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lunedì 20 marzo 2017

Intervista a Massimo Cestaro: il punto sui vari settori della comunicazione

L’Italia – dichiara nella nostra conversazione Massimo Cestaro segretario Slc Cgil – si trova nel pieno di una crisi culturale e morale. Decadimento che non riguarda solo il nostro Paese. È sufficiente guardare a quanto sta avvenendo nell’Europa dei rinnovati egoismi e del rancore sociale o negli Stati Uniti, con la nuova presidenza Trump. Mancando un collante culturale esplodono i conflitti tra i penultimi e gli ultimi, crescono disperazione e rabbia sociale e a tutto ciò si tenta di rispondere – alimentando le paure – con nazionalismi, populismi, muri e chiusure delle frontiere.
Nella conversazione Cestaro ha evidenziato la situazione di tutti i settori della comunicazione: editoria, tv, reti, call center, servizi postali, sono attraversati da una crisi generale, con pesanti ripercussioni sull’occupazione. E quello che rileviamo è la totale assenza d’indirizzo e di intervento da parte delle forze politiche.
Dobbiamo avere attenzione massima al mondo della comunicazione. Oggi, attraverso i social, con poche righe, senza nessun approfondimento, con semplici spot si fa orientamento, si forma l’opinione di molti da un unico centro che gestisce algoritmi e “bufale”. Questo determina un impoverimento del linguaggio anche della politica. Per evitare i rischi del “pensiero unico” dobbiamo favorire il pluralismo, lavorare e legiferare sulla certezza delle fonti e, puntualmente, agire con la

lunedì 6 giugno 2016

Editoria: STradE (sindacato traduttori editoriali) confluisce in Slc Cgil

A quattro anni dalla sua nascita, STradE compie un grande passo ed entra a far parte del Sindacato Lavoratori della Comunicazione. La sezione Strade – Traduttori editoriali esiste ufficialmente da metà maggio. Il tesseramento è aperto.” Lo annuncia una nota congiunta della Segreteria nazionale Slc Cgil e della Segreteria nazionale STradE.
Una decisione, quella dei professionisti iscritti a STradE, che premia i risultati raggiunti grazie al protocollo d’intesa stipulato con Slc Cgil sul finire del 2012. Insieme a Slc, STradE ha aperto importanti tavoli di trattativa con gli editori, stilando piani di rientro per decine di traduttori in sofferenza e vigilando sulla loro attuazione. Risale inoltre a poche settimane fa l’accordo tra STradE, Slc e Odei (l’Osservatorio degli editori indipendenti) sotto il segno delle buone pratiche per un’editoria sana, rispettosa di tutte le figure che producono contenuti – a cominciare dal traduttore. In Italia, una novità assoluta.”
La confluenza di STradE in Slc segna quindi il rafforzamento di un percorso già avviato che ha come principale scopo, quanto mai urgente, quello di salvaguardare e valorizzare il mestiere di tradurre libri.”
“I servizi di consulenza fiscale e legale offerti dal sindacato traduttori editoriali resteranno attivi – spiega la nota – così come la possibilità di ricorrere alla mutua integrativa Elisabetta Sandri, frutto di

lunedì 22 febbraio 2016

Riforma Contributi Editoria: qualche luce ma ancora troppe ombre, intervenga il Parlamento

Il 18 febbraio è stato licenziato dalla Commissione Cultura il testo di legge sulla riforma del contributo pubblico all’editoria. Il cammino della riforma è stato tortuoso: si è partiti da una proposta del M5S che si prefiggeva, a dispetto dell’articolo 21 della Costituzione, di abolire qualsiasi contributo pubblico all’editoria, e si è arrivati all’istituzione di un Fondo per il pluralismo dell’informazione. Non mancano certo aspetti positivi nel percorso che è stato fatto: si è passati, come ha dichiarato il relatore Rampi, dal rappresentare l’editoria come “un settore parassitario che succhia denaro pubblico” alla consapevolezza che si tratta invece “di un settore strategico per la democrazia in cui la funzione del pubblico è quella di supportare i processi virtuosi.”
È sicuramente apprezzabile che il testo di legge preveda, come noi abbiamo sempre chiesto, che per poter accedere ai contributi si debba dimostrare il rispetto dei contratti collettivi di lavoro; è positivo che si introducano misure concrete per favorire l’occupazione giovanile. Altrettanto positivo è che vengano escluse dal novero dei beneficiari le società quotate in borsa: anche questa è una cosa che abbiamo sempre chiesto e suggerito.
Ma la demagogia dell’antipolitica continua a far parte dello scenario, unita all’approccio un po’ praticone del “faccio tutto io con una delega, tanto faccio in fretta e meglio” che accompagna tutto il cammino del Governo Renzi. Il testo, infatti, prevede un’ampia delega al Governo per ridefinire il quadro del sostegno all’editoria, inserendo tra i principi e criteri direttivi per l’esercizio della suddetta

martedì 28 luglio 2015

Dopo i tagli alla Cultura e alla Sanità, la Cgil denuncia i tagli all’editoria

Barbara Apuzzo - Seg. Nazionale SLC
La Cgil continua a sollevare critiche nei confronti del governo Renzi e a smascherare ingiusti provvedimenti concreti dei suoi ministri. Qualche giorno fa aveva stigmatizzato i tagli al Fondo per la Cultura, operato dal ministro Franceschini. Ieri ha avanzato notevoli perplessità sul piano di presunte “razionalizzazioni” per dieci miliardi del fondo nazionale per la Sanità, elaborati dalla strana coppia Gutgeld-Lorenzin. 
Oggi denuncia con forza la decisione di tagliare i fondi per l’editoria, vecchio pallino del sottosegretario Lotti. Altri tagli sono previsti nella prossima legge di stabilità, in particolare ai Fondi strutturali per gli Atenei universitari pubblici, annunciati dalla ministra Giannini e agli Enti locali, previsti dal Tesoro. Se questo è un modo per fare cassa e vantare, da parte di Renzi e Padoan, un abbassamento della pressione fiscale, si tratta banalmente di un trucco contabile, che tuttavia, approfondirà le diseguaglianze e creerà maggiore povertà intellettuale in tutto il Paese.
La segreteria nazionale della Cgil, attraverso Barbara Apuzzo, della SLC, denuncia dunque i tagli all’editoria. “Mentre continua il martellamento mediatico sulla portata rivoluzionaria della annunciata riforma dell’editoria, l’unico fatto concreto del governo riguarda i tagli ai finanziamenti, che stanno causando la chiusura di storiche testate e la cancellazione di professionalità e posti di

venerdì 17 aprile 2015

Riforma editoria: Apuzzo (Slc-Cgil), il Governo convoca tutti ma dimentica il sindacato?

Il 28 aprile p.v. si terrà presso la Sala Verde di Palazzo Chigi a Roma una riunione “concernente le linee guida e i criteri per l’elaborazione di un disegno di legge di riforma del settore dell’editoria”.
All’incontro sono stati invitate a partecipare numerose associazioni e federazioni che rappresentano a vario titolo segmenti del settore dell’editoria, ma non le Organizzazioni Sindacali Confederali di categoria Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil. che rappresentano l’intera filiera dell’editoria.
Alleghiamo la lettera inviata da Barbara Apuzzo, segretaria nazionale del Slc Cgil, alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, tesa a conoscere le autentiche ragioni della mancata convocazione.
Si allega risposta della Presidenza del Consiglio dei Ministri: Dip Editoria risposta a nostra richiesta di mancata convocazione del 28-4 (2)
Si allega risposta a suddetta lettera di Barbara Apuzzo: Editoria risposta slc presidenza consiglio editoria.

lunedì 7 ottobre 2013

Ricerca su precariato settore RadioTv - dal sito nazionale di SLC

SLC CGIL in collaborazione con l’ Associazione Bruno Trentin sta promuovendo una ricerca rivolta alle lavoratrici e ai lavoratori precari del settore radiotelevisivo.
L’iniziativa segue il percorso già sperimentato nel settore dell’editoria con la ricerca “L’editoria invisibile” e si propone di approfondire la conoscenza delle condizioni di migliaia di lavoratrici e di lavoratori che, pur contribuendo alla creazione e diffusione dei programmi che noi tutti vediamo e ascoltiamo ogni giorno, vivono l’esperienza della precarietà e della incertezza del proprio futuro.
Il settore dell’emittenza è sempre stato caratterizzato da forme di lavoro temporaneo, ma il loro utilizzo è andato progressivamente aumentando negli anni, mentre le condizioni di lavoro sono diventate sempre più difficili.
Eppure, la realtà quotidiana di questi lavoratori è poco o per nulla conosciuta, sia da parte dei cittadini, sia da parte delle istituzioni, tanto che anche le statistiche ufficiali non consentono di avere una rappresentazione approfondita di questo settore.
Da qui la necessità di mappare il fenomeno, per meglio orientare la nostra azione sindacale (che sempre più deve diventare inclusiva), ma anche per aprire una riflessione pubblica sul tema.
Il questionario, rigorosamente anonimo, si troverà on-line a partire dai primi giorni di ottobre sul sito: www.stainonda.it