prossimi giorni deciderà un provvedimento che “reintroduce i voucher”. Il governo in data 21 aprile aveva presentato e fatto votare un decreto legislativo che superava i due quesiti referendari, sostenendo che andare al voto significava dividere il Paese. A distanza di poche settimane e dopo aver nei fatti negato il diritto di voto ai cittadini e alle cittadine, si reintroduce uno strumento analogo.
La CGIL ritiene questo un fatto gravissimo, non solo per il merito del provvedimento, ma per la rottura democratica che determina questo fatto (art.75 della Costituzione Italiana).
Per questo ti chiediamo di leggere e sottoscrivere l’appello al Presidente della Repubblica che trovi a questo link


e ti invitiamo a partecipare alla manifestazione nazionale sabato 17 giugno ore 9.30 a Roma, Piazza San Giovanni.
Rivolgiti alla tua categoria e/o alla Cgil territoriale per le modalità di partecipazione.
Segreteria Cgil Lombardia

mercoledì 31 maggio 2017

Spettacolo: con voucher lo Stato può aggirare regole e danneggiare lavoratori

Qualche volta ritornano e anche a distanza di poco tempo. Sotto mentite spoglie e in barba a milioni di lavoratori che avevano firmato per la loro abolizione, i voucher potranno essere utilizzati anche nello spettacolo e nello sport dalla pubblica amministrazione e da tutte le aziende con meno di 5 dipendenti, una marea in questi settori. Li rintroduce, sotto mentite spoglie, l’emendamento al disegno di legge di conversione della Manovra correttiva 2017, depositato in Commissione Bilancio alla Camera.” Lo denuncia Emanuela Bizi, segretaria nazionale Slc Cgil.
Prestazioni di lavoro occasionali o saltuarie di ridotta entità per le imprese, Libretto Famiglia per i privati: due nomi nuovi, la stessa trappola per i lavoratori dello sport e dello spettacolo che, anche volta, vedranno aggirati i loro pochi diritti e violate le loro davvero esigue tutele.”
“Così succede ancora una volta che i contributi previsti dai nuovi voucher, nuovi di nome ma vecchi di fatto, saranno raccolti nelle casse della Gestione separata Inps e non contribuiranno a far maturare ai lavoratori dello sport e dello spettacolo nessuna prestazione, né pensionistica, né assistenziale.”
Infatti – prosegue la sindacalista – sorprende davvero che tale emendamento sia stato presentato, e addirittura approvato, quando i dati ufficiali dell’Inps denunciano che circa il 60% dei lavoratori dello spettacolo e i professionisti dello sport riesce ad andare in pensione solo al raggiungimento dell’età pensionabile e non grazie ai contributi versati, percependo così una pensione

giovedì 25 maggio 2017

Voucher: Cgil, domani presidio al Pantheon A Roma, in Piazza della Rotonda, dalle ore 10.00 alle ore 12.00

Domani, venerdì 26 maggio, a Roma, dalle ore 10.00 alle ore 12.00, in Piazza della Rotonda (Pantheon), si svolgerà un presidio organizzato dalla Cgil nazionale e da quella di Roma e Lazio.
“Il presidio – si legge in una nota dell’organizzazione sindacale – è stato indetto per manifestare contro l’eventuale approvazione da parte del Parlamento di emendamenti che prefigurerebbero il ritorno dei voucher con norme peggiori”.
Martedì scorso il Comitato direttivo della Confederazione ha approvato un ordine del giorno sui voucher e sul rischio di una nuova normativa sul lavoro occasionale, annunciando che “se questo tentativo si concretizzerà in un provvedimento di legge, la Cgil porrà in atto una ferma e coerente azione di contrasto, facendo sin da subito appello al Presidente della Repubblica affinché intervenga, facendosi garante del rispetto della Costituzione e del diritto di voto da parte dei cittadini”.
L’ordine del giorno del Comitato direttivo ha inoltre dato “mandato alla Segreteria, in ragione delle eventuali decisioni parlamentari, di promuovere sia una petizione popolare per il rispetto dell’art. 75 della Costituzione repubblicana, sia una grande manifestazione nazionale alla quale chiamare a partecipare lavoratori, pensionati, cittadini e tutte le organizzazioni democratiche del Paese”.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

mercoledì 24 maggio 2017

Voucher: Cgil, se da Governo nuova normativa su lavoro occasionale ci appelleremo a Presidente Repubblica

La Cgil “ritiene gravissima l’eventualità che il Governo, attraverso un improprio emendamento al Decreto Legge n. 50/2017 attualmente in discussione in Parlamento, definisca una nuova normativa sul lavoro occasionale”. È quanto si legge nell’ordine del giorno approvato dal Comitato Direttivo del sindacato, riunitosi oggi a Roma.
Le proposte in discussione, sulle quali mai si è realizzato un confronto con il sindacato e con la Cgil in particolare, contravvenendo agli impegni formalmente e ripetutamente assunti dal Governo – prosegue l’ordine del giorno – prefigurerebbero il ritorno, con norme peggiori, ai voucher che Parlamento e Governo hanno cancellato poche settimane fa, assumendo lettera e sostanza del quesito referendario proposto dalla Cgil”.
Si sta cercando – aggiunge la Cgil – di far rientrare dalla finestra ciò che, con le nostre firme e la nostra iniziativa e mobilitazione, abbiamo fatto uscire dalla porta. Si tratta di un tentativo inqualificabile e inaccettabile”.
“Sarebbe la prima volta nella storia della Repubblica – sottolinea il sindacato – che un Governo e la sua maggioranza intervengono con un provvedimento legislativo opposto a quello emanato poco prima con il fine di evitare una prova referendaria. Questo configurerebbe una sostanziale violazione dell’art. 75 della Costituzione e costituirebbe un atto irrispettoso nei confronti della Suprema Corte di

giovedì 27 aprile 2017

Lavoro: Cgil, dati Inps confermano che serve tutta un’altra Italia

“I dati diffusi quest’oggi dall’Inps ci danno drammaticamente ragione. Per questo serve costruire tutta un’altra Italia e il 6 maggio saremo in piazza a Roma per la manifestazione nazionale a sostegno della proposta di legge ‘Carta dei Diritti Universali del Lavoro‘, un nuovo Statuto di tutte le Lavoratrici e di tutti i Lavoratori”. Così la segretaria confederale della Cgil Tania Scacchetti.
“Il boom dei voucher registrato a marzo, una corsa all’acquisto dovuta alla prevista cancellazione di questo strumento – sottolinea la dirigente sindacale – dimostra che con l’approvazione della legge che li ha aboliti ha vinto il Lavoro, la nostra battaglia contro la precarizzazione e lo svilimento deve continuare”. “Il lavoro occasionale, così come proponiamo negli articoli 80 e 81 della Carta – aggiunge – può essere un utile strumento, ma deve avere diritti, limiti nella possibilità di utilizzo, e deve essere riconosciuto come lavoro subordinato”.
Inoltre secondo Scacchetti “l’esplosione nei primi due mesi dell’anno dei licenziamenti disciplinari (+30%) e il crollo dei nuovi contratti a tempo indeterminato (-12,7%) evidenziano che il fallimento del Jobs Act è sotto gli occhi di tutti. Sgravi contributivi a pioggia per le imprese e riduzione delle tutele per i lavoratori non hanno rappresentato, come avevamo previsto, la strada giusta”.
“La nostra sfida per i diritti continuerà – conclude Scacchetti – finché non avremo conquistato un lavoro dignitoso e di qualità con diritti universali ed esigibili per tutti”.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

lunedì 10 aprile 2017

Voucher: Cgil, polemiche strumentali. Alternativa contenuta nella ‘Carta’

Basta con la falsa propaganda: l’abolizione dei voucher non determinerà l’aumento del lavoro nero, che, purtroppo, non è mai scomparso, neanche con l’introduzione dei ‘buoni lavoro’”. È quanto denuncia la segretaria confederale della Cgil Tania Scacchetti.
“Da quando il Consiglio dei ministri ha varato il decreto che prevede la cancellazione dei voucher – continua Scacchetti – proliferano analisi e commenti allarmistici che raccontano di un Paese nel caos e di imprese che, senza questo strumento, non potranno più assumere. Vorremmo che il dibattito rientrasse nei giusti binari”.
Negli ultimi dati Istat sul lavoro nero si stima che questo assorbiva circa il 16% delle posizioni lavorative e delle unità di lavoro nel nostro Paese ( tre mln di persone ), mentre i voucher, che peraltro sono molto più utilizzati nelle regioni in cui l’incidenza del lavoro nero è minore, con lo stesso calcolo avrebbero coperto circa lo 0,3%. Cifre citate da Boeri, nella sua audizione in Commissione lavoro, da cui si deduce che è fortemente probabile che i voucher abbiano loro stessi coperto condizioni di lavoro nero, laddove sono stati utilizzati per un numero di ore inferiore a quelle effettivamente prestate”.
Scacchetti spiega “l’inconsistenza” e la “strumentalità” della polemica riguardante la platea che sarebbe penalizzata dalla cancellazione dei voucher: “le principali categorie di lavoratori retribuite con tale strumento sono disoccupati e lavoratori part-time o a tempo determinato, ovvero persone che potrebbero usufruire delle stesse opportunità lavorative attraverso tipologie contrattuali già previste

venerdì 10 marzo 2017

Disabilità: Cgil (Daita), voucher di consolazione

In Italia ci sono almeno 800mila iscritti al collocamento obbligatorio in attesa di lavoro. Esiste una legge di Stato che impegna i datori di lavoro pubblici e privati ad assumere persone con disabilità, e si propone di retribuirli con i voucher. Oserei definirli voucher di consolazione, come i premi di consolazione. Aberrante”. Questa è la dura risposta di Nina Daita, responsabile nazionale delle politiche per le disabilità Cgil, alla proposta di legge illustrata ieri dal Ministro Poletti durante l’incontro con le parti sociali.
Ci aspettiamo – prosegue la dirigente sindacale – che il Governo esprima un parere negativo su una simile proposta. Non basta una vita perennemente fragile per le persone con disabilità, ma ci propongono anche un lavoro perennemente precario. I voucher demoliscono la dignità di una persona. Discriminare – aggiunge – i lavoratori sulla base di una disabilità fisica o intellettiva è eticamente inaccettabile”.
Inoltre, una legge di Stato, che è stata fortemente voluta per riconoscere il diritto al lavoro delle persone con disabilità, non può essere cancellata con una proposta irricevibile, che condannerebbe le persone con disabilità al precariato e alla discriminazione. Se – conclude Daita – questa proposta dovesse essere confermata, ci attiveremo con tutte le nostre forze”.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

venerdì 27 gennaio 2017

Voucher: Cgil in audizione, uno strumento da abrogare, la nostra proposta è contenuta nella ‘Carta’

Alcune delle proposte di legge in esame risultano, sia per temi che per argomentazioni datate .Le più recenti , quelle prodotte dal 2016, riescono , in alcuni casi, a cogliere la portata e gravità dell'uso dei voucher.
I voucher, introdotti nel 2003 per limitate attività di natura meramente occasionale con l’obiettivo di favorire l'emersione in segmenti a forte rischio di irregolarità e nel tentativo di essere un fattore formalizzante in contesti informali, si sono nei fatti trasformati in uno strumento prevalente di regolazione del secondo lavoro o in un'alternativa a contratti subordinati, in particolare agli stagionali e ai part- time.
Fin dalla loro nascita, tuttavia il voucher in Italia non ha mai costituito in sé un rapporto di lavoro, ma solo una modalità di retribuzione.
La liberalizzazione e di conseguenza l’esplosione dell’utilizzo, negli ultimi anni, di questo strumento, visto ai più come una possibilità di sostituzione di forme garantite di lavoro, nel disegnare gravemente una nuova frontiera della precarietà, fa dire alla Cgil che questo è uno strumento malato, irriformabile e da abrogare.
Proprio in ragione di ciò noi abbiamo avanzato una proposta diversa che mira a ridisegnare la natura giuridica dello strumento, chiedendo l’abrogazione delle attuali norme e dunque valutando insufficienti i correttivi che mantengano in essere, pur ridimensionando perimetri e ambiti di utilizzo,

giovedì 19 gennaio 2017

Inps: Cgil, dati confermano inefficacia riforme mercato lavoro di questi anni

I dati Inps relativi al mese di novembre 2016 confermano l’inefficacia delle riforme del mercato del lavoro di questi anni e l’assoluta necessità che il lavoro, buono e stabile, torni al centro delle scelte economiche del Paese”. Lo afferma la segretaria nazionale della Cgil, Tania Scacchetti.
“Nel 2016 – aggiunge la dirigente sindacale – crescono le assunzioni a termine (pari al 74%) e calano i nuovi rapporti a tempo indeterminato. I voucher, pur in rallentamento di crescita nella fase finale dell’anno, sono cresciuti del 23,9% rispetto al 2015 e addirittura del 95% rispetto al 2014, e superano i 133 milioni. Crollano drasticamente anche le trasformazioni in tempi indeterminati di contratti di apprendistato e a termine.
E’ sempre più urgente, pertanto, – sottolinea Scacchetti – che il parlamento incardini la discussione sulla ‘Carta dei diritti universali del lavoro’, e sempre più forte la necessità di ridare dignità al mondo del lavoro con i due referendum promossi dalla Cgil per l’abrogazione dei voucher e per la responsabilità solidale in materia di appalti”.
Infine, il drammatico aumento dei licenziamenti disciplinari, cresciuti del 27% rispetto al 2015 e del 34%rispetto al 2014, – conclude la segretaria della Cgil – conferma la necessità di modificare, per via legislativo e contrattuale, norme, ingiuste e sbagliate che limitano la libertà dei lavoratori, violandone la dignità”.

lunedì 26 settembre 2016

Lavoro: FDV Cgil, nei primi sette mesi 2016 assunzioni a termine pari 71% totale


Studio della FondazioneSintesi
Nel settore privato, nei primi sette mesi del 2016, le assunzioni a tempo indeterminato sono state 744 mila. 379 mila in meno ( – 33,7%) rispetto allo stesso periodo del 2015 e inferiori anche rispetto allo stesso periodo del 2014 e 2013.
Le assunzioni a termine, nei primi sette mesi del 2016, sono state, invece, circa 2,1 milioni e rappresentano ben il 71% dei nuovi rapporti di lavoro.
Sempre nei primi sette mesi del 2016, sono stati acquistati in Italia quasi 85 milioni di voucher, con un incremento rilevante rispetto allo stesso periodo del 2015 (61,9 milioni) e del 2014 (35,8).
Anche le trasformazioni in tempo indeterminato (179 mila) nei primi sette mesi del 2016 sono calate rispetto allo stesso periodo del 2015 ( ‑ 102 mila) e del 2014 ( ‑ 39 mila).
E’ quanto emerge da uno studio della Fondazione Di Vittorio, che rielabora i dati dell’Osservatorio sul precariato dell’Inps.
Per la Fondazione della Cgil, dunque, “Il lavoro precario e instabile si conferma nel 2016 la forma assolutamente predominante di accesso al mercato del lavoro e le nuove attivazioni a tempo indeterminato, inferiori non solo al 2015 ma anche al 2014, dimostrano in maniera evidente che l’elemento predominante per le scelte delle aziende è stato quello degli incentivi”.
Dallo studio della Fondazione sui dati Inps sulle assunzioni relative ai primi sette mesi del 2016, emerge che il saldo occupazionale complessivo (attivazioni/cessazioni) del tempo indeterminato (incluse le trasformazioni che però riguardano rapporti di lavoro già esistenti) resta, invece, positivo

giovedì 7 luglio 2016

Con 3,3 milioni di firme il lavoro è tornato al centro

Una settimana fa la Cgil ha consegnato in Cassazione le oltre 3,3 milioni di firme per i tre quesiti referendari che accompagnano e sostengono la Carta dei diritti universali del Lavoro. "La nostra iniziativa intreccia le questioni del lavoro alla crisi sociale, perché aumento della disoccupazione, crescita della precarietà, riduzione del reddito da lavoro stanno creando un ingorgo sociale. Gli anziani si sostituiscono ai servizi che calano, si erode il reddito dei risparmi, si crea grande preoccupazione per i giovani". Lo afferma il segretario confederale della Cgil, Danilo Barbi, ai microfoni di Italia Parla su RadioArticolo1.
Il lavoro, riflette Barbi, "è uno dei punti sostanziali della crisi sociale tra disoccupazione, precarietà e mancanza del reddito. La questione del lavoro - quindi - è quella che ha trainato il successo della nostra raccolta di firme: era evidente ai banchetti, è stato un modo di riaprire una discussione nel paese sul lavoro". Un tema che - grazie all'impegno della Cgil - torna al centro del dibattito: "Dai luoghi di lavoro ma le piazze, i territori e l'università, le scuole, si è tornato a parlarne - spiega il segretario -. In una crisi vasta come questa, da parte del governo si fanno politiche che continuano a svalorizzare il lavoro, questo sembra

mercoledì 6 luglio 2016

Voucher, come sfuma il confine tra lavoro formale e informale

Chiunque abbia seguito almeno una partita di calcio avrà di certo avuto modo di apprezzare l’abilità dei commentatori nel vivacizzare, con parole, momenti di gioco che magari vivaci non sono. Ecco, per commentare l’aggiornamento dell’Osservatorio sul precariato reso disponibile dall’Inps qualche giorno fa, ci piacerebbe avere un po’ di quell’abilità. Anche i dati diffusi nell’aggiornamento al primo quadrimestre 2016, infatti, confermano le tendenze già evidenziate nei primi mesi dell’anno.
In primo luogo, si legge nella sintesi dell’Inps, si conferma che con la fine degli incentivi alle assunzioni a tempo indeterminato è terminata anche la crescita delle forme più stabili di occupazione che aveva caratterizzato il 2015. Si tratta di un dato da non sottovalutare, visto che è in nome di quella crescita che, con il Jobs Act del governo Renzi, il contratto a tempo indeterminato ha perso una parte significativa delle sue caratteristiche tradizionali. Il secondo elemento riguarda invece il lavoro accessorio, che nel primo quadrimestre del 2016 continua la sua corsa con incrementi a due cifre sull’anno precedente (più 43,1%).
I dati dell’Inps consolidano, insomma, l’impressione che se è vero che in Italia è il lavoro a mancare, lo è anche la possibilità di trarre dal lavoro un riconoscimento dignitoso. E se questo vale per l’Italia nel suo complesso, ciò è tanto più vero per le regioni meridionali, dove – sempre con riferimento al mese di aprile – il lavoro accessorio cresce con variazioni che vanno dalle massime di

venerdì 10 giugno 2016

Lavoro: Cgil, altra occasione mancata per correggere errori Jobs act

Si continua sulla strada sbagliata, sul metodo e sul merito: il Governo da un lato avvia il confronto con le parti sociali e dall’altro presenta un decreto che contiene già alcune scelte di cui avremmo voluto discutere e che a nostro parere non vanno bene”. Così la Cgil nazionale, in una nota, commenta l’esito del Consiglio dei Ministri di oggi.
Per quanto riguarda i voucher – spiega il sindacato – si introduce la tracciabilità senza ripristinare i limiti ai settori in cui si possono utilizzare e al reddito percepibile, inoltre si mantiene un regime diverso per l’agricoltura per rispondere alle esigenze delle aziende, senza aver cura di cosa questo comporterà per i lavoratori”.
Sugli ammortizzatori sociali poi – prosegue la nota – siamo alla farsa: non si correggono gli errori che rendono difficile la gestione delle crisi con la cassa integrazione riformata dal Jobs act, non si interviene sulla Naspi per gli stagionali e si costruisce una norma per i contratti di solidarietà che non risponde a nessuna logica in favore dei lavoratori“.
Infine, sul fronte delle politiche attive per la Cgil “siamo ancora al palo sull’Anpal, si cambia nome all’Isfol ma nulla si dice sulle sue risorse, sui suoi lavoratori e sugli strumenti”.
“Vedremo il testo nel dettaglio – conclude la nota – ma considerando l’incontro già programmato per martedì prossimo, il Governo avrebbe potuto discutere con le parti sociali e verificare la possibilità di interventi altrettanto mirati ma in grado di evitare ulteriori pasticci”.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

martedì 19 gennaio 2016

Cgil, Renzi sbaglia, crescita occupazione dopata, ripresa strutturata non c'è

"Renzi dovrebbe rileggere il comunicato dell'Inps, in cui si rileva che lo stimolo all'occupazione viene dal doping dell'esonero contributivo e non dal Jobs act. Inoltre l'Istituto evidenzia una quota elevata di trasformazioni contrattuali (+25,8% quelle di rapporti a termine, +25,3% quelle di rapporti di apprendistato) più che nuove attivazioni (+9,7%)". Così Serena Sorrentino, segretaria confederale della Cgil, commenta i dati dell'Osservatorio sul precariato dell'Inps e ribatte alle dichiarazioni del Presidente del Consiglio.
"La crescita dell'occupazione è senza dubbio un fatto positivo - continua Sorrentino - ma preoccupano molto il numero altissimo di voucher, lievitati di oltre il 67% tra gennaio e novembre scorsi rispetto al corrispondente periodo del 2014, e l'aumento delle assunzioni con contratti a termine (+45.817)".
"Abbiamo la sensazione di essere in presenza, più che di una ripresa strutturata, di un utilizzo utilitaristico delle nuove norme da parte delle imprese, guidate dalla convenienza economica. Ma da qui a dire che si è sconfitto il precariato ce ne vuole", conclude Sorrentino, sottolineando che "per questo la Cgil ha lanciato la Carta dei diritti universali del Lavoro".
Fonte: Ufficio Stampa Cgil