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giovedì 21 marzo 2019

Lavoro: Cgil, inizio anno non rassicurante, preoccupano crescita cig e disoccupazione

Un inizio anno non rassicurante, anzi: aumentano considerevolmente sia la cassa integrazione, in particolare quella straordinaria, che la disoccupazione. Il Governo, da troppo tempo latitante sul tema delle politiche per lo sviluppo e per la creazione di nuova occupazione, non può non prendere in esame questi dati”. È quanto dichiara la segretaria confederale della Cgil Tania Scacchetti in merito ai dati resi noti quest’oggi dall’Osservatorio Inps sulla cassa integrazione.Quanto rilevato a gennaio 2019 dall’Istituto – prosegue Scacchetti – evidenzia una crescita allarmante della disoccupazione del 13,4% su base annua” e secondo la dirigente sindacale “questo dato conferma il flop del decreto dignità poiché, in assenza di crescita, non sta determinando alcun beneficio. Ciò è dimostrabile – sottolinea – dal numero delle domande di licenziamento di dicembre, pari a 201.267, di cui il 98,5% sono state richieste di NASpI”. “A febbraio 2019 aumentano anche le ore di cassa integrazione richieste, del 91,1% su gennaio 2019 e del 25,6% su febbraio 2018. Tutti dati – aggiunge – che confermano la gravità delle condizioni generali del sistema produttivo nel nostro Paese, con il rischio non solo di una nuova fase di stagnazione, ma di un vero e proprio rallentamento”.
Per la segretaria confederale “servono quindi, come proposto unitariamente da Cgil, Cisl e Uil nella piattaforma, investimenti pubblici e privati e provvedimenti concreti che rendano le infrastrutture, materiali e immateriali, immediatamente cantierabili. Inoltre, serve attivare immediatamente un piano straordinario di assunzioni nella pubblica amministrazione e – conclude Scacchetti – rivedere l’infruttuosa pratica degli incentivi favorendo interventi urgenti che creino lavoro reale e stabile”.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

giovedì 21 gennaio 2016

Pa: Cgil e Fp, su licenziamenti tanto rumore per nulla

Tanto rumore per nulla. Dopo giorni trascorsi tra propaganda e strumentalizzazione, il governo ha prodotto un ennesimo intervento legislativo quando invece, per combattere il deprecabile fenomeno dell'assenteismo ingiustificato nella P.a., sarebbe bastato fornire alle parti datoriali, come avevamo chiesto da tempo, delle semplici e vincolanti indicazioni”. Così la Cgil e la Fp Cgil commentano il decreto legislativo della riforma Madia in materia di licenziamento varato dal Consiglio dei ministri.
In attesa di leggere i testi, infatti, - precisano in una nota confederazione e categoria - ciò che rileviamo nelle parole del premier Renzi è il passo indietro fatto dal governo dai licenziamenti alle sospensioni in 48 ore, insieme ad una stretta dei tempi e alla licenziabilità dei dirigenti. 
Cose che si sarebbero potute fare attraverso una semplice circolare interna”. Cgil e Funzione Pubblica Cgil ribadiscono inoltre che: “Licenziare nella P.a. è possibile, come le recenti decisioni assunte a Sanremo e il caso di Tolmezzo risolto in pochi giorni dimostrano, per gli assenteisti ingiustificati è doveroso, ma il governo ha preferito montare un caso mediatico ad arte, parlando alla pancia del paese. Finendo così di produrre nuove norme, invece di fornire alle parti, sindacati e Aran, indicazioni per affrontare in maniera risoluta e definitiva la questione”.
Quanto invece al provvedimento sulle società partecipate, Cgil e Fp Cgil affermano: “Il decreto, per quanto apprendiamo, presenta una inquietante analogia con la vicenda, caotica e tutt'altro che