Visualizzazione post con etichetta piano industriale. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta piano industriale. Mostra tutti i post

giovedì 15 marzo 2018

Tim: Comunicato unitario su incontro piano industriale

Il giorno 13 marzo 2018 a Roma si è svolta la riunione tra il Coordinamento Nazionale RSU, le Segreterie Nazionali SLC-CGIL, FISTel-CISL, UILCOM-UIL e la Direzione aziendale per la presentazione del PIANO INDUSTRIALE 2018-2020.
L’azienda ha inizialmente illustrato sinteticamente il nuovo Piano denominato “ DigiTIM “ approvato all’unanimità dal CDA dal quale emerge l’individuazione, attraverso la digitalizzazione dei processi ed il rafforzamento degli obiettivi di qualità ed innovazione, delle direttrici su cui costruire un futuro di crescita e rafforzamento di TIM.
Il tutto in un contesto che, pur riscontrando risultati economici nel 2017 leggermente positivi in termini di ricavi, è caratterizzato da una crescente competizione (vedi OPEN FIBER, ILIAD, etc) con la conseguente compressione dei margini nelle attività tradizionali.
Situazione che impone a TIM, la ricerca di una maggiore integrazione tra HW e SW dove questi ultimi acquisiscono una funzione molto più rilevante rispetto a logiche del passato, una accelerazione sui servizi a valore aggiunto, un innovativo utilizzo dell’intelligenza artificiale e più rilevanti profitti legati ad un importante aumento del traffico sulle reti.
In merito agli investimenti, TIM nell’arco di piano indica una flessione degli stessi che passano da una quota pari a circa il 25% del fatturato a circa il 19%, investimenti pari a 9 miliardi di euro.
TIM, attraverso un Programma di decommissioning, assieme ad una mappatura e digitalizzazione dei

mercoledì 15 novembre 2017

Poste: in piano industriale necessari investimenti in logistica e presidi territoriali

Apprendiamo dalla stampa nazionale alcune indiscrezioni relative alle linee del costruendo piano industriale, in mano al Dott. Del Fante, AD di Poste Italiane Spa. Ci fa piacere leggere, ancora una volta, la particolare attenzione che si intende porre sul settore pacchi: tuttavia, da quanto a noi presentato al tavolo di trattativa sul recapito, mancherebbero totalmente gli investimenti sulla logistica”, così dichiarano in una nota congiunta Nicola Di Ceglie, segretario nazionale Slc Cgil e Claudio Solfaroli Camillocci, segretario nazionale Uilposte, che si domandano “in quale modo l’attuale management intenda perseguire lo scopo di diventare vettore di riferimento nazionale in tale settore.”

Per quanto concerne invece gli uffici postali, ci piacerebbe che, prima ancora che alla stampa, alcune anticipazioni fossero state rese alle parti sociali, visto il recente incontro tenuto con i vertici aziendali lo scorso 2 novembre. Le modalità con cui si intende procedere al contenimento dei costi non ci trova d’accordo – proseguono i sindacalisti. 
Riteniamo necessari interventi, anche strutturali, che ben si coniughino con il mantenimento di quel mercato fatto di risparmio ed investimento, in cui l’azienda si contraddistingue da anni nello scenario nazionale.

Non si può invece puntare solo su piattaforme transazionali che, seppur indispensabili, rischiano di veicolare l’azienda su strumenti informatici on line, facendole perdere quell’elemento di vicinanza ai cittadini, clienti e risparmiatori, che soltanto la presenza capillare sul territorio garantisce – concludono – permettendo al contempo di mantenere un ruolo essenziale, anche rispetto a quella concorrenza che si vuole “imitare nelle metodiche”.”

lunedì 5 giugno 2017

Rai, sciopero sospeso. Il nuovo direttore generale apra subito al confronto sindacale


Il giorno, 1 giugno, si è tenuto il Consiglio di Amministrazione nel quale il Direttore Generale ha rassegnato ufficialmente le proprie dimissioni.
Nell’ambito dello stesso Consiglio è emersa la volontà di procedere a nominare il nuovo Direttore Generale entro la settimana prossima, il prossimo Consiglio di Amministrazione si terrà il 6 giugno è molto probabilmente indicherà una risorsa interna all’azienda.
Come OO.SS. non consideriamo superate le motivazioni per cui abbiamo proclamato lo sciopero per l’8 di giugno.
Rimane la nostra posizione critica rispetto alle scelte di tutto il vertice aziendale, CdA e Presidente compresi, corresponsabili col Direttore Generale di tutte le scelte rilevanti che hanno portato all’assoluta mancanza di progettualità (l’assenza del Piano Industriale, di un Piano Editoriale innovativo, di un progetto sulle news che mettesse al centro la qualità del prodotto e l’attenzione alle realtà territoriali, alla cultura e alle diverse sensibilità sociali).
Confermiamo che essendo corresponsabili dello stallo, dovrebbero assumere atti conseguenti anche Presidente e CdA.
E in questo quadro rimane la gravità del mancato rinnovo del CCL Rai per operai, impiegato e

lunedì 8 maggio 2017

Poste verso una revisione del piano industriale. Slc Cgil: “avevamo visto giusto!”

La risposta del Governo in commissione Lavori pubblici ad una interrogazione del Senatore Giorgio Pagliari, come leggerete da alcuni lanci stampa (vedi allegato), preannuncia una nuova rivisitazione del Piano Industriale di Poste italiane.
Si tratta di una decisione che assicura maggiore tutela ai cittadini attraverso una presenza capillare di Poste italiane, che non può essere più considerata un peso o un onere, bensì un asset strategico.
Oggi possiamo affermare che il gruppo dirigente SLC aveva visto giusto!Infatti, nell’ultimo documento del Coordinamento Nazionale di Area Servizi Postali del 4 Aprile scorso, (vedi allegato), si invocava un cambiamento del Piano Industriale che andasse nella direzione del rilancio delle Reti (recapito e sportelleria) attraverso una rinnovata presenza di Poste Italiane sul territorio. Adesso dobbiamo continuare su questa strada, vigilando ed avviando con la Confederazione tutte le iniziative messe in cantiere e decise nell’ultimo Coordinamento Nazionale.
Il Segretario Nazionale
Nicola Di Ceglie

martedì 2 febbraio 2016

COMUNICATO AI LAVORATORI

In questi ultimi mesi le organizzazioni sindacali sono state impegnate in una negoziazione che aveva il compito di declinare le linee guida del Piano Industriale illustrato a Marzo dall'AD, Ing. Caio.
Giova ricordare che uno degli asset di sviluppo del Piano riguardava tutto il segmento logistico, con l'obbiettivo dichiarato di una riorganizzazione della divisione competente mirata al raggiungimento di obbiettivi di efficienza ed efficacia ed al necessario recupero di quote nel mercato dei pacchi, unico segmento in costante crescita anche nel nostro paese.
L'enfasi posta nell'illustrazione del Piano sulle potenzialità di sviluppo del settore pacchi, strettamente connesso alla curva ascendente dell'e-commerce, ci ha persuasi ad affrontare, nel nostro specifico ruolo, tutto il tema riorganizzativo con un'idea di trasformazione e di sviluppo che, sola, può consentire al Gruppo Poste di non perdere la naturale vocazione ad essere vettore principale di trasporto e consegna di pacchi e corrispondenza.
Tutto questo senza dimenticare le enormi potenzialità di un Gruppo che costituisce, per sua natura e recente evoluzione, un sistema integrato già solido di servizi a cittadini e clienti ed ancora capace di implementare le enormi potenzialità di ulteriore sviluppo che la rete materiale ed immateriale in suo possesso gli consentirebbero.
In più occasioni, sia pubbliche che negoziali, abbiamo espresso la nostra opinione rispetto alla ulteriore necessità di integrazione dei servizi ed alla possibilità di sua implementazione che

mercoledì 23 dicembre 2015

Telecom Italia: Slc Cgil, permangono dubbi su strategie e tenuta dei livelli occupazionali

Ci si dice da più parti che ora occorre stare sul merito, che bisogna rincorrere certezze, serietà e verità, ovvero iniziare il confronto con Telecom per rilanciare l’azienda dopo che la si è “salvata” e dopo che si è stabilizzato il perimetro. Bene! Pronti! E con questo spirito che siamo andati al confronto tecnico sul mondo Open Acces per vedere come la nuova organizzazione sotto la divisione Wholesale si esprimerà in termini di organizzazione del lavoro.
Il pensiero della SLC‐CGIL è stato ampiamente articolato a valle dell’incontro con l’Ingegner Paggi e, purtroppo, è stato rafforzato da questa sessione “tecnica”. E si perché è apparso ancora più evidente, se ancora ce ne fosse bisogno, come le novità obbligate a Telecom per evitare le multe miliardarie stanno andando sempre di più nella direzione che avevamo denunciato già ai primi di luglio al primo incontro al MiSE: ovvero una sempre più spiccata “autonomia” degli OLO nella gestione del delivery e dell’assurance (oggi queste attività rappresentano, per dichiarazione del responsabile aziendale presente all’incontro, circa il 40% delle attività di Open Access, una loro uscita anche parziale dalle attività Telecom rappresenterebbe un bel colpo alla tenuta occupazionale di questo pezzo importante di azienda oltre che un deciso ridimensionamento ai progetti di reimpiego di personale certificato in esubero il 7 settembre). 

lunedì 1 dicembre 2014

Manifestazione nazionale con sciopero di 8 ore dei lavoratori del gruppo Burgo.

Il 28 novembre a Vicenza sono scesi in piazza in una manifestazione nazionale, i lavoratori del gruppo Burgo, storica Cartiera con oltre un secolo di vita che rappresenta ancora una realtà importante per fatturato e per numero di lavoratori impiegati. La manifestazione è nazionale in quanto coinvolge la forza lavoro di tutto il gruppo, che comprende ben 11 stabilimenti in Italia più uno in Belgio, per un totale di 4800 dipendenti.
Tra i manifestanti c'era una rappresentanza dei lavoratori della cartiera di Toscolano Maderno.
Le motivazioni: “In questi anni di crisi strutturale – scrivono in una nota Cgil, Cisl e Uil, – per l’intero settore cartario italiano, Burgo Group ha visto diminuire il proprio fatturato, pari a circa 2,3 milioni di euro nel 2013 (- 8,4 % rispetto il 2012) e mantenere quasi invariato il proprio indebitamento, fermo a poco meno di 900 milioni di euro.
Le organizzazioni sindacali e i lavoratori si sono fatti carico di rilevanti sacrifici, riducendo i salari, aumentando la flessibilità della prestazione lavorativa allo scopo di salvaguardare il posto di lavoro.
Nonostante ciò, l’azienda non ha messo in campo alcun piano industriale o iniziativa di prospettiva per invertire la propria situazione, se non procedere a tagli occupazionali. Le uniche azioni intraprese da Burgo sono la chiusura di stabilimenti e di linee produttive (tra cui ricordiamo le più recenti Mantova, Avezzano, Comecart) senza alcuna strategia condivisa con le organizzazioni sindacali e i lavoratori, negando così una prospettiva industriale volta a risanare il Gruppo e fortificarlo sui mercati”.
"Ai suoi massimi vertici, nella persona dell’amministratore delegato, signor Mattei, la Burgo ha avuto atteggiamenti e comportamenti che non solo fanno saltare il sistema di relazioni sindacali, ma mettono a rischio la tenuta industriale dello stesso Gruppo Burgo.
Alle preoccupazioni che già coinvolgono migliaia di lavoratori rispetto al loro futuro e a quello delle loro famiglie, si aggiunge, attraverso articoli apparsi su vari quotidiani di tiratura nazionale, l’esistenza di un progetto di riassetto finanziario del Gruppo, concordato con le banche, che potrebbe riguardare possibili fusioni con soggetti esteri o dismissioni di stabilimenti, scaricando così, ancora una volta sui lavoratori e sulle loro famiglie, i costi del risanamento”.
L’iniziativa dello sciopero ha lo scopo di far sì che il tavolo presso il Ministero dello Sviluppo Economico si riveli uno strumento efficace per discutere e concordare un piano industriale teso al rilancio del Gruppo valutandone, al contempo, le eventuali ricadute in termini occupazionali.

venerdì 3 ottobre 2014

Editoria: sindacati, per cartiere Burgo necessario piano industriale. Grave assenza dell’AD a incontro Mise

Le Segreterie Nazionali Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil reputano molto grave l’assenza al tavolo preso il Mise dell’Amministratore Delegato di Burgo, Paolo Mattei.” 
Lo annuncia una nota unitaria.
La vertenza è in una fase cruciale e riteniamo del tutto insufficienti le risposte date fino ad ora, considerandole più come un voler prendere tempo che una reale volontà di riconversione del sito per la produzione di carta per cartone o cartoncino bianco.  
E’ necessario riavviare la macchina continua per la produzione in via sperimentale delle sopracitate carte: azione che permetterebbe da un lato di mantenere in efficienza produttiva la macchina continua e dall’altro creerebbe le condizioni reali per una possibile intesa di Burgo per la produzione in partnership con altri soggetti industriali o per la vendita del sito a produttori del comparto.”
Riteniamo altresì che il gruppo Burgo debba presentare chiaramente il proprio piano industriale per i prossimi quattro anni, per il dovuto rispetto dei lavoratori delle varie sedi del gruppo: giudichiamo inappropriato apprendere dai media le dichiarazioni dell’A.D. – conclude la nota. Si è pertanto concordato con il Mise di organizzare un nuovo incontro cui dovranno partecipare oltre che l’ A.D. Paolo Mattei anche la famiglia Marchi.”