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lunedì 27 luglio 2020

Fisco: Fracassi (Cgil) a Collettiva.it, da oggi più soldi in busta paga. Riduzione cuneo operazione di giustizia sociale

“È un successo di Cgil, Cisl e Uil se, da oggi, i dipendenti pubblici e privati vedranno nelle loro buste paga un aumento consistente delle retribuzioni, fino a 100 euro netti”. Lo afferma la vicesegretaria generale della Cgil Gianna Fracassi in una videointervista a Collettiva.it.

La dirigente sindacale sottolinea due questioni, la prima “c’è una redistribuzione salariale” e “c’è anche la rottura di uno schema che, negli anni scorsi, ha portato ad interventi a vantaggio quasi esclusivamente delle imprese, senza tener conto della necessità di fare redistribuzione vera sul lavoro”.

“Ora – prosegue Fracassi – mancano i pensionati, e manca soprattutto quella che chiediamo da anni: una riforma fiscale complessiva, che abbia il carattere della progressività e che rafforzi gli sforzi contro l’evasione fiscale, sono 109 i miliardi che il Paese perde annualmente. Ridurre l’evasione è una delle condizionalità positive richieste dall’Europa che necessiterà di interventi coerenti”.

“Per noi riforma fiscale è un processo generale che garantisce redistribuzione e giustizia sociale. Per questo – conclude la vicesegretaria generale della Cgil – continuiamo insieme a Cisl e Uil a lavorare sui temi fiscali ”.

– Per guardare la videointervista di Gianna Fracassi clicca qui
– Per leggere l’approfondimento: Irpef tagliata, la busta appaga clicca qui

Fonte: Ufficio Stampa Cgil

martedì 29 aprile 2014

RIDUZIONE CUNEO FISCALE SUI REDDITI DA LAVORO DIPENDENTE: COME VENGONO PAGATI GLI 80 EURO NETTI MENSILI

Sulla Gazzetta Ufficiale del 24 Aprile 2014 è stato pubblicato il Decreto Legge n. 66 che prevede, tra l'altro, la riduzione del cosiddetto “Cuneo Fiscale” sui redditi da lavoro dipendente ed assimilati.
Il provvedimento che ha effetto immediato e, pertanto, decorre dalla retribuzione del mese di Maggio 2014, prevede all'articolo 1 la corresponsione di € 80 mensili a titolo di credito d'imposta in rapporto al periodo di lavoro e viene erogato a quei lavoratori il cui reddito da lavoro dipendente annuale lordo è compreso entro i 24.000 euro.
Per coloro il cui reddito annuale lordo si colloca tra i 24.000 ed i 26.000 euro, l'importo viene erogato in misura proporzionale inferiore fino ad annullarsi completamente.
Il credito è valido per tutto l'anno 2014 e dovrà assumere la caratteristica strutturale, per il futuro, con la legge di stabilità dell'anno 2015.
Per ora non vengono presi in considerazione i redditi dei cosiddetti “incapienti”, quelli dei pensionati e quelli dei lavoratori autonomi.
Sulla base della Relazione Tecnica allegata al provvedimento di legge, abbiamo provveduto ad elaborare la tabella seguente che illustra, sulla scorta del reddito individuale annuale, quanto verrà corrisposto ad ogni lavoratore dipendente a partire dal mese di maggio e fino al mese di dicembre 2014.

martedì 18 febbraio 2014

Il cuneo fiscale - a cura di Ermanno Ricci

Durante la elaborazione della legge di stabilità, ha tenuto banco anche il provvedimento denominato “cuneo fiscale” come viene denominato il complesso di ritenute che gravano sul costo del lavoro.  Il provvedimento è previsto dal comma 127 della legge dove è stabilita una riformulazione dell'art. 13 del t.u.delle imposte dirette per quanto si riferisce alla determinazione delle detrazioni che riguardano il lavoro dipendente.
In particolare, accompagnato da una rilevante risonanza mediatica, si è commentato questo argomento con dovizia di giudizi più o meno critici che, ora, a “bocce ferme”, è possibile valutare.
La formula adottata dovrebbe (il condizionale è d'obbligo), ridurre l'imposizione fiscale sui redditi da lavoro fino alla concorrenza di €. 55.000 lordi annui.
Ma a conti fatti, nelle tasche dei lavoratori dipendenti non giungerà un euro in più, in quanto sia l'irrisorietà del beneficio, sia l'incremento dei tributi locali (addizionali regionali, comunali e imu), contribuiscono ad affogare i modesti aumenti in busta paga. A questo proposito sarà utile confrontare la tabella che abbiamo di seguito elaborato dove vengono riportati gli incrementi riferiti al reddito.
Ci vuole ben altro per superare e rilanciare l'economia, come si sente spesso dichiarare da parte di politici ed economisti ! E per i pensionati ?
Se esistevano dubbi, gli stessi vengono fugati dal medesimo comma della legge che chiarisce non doversi applicare la nuova riformulazione ai redditi da pensione ed assimilati. Così oltre al danno anche la beffa!
Non bastava il blocco biennale imposto per le pensioni superiori a tre volte il minimo, della riforma monti/fornero, non bastava il nuovo sistema introdotto per ridurre la percentuale di aumento della perequazione annuale, ci voleva anche l'esclusione dalla riduzione del cuneo fiscale per ampliare ancor più il divario che già esisteva con la vecchia normativa tra redditi da lavoro dipendente e redditi da pensione.
Prosegue così, la politica di riduzione del potere di acquisto sui redditi dei pensionati e delle loro famiglie con le nefaste conseguenze di inasprire il già esistente disagio sociale e contribuendo ad alimentare una ulteriore e drastica riduzione dei consumi.

mercoledì 30 ottobre 2013

QUESTA LEGGE DEVE CAMBIARE

La legge di stabilità 2014 in discussione al parlamento deve essere profondamente cambiata nelle parti che riguardano i prelievi fiscali sui redditi dei lavoratori dipendenti e dei pensionati.
Il nostro giudizio è nettamente negativo per le gravi ripercussioni che le norme contenute nel provvedimento produrranno, se così approvate, sulla capacità di spesa delle famiglie a reddito fisso.
Particolarmente penalizzante appare la parte che si riferisce ai redditi da pensione che prevede una serie di blocchi e tagli tali da ridurre ulteriormente le già scarse possibilità economiche a loro disposizione.
Inoltre, il già esistente divario tra redditi di pari importo da lavoro dipendente e redditi da pensione, viene maggiormente ampliato dal tanto sbandierato e ridicolo provvedimento sul “cuneo fiscale”.
A questo proposito si confronti la tabella di seguito elaborata.
Il sistema previdenziale italiano, con le sue anomalie, sperequazioni ed iniquità, è divenuto il terreno di caccia preferito da parte di tutti i governi che si sono via via succeduti nel corso degli anni.
Ad ogni legge finanziaria (oggi si chiama legge di stabilità), una volta usando il fioretto, altre volte la scure (vedi riforma Fornero), si è cercato di incidere in modo progressivo sulle pensioni, sempre inventando nuovi limiti e blocchi al solo ed unico scopo di fare cassa.
Di seguito indichiamo alcuni punti che, a nostro avviso, rappresentano la parte più mortificante dei