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giovedì 27 aprile 2017

Lavoro: Cgil, dati Inps confermano che serve tutta un’altra Italia

“I dati diffusi quest’oggi dall’Inps ci danno drammaticamente ragione. Per questo serve costruire tutta un’altra Italia e il 6 maggio saremo in piazza a Roma per la manifestazione nazionale a sostegno della proposta di legge ‘Carta dei Diritti Universali del Lavoro‘, un nuovo Statuto di tutte le Lavoratrici e di tutti i Lavoratori”. Così la segretaria confederale della Cgil Tania Scacchetti.
“Il boom dei voucher registrato a marzo, una corsa all’acquisto dovuta alla prevista cancellazione di questo strumento – sottolinea la dirigente sindacale – dimostra che con l’approvazione della legge che li ha aboliti ha vinto il Lavoro, la nostra battaglia contro la precarizzazione e lo svilimento deve continuare”. “Il lavoro occasionale, così come proponiamo negli articoli 80 e 81 della Carta – aggiunge – può essere un utile strumento, ma deve avere diritti, limiti nella possibilità di utilizzo, e deve essere riconosciuto come lavoro subordinato”.
Inoltre secondo Scacchetti “l’esplosione nei primi due mesi dell’anno dei licenziamenti disciplinari (+30%) e il crollo dei nuovi contratti a tempo indeterminato (-12,7%) evidenziano che il fallimento del Jobs Act è sotto gli occhi di tutti. Sgravi contributivi a pioggia per le imprese e riduzione delle tutele per i lavoratori non hanno rappresentato, come avevamo previsto, la strada giusta”.
“La nostra sfida per i diritti continuerà – conclude Scacchetti – finché non avremo conquistato un lavoro dignitoso e di qualità con diritti universali ed esigibili per tutti”.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

sabato 8 aprile 2017

Lavoro: Cgil, 6 maggio grande manifestazione a Roma

Una grande manifestazione a Roma il prossimo 6 maggio, perché dal “Decreto alla legge la sfida continua per conquistare la Carta dei diritti universali del lavoro”. E’ questa la decisione assunta dagli oltre 1500 quadri e delegati della Cgil che questa mattina si sono riuniti al Teatro Brancaccio di Roma.
L’iniziativa del sindacato ha avuto luogo, dopo che giovedì scorso la Camera dei deputati ha approvato il decreto legge recante disposizioni urgenti per l’abrogazione delle disposizioni in materia di lavoro accessorio nonché per la modifica delle disposizioni sulla responsabilità solidale in materia di appalti, per decidere come proseguire la campagna Referendaria e le iniziative di mobilitazione a sostegno della ‘Carta’.
Abbiamo vinto il primo round, ma non smobilitiamo”, ha detto il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, “Ora ci auguriamo che il decreto venga rapidamente approvato dal Senato”.
“In ogni caso – ha aggiunto il leader della Cgil – la battaglia per i diritti non si ferma perché vogliamo il reintegro in caso di licenziamento illegittimo e perché l’obiettivo finale è la legge di iniziativa popolare della Carta dei diritti universali del lavoro”.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil

lunedì 20 marzo 2017

Intervista a Massimo Cestaro: il punto sui vari settori della comunicazione

L’Italia – dichiara nella nostra conversazione Massimo Cestaro segretario Slc Cgil – si trova nel pieno di una crisi culturale e morale. Decadimento che non riguarda solo il nostro Paese. È sufficiente guardare a quanto sta avvenendo nell’Europa dei rinnovati egoismi e del rancore sociale o negli Stati Uniti, con la nuova presidenza Trump. Mancando un collante culturale esplodono i conflitti tra i penultimi e gli ultimi, crescono disperazione e rabbia sociale e a tutto ciò si tenta di rispondere – alimentando le paure – con nazionalismi, populismi, muri e chiusure delle frontiere.
Nella conversazione Cestaro ha evidenziato la situazione di tutti i settori della comunicazione: editoria, tv, reti, call center, servizi postali, sono attraversati da una crisi generale, con pesanti ripercussioni sull’occupazione. E quello che rileviamo è la totale assenza d’indirizzo e di intervento da parte delle forze politiche.
Dobbiamo avere attenzione massima al mondo della comunicazione. Oggi, attraverso i social, con poche righe, senza nessun approfondimento, con semplici spot si fa orientamento, si forma l’opinione di molti da un unico centro che gestisce algoritmi e “bufale”. Questo determina un impoverimento del linguaggio anche della politica. Per evitare i rischi del “pensiero unico” dobbiamo favorire il pluralismo, lavorare e legiferare sulla certezza delle fonti e, puntualmente, agire con la

venerdì 1 luglio 2016

Referendum Cgil, raccolte 3,3 milioni di firme. Camusso, risultato straordinario

È un risultato straordinario e importante, che testimonia il consenso che le proposte della Cgil incontrano nel Paese”. Così il segretario generale del sindacato di Corso d’Italia, Susanna Camusso, commenta la raccolta di oltre 1,1 milioni di firme per ognuno dei tre quesiti referendari che accompagnano e sostengono la proposta di legge di iniziativa popolare ‘Carta dei diritti universali del lavoro’.
I referendum riguardano: la cancellazione del lavoro accessorio (voucher), la reintroduzione della piena responsabilità solidale in tema di appalti, una nuova tutela reintegratoria nel posto di lavoro in caso di licenziamento illegittimo per tutte le aziende al di sopra dei cinque dipendenti.
Per il leader della Cgil il numero delle firme raccolte, che questa mattina sono state depositate in Corte di Cassazione, è “il frutto del lavoro volontario dei militanti e dei delegati della Cgil, oltre che dell’impegno di tutti i dirigenti, funzionari e collaboratori dell’organizzazione, ai quali vanno il mio ringraziamento e quello di tutta la Cgil”.
“Ora attendiamo con fiducia – aggiunge Camusso – che la Corte si pronunci e siamo pronti per la prova del voto, convinti delle nostre ragioni”.
Il segretario generale della Cgil ha poi ricordato che nei prossimi tre mesi proseguirà la raccolta di firme per la proposta di legge di iniziativa popolare ‘Carta dei diritti universali del lavoro’. “Abbiamo raccolto oltre un milione di firme per ciascuno dei tre referendum abrogativi, possiamo fare ancora di più con le firme a sostegno della Carta. La #SfidaXiDiritti continua”, conclude Camusso.
Fonte: Ufficio Stampa Cgil