NOTA SUL PIANO NAZIONALE RILANCIO E RESILIENZA
Cgil, Cisl, Uil valutano l’importanza strategica del Piano di Ripresa e Resilienza quale strumento
fondamentale per la ripresa del Paese, per aumentare l’occupazione in particolare giovanile e
femminile e per ridurre i divari territoriali (Nord-Sud, aree urbane e aree interne e centro
periferie). Infatti attraverso gli investimenti e le riforme inciderà profondamente sui processi
economici e sociali e, anche sulla scorta delle indicazioni europee, si misurerà con le
trasformazioni della digitalizzazione e della riconversione green.
Per queste ragioni Cgil, Cisl, Uil considerano inadeguato il confronto finora avuto con il Governo in
ordine alla definizione delle priorità strategiche, degli obiettivi e delle risorse del Piano stesso.
In primo luogo si segnala che nel PNRR è stato predisposto uno schema di governance interistituzionale, a più livelli. In questo modello il ruolo delle Organizzazioni Sindacali non è esplicitato
adeguatamente, né sono definiti e garantiti livelli di negoziazione, di confronto preventivo e di
monitoraggio né sugli investimenti né sulle riforme.
Cgil, Cisl e Uil chiedono che le sei missioni, le sedici componenti e le tre azioni trasversali,
diventino oggetto costante di confronto preventivo e di monitoraggio della “Governance
partecipata” con il coinvolgimento sostanziale e non formale del Sindacato Confederale.
Coinvolgimento che, con riferimento all’efficacia delle tappe in successione del cronoprogramma,
al rispetto degli obiettivi generali e intermedi attesi con riferimento all’impatto economico,

