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lunedì 21 settembre 2020

Giornata Internazionale della Pace 2020: Cgil, Cisl e Uil, pace è partecipazione

La Pace è partecipazione. Partecipare attivamente alla costruzione di un futuro basato su un differente modello culturale, sociale, economico, volto al rispetto dell’altro, della dignità umana, della giustizia e dell’uguaglianza”. Con queste parole Cgil, Cisl e Uil condividono il tema scelto dalle Nazioni Unite per la Giornata Internazionale della Pace 2020, “Shaping Peace Together”, che ricorre oggi, 21 settembre.

Il mondo di oggi – continuano i sindacati confederali – conta oltre 350 conflitti, più di 20 guerre con quasi 3 milioni e mezzo di morti, decine di migliaia di sfollati, un fenomeno migratorio inarrestabile ed una ripresa della corsa agli armamenti. La complessità delle crisi, alcune delle quali inasprite dalla pandemia richiede, oggi più che mai, un rinnovato impegno e una decisa responsabilizzazione nelle scelte che le istituzioni sovranazionali e nazionali sono chiamate a compiere”.

Per Cgil, Cisl e Uil “multilateralismo, dialogo e solidarietà sono i fattori che dovrebbero orientare l’azione dei Governi e contribuire alla risoluzione dei conflitti e al mantenimento della pace. Fattori apparentemente assopiti ma che richiamiamo con forza e decisione”.

“Il Sindacato Confederale – concludono – non ha mai abbandonato questo orizzonte di pace nella propria visione di società ed è pronto a compiere un importante sforzo in questa direzione”.

Fonte: Ufficio stampa Cgil

sabato 10 giugno 2017

Ambiente: Cgil, Cisl, Uil, partire da accordo Parigi e Agenda 2030 per ‘giusta transizione’

Non vi sono posti di lavoro su un pianeta morto”. Con questo richiamo Cgil, Cisl, Uil, e i sindacati europei e internazionali hanno presentato quest’oggi a Bologna, in occasione del G7 ambiente, una dichiarazione unitaria sui temi dello sviluppo sostenibile.
La strada indicata dai sindacati ai governi è quella di “partire dalla conferma e dall’attuazione dell’accordo di Parigi e dagli obiettivi dell’Agenda 2030 per promuovere uno slancio a favore della trasformazione industriale ed economica verso un’economia rispettosa dell’ambiente, che garantisca occupazione dignitosa per tutti e sia socialmente inclusiva”.
Nel documento i sindacati chiedono ai paesi del G7, che “dovranno assumere un ruolo guida rispetto agli altri governi” nel percorso verso una “giusta transizione”, di intraprendere azioni specifiche.
Innanzitutto è necessario “garantire che i contributi determinati a livello nazionale (NDC) rispettino l’obiettivo globale di emissioni, per evitare un aumento di temperatura oltre i 2°C”, e “rafforzare le priorità ambientali e climatiche nei bilanci dei paesi e nella cooperazione internazionale”.
È importante – si legge nella dichiarazione sindacale – avviare un dialogo tra Istituzioni, sindacati e datori di lavoro sui mezzi atti a garantire una giusta transizione per i lavoratori e le comunità, compreso il sostegno alla creazione di fondi per conseguire obiettivi climatici più

giovedì 25 giugno 2015

"La scuola che cambia il Paese": chi mette la fiducia sulla scuola non ha fiducia nella scuola

La fiducia posta per far passare il DDL sulla scuola evidenzia tutta la debolezza della proposta del governo e tutta la forza della protesta che il mondo della scuola ha messo in campo.
La scelta della fiducia, dopo mesi di messaggi pubblicitari sul dialogo e il confronto, è grave e irresponsabile, aumenta le distanze con il mondo dell'istruzione e il Paese, e determina una forzatura istituzionale.
Il voto parlamentare di fiducia non ha alcuna legittimazione d'urgenza in quanto le assunzioni – su cui c'era accordo - vengono in gran parte rinviate di un anno, e i provvedimenti sui temi che invece
richiedono di aprire un'ampia discussione vengono applicati subito.
Le 32 associazioni che hanno condiviso l'appello "La scuola che cambia il paese" hanno proposto modifiche costruttive senza pregiudiziali, ma non vi è stato reale ascolto e l'aver scavalcato il dibattito in commissione ha impedito qualunque cambiamento condiviso.
Lo stesso governo aveva riconosciuto la necessità di ridiscutere il provvedimento insieme al mondo della scuola. Riteniamo sbagliato questo passo indietro dal momento che il maxiemendamento non valorizza le proposte della scuola.
Abbiamo discusso da subito il merito delle proposte contenute nella legge, distanti da bisogni reali del mondo dell'istruzione e dai diritti di tutti coloro che nella scuola lavorano, studiano e partecipano.
Il disegno di legge, invece di occuparsi della lotta alle disuguaglianze, riduce le possibilità di

martedì 7 ottobre 2014

Lavoro: Cgil, l'intervento di Susanna Camusso oggi al vertice sindacale europeo

Roma, 6 ottobre – Di seguito l'intervento del segretario generale della Cgil, Susanna Camusso,  in apertura del vertice sindacale europeo che si è tenuto a Roma presso la sede della Cgil Nazionale il 6 ottobre..

Care compagne e cari compagni, care amiche e cari amici,
vorrei iniziare con un sentito ringraziamento alla Confederazione Europea dei Sindacati e ai Segretari e Presidenti dei sindacati europei per la loro partecipazione.
Sappiamo che molti di voi hanno sconvolto le proprie agende per poter essere qui. Vi ringraziamo e pensiamo che ancora una volta con questo appuntamento i sindacati europei e la CES dimostrino che per noi l’Europa è un’importante scommessa. La scommessa dell’Europa politica e sociale, del modello di welfare, di una crescita economica consapevole dell’innovazione, dell’ambiente, del benessere dei lavoratori.
Questo summit si è reso necessario perché, nonostante i solleciti, le richieste, le iniziative del sindacato italiano e del sindacato europeo e, immaginiamo, dopo Copenaghen, dei singoli sindacati, dei Paesi europei, nessun cenno di dialogo sociale si è manifestato dalla Presidenza italiana del Semestre.
Siamo ormai a metà del Semestre e non si è avuta nessuna possibilità di discutere l’agenda, di quali siano le priorità in tema di occupazione e lavoro.
Abbiamo ripercorso con la memoria i precedenti. Ci risulta che ce ne sia uno solo, non a caso era il periodo