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venerdì 16 novembre 2018

Tim: Confermare reggenza Presidente e aprire confronto

Il lungo conflitto tra i maggiori azionisti di TIM, culminato con la rimozione dell’AD, conferma una condizione di profonda instabilità nell’assetto proprietario che da tempo è uno dei mali oscuri che stanno affossando la Società”, così dichiarano in una nota congiunta i segretari generali dei sindacati di categoria, Fabrizio Solari Slc Cgil, Vito Vitale Fistel Cisl e Salvo Ugliarolo Uilcom Uil.
Qualsivoglia soluzione deve partire dallo scioglimento di questo nodo: non serve un nuovo AD appeso alle carte bollate o agli umori di qualche azionista in possesso dello zero virgola del capitale.”
Il CdA annunciato per domenica – proseguono i dirigenti sindacali – difficilmente potrà indicare una soluzione duratura. In queste condizioni è forse opportuno confermare la reggenza del Presidente e aprire rapidamente un confronto con tutti gli attori, sotto la regia del Governo e con al centro l’interesse superiore del Paese, capace di indicare finalmente una prospettiva di consolidamento e di crescita che tuteli innanzitutto l’occupazione.”

mercoledì 23 dicembre 2015

Telecom Italia: Slc Cgil, permangono dubbi su strategie e tenuta dei livelli occupazionali

Ci si dice da più parti che ora occorre stare sul merito, che bisogna rincorrere certezze, serietà e verità, ovvero iniziare il confronto con Telecom per rilanciare l’azienda dopo che la si è “salvata” e dopo che si è stabilizzato il perimetro. Bene! Pronti! E con questo spirito che siamo andati al confronto tecnico sul mondo Open Acces per vedere come la nuova organizzazione sotto la divisione Wholesale si esprimerà in termini di organizzazione del lavoro.
Il pensiero della SLC‐CGIL è stato ampiamente articolato a valle dell’incontro con l’Ingegner Paggi e, purtroppo, è stato rafforzato da questa sessione “tecnica”. E si perché è apparso ancora più evidente, se ancora ce ne fosse bisogno, come le novità obbligate a Telecom per evitare le multe miliardarie stanno andando sempre di più nella direzione che avevamo denunciato già ai primi di luglio al primo incontro al MiSE: ovvero una sempre più spiccata “autonomia” degli OLO nella gestione del delivery e dell’assurance (oggi queste attività rappresentano, per dichiarazione del responsabile aziendale presente all’incontro, circa il 40% delle attività di Open Access, una loro uscita anche parziale dalle attività Telecom rappresenterebbe un bel colpo alla tenuta occupazionale di questo pezzo importante di azienda oltre che un deciso ridimensionamento ai progetti di reimpiego di personale certificato in esubero il 7 settembre). 

giovedì 6 agosto 2015

Dichiarazione del Segretario Generale della Cgil, Susanna Camusso, su nomina Cda Rai

Monica Maggioni è un'autorevole e preparata professionista, una giornalista che ha saputo dimostrare sul campo il suo valore. Conosce l'azienda ed è conosciuta da chi ci lavora per la sua serietà e le sue capacità, doti che al futuro Presidente della Rai non possono mancare in un momento così delicato della vita aziendale.
Il cda, per come è stato nominato, non costituisce quel cambio di verso che tutti si aspettavano e si auguravano e di cui l'azienda e il Paese avevano grande bisogno. Siamo tornati indietro di anni. Il cambio della governance della più grande e importante azienda culturale del Paese è stato, infatti, accantonato per gli interessi politici e di bandiera. Anzi, al di là delle persone nominate, di cui apprezziamo le capacità individuali l'autorevolezza e la professionalità, la logica con cui si è giunti a questo rinnovo supera la vecchia pratica della lottizzazione partitica o correntizia, per arrivare addirittura al familismo.
Nei prossimi mesi e anni la Rai dovrà affrontare passaggi difficili. Dovrà essere rinnovato il contratto di servizio, riproposta e rafforzata la sua vocazione culturale, difeso il pluralismo informativo e il ruolo di servizio pubblico di un'azienda patrimonio dell'intera collettività. E ci sarà da innovare, non solo nella struttura aziendale, nella programmazione e nelle, infrastrutture, ma anche sul versante del lavoro.
La Cgil è pronta a fare, come sempre, la sua parte. Ha idee e proposte da avanzare. Mi auguro che il nuovo cda saprà assolvere a questi compiti rilanciando il dialogo con i lavoratori della Rai, sfruttando le loro grandissime professionalità, difendendo il patrimonio di dialogo e di relazioni sindacali che negli anni si è costruito.