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lunedì 28 ottobre 2019

Elezioni Gruppo RAI: Slc Cgil ancora primo sindacato

Con l’elezione del 34% delle RSU e del 46% degli RLS complessivi la SLC-CGIL si conferma primo sindacato nelle aziende del Gruppo RAI.
Una conferma tutt’altro che scontata che premia, prima di tutto, il lavoro fatto in questi anni complicati dalle RSU uscenti, da tutti i candidati e dalle compagne e dai compagni che, con passione e militanza, hanno quotidianamente affiancato le lavoratrici ed i lavoratori della prima Azienda culturale del Paese.
I prossimi anni saranno probabilmente anni decisivi per il futuro e lo sviluppo della RAI. La rivoluzione tecnologica che sta investendo, a livello mondiale, il mondo delle comunicazioni cambierà i modelli produttivi e le modalità di fruizione dei prodotti radiotelevisivi. La Rai non sarà immune da questi cambiamenti. Mai come ora dovremmo essere decisi nel difendere l’immenso patrimonio di professionalità presenti in azienda, ad iniziare dai prossimi appuntamenti cui saremo chiamati a breve. Il rinnovo del Contratto, la discussione sul Piano Industriale, saranno infatti due momenti centrali per disegnare il futuro prossimo della Rai, e la SLC-CGIL non potrà non giocare un ruolo centrale in questa discussione.
In una parola dovremo difendere l’importanza del servizio pubblico nel sistema radiotelevisivo italiano quale garanzia di democrazia e crescita culturale armonica di tutto il Paese. Ma per far questo dovremo anzitutto difendere l’autonomia della Rai dalla politica. Se l’azienda vuole davvero giocare

lunedì 8 aprile 2019

Europee: Landini, appello parti sociali per Europa nuova, forte, solidale e fondata su lavoro

Vogliamo un’Europa nuova, forte e solidale, fondata sul lavoro, attenta alle tematiche sociali, capace di combattere le diseguaglianze e il dumping sociale, innovativa, in grado di sostenere investimenti e innovazione. 
È questo il senso dell’appello che abbiamo firmato oggi con Confindustria”. Così il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, commenta l’appello firmato oggi da Cgil, Cisl, Uil e Confindustria.
È un richiamo – sottolinea il leader del sindacato di Corso d’Italia – che alla vigilia delle elezioni del Parlamento europeo, il mondo del lavoro e le imprese rivolgono ai cittadini italiani, alle forze politiche, alle istituzioni per cambiare, rafforzandola, l’Europa”.
Noi pensiamo – conclude Landini – di aver bisogno di più Europa, di un’Europa diversa da quella dell’austerità, lontana dai cittadini e dai lavoratori. Indichiamo un’Europa capace di dare prospettive di lavoro ai giovani, aperta al mondo, fattore di stabilità e pace, che sa accogliere. Un’Europa capace di compensare e ridurre le diversità economiche e sociali che vivono al suo interno”.
Leggi: appello per l’Europa
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

lunedì 29 gennaio 2018

Pensioni: Cgil, su previdenza evitare sia demagogia che rigore assoluto

“Affrontare il tema della previdenza in un periodo pre elettorale rischia di essere un esercizio complesso, ma fra il tracimare della demagogia e il rigore assoluto di chi non vuol vedere le macroscopiche storture dell’attuale sistema, sarebbe opportuno trovare una via d’uscita, dal momento che questo tema riguarda la vita di milioni di persone e attraversa tutte le generazioni”. È quanto dichiara il segretario confederale della Cgil Roberto Ghiselli.
“La prossima legislatura – sostiene il dirigente sindacale – dovrà mettere mano ai nodi strutturali della previdenza superando l’impianto della legge Fornero, che non è stata una riforma delle pensioni ma, impropriamente, una manovra finanziaria”. “Occorre – continua Ghiselli – ridefinire un sistema che sia flessibile, che fermi l’illimitata crescita dei requisiti per la pensione, che offra una prospettiva previdenziale ai giovani e al lavoro debole, e che riconosca il lavoro di cura e delle donne”.


Per il segretario confederale “i temi in discussione sono così profondi e radicali che richiamano la necessità di avere una visione di lungo periodo, un’idea di coesione sociale che rifugga le contrapposizioni generazionali o di altro tipo, e un senso dell’equità che sappia anche redistribuire in maniera più giusta il carico dei conti pubblici, soprattutto – conclude – nel momento in cui le disuguaglianze, anche in Italia, sono sempre più accentuate”.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

lunedì 9 novembre 2015

Birmania: Cgil, vittoria San Suu Kyi premia battaglia per democrazia e libertà

Il Nobel per la Pace
Aung San Suu Kyi
La Cgil esprime in una nota “la propria soddisfazione per l'esito delle elezioni in Birmania, esito che con l'affermazione del partito della signora Aung San Suu Kyi premia una battaglia ultra decennale contro la dittatura militare in quel Paese e per l'affermazione dei principi di democrazia e libertà”.
La lunga e coraggiosa esperienza di Aung San Suu Kyi - prosegue la Cgil - è stata una dimostrazione esemplare di grande coraggio e di ispirazione al principio della non violenza. Un’esperienza che le ha provocato l'isolamento, la privazione della libertà, l'allontanamento dagli affetti più cari”.
“Tutto ciò - aggiunge il sindacato di Corso d’Italia - non le ha impedito di continuare la propria lotta per la libertà del popolo birmano, una lotta che - dopo essere stata premiata con il Nobel per la pace ed essere diventata patrimonio della comunità internazionale - vede oggi il suo approdo con la vittoria nelle elezioni politiche in Birmania”.
La Cgil - conclude la nota - auspica che il processo di consolidamento della democrazia in Birmania continui e formula alla signora Aung San Suu Kyi i migliori auguri in questa nuova fase del suo percorso politico, nella speranza che il governo che si formerà porti risultati e conquiste per i lavoratori e i cittadini birmani”.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil