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giovedì 27 gennaio 2022

TIM, comunicato unitario sull'incontro con l'a.d. Labriola

Incontro tra Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil e l'amministratore delegato Labriola. Quale assetto industriale, quale il futuro della rete veloce e quale quello dei dipendenti? Nessun dubbio è stato sciolto.

“Il primo incontro con il nuovo ad di Tim non ha sciolto alcuno dei forti dubbi”. Così una nota delle segreterie sindacali al termine dell’incontro che le ha lasciate assai perplesse soprattutto per il destino dei lavoratori e delle lavoratrici. “Ad oggi, non è stata decisa alcuna strada precisa, a partire da quella dello scorporo”. Prosegue la nota, che continua: “Non riteniamo sia esagerato paventare un finale molto simile a quello che ha coinvolto Alitalia. Un gruppo industriale che oggi occupa circa 43.000 lavoratrici e lavoratori, in una operazione di spezzatino, inevitabilmente andrebbe a causare migliaia di esuberi che il Paese non può permettersi, e che noi con forza intendiamo scongiurare. La nostra posizione non è contraria a logiche di mercato che favoriscano una concorrenza leale sulla qualità dei servizi erogati alla cittadinanza, ma qualunque scelta va fatta scongiurando drammi occupazionali, e la definitiva uscita dello Stato da un settore strategico sia sul piano nazionale che su quello continentale, tutto questo nell’interesse primario dello sviluppo tecnologico e sociale del nostro Paese”.

Qui il comunicato completo

venerdì 14 dicembre 2018

Tim: Comunicato unitario su incontro del 13 dicembre

Nella giornata del 13 dicembre, è proseguito il confronto tra TIM, le Segreterie Nazionali SLC-CGIL, FISTEL-CISL, UILCOM-UIL e il Coordinamento Nazionale delle RSU sul tema ferie e permessi retribuiti (ef).Nella giornata del 13 dicembre, è proseguito il confronto tra TIM, le Segreterie Nazionali SLC-CGIL, FISTEL-CISL, UILCOM-UIL e il Coordinamento Nazionale delle RSU sul tema ferie e permessi retribuiti (ef).Il confronto, anche in virtù di quanto emerso dai lavori della commissione tecnica, ha potuto acquisire alcuni avanzamenti.Permangono tuttavia delle criticità che, se non superate, rischiano di compromettere l’esito della trattativa.Le organizzazioni sindacali confederali insieme al coordinamento, hanno sottolineato l’importanza di giungere ad una soluzione condivisa sulla tematica oggetto del confronto.L’azienda si è riservata ulteriori approfondimenti in merito.Resta inteso che in caso di non convergenza degli intenti, saranno valutate le eventuali iniziative da assumere.

Le Segreterie NazionaliL SLC CGIL - FISTEL CISL - UILCOM UIL

giovedì 22 novembre 2018

Tlc: il settore richiede interventi e strategie urgenti

Nota unitaria delle segreterie nazionali dei sindacati di categoria Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil su Tim, filiera Tlc e call center.
Gruppo TIM
A distanza di 18 anni dalla privatizzazione di Telecom Italia, il risultato che viene consegnato al nostro Paese è un impietoso bilancio negativo. Da un’azienda tra i maggiori player mondiali del settore, presente in diversi continenti e con una avanzata capacità tecnologica, economicamente sana e adeguatamente capitalizzata, siamo passati ad un’azienda concentrata solo sull’Italia e sul Brasile, con un fatturato attuale (circa 19,8 Mld) sensibilmente più basso di allora (circa 23 Mld), fortemente indebitata (circa 25,3 Mld), con minori investimenti e con decine di migliaia di dipendenti in meno.
SLC CGIL – FISTEL CISL e UILCOM UIL, di fronte alla caotica situazione della gestione del Gruppo ed il contestuale emergere di “voci” su presunti progetti di “spezzatino”, ribadiscono la loro totale contrarietà al riguardo e la contestuale necessità di difendere il patrimonio industriale, occupazionale e professionale dell’intero perimetro del Gruppo TIM in Italia, della sua Rete, dei suoi Asset anche a seguito di eventuali operazioni industriali e societarie che potrebbero determinarsi.
Va inoltre ancora una volta ricordato che, in tema di scorporo societario della rete TLC dell’ex monopolista, non vi è nessun esempio in Europa e pochissimi isolati casi nel mondo; il progetto di societarizzazione della Rete che TIM sta avviando deve prevedere il riassorbimento sotto un’unica entità anche di Open Fiber ed il suo mantenimento entro il perimetro del Gruppo per evitare che

venerdì 16 novembre 2018

Tim: Confermare reggenza Presidente e aprire confronto

Il lungo conflitto tra i maggiori azionisti di TIM, culminato con la rimozione dell’AD, conferma una condizione di profonda instabilità nell’assetto proprietario che da tempo è uno dei mali oscuri che stanno affossando la Società”, così dichiarano in una nota congiunta i segretari generali dei sindacati di categoria, Fabrizio Solari Slc Cgil, Vito Vitale Fistel Cisl e Salvo Ugliarolo Uilcom Uil.
Qualsivoglia soluzione deve partire dallo scioglimento di questo nodo: non serve un nuovo AD appeso alle carte bollate o agli umori di qualche azionista in possesso dello zero virgola del capitale.”
Il CdA annunciato per domenica – proseguono i dirigenti sindacali – difficilmente potrà indicare una soluzione duratura. In queste condizioni è forse opportuno confermare la reggenza del Presidente e aprire rapidamente un confronto con tutti gli attori, sotto la regia del Governo e con al centro l’interesse superiore del Paese, capace di indicare finalmente una prospettiva di consolidamento e di crescita che tuteli innanzitutto l’occupazione.”

giovedì 15 novembre 2018

Tlc: 22 novembre presidio al Mise di lavoratori Tim e filiera Tlc

Gli ultimi mesi stanno delineando un quadro estremamente preoccupante per l’intera filiera delle TLC nel nostro Paese: la situazione di totale sbando in cui versa il gruppo Tim, gli effetti di scelte regolatorie sbagliate che hanno prodotto una caduta della marginalità delle Telco, una gara per l’assegnazione delle frequenze 5G che ha visto un esborso complessivo di 6,6 Mld rispetto ai 2,5 Mld previsti con il serio rischio di conseguenze negative sui tempi di attuazione del 5G e sull’indotto, la continua compressione dei prezzi che colpisce l’intero settore dei customer care (call center) che sottopone le/i lavoratrici/lavoratori a continui ricatti occupazionali.” Così una nota congiunta delle segreterie nazionali Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil che organizzano per giovedì 22 novembre il presidio dei lavoratori di Tim e del settore Tlc di fronte al Mise.
E’ in gioco il futuro del gruppo Tim che, nonostante le scelte scellerate di cui è stata vittima dalla sua privatizzazione ad oggi, resta il più grande soggetto industriale nel settore TLC nonché uno dei driver fondamentali per lo sviluppo infrastrutturale del nostro Paese, che dà occupazione a circa 100.000 dipendenti (50.000 diretti ed altrettanti nel suo vasto indotto). Le Segreterie Nazionali SLC CGIL – FISTEL CISL- UILCOM UIL ribadiscono la loro totale contrarietà rispetto a presunti progetti di “spezzatino” e la contestuale necessità di difendere il patrimonio industriale e professionale dell’intero perimetro del Gruppo TIM in Italia, della sua Rete, dei suoi Assets anche a

mercoledì 14 novembre 2018

Tim: azienda rischia il capolinea

Nel 1997, l’ultimo anno della gestione pubblica, l’allora Telecom era tra le prime cinque aziende del settore nel mondo.
Sviluppava un fatturato di circa 23 miliardi, i debiti stavano entro gli 8 miliardi, gli investimenti ammontavano a circa 6,5 miliardi l’anno e i dipendenti erano oltre 120.000. Economicamente sana, adeguatamente capitalizzata e fortemente presente all’estero l’azienda era perfettamente in grado di
affrontare la sfida della globalizzazione.
Vent’anni dopo, grazie all’intervento dei privati, l’attuale Tim fattura poco più di 19 miliardi, ha circa 30 miliardi di debiti, investe poco più di 3 miliardi, occupa circa 45.000 dipendenti e le partecipazioni estere si sono ridotte alla sola realtà brasiliana (Tim Brasil).
I numeri raccontano di un lento ma costante processo di scarnificazione che ha impoverito l’azienda, il lavoro e il Paese. 
Già 10 anni fa Eugenio Scalfari scriveva: “…l’azienda ha avuto la sventura di diventare preda di un capitalismo straccione, più attento a spolpare il grasso che ad investire in prodotti e tecnologie”.
Ora quel processo è sostanzialmente compiuto e del possente maniero non è rimasto che qualche arredo di pregio.
Il degno coronamento dell’impresa pare essere anziché alienare in blocco quel che è rimasto, trarre

martedì 13 novembre 2018

Tim: avvio confronto sul 2° livello di contrattazione

Il giorno 8 novembre si e’ tenuto il primo incontro tra la direzione aziendale di TIM e le Segreterie Nazionali di SLC – FISTel – UILCOM con le rispettive RSU, per l’avvio della trattativa sulla Piattaforma di secondo livello.
Un inizio di confronto che è avvenuto a seguito di un importante percorso democratico che ha visto oltre 10.000 lavoratrici/lavoratori partecipare in centinaia di assemblee, effettuate sui posti di lavoro in tutta Italia, alla presentazione della piattaforma approvata da oltre il 90% dei partecipanti.
L’incontro è iniziato con una esposizione aziendale sulla nuova rete di quinta generazione 5G, che sostanzialmente ha indicato che:
– queste reti, al di la delle sperimentazioni in corso, arriveranno ufficialmente a partire dal 2020 e permetteranno di collegare milioni di dispositivi in tutto il mondo ad alta velocità e con bassa latenza, permettendo la realizzazione di progetti avanzati come le auto connesse, l’Internet of Things, le Smart City e le Smart Home di nuova generazione. Il rollout sarà progressivo e le vere implementazioni su larga scala arriveranno, però, solamente negli anni successivi.
Per la parte economica le scelte effettuate, che sono state decise tramite uno studio realizzato da un gruppo specifico aziendale e confermate da una consulenza esterna, vedono un esborso dell’ordine di circa 2,5 miliardi di euro per l’asta delle frequenze, che aumenta la pressione su di un’azienda già

venerdì 9 novembre 2018

Tim: convocazione Di Maio 22 novembre. Presidio sospeso

Ieri è pervenuta la convocazione da parte del Ministro dello Sviluppo Economico per giovedì 22 novembre” per discutere del futuro di Tim, annuncia una nota delle segreterie nazionali di Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil.
“Pur permanendo gli elementi di forte preoccupazione sul futuro del Gruppo TIM denunciati, le Segreterie Nazionali decidono di sospendere il presidio del 21 novembre, rinviando valutazioni e conseguenti decisioni più complete  dopo l’esito dell’incontro con il Ministro, sulla base delle quali saranno valutate le relative decisioni.”

giovedì 8 novembre 2018

Tim: presidio al Mise contro rischio scorporo ed esuberi

A distanza di 18 anni dalla privatizzazione di Telecom Italia il risultato per il nostro Paese è un impietoso bilancio negativo che descrive un’azienda fortemente impoverita. Gli ultimi mesi ci hanno poi consegnato uno scenario straordinariamente preoccupante con l’emersione di migliaia di potenziali esuberi gestiti senza effetti traumatici grazie ad un importante accordo di tenuta, realizzato dal sindacato confederale utilizzando i “Contratti di solidarietà” sottoscritti al Ministero del Lavoro l’11 Giugno 2018, il tutto mentre si consuma una battaglia per il controllo dell’attuale Gruppo TIM tra due azionisti (VIVENDI ed ELLIOT) che prosegue ormai da mesi e che non accenna a placarsi.” Inizia così la nota unitaria delle segreterie nazionali SLC CGIL,  FISTEL CISL, UILCOM UIL.
In questo contesto estremamente complesso le Segreterie Nazionali di SLC CGIL – FISTEL CISL – UILCOM UIL hanno salutato con favore la decisione di Cassa Depositi Prestiti (CDP) di entrare nel capitale sociale di TIM, atto al quale non ha tuttavia corrisposto la indispensabile chiarezza sul futuro dell’azienda. I sindacati confederali di categoria  hanno più volte denunciato il sostanziale immobilismo che caratterizza l’attuale situazione aziendale ed il contestuale emergere di “voci” su presunti progetti di “spezzatino” ribadendo la loro totale contrarietà al riguardo e la contestuale necessità di difendere il patrimonio industriale e professionale dell’intero perimetro del “Gruppo TIM” in Italia, della sua Rete, dei suoi Assets anche a seguito di eventuali operazioni industriali e societarie che

mercoledì 10 ottobre 2018

Tim: comunicato unitario sul futuro dei negozi sociali

In data 9 Ottobre 2018 a Roma si è svolto un incontro tra le Segreterie Nazionali SLC CGIL, FISTel CISL, UILCOM UIL richiesto con urgenza dalle Organizzazioni sindacali Confederali a seguito di molteplici indiscrezioni sulla cessione dei NEGOZI SOCIALI.
La direzione aziendale di TIM a fronte di queste sollecitazioni in data odierna ha provveduto ad illustrare quanto accadrà nei Negozi Sociali.
Il progetto che verrà realizzato prevede un modello operativo di vendita diverso rispetto all’attuale portando ad un evoluzione dello stesso attraverso il passaggio dei 21 negozi diretti TIM alla Società 4G RETAIL di proprietà al 100% di TIM.
Ad oggi 4G RETAIL ha una rete commerciale di 227 negozi ai quali si aggiungono 380 negozi con contratto franchising e circa 3.500 rivenditori in qualità di dealer .
La rete di vendita di TIM (fisica e di tipo indiretto) dovrà necessariamente passare attraverso un miglioramento di gestione della clientela anche da un punto di vista digitale, con un aumento delle competenze, cercando di acquisire il cliente dal momento che entra anche nel mondo “internet” considerando che gli operatori di TLC concorrenti non hanno una omogeneità del canale di vendita a differenza di TIM.
Entrando dettagliatamente nel progetto le 187 persone impiegate attualmente nei 21 negozi sociali diretti rimarranno dipendenti TIM ma saranno ricollocate, in linea di massima, verso due figure

martedì 12 giugno 2018

Tim: Accordi su solidarietà, prepensionamenti e esodi incentivati

Nella tarda notte di lunedì 11 giugno, presso il Ministero del Lavoro, è stato sottoscritto un accordo tra SLC CGIL – FISTEL CISL – UILCOM UIL e TIM s.p.a. sulla procedura di legge attivata da TIM per la richiesta di CIGS per 29.736 lavoratori e nella quale venivano indicati 4.500 esuberi strutturali. L’intesa, sottoscritta anche da una larga maggioranza dei componenti del Coordinamento RSU, prevede:
  • Il ricorso, a partire dal 19 giugno 2018, al Contratto di Solidarietà difensivo anziché della CIGS, per 29.546 lavoratori e per un massimo di 12 mesi, escludendo al contempo ogni possibilità di ricorso a licenziamenti per le eccedenze dichiarate, prevedendo per gli stessi la gestione unicamente con strumenti non traumatici, a partire dal ricorso ai così detti “prepensionamenti” (art. 4 Legge 92/2012 “Fornero”) per la gestione degli stessi.
  • l’impegno alla luce del dichiarato intendimento di societarizzazione della rete che ciò non comporterà una ridefinizione del perimetro del Gruppo TIM e la conferma di investimenti per 9 Mld di euro in Italia nell’arco del Piano (2018-2020), con un forte incremento rispetto alla media del valore degli stessi nel biennio precedente.
  • Sul versante degli appalti il richiamo a garantire nella loro gestione, oltre alla qualità dei servizi resi ai clienti, la sostenibilità sociale ed a partire dal prossimo mese di settembre confronti specifici sulle linee e gli indirizzi strategici in materia di appalti.
  • La condivisione dell’esigenza di pervenire a una disciplina del II livello di contrattazione, che superando l’attuale regolamento aziendale, definisca un nuovo contratto di II livello sanando il vulnus costituito dalla disdetta aziendale del secondo livello di contrattazione. A tale riguardo si prevede che dal 1 gennaio 2019 vengano riconosciute due giornate di ferie

martedì 5 giugno 2018

Tim: sindacati scrivono a Ministro Di Maio

I Segretari generali di Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil hanno scritto al ministro Di Maio sulla vertenza Tim, aperta dopo la richiesta di cigs ed esuberi da parte dell’azienda. Di seguito e da scaricare, il testo della lettera.

Egregio Ministro,
come Lei saprà, le scriventi OO.SS. sono impegnate al tavolo del Ministero del Lavoro per discutere della procedura di legge relativa alla CIGS – per riorganizzazione – aperta dall’azienda in data 17 maggio 2018 per 29736 lavoratori, evidenziando inoltre, che alla fine della stessa continueranno a persistere 4500 esuberi.
Inoltre le OO.SS. hanno più volte espresso inquietudine circa gli esiti finali del Piano Industriale, soprattutto a causa di ampi margini di incertezza sulla stabilita della Governance aziendale. Su questi temi vale la nota già inviata a tutti i Gruppi Parlamentari che alleghiamo alla presente.
La procedura scade il giorno 11 giugno 2018 al termine dei 25 giorni previsti dalla legge e il prossimo incontro in sede ministeriale è calendarizzato per il giorno 8 Giugno p.v.
Alla luce delle dichiarazioni da Lei rilasciate e degli obiettivi del programma di Governo, che prevede tra l’altro la riforma della legge Fornero e di conseguenza l’anticipo, in questo caso, del pensionamento per qualche migliaio di lavoratori, le OO.SS. Le chiedono un incontro per informarla sulla situazione aziendale e per ascoltare le Sue valutazioni sugli eventuali strumenti che possono essere utili alla risoluzione positiva della vertenza.
Le OO.SS. già nel precedente incontro, in assenza del Governo, hanno dichiarato la contrarietà alla CIGS chiedendo in alternativa l’utilizzo dell’art. 24 del dlgs 148/2015 (CDS) e prepensionamenti con l’art.4 legge Fornero che prevede oneri a carico dell’azienda e l’assorbimento totale degli esuberi. E’ chiaro che, se come ci auguriamo, il Governo si appresta alla rivisitazione della legge Fornero possiamo immaginare che possano cambiare tutti gli scenari fino ad oggi discussi ed anche la tipologia degli strumenti utilizzabili previsti dall’attuale legislazione.
L’occasione dell’incontro sarebbe utile anche per esprimerLe le nostre considerazioni su Tim anche alla luce dell’ingresso di Cassa Depositi e Prestiti all’interno dell’azionariato.

giovedì 31 maggio 2018

Tim: Comunicato Unitario Procedura CIGS secondo Incontro Ministero del Lavoro 31/05/2018

Nella giornata odierna si è svolto il secondo incontro a Roma, presso il Ministero del Lavoro, nell’ambito della procedura di legge che TIM ha attivato per accedere ad una CIGS da applicare a 29.736 lavoratori evidenziando al termine della stessa il persistere di 4.500 esuberi strutturali.
SLC CGIL – FISTEL CISL – UILCOM UIL congiuntamente con le loro RSU del coordinamento nazionale hanno confermato la netta contrarietà a tale misura ribadendo quanto già affermato nel corso dell’incontro del 24 maggio u.s. ovvero che un confronto proficuo, obiettivo verso il quale sono fortemente impegnate, non può prescindere da:
chiarezza sul vero oggetto della procedura, “il ricorso ad ammortizzatori sociali o 4500 licenziamenti tra 12 mesi”, ferma restando in tal caso la totale contrarietà a qualsiasi ipotesi di licenziamento;
chiarezza e garanzie sulla tenuta del perimetro e della base occupazionale del gruppo, non potendo separare qualsiasi discussione sull’eventuale ricorso ad ammortizzatori sociali da necessarie certezze sul futuro industriale ed occupazionale di TIM ribadendo a tale proposito la necessità di un pieno coinvolgimento del MISE, inspiegabilmente assente.
necessità di ripristinare condizioni economicamente sostenibili per l’insieme delle attività affidate in appalto che evitino contraccolpi occupazionali;
ricomposizione di un quadro relazionale tra le parti ad oggi fortemente compromesso dal permanere del vulnus costituito dalla disdetta del secondo livello di contrattazione unilateralmente

giovedì 17 maggio 2018

Tim: Cigs forzatura unilaterale

L’avvio da parte di TIM della procedura di CIGS per riorganizzazione per 29.736 lavoratori è l’ulteriore atto di forzatura unilaterale messo in atto dall’azienda.
Una scelta sbagliata che, oltre a non aiutare a risolvere gli indubbi problemi che vi sono, alimenta un clima di lacerazione con i lavoratori, l’esatto opposto di quello che sarebbe utile per superare le difficoltà indotte da uno scenario difficile e complesso quale è quello in cui si trova a doversi misurare TIM.
Lo scenario di trasformazione digitale impone un necessario cambiamento di TIM, in questo senso il progetto DIGiTIM è una necessità sulla quale però gravano drammaticamente i colpevoli ritardi e gli errori commessi negli ultimi anni (cambio di tre A.D.) durante i quali sono stati ripetutamente anteposti gli interessi a breve termine degli azionisti a scapito della capacità di innovazione compromettendo in tal modo il futuro industriale dell’azienda.
Il futuro di TIM riguarda tutto il paese, deve coinvolgere le istituzioni e la politica nel suo complesso e non può essere fondato su modalità unilaterali che non risolvono i problemi ed alimentano lacerazioni e conflitto e su strategie che antepongono alla prospettiva industriale dell’azienda l’utilizzo improprio di strumenti per esclusive finalità di risparmio nel brevissimo periodo.
SLC CGIL FISTEL CISL UILCOM UIL respingono in maniera netta questa scelta da parte di TIM.
Occorre ora riaprire un confronto che affronti e risolva positivamente tutto l’insieme delle questioni presenti e riconsegni un clima di ordinarietà delle relazioni sindacali tale da superare il metodo degli atti unilaterali che ha negativamente caratterizzato quest’ultimo periodo.

giovedì 15 marzo 2018

Tim: Comunicato unitario su incontro piano industriale

Il giorno 13 marzo 2018 a Roma si è svolta la riunione tra il Coordinamento Nazionale RSU, le Segreterie Nazionali SLC-CGIL, FISTel-CISL, UILCOM-UIL e la Direzione aziendale per la presentazione del PIANO INDUSTRIALE 2018-2020.
L’azienda ha inizialmente illustrato sinteticamente il nuovo Piano denominato “ DigiTIM “ approvato all’unanimità dal CDA dal quale emerge l’individuazione, attraverso la digitalizzazione dei processi ed il rafforzamento degli obiettivi di qualità ed innovazione, delle direttrici su cui costruire un futuro di crescita e rafforzamento di TIM.
Il tutto in un contesto che, pur riscontrando risultati economici nel 2017 leggermente positivi in termini di ricavi, è caratterizzato da una crescente competizione (vedi OPEN FIBER, ILIAD, etc) con la conseguente compressione dei margini nelle attività tradizionali.
Situazione che impone a TIM, la ricerca di una maggiore integrazione tra HW e SW dove questi ultimi acquisiscono una funzione molto più rilevante rispetto a logiche del passato, una accelerazione sui servizi a valore aggiunto, un innovativo utilizzo dell’intelligenza artificiale e più rilevanti profitti legati ad un importante aumento del traffico sulle reti.
In merito agli investimenti, TIM nell’arco di piano indica una flessione degli stessi che passano da una quota pari a circa il 25% del fatturato a circa il 19%, investimenti pari a 9 miliardi di euro.
TIM, attraverso un Programma di decommissioning, assieme ad una mappatura e digitalizzazione dei

martedì 13 marzo 2018

Tim, l'azienda conferma 6500 esuberi . I sindacati: "Pronti alla mobilitazione"

Nessun passo indietro. La Tim conferma 6.500 esuberi strutturali, anticipato all'inizio dell'anno, e in assenza di un accordo con i sindacati procederà unilateralmente alla cassa integrazione straordinaria. E' quanto emerso nel corso dell'incontro tra direzione del personale del gruppo e le organizzazioni sindacali. 
I rappresentanti dei lavoratori non intendono accettare la proposta in assenza di un quadro chiaro della situazione aziendale e politica e hanno pertanto chiesto di attendere l'esito dell'assemblea degli azionisti del 24 aprile sperando che per quella data si sia insediato il nuovo governo in modo da conoscere la posizione dell'esecutivo sull'esercizio del golden power.
"L'azienda - riferisce Luciano Savant, segretario nazionale della Uilcom - ci ha riproposto il piano di 6.500 esuberi con 2.500 esodi incentivati e 4.000 prepensionamenti oltre al ricorso alla cosiddetta 'solidarieta' espansivà di 20 minuti al giorno finalizzata all'assunzione di 2.000 lavoratori. Secondo noi una richiesta del genere non può essere presa in considerazione senza un quadro di riferimento chiaro sul perimetro aziendale (alla luce dello scorporo della rete, n.d.r.), sugli assetti azionari e sulla posizione del Governo. Per questo abbiamo chiesto di attendere l'esito dell'assemblea degli azionisti (prevista per il 24 aprile) e la formazione del nuovo Governo.
Tim - ha aggiunto Savant - si è detta pronta a concedere qualche settimana dopo di che

lunedì 5 marzo 2018

Tim: su appalti atto di prepotenza ingiustificato

Sulle politiche degli appalti, TIM ha avviato un taglio dei costi che coinvolge tutti i fornitori, mettendo in discussione l’insieme della filiera e la stessa sostenibilità industriale dell’azienda – così denunciano in una nota congiunta le segreterie nazionali di Slc Cgil – Fistel Cisl – Uilcom Uil.
L’ex AD di TIM Cattaneo, immediatamente dopo la nomina, realizzò un consistente taglio dei costi per circa 1 miliardo di euro verso i fornitori per raggiungere gli obiettivi di risparmio del piano 2016 – 2018, con la promessa di consolidare i volumi e stabilizzare i prezzi delle commesse.
I cambiamenti di politica industriale, rispetto a queste dinamiche applicate dall’azienda, sempre di più sono orientati non alla competizione e al rilancio dei nuovi servizi con il potenziamento della infrastruttura di fibra, ma alla creazione di operazioni finanziarie per sostenere il titolo a partire dal taglio dei costi, tornati al centro delle strategie dell’azienda.
In questi ultimi mesi TIM è praticamente ferma sugli investimenti, sulle strategie industriali, sul rilancio del business e registra un peggioramento dei ricavi: l’attenzione si è spostata sulla divisione del perimetro aziendale (societarizzazione della Rete), taglio degli organici, ulteriore riduzione dei costi industriali e blocco dei pagamenti ai fornitori, come ritorsione all’indisponibilità a rivedere i costi delle commesse dopo la lettera a loro inviata nella quale si chiede un taglio lineare tra il 10% ed il 20%.
Sulle politiche industriali, dopo il CDA del 6 Marzo, si avvierà un confronto tra l’azienda e le

venerdì 23 febbraio 2018

Tim: “sconto” sugli appalti mette in crisi filiera e stessa TIM

Il Gruppo TIM sta chiedendo alle società che svolgono servizi in appalto uno “sconto” sui prezzi avente come obiettivo un “taglio lineare” complessivo dei costi tra il 10% ed il 20%. I servizi in questione riguardano l’ambito della rete, del customer care e di facility.” Lo annuncia una nota congiunta di Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil.
“Riteniamo che questa scelta sia sbagliata e preoccupante, poiché è facilmente immaginabile come questo possa avere delle gravi ricadute sia da un punto di vista occupazionale nell’indotto che nella qualità delle prestazioni erogate ai clienti nonché sulle stesse condizioni di lavoro in TIM.”
Le Segreterie Nazionali di SLC CGIL, FISTeL CISL – UILCOM UIL – prosegue la nota – vedono in questa scelta di TIM, il procedere in una direzione completamente diversa da quanto fatto in questi ultimi mesi dalle OO.SS. insieme ad Asstel e alle Istituzioni nella direzione di consolidare la filiera delle TLC anche attraverso una corretta applicazione dei costi contrattuali.”
“Non si capisce infatti come uno “sconto” del 20% dei costi possa essere chiesto pochi giorni dopo l’applicazione degli aumenti previsti dal CCNL TLC siglato a novembre 2017, senza che questo significhi scaricare sulle aziende che per TIM lavorano in appalto il costo di quell’aumento.”
Le Segreterie Nazionali di SLC CGIL, FISTeL CISL e UILCOM UIL chiedono a TIM di

lunedì 12 febbraio 2018

Tim: coinvolgere Governo e parti sociali

Nel tardo pomeriggio di lunedì 12 febbraio, si è tenuto il previsto incontro tra le Segreterie Nazionali SLC-CGIL FISTEL-CISL UILCOM-UIL e l’Amministratore Delegato di Tim.”
“Nell’incontro, richiesto dalle OO.SS., l’AD Genish, rispetto alle preoccupazioni espresse dalle organizzazioni sindacali confederali sul futuro dell’azienda ed in particolare della rete, ha dichiarato che gli interessi primari di Tim sono la creazione di valore in un percorso sostenibile di crescita con al centro il cliente – così una nota unitaria delle Segreterie Nazionali SLC-CGIL FISTEL-CISL UILCOM-UIL.
In questo ambito, il modello di separazione della rete, mediante un progetto di societarizzazione, ovvero in una società detenuta al 100% da Tim, risponde, secondo l’AD, ad una finalità tecnica per assicurare la piena equivalenza di accesso, cioè la neutralità della rete, ritenendo questo progetto di natura squisitamente tecnico-normativo e non di tipo finanziario, con Agcom quale unico interlocutore fermo restando la necessaria informativa al Governo.”
Sul tema degli appalti e più specificamente sulle problematiche conseguenti all’iniziativa di tagli lineari richiesti ai fornitori, l’AD ha dichiarato che il tutto è finalizzato a conseguire l’equità dei prezzi applicati a Tim dai fornitori.”
“Le Organizzazioni sindacali – termina la nota – preso atto delle dichiarazioni dell’AD, hanno ribadito come il futuro di Tim e nella fattispecie della rete, data la sua rilevanza, debba necessariamente vedere il coinvolgimento pieno del Governo e delle parti sociali, e non possa pertanto essere derubricato a questione unicamente tecnico-regolamentare (Agcom), confermando le proprie preoccupazioni al riguardo.
Preoccupazioni e perplessità che i sindacati hanno esteso anche alle problematiche conseguenti al contenuto ed alle modalità di “tagli lineari” ai costi delle forniture che rischiano di produrre pesanti riflessi produttivi ed occupazionali nell’indotto.”